venerdì, settembre 27, 2013

Dolcetto Giapponese!


Quest’estate Daniele è andato in vacanza in nipponia. Quando uno dell’ambiente fumettoso va in vacanza in giapponesia torna sempre un po’ cambiato. Soprattutto perché i suoi amici gli mollano delle liste di cose da comprare che manco Babbo Natale.
Io gli ho detto, semplice: portami qualcosa da mangiare.
Non volevo pesare troppo nel suo bagaglio, ben conscio che sarebbe tornato indietro con ottanta kg di pennelli, pennarelli, libri, pupetti, carta, cose, questo e quest’alto.
E così, il buon Daniele, dalla giappoterra mi ha portato del cibo. Dei dolci.
È arrivato in studio con una scatola bianca, rettangolare, molto elegantissima e dalla grafica minimalista.
Ora, sinceramente, perché perdere tempo per sapere prima che cosa sto mangiando quando, come fanno i veri uommmini Bear Grylls in primis, si può azzannare il tutto senza sapere e godersi della sorpresa?
Quindi, deciso. Farò così.
Apro la scatolina e dentro ci sono una decina di faccette che mi guardano. Un po’ di simpatiche testoline, alcuni maschietti e alcune femminucce.
Bellissimi.


Ci sono anche dei fogli, tipo un libretto di istruzioni, credo. Ecco. Se le istruzioni fossero essenziali, con delle informazioni su questioni di vita o di morte, lo capirei. Secondo me si mangiano così come sono.


Procedo.
L’odore, sinceramònt, è un po’ strano. Pungente e molto poco da “dolce”.
Prendo una delle faccette, che per convenzione chiamerò Muramoto.
La consistenza è da brioscina/merendina. Simile ad un qualcosa da mulinobiancomisterday. Rimane comunque l’odore, più da rosticceria asian food che da dolce del mattino.


Indomito.
Assaggio.



Dentro c’è un ripieno.


In un primo momento penso alle castagne. Ma poi no, dopo un confronto con i presenti e un ulteriore assaggio, il ripieno è sicuramente una pasta di fagioli.
L’odore bizzarro, secondo me, arriva proprio dal ripieno.
Poi, dopo, con calma, ho fatto delle ricerche.
Fermo restando che Muramoto era buonissimo, informandomi a posteriori ho scoperto che, se ho capito bene, si trattava di dolci tipici giapponesi: i Taiyaki. Di solito sono a forma di pesciolino, questi sono a forma di simpatica faccetta.
Il ripieno è una purea di fagioli Azuki. Il dolcetti sono piccini in verità, ma forse a causa del loro compressissimo ripieno, mangiarne due significa introdurre nel proprio corpo l’equivalente di questo:

Mattonata. Una mattonata nipponica della Monster Lippa, ma comunque una mattonata.
Buonissimi. Da assumere con calma come, quasi, unico pasto della giornata.



5 commenti:

Edoardo Valentini ha detto...

anche Antonio Inoki so per certo che li mangiava prima di salire sul ring contro André the Giant

Hombre ha detto...

Eccolollà, svelato il vero segreto di Murakami.

H-BES ha detto...

Sembrerebbero dei Momiji manjū, io ne avevo riportate un paio di scatole quando sono andato a Miyajima (http://www.japan-guide.com/e/e3401.html).
Erano con vari ripieni, ma difficile a dir la verità capirne il gusto.

Roba che la Bauli di recente li ha scopiazzati con i Morbidi Amici (http://www.bauli.it/it/categorie_momenti.php?cat=65)

Qui due info trovate in rete:

Momiji manjū (もみじ饅頭) are small cakes made in the shape of a maple leaf. Traditionally, they're made with sweet bean paste, but cheese, chocolate and other variations are also available. Keep an eye out for shop windows on Omotesando where you can see them being made — most will be open roughly 9AM-6PM. Boxes of momiji manjū are on sale throughout Hiroshima prefecture, but Miyajima is the best place to buy them hot and fresh. A few shops will serve you tea and a sampling while you decide which kind suits you best. One piece costs about ¥80, be sure to compare prices for different packagings, as some shops have higher prices for larger packages.

marcell_o ha detto...

so' inquietanti...
se io so che sono dolci e poi "profumano" di asian food... potrei avere una reazione che non voglio dire (ho appena finito di cenare)
magari sono solo la versione industriale e confezionata di qualcosa che se mangi sul posto, appena fatti, ti si piegano le ginocchia dalla commozione
penso a un supplì confezionato e inscatolato e mangiato freddo a duemila km...
oppure le impanadas fatte in sardegna (che quando son fatte bene alla tempertura giusta sono una delle prove dell'esistenza di dio) che inscatolate in modo da conservarsi e mangiate fredde... mah!
però mangiare delle "merendine" con ripieno di crema di fagioli... potrebbe essere la prova che dio non esiste

felsonblog ha detto...

Ciao Diego, scusa l'OT ma ho appena scoperto che sul nuovo 'Suore ninja' (vol. 4 'Una storia senza fagiani') c'è un piccolo omaggio a Long Wei. Ne eri a conoscenza?