mercoledì, agosto 28, 2013

La cipolla nucleare.


Oh. Non è che sono in vacanza dal 7 di agosto, eh. Sì, ci sono stato, ma poco. Però ho un casino di cose da fare e latito sul blog, ma prevedo di riprendere a postare con regolarità a breve.
Dunque. Tra le varie cose da fare c’è la riapertura della “Cucina Diegozilla” dopo una lunga pausa dovuta allo scazzo del sottoscritto. Ladyzilla mi ha mandato una raccomandata firmata dal Tribunale dell’Aja che mi imponeva il ritorno ai fornelli serali.
Ho ripreso a cucinare con volentierezza e padronanza. Altrimenti i Caschi Blu mettevano i ceppi al mio motorino.
Ieri mi sono lanciato nell’asian fusion.
Ho cucinato degli spaghetti Udon, accompagnati da petto di pollo, verdure, semi di sesamo bicolori, salsa soia al posto del sale, una spruzzata di pepe bianco, un pizzichino di peperoncino ramingo, e giù di olio di sesamo.
Condimenti cinesi, tipo di taglio delle verdure più Thai che cinese, e spaghetti giapponesi.
Buoni. Non come quelli che ti servono nello scartoccino a Camden Town, ma non si può avere tutto.
Il tutto in meno di mezzora. Partendo da zero e impostando anche la cena per Minizilla.
Tipo che ne vado fierissimo.
Tra le varie verdure a mia disposizione c’erano delle cipolle bianche. Le avevo prese in offerta al superiper della suburba fuori dalle porte di Baggio.
Cipolle. Piccole, sode, dure, toste.
Proprio come devono essere le cipolle come si dice nell’imprescindibile Arturo e Kiwi:
Disse la cipolla al cuoco: senza di me vali poco.
Disse il cuoco alla cipolla: ti voglio dura, non ti voglio molla.
Io sono un fervente sostenitore della cipolla. Io e lei abbiamo un ottimo rapporto. La taglio in tutti modi, la mangio in tutti i modi, tutti i luoghi, tutti i laghi.
Poi. Ho preso il diploma di cuoco alla scuola di Nanto. Non sono cucino, ma pulisco tutto quello che uso mano a mano che lo uso.
Finisco di cucinare e la cucina è linda e pinta.
(Qui le ragazze in ascolto possono anche applaudire, se vogliono)
Per cui: taglio la cipolla, lavo tagliere, coltello e mani, e procedo con la preparazione della ricetta.
Ieri mi sarò lavato le mani una decina di volte.
Questa mattina ho fatto la doccia.
Eppure, le mie mani oggi odorano ancora di cipolla.
Niente. Il superpotere della cipolla nucleare del superiper suburbano è impossibile da contrastare. Nemmeno il detersivo per i piatti sgrassasugna lo doma.
Non mi rimane che provare a lavarmi le mani con la lava.
Per questa sera a cena, il mio menù prevede:
Insalatina di finocchi e carotine, tagliati sottili sottili sottili e, credo, bresaola.
Cenetta light. Senza cipolle.

5 commenti:

Annalisa Guarelli ha detto...

Sto applaudendo ! Io taglio la cipolla indossando i guanti di gomma (di solito io uso quella rossa che lascia giù anche il colore oltre che la puzza) . Ogni tanto taglio anche i guanti, ma pazienza!

albrecht virgolo ha detto...

Rimedio della nonna certificato (testato da me e funzionante) contro l'odore di cipolla alle mani.

Una volta completate tutte le operazioni:

1_mettere le mani sotto il rubinetto;
2_far scorrere acqua fredda sulle suddette per qualche secondo (meno di un minuto);
3_ATTENZIONE, SENZA STROFINARE le suddette, lasciare solo che l'accqua fredda scorra sulla pelle;
4_asciugare le mani.

Niente più odore di cipolla.

F.S. ha detto...

Hai provato con la saponetta in inox?
Non scherzo, ha la forma di una saponetta, ma è di metallo. Ti lavi con quella e gli odori non ci sono più.

martinaxxl ha detto...

Io un uomo che già solo cucina lo bramo da immemore tempo, ma niente.
Per non dire di uno che pulisce anche la cucina!
Il mio uomo lascia un campo di battaglia anche solo per farsi (solo per sè) un caffè con la mokettina da 1 tazzina!

Diciamo che mi sono orientata su altre qualità ;)

Diciamo che cucino sempre io e lavo sempre io, ma sono molto felice ;)

Blogger ha detto...

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