mercoledì, febbraio 26, 2014

Vivere e lavorare nell'era della casta.


Prima o poi, ti ritrovi sempre con un grillino attaccato al collo. È come con gli agriturismi in toscana,  sono loro che trovano te. Se non è un grillino è un rivoluzionario da tastiera, un forconista, un complottista, un avanguardista moralista, un ribelle che indossa una maschera sotto copyright Warner, un deluso dalla vita, uno con dei problemi con il tasto maiuscole. Credo sia colpa del loro ditone, l’indice, quello che usano per scrivere e che poi ti puntano addosso ringhiando.
Se fai qualcosa, se nella tua vita sei riuscito a fare qualunque qualcosa, a ottenere un minimo successo, a raggiungere uno degli obiettivi che ti eri prefissato, non è merito tuo.
Non è merito delle tue capacità, degli sbattimenti che ti sei fatto e dell’impegno che ci hai messo. Se sei riuscito a fare qualunque cosa è perché fai parte di una casta.
La caaaastaaaaaaahhh!
La casta è ovunque, e c’è una casta per ogni cosa.
Il concetto di casta ha perso il suo significato originario di élite ristretta, alla faccia di Stella e Rizzo. La “casta” è diventata una struttura talmente ampia e massificata che racchiude tutti tranne i grillini e i loro simili in esagitazione.
Deve essere brutto essere gli unici esclusi da un club così ampio.
Mi dispiace un sacco.
Possibile che esista una casta che comprende tutti gli altri tranne loro?
Pare proprio di sì.
La questione è affascinante perché ribalta completamente la visione della realtà.
Non si tratta di capire i motivi di un insuccesso personale, la questione si basa sull’individuare il dolo nel successo altrui.
Il concetto di “casta” è diventato un’arma di giustificazione di massa.
Eppure, qui, adesso, nel mio Paese, esistono persone che, nonostante tutto, nonostante le difficoltà, i gap, i casini, si alzano la mattina e si sbattono per fare qualcosa.
Riuscendoci.
Non è detto che per riuscire a fare qualcosa in questo Paese devi avere per forza dei santi in paradiso. Devi avere muscoli e buone idee, questo sì.
Invece di blaterare di caste, bisognerebbe fare un’apologia della fatica, del lavoro, dell’impegno, delle notti insonni, del crederci, dell’adattarsi e stringere i denti per raggiungere i propri scopi.
Incredibile! Ci sono persone che sono riuscite a laurearsi! A trovare lavoro! A tenerselo! O a tirare fuori le palle per cambiare vita e andare all’estero! (la casta degli expat)
Incredibile! Ci sono persone che lavorano nell’editoria! Nella musica! Nel cinema! Ci sono giornalisti che ogni giorno si alzano la mattina e non hanno mal di schiena!
Pazzesco!
Tutti queste persone, nei favolosi tempi in cui viviamo, si ritrovano a dover affrontare un problema in più: il rumore di sottofondo prodotto dagli sfigati che gridano alla casta.
La verità?
Quella che tu chiami casta, Darwin la chiama selezione naturale.

26 commenti:

Annalisa Guarelli ha detto...

Ola per Diegozilla!

Fabio Barcaroli ha detto...

Il problema è che non esiste più il concetto di autocritica, ma soprattutto, la gente non è più abituata ad accettare il contraddittorio. Proprio ieri stavo affrontando questo argomento nell'ambito teatrale (io recito in una piccola compagnia amatoriale); un sacco di persone, siccome quando si esibiscono ricevono applausi e complimenti, sono convinte di avere talento. Non tengono conto del fatto che gli applausi ed i complimenti che ottengono nei teatri dell'oratorio dove si esibiscono vengono da:
a) amici & parenti;
b) persone che non hanno una reale competenza in ambito artistico.
Di conseguenza, quando si approcciano a progetti professionali, attribuiscono a "le solite raccomandazioni" il loro insuccesso.
E tutto questo è dovuto solo ad una cosa: mancanza di umiltà! Perché è più comodo additare "il sistema" invece che mettersi lì e pensare: "E se fossi io nel torto? Sono realmente qualificato per fare quello che vorrei fare?"

Marco Polenta ha detto...

Grazie. Grazie.

Slum King ha detto...

Quindi dici che la prossima volta è meglio che la campagna marketing la fai fare a quello di Lady Mafia?

Zechiel89 ha detto...

Molte persone, semplicemente, non accettono che l'importante è camminare, agire, andare avanti, essere forti. Se io e i miei fratelli avessimo dato ascolto a tutti quelli che ci hanno detto che è inutile che studiamo, inutile che tentiamo i concorsi, inutile che rischiamo non saremmo mai riusciti a ottenere quello che abbiamo ottenuto.
Certa gente ha come credo l'apatia.

Nebo ha detto...

Diego, su questa sono con te al 100%. Quello che non capisco è come conciliare il discorso della selezione naturale - di cui sono un fan accanito - con quello del 56k, dove dici che i pisquani andrebbero aiutati. O li lasci col Dodo o te li carichi in spalla.

A ogni modo gran pezzo, condiviso.

Diego Cajelli ha detto...

@Nebo!
Sì, cado spesso in contraddizione.
Però lo dico.
:-)
Ecco, potrei cavarmela citando Walt Withman, ma te la risparmio.
(Ah, ti leggo e sei un grande!)

Nebo ha detto...

Er... Io cito Piotta: "so mpo' imbarazzato". Grazie :D
Ti trovo a Mantova comics?

Diego Cajelli ha detto...

Sì, sono lì per faccende legate alla casta dei cuochi televisivi e a nuove serie della casta bonelliana!

El Lorro ha detto...

Ok ok scusate ma...

UOOOOOOOOOOOOOOOH!!

Ok fatto. Sei un figo, ti devo una birra.

spartaco lombardo ha detto...

Per cui, grillini a parte ( di cui non sono ne elettore ne fan), il problema è che gli italiani sono una massa di sfigati e irrealizzati che si riscattano nel voto populista. Scusa, senza offesa, ma è una tesi molto simile al "John Philip Jacob Elkann" pensiero e alla "Formigoni" sintassi. Semplicistico, non ti sembra?

Nebo ha detto...

Benerrimo, di persona si chiacchiera meglio - impegni e morose permettendo. :|

Diego Cajelli ha detto...

@Spartaco

Mi hai messo con le spalle al muro!

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Mi spiace, prof., ma stavolta non sono d'accordo.

Perché, complottismi scemi a parte, se "quelli che ce la fanno" nella situazione attuale sono, che so, 1 ogni mille, non è difficile immaginare che in una situazione più sana sarebbero davvero tanti di più.

Oggi come oggi, non basta "fatica, del lavoro, dell’impegno, delle notti insonni, del crederci, dell’adattarsi e stringere i denti".

Sono condizioni necessarie e NON sufficienti: devi, OLTRE a tutto ciò, ANCHE non avere la Mafia che ti taglieggia, non essere in concorrenza con un raccomandato/protetto, essere in grado di pagarti gli studi, e molte altre cose "normali" (ma non in Italia).

Se poi hai "successo ma non abbastanza" che fai?

Hai la tua bella attività che ti rende un tot, metà del reddito lo consegni allo Stato (IRPEF 23% o più, IVA oltre il 20% salvo eccezioni) e all'INPS (30% circa, secondo la categoria).

Là dove a condizioni "normali" la tua idea ti permetterebbe di vivere onestamente, qui CHIUDI.

Non è complottismo, basta chiedere ad un commercialista che provi a vivere delle consulenze ad attività normali, ai professionisti, ai piccoli imprenditori (se sei il commercialista di una squadra di calcio non vale... però puoi testimoniare di quante e quali agevolazioni ci sono per le attività in cui "i soliti noti" hanno investito pesantemente).

Diego Cajelli ha detto...

@Mattia Bulgarelli (K. Duval)

Aspè.
Io non ho detto che siamo nel paese del bengodi. Anzi, non l'ho mai detto. Anzi, sono sempre stato tacciato di esterofilia spinta.
Ho detto che qui è un casino, che qui è difficile, che ci sono gap strutturali, culturali, politici, eccetera e nonostante tutto qualcuno ce la fa.
Questo qualcuno non per forza appartiene a una casta.
Fino a quando si blatera di caste, non si possono investire energie in quel (poco) che è rimasto di buono qui cercando di sistemare le cose.
Urlare alla casta è arrendersi senza fare niente.
Tutto qui.
:-)

Matteo Casali ha detto...

Il vero problema, Diego & Nebo è che la selezione naturale, come sostiene un mio amico esperto (nel senso di laureato a Cambridge) in genetica è una cosa terribile. E pure una gran fregatura, nel nostro caso.

Perché la selezione "of the fittest" (trad. "colui che meglio si adatta all'ambiente") significa che in questi tempi bui di gente che grida dalle tastiere in maiuscolo, troviamo la triste prova che la "natura" sta selezionando gli elementi peggiori. Che prolificano e si riproducono più di chiunque altro.
Il mio amico genetista mi fece gelare il sangue quando mi disse che, storicamente, non sono gli individui "migliori" (i più intelligenti, quelli che potrebbero dare una spintarella all'evoluzione umana) a riprodursi di più. La prova ultima è che abbiamo in giro più gente da Jersey Shore che da convegni di letteratura.
Sono "loro" quelli più adatti a un ambiente devastato culturalmente come quello in cui viviamo. Dove è diventato troppo facile diventare un altro urlatore, che spreca tante K e tanti !!11!!, facile come schiacciare per errore –o peggio, volutamente– un tasto.
Il Caps Lock.

A Mantova mi sa che ne parleremo, noi membri della Kastah.

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Prof. Diego: ok, ora ho capito meglio. ^_^

Da una parte è anche giusto incazzarsi per i diritti rubati (direttamente o attraverso i soldi "deviati", per legge o illegalmente, ecc.)... dall'altra concordo perfettamente, sia chiaro, che non è giusto smettere di distinguere tra chi "ce la fa" a suon di appoggi e chi "ce la fa" nonostante tutto.

Non è facile urlare, protestare e fare una rivoluzione senza "intrupparsi": la massa serve come "potenza di spinta", ma la massa non ragiona, per definizione... e quindi che facciamo? Esiste una via di mezzo tra "spacchiamo tutto" e "testa bassa e subire"? Io non lo so, accetto consigli e pareri.

Nebo ha detto...

@Matteo sì, meglio, il discorso qui sarebbe enorme.

Angelo Ferrari ha detto...

Come sempre: solo stima.

Renato Barera ha detto...

@Matteo Casali
ciao,
concetto interessante ma non ne sono completamente convinto...è vero che la selezione naturale non tiene conto dell'intelligenza e/o delle capacità del singolo individuo ma tendenzialmente si.
si notano maggiormente gli imbecilli solo perchè internet è accessibile a tutti e ora hanno voce persone che magari fino a 30 anni fa passavano la loro vita nel loro piccolo mondo senza venire a contatto col resto dell'umanità.
ovviamente ci metto un IMHO grande quanto una casa :)

Rosebud ha detto...

Questo post è un piccolo "stay hungry, stay foolish" applicato al desiderio di sopravvivenza all'italiano medio. Credo che ne farò un poster e lo appenderò in camera.

Saluti da una studentessa di storia dell'arte a cui è stato detto che non troverà mai lavoro perchè "in quel campo sono tutti figli di papà raccomandati".

Diego Cajelli ha detto...

@Rosebud
E se si provasse a "creare" un altro campo?
Per dire...
Guida artistica privata, per turisti stranieri, con profilo web e clienti dal web.
Offri un "pacchetto" in una città d'arte.
Certo, non è la scuola, non è l'impiego scolastico a cui ambivi, ma forse...

Diego Cajelli ha detto...

@Rosebud
Poi se lo fai e funziona mi dai una percentuale, eh?
:-)

Pog ha detto...

@matteo casali

A mio avviso il tuo amico genetista sorvola con troppa leggerezza la differenza tra "selezione naturale" e "selezione sociale".
Una cosa è essere adatto all'ambiente sociale in cui si vive, un altro quello di potersi riprodurre con più facilità di altri (quindi essere adatto all'ambiente naturale).

Le due cose a volte possono coincidere, a volte essere in rapporto inverso e altre volte essere per lo più indipendenti.

Inoltre credo che la generazione "Jersey Shore" dia una pista notevole al suo equivalente di un secolo fa.
Per non parlare di come stavano prima... se non eri classe dirigente, eri carne da lavoro e basta.
Qualche secolo fa anche solo per fare ragionamenti come quelli che si fanno in questo blog si doveva essere classe dirigente: nobile, politico, commerciante.
Quelli che ora vedi andare dietro ai complottismi più vari in passato non avrebbero saputo nè leggere nè scrivere.
E non solo loro, ma pure molti di noi.

Carmelo M. ha detto...

viviamo in un mondo di sapientoni, che la mattina si alzano e si permettono di giudicare le persone per come vivono o pensano, ma chi siete voi per affermare tutto questo? In questo mondo anche il più umile dei lavoratori ha creato ricchezza o benessere per far star bene qualcun'altro, se qualcuno ha le capacità per studiare, dietro c'è qualcun'altro che con il suo lavoro e pagando le tasse crea i servizi per la scuola, pensate che i grandi sapientoni siano in grado di costruirsi una casa, o di riparare un mezzo, o coltivare la terra e prodursi il cibo? In questo mondo tutti siamo utili e indispensabili, e se permettete uno vuole arrivare e vedere i suoi figli affermarsi nel proprio Paese, e non vederlo svendere da politici di merda, solo per il loro interesse personale, la meritocrazia non fa più parte di questo mondo, e le ingiustizie sociali non si contano più, in un Paese dove hai sudato sangue per uno Stato che non ti garantisce più nemmeno il diritto alla salute, e dove i LORSIGNORI non si fanno mancare nulla e percepiscono pensioni d'oro, e una che ha lavorato una vita si trova a passare una misera vecchiaia, smettiamola con questa falsa, ognuno ha il diritto di incazzarsi, ed esprimere il suo pensiero.

15.000 in C ha detto...

vero, ma che c'entrano i grillini?

ah no, ma questo è il periodo del tutta l' erba un fascio..
fascio...
fascio....

:)