venerdì, ottobre 25, 2013

X Factor 7, prima puntata


Un anno di pausa da X Factor. Sono pronto. Sono completamente disintossicato, immemore dei precedenti, e piuttosto determinato. Eccomi qua. X Factor, strapazzami che sono tuo. Purtroppo, questo lungo anno di lontananza mi ha fatto dimenticare molte cose. La più importante è che non mi ricordavo più dei tempi biblici di questa trasmissione. Non voglio fare il figo, ma tre ore e passa di tivvù, tutte sullo stesso programma, sono un po’ troppe. Come tempistiche richieste per la fruizione del prodotto siamo a metà tra Il Decalogo di Kieślowski e la filmografia completa di Annamaria Rizzoli e Aldo Maccione.
A scelta.
Per fortuna che ad assistermi in questa prima puntata di X Factor c’è il mio vicino di casa, il Signor Curti. (Per saperne di più sul signor Curti, basta cliccare qui e scavare un po’)
Eccoci qua. Dopo un monologo noir di AleKat, scritto dagli stessi autori della campagna Enel dei Guerrieri, arriva Chiara, direttamente dal boschetto della Tim. Canta. Poi arriva anche Francesca, e io mi riscopro innamorato della sua voce. Cantano tra una battaglia a colpi di laser e l’altra, che disintegra le cornee a quelli seduti nelle prime file.
Sono le 21:13 e io, onestamente, ne ho già piene le palle.
Ma non ho tempo di dirlo al signor Curti perché atterrano gli Alieni.
Tra i rumori intestinali della sala macchine dopo un’indigestione di dilitio, arrivano quelli di Zeta Reticuli e rapiscono AleKat. Gli fanno degli esperimenti come al povero Travis Walton, e da quel giorno AleKat avrà delle strane sensazioni tutte le volte che accenderà un frullatore.
Alekat Abduction da il via alla puntata. Entrano i giudici.
Ci mettono 26 minuti ad arrivare al loro tavolo perché il tram non passa, il mio tempo non vale un cazzo, e se non camminiamo al rallentatore come si fa a fare otto ore e mezza di programma?
I giudici. La Ventura agghindata come la Vedovella Allegra del Far West, Morgan in versione: ho lanciato i vestiti nel ventilatore, Elio con parrucca riccia, e il grandissimo Mika ha sventrato la tappezzeria del mio pub preferito di Londra e ci si è cucito un completo. Gli manca soltanto una papera di legno appoggiata alla spalla.
Si siedono, e poi parte il coro con tutti i concorrenti di X Factor.
Scopro con piacere che il terzo elemento dei Free Boys è Jackie Chan, e la cosa mi riempie il cuore il gioia e arti marziali.
Sugli schermoni alle loro spalle si vedono degli spezzoni del filmissimo: L'Atalante di Jean Vigo, e io mi aspetto l’arrivo di Enrico Ghezzi per un assolo di tastiera. A tracolla come Sandy Marton. Invece no, rimane questo coro dell’antoniano di bambini adulti, poi compare anche Elisa e la mia deflagrazione atomica di noia esplode in salotto.
- Sono le 21:26, signor Curti, che ne dice se cambiamo canale che su Real Time comincia: “non sapevo di essere nato” e subito dopo: “ricettatori di Baggio che ti mettono a tuo aggio?”
- Ma no, Diego! Hai promesso che facevi la recensione e ora la devi fare. Non hanno ancora cominciato il programma, dai! Resisti. Poi ti racconto di quella volta che sono andato a fare il tagliando dell’auto e l’ho persa al gioco delle tre carte.
- Va bene.
- Chi sono questi tamarri della Barona che parlano in inglese?
- Credo siano gli One Direction.
- Ah.
- Comunque adesso comincia la gara, signor Curti.
La formula è la solita. 12 cantanti in gara, due manche da 6, i due meno votati vanno al ballottaggio. Uno a casa. Subito.
Bisognerebbe fare un programma con tutti gli agnelli sacrificati alla prima puntata di tutti i talent e di tutti i reality. Compari di Sfigazza. Un buon titolo.
Inizia Gaia. Mika le ha assegnato Seven Nation Army dei White Stripes. Bel pezzo, rovinato dalla tirannia della plebe, per dirla alla Carmelo Bene, che lo ha trasformato in un coro belante da stadio. Siccome ho citato Carmelo Bene, per fare ammenda dovrò scaricare un pallet di piastrelle in clinker.
Gaia è stata addobbata come una fantina fetish, più Febbre da Cavallo che John Willie, e trasforma il pezzo da rock a soul. Non sono per niente d’accordo. Ai giudici però piace. Per la prima puntata i giudici hanno deciso di tenere un atteggiamento così zuccheroso da rischiare il picco glicemico.
Bò. Preferivo Gaia quando era stramba, mi inquietava, ma era unica e personale. Ora è stata uniformata e ha perso molto.
Il secondo a esibirsi è Andrea. Gli hanno fatto tenere la barba, però hanno deciso di farlo cantare in pigiama. Cantare in pigiama non è da tutti, diciamo che puoi farlo se sei Katy Perry, ma quando a farlo è un ragazzone di due metri per centodieci kg, con la barba di Charles Darwin è tutta un’altra cosa.
Eppure, il titanico Andrea riesce a cantare il pezzo dei Gorilaz senza rendersi ridicolo. Questa è la mia performance preferita della serata, e Andrea entra nella mia cerchia dei favoriti.
È il turno dei Free Boys, finalmente in tre.
Prendono un pezzo di Tracy Chapman e lo trasformano in una canzone degli N'Sync o dei Backstreet Boys. Le dinamiche sono quelle, le armonizzazioni pure, e io non ci vedo nulla di male. Anzi. Li avrei voluti vedere scalzi e sotto la pioggia battente. Adoro le Boy Band, per me sono l’equivalente di un Tag Team del Wrestling, c’è la medesima costruzione teatrale narrativa.
Jackie Chan, Mini Michael Kamen e quello con la faccia da calciatore, portano a casa la serata in modo dignitoso.
Baruffa tra Morgan e la Ventura. Lei gli risponde con una cavalcata di luoghi comuni e frasi fatte che lascerebbe senza fiato anche un campione di apnea. Credo che nel monologo della Ventura mancassero: barbatrucco e Venezia è umida, per mettere insieme tutte le frasi fatte consentite dalla lingua italiana.
Dato che la scena in cui deve saltare giù dall’elicottero per raggiungere Stallone e Chuck Norris sullo scafo del sommergibile è stata rimandata, Giuseppe Battiston non aveva bisogno della sua controfigura. Fabio ha potuto partecipare alla prima puntata di X Factor.
Fabio arriva, vestito come Pallino il mago del budino. Corre dietro a un pezzo di Gazzè. Pedala come un matto per stare dietro al brano, quasi fosse un gregario di Coppi sul passo dello Stelvio. Ottomila imperfezioni, entra ed esce dal pezzo, pasticcia.
Ma i giudici applaudono. E io ho deciso che di musica non ne capisco un cazzo.
È il momento di Valentina, che canta un pezzone dei Black Eyed Peas.
Viene messa davanti a un ventilatore e via. Ho l’impressione che la ragazza stia correndo per arrivare al ritornello, però corre senza fare troppa fatica.
Ai giudici piace. In più, dato che viene ripetuto più volte, la Ventura finalmente impara come si pronuncia audition.
Le casalinghe hanno un fremito quando arriva il turno di Alan. Vestito come un Tony Manero pelato, canta Creep dei Radiohead.
Uh. Mi ricordo i tempi dei Radiohead.
Diciamo che: Creep è minimamente sopportabile, solo se sei sotto un regime piuttosto rigido di antidepressivi, quando è cantata da Thom Yorke. Fatta da Alan è una performance di escapismo dalla noia e dal tedio.
Ma, zucchero zucchero, ai giudici piace.
È il momento degli ospiti. Finalmente, dopo che mi sono state imposte a forza, vedo che fazza hanno le Icona Pop.
Il signor Curti mi chiede il significato del testo, e io traduco.
Vedo che è un po’ stizzito. E gli chiedo:
- Che cosa c’è che non va, Signor Curti?
- Beh, santa polenta! Se sfasci la macchina contro un ponte e non te ne frega niente, vuol dire che quella macchina non l’hai pagata te!
- Capisco.
- Che son buoni tutti a fregarsene se rompi la macchina che ti ha pagato papà!
- Ma loro sono due stronze anni 90, dicono.
- Eh. E allora vuol dire che adesso faranno le stronze sulla 90. L’autobus.
Chissà se la 90 porta alla via lattea, mi domando, annuendo al Signor Curti.
Alle 22:38 c’è lo stop al televoto. Diamine, sono le 22:38 e mancano ancora 6 cantanti, gli annessi e connessi e lo scontro finale?
Ma io ho da fare! Ho una vita, ho del lavoro vero da sbrigare, una facente funzioni di moglie, un figlio, la spesa, le pattumiere da portare giù, un pezzo da scrivere! Le 22:38?!
Non posso, davvero, permettermi questo tipo di intrattenimento per una banale questione di tempi. Per oggi va così, ma dovrò trovare un sistema alternativo se voglio seguire questa stagione di X Factor.
Alle 22:44, inizia la seconda manche...

La recensione della seconda manche, per i motivi di cui sopra, la metto on line nel pomeriggio.

Nel fratempo, ripassiamo: le rece delle stagioni precedenti di X Factor, le trovi cliccando qui.



 

5 commenti:

AntonellaMu ha detto...

Dai fastidio per quanto sei bravo!

Anto

Annalisa Guarelli ha detto...

Devono continuare a fare Xfactor solo perchè tu lo possa recensire. Troppo bravo!

Doctor Ci. ha detto...

Ahahah bellissima recensione! *___*
Ma gli anni scorsi non era mooooolto più corta la puntata? Forse perché non c'era quell'inizio inutile di mezz'ora in cui dovevano presentare anche i portinai dello studio..

marcell_o ha detto...

ti avvero: io guardo xfactor solo per leggere le tue recensioni
le leggo a voce alta a mia moglie perché lei si ricorda chi è chi e chi ha cantato cosa e io no...
ci facciamo delle matte risate e almeno guardare quello strazio di xfactor serve a qualcosa
ma farlo durare la metà?
cavolo, cantano una canzone per uno e poi la sfida sfinale ma dura come tutte guerre stellari (ah, averci una spada laser in certi momenti...)

Chiara L ha detto...

La 90 è una One way ticket to hell - senza back.
Il signor Curti doveva essere davvero imbufalito con le due signorine trasgressive.