giovedì, aprile 24, 2014

Cosa mangiare al ristorante giapponese se ti fa schifo il sushi.


Capita. A qualcuno capita spesso. I tuoi amici sono tutti sushi-dipendenti, ti invitano per una cena in compagnia e a te il pesce crudo fa schifo.
Quindi, niente sushi, sashimi e compagnia bella.
Ecco una pratica guida di quello che puoi mangiare in un ristorante giapponese se il pesce crudo ti fa ribrezzo.
Nota per le cinture nere di sushi: questa guida è settata su un ristorante di medio livello che puoi trovare in Italia. Non è basata sul ristorante giapponese imperiale dove mangia lo shogun Mitsu Kunimito. A seguire ci sono i piatti non di pesce crudo che puoi trovare in un comune ristorante giapponese dei nostri, spesso gestito da cinesi, altrettanto spesso all you can eat. Non ho incluso le pietanze e le portate rare e particolari che qui da noi puoi trovare soltanto in ristoranti giappi indicati sulla Guida Naruto.
In più, nei giappo nostrani sono serviti anche dei piatti cinesi, che qui non prendo in considerazione.

Edamame.
Verdissimi bacelli di soia lessati. Li apri e mangi il fagiolo di soia che c’è dentro.
Come sono? Secondo me sono neutri. È come mangiare un cecio o una fava bollita.

Tofu.
Il Tofu è neutro, altrimenti non sarebbe Tofu. Tutto dipende da come e con cosa viene condito.
La sua consistenza a qualcuno può dare un po’ fastidio, diciamo che può ricordare una nostrana panna cotta un po’ più stagna.

Harumaki.
Si potrebbero definire come la versione nipponica degli involtini primavera. Sono più piccoli, e di solito sono accompagnati con una salsina piccantina.
Buonini, ma fritto è buono anche il biglietto dell’autobus.

Alghe Wakame.
Non so te, ma io non mi sveglio al mattino dicendo:
- Ah! che voglia di mangiarmi un bel piattone di alghe!
Per me, le alghe stano bene dove sono, tra gli scogli.
Magari sono il cibo più sano dell’universo, ma anche no, grazie.
Mangiare le alghe Wakame è come masticare un groviglio di lenze da pesca, dal persistente sapore di acquario.
La versione piccante: Gomae Wakame, è uguale, ma mentre lo mangi, una donna nel panico ti spruzza in bocca dello spray urticante.

Zuppa di Miso.
Il Miso è pasta di soia fermentata, elemento principale del piatto. Poi ci aggiungi un po’ di Dashi, brodino di pesce, e un po’ di alga Kombu. In questa base si tuffano dei cubetti di Tofu e dei vegetali a seconda della stagione.
Il risultato è una zuppa che può essere tiepida, oppure della stessa temperatura di una supernova, che ti viene servita dentro un ciotolino.
Com’è? Dipende. E purtroppo credo dipenda dal prodotto già cotto e congelato e lanciano nel microonde prima di servirtelo. Dipende anche se il Dashi è un “dado” tipo il nostro e dalla sua qualità.
A volte, in alcuni locali è ottimo, altre volte già dall’odore ti domandi come mai non stai per arrotolare degli spaghetti alla carbonara nella trattoria di Gigi il Troione.

Osumashi.
Più o meno uguale, ci si aggiungono dei gamberetti e del pollo.

Riso Gohan.
È il riso bianco, bollito.
Ospedaliero.

Soba.
Spaghettini di grano saraceno, scuri, si mangiano caldi o freddi, a seconda.
Possono essere anche in brodo.
Diventano la base del piatto che può essere composto in molti modi diversi e di conseguenza, può avere nomi differenti. Quello che rimane uguale è il suffisso Soba.
Quindi: verdurine, carne, pesce cotto, gamberetti, piccanti non piccanti, con dentro anche della roba in tempura, oppure no.
Di solito, quelli che non mangiano pesce crudo e vengono trascinati in un ristorante giappo si abbuffano di Soba.
Generalmente, anche negli all you can eat più estremi, non sono male.

Udon.
Stesso principio di Soba, ma si tratta di spaghetti di grano tenero, per cui sono chiari.
Sono più cicci rispetto ai Soba, diciamo grandi più o meno quanto un nostro bucatino, ma senza il buco dentro.
A volte risultano un po’ viscidini.
Come per i Soba, loro sono la base e poi ci si mette attorno un po’ di tutto. Quello che rimane è il suffisso Udon.
Vale lo stesso discorso fatto prima per i Soba.

Ramen.
Spaghettini ini ini di pasta all’uovo, serviti in un brodo di lava fusa.
La zuppa di magma liquido può essere a base di carne o di pesce, con verdure o con curry. Puoi aspirarli rumorosamente, è consentito.
A volte, per venire incontro ai gusti occidentali che prevedono di nutrirsi con pietanze dalla temperatura inferiore ai 190 gradi, vengono serviti asciutti, senza brodo.
Ricordano gli spaghetti di riso cinesi, meno stopposi.

Nota per i master di susheria: Lo so che gli Udon, i Soba e i Ramen nella cucina tradizionale giappa vera sono un'altra cosa, giocano in un altro campionato e hanno dei presupposti completamente diversi. Qui, genericamente, funziona come ho scritto sopra.

Yakitori.
Simpatici spiedini di pollo, con una spolverata di sesamo e salsa Teriyaki.
(la salsa Teriyaki è composta da soia, sakè, zucchero e miele. Calda)
In genere lo spiedino servito qui da noi è fatto con il petto di pollo. Mi dicono che in giappolandia ci siano diversi tipi di Yakitori a seconda della parte del pollo utilizzata.
Buoni. Uno dei miei piatti non di pesce preferiti.

Tutto quello che finisce con Don.
Don è l’abbreviazione di Donburi, che significa scodella. Indica una serie di pietanze cotte, servite su una base di riso bianco. Don diventa un suffisso.
Carne, pesce, verdure, uova, cotte in modi diversi abbinate in modi diversi, servite in un ciotola con sotto del riso.
A volte, tanto tanto riso.
Tra i vari Don, i più serviti qui da noi sono:
Katsudon.
Una cotoletta di maiale, fritta, tagliata a fettine, con aggiunta di uovo su base di riso.
Patto maschio, sostanzioso. Attenzione, l’uovo non è mai cottissimo.
Tendon.
Gamberi in tempura e riso.
Kakiagedon.
Gamberi e verdure fritte, tagliate sottili. E riso.
In genere è buono, soddisfacente e nutriente. Accoppiato a un piatto di pasta ti può far sopportare la vista dei tuoi amici che si strafogano di pesce crudo.

Tamago.
Frittata. Non è facile da trovare, ma in alcuni locali la fanno.
La frittata giappa è quadrata, ed è usata in modo grafico, servita a cubetti.

Tempura.
Roba fritta in pastella. Gamberi, gamberetti o verdure.
Essendo fritto, ed essendo fritto tanto, tutto dipende da dove stai mangiando.
Diciamo che, in un all you can eat da 5 euro, eviterei di prendere qualsiasi cosa in Tempura.
In un locale di medio livello, dove l’olio è veramente olio e non è una sostanza oleosa non ben identificata, la Tempura è buona.
Deve essere croccante e la pastella non deve svenire via dall’alimento che circonda.
Se capita, scappa.

Hossomaki, Uramaki, Futomaki, Temaki.
Ovvero: Rotolo piccolo con alga esterna, rotolo medio con riso esterno, rotolo grande con alga esterna e cono di riso con alga esterna.
Si fanno non solo con del pesce crudo, ma anche con altri ingredienti che magari ti piacciono. Cambia il nome e la forma, ma non l’ingrediente principale.
Maguro Cotto.
Hossomaki, Uramaki, Futomaki o Temaki fatto con il tonno della scatoletta.
Philadelphia.
Come sopra, ma con avocado e formaggio Philadelphia.
California.
Come sopra, ma con surimi, avocado e maionese.
Kappa.
Con i cetrioli. Ti piacciono i cetrioli? A me no.
Ebi.
Come sopra. Ebi significa gamberetto, e in genere tutti gli Ebi sono cotti.
Ebiten.
Stessa solfa, ma il gambero prima viene fritto.

Maki fritto.
Un rotolo, che può essere Ossomaki, Uramaki o Futomaki, che viene fritto.
A quel punto, puoi prendere anche un Maki in origine con pesce crudo, che la frittura lo cuoce. Nei posti medio-sfigati, il maki fritto è di salmone.
(I posti medio-sfigati sono un tempio in onore del salmone)

Teppan.
Ovvero: grigliato.
Se vedi scritto Teppan significa che quella tal cosa viene grigliata.
Per cui, se Tori significa pollo, Tori Teppan sarà?
Okay, ci siamo capiti.
A volte, con un salto mortale triplo, viene proposto un pollo grigliato chirashi.
Ovvero del pollo grigliato su base di riso.

Shabu-Shabu.
Equivalente giapponese della bourguignon, dove la carne viene cotta in un pentolino con sotto un fornello direttamente sul tuo tavolo.
Di solito si tratta di carne di maiale, vitello o manzo che viene lessata in un brodo leggero.
Conviviale e divertente, come la versione franzosa.

Mancano i dolci.
Che poi sono delle robe a base di fagioli Azuki o tipo un budino fatto di uova.
Buoni, ma in genere non si prendono mai.
Comunque mi è venuta fame.
Vado.
Di sicuro manca ancora qualcosa, semmai aggiungo in seguito.


3 commenti:

Giorgio Salati ha detto...

Ottima guida!

Comunque citando Mitsu Kunimito sei riuscito a riportare alla luce un cartone animato che erano anni che cercavo di ricordare (ricordavo solo la fascia della potenza)!

marcell_o ha detto...

non sono mai stato al giapponese (inteso come ristorante), ma ora ho voglia di andarci e mi porterò dietro il tablet acceso su 'sto blog
ci siamo sganasciati (nel senso delle risate), più di tutti quello di noi che è stato più volte al giapponese

Adele ha detto...

Il tempio del salmone, verissimo!
Sarà per questo che, appena ho trovato un all you can eat a Bologna dove ho visto comparire tonno, anguilla e gamberi, mi ci sono affezionata <3