mercoledì, luglio 31, 2013

I miei 5 zombie preferiti! (DSB 35 di 42)


Questo articolo l'ho pubblicato, ma sono così fuso che non mi ricordo dove.
Smanazzato un po' per questa edizione diegozilliana.

Sono un romeriano di ferro. Ho passato buona parte degli anni ottanta guardando il film “Zombi”,
“Dawn of the Dead”, ma a noi zombie-dipendenti piace chiamarlo: “quello del centro commerciale”. Alla fine, ho smagnetizzato la vhs a furia di rivederla.
In quel film i personaggi sono tanti, tantissimi. Comparse-scomparse senza battute perché gli basta ringhiare. C’è il piccolo Mike, il nipote di Tom Savini, il terrorizzante Bambino Zombie o Lee Cummings, lo Zombie Ciccione che rimbalza nella fontana.
Ho visto una vagonata di film sui morti viventi, ma dovendo stilare una classifica assoluta, preferisco concentrarmi unicamente sulla mia radice estetico/narrativa, quella degli zombie diretti da George Andrew Romero.

Quinto posto: Big Daddy.


Il più intelligente zombie del pianeta, interpretato da Eugene Clark in “Land of the Dead”. Fiero nella sua tenuta da benzinaio, immune al fascino dei fuochi artificiali. A metà tra un leader per i diritti civili e un rappresentate del sindacato dei morti. Una figura carismatica, per quanto in avanzato stato di decomposizione.

Poi c’è il grandissimo Bub.


Per il mio amico Alex Crippa è lo zio-zombie che non ha mai avuto, per me è un patriota. Mi saluta militarmente nella sua giaccona di flanella a scacchi. Un ruolo decisamente importante per Shermann Howard in “Day of Dead”.
Vi avviso, nonostante i suoi problemi a maneggiare un telefono, Bub è molto meno rincoglionito di quanto vi faccia credere.

Impossibile non citare Lenny Lies.


 In “Zombie” è chiamato a recitare una parte fondamentale per il genere e per la storia degli effetti speciali. Interagisce con Tom Savini in persona. Lo conoscete tutti, è Machete Zombie. Quello a cui lo zio Savini apre in due la testa, quando la banda di predoni assalta il centro commerciale. Il trucco era così complesso, da dover essere messo in atto dal suo stesso creatore, Savini, attore/regista/effettista autentico mito del genere horror.
E’ il momento dei pezzi grossi.

Secondo posto: Lui, l’inimitabile Bill Hinzman.

Cemetery Dead.
Ovvero, il primo zombie che si vede in “La notte dei morti viventi”e nella cinematografia moderna a base di zombie. E’ un tipo ostinato, implacabile. Si cimenta per primo con l’andatura caracollante, diventando l’apripista di riferimento per una serie di morti viventi futuri.
Al vertice di questa classifica zombesca c’è il morto vivente che più di ogni altro è entrato nell’immaginario collettivo.

Michael Christopher Berhosky.


Veste i panni dello Zombie Hare Krishna in “Zombi”. Con i suoi occhialetti tondi e la sua tunica arancione è diventato un vero divo, e per forza di cose, trattandosi di zombie, è un divo del muto.



1 commento:

Angelo Ferrari ha detto...

Fido e la zombi de "il Ritorno dei Morti viventi" (quella del "Ceeerveeeelli") tutta la vita.
In ottima posizione anche: Julie la porno-zombie-goth (dove porno è libera interpretazione del mio pensiero ma spero sia condivisibile) de il Ritorno dei Morti viventi 3, Peter Bark in Le notti del terrore e per non farmi mancare nulla il tizio del sushi bar in Biozombie.