lunedì, luglio 29, 2013

Capitan 30 è l'Italia di oggi.

Facciamo così. Evito i giri di parole:
Capitan 30 è un fumetto di sensibilizzazione sociale sul rispetto dei limiti di velocità urbani, è una campagna a favore dei ciclisti e dei pedoni. Capitan 30 è un supereroe che, con il suo cazzo di 30 centimetri si fotte le madri dei bambini che salva.
Eccolo qua:








Mi è stato segnalato via Facebook dal mio amico Donato. Mi ha linkato l’articolo di Repubblica sulla vicenda: questo qui. Grazie.
Non sono un bacchettone, e di super eroi con una bega di 30 centimetri che si trombano madri casalinghe ne ho letti a dozzine. Sulle Tijuana bibles o sui fumetti porno, o sui pornazzi underground parodistici dei super eroi. Non ho mai visto delle comunicazioni istituzionali/ufficiali di sensibilizzazione sociale con un messaggio potenzialmente offensivo.
Riformulo: in tutta la mia carriera, a torto o a ragione, non ho mai incontrato un editor, un autore, un copy, un direttore marketing, un editore, disposti a veicolare un messaggio importante (sociale o non) con una campagna che potesse in qualche modo offendere qualcuno.
Magari mi sbaglio, se a qualche collega è successo me lo faccia sapere.
(La campagna di Rocco sull'abbandono degli animali non vale)
Dopo aver letto il fumetto, vado a informarmi sugli autori.
Ai disegni abbiamo Vito Manolo Roma. Grafico, designer, fumettista. Vito ha una grandissima colpa, inespiabile: essere un outsider assoluto del mondo del fumetto italico e di essere riuscito comunque a raggiungere una certa fama e una certa attenzione mediatica. Come? Rompendo il cazzo a Saviano, con il suo fumetto: Robèrt. (Sto sempre dicendo le cose senza tanti giri di parole, okay?)
Ai testi c’è Paolo Pinzuti.
Pinzuti è l’ideatore di Bikeitalia e scrive per Il Fatto Quotidiano. Sulla sua bio si legge che è un esperto di marketing e comunicazione ed è il promotore di salvaciclisti.
Trovo molto divertente che da un ambiente di un certo tipo, come quello de Il Fatto Quotidiano, arrivi una campagna fortemente berlusconiana.
Capitan 30 è figlio del Bunga Bunga, è intriso di quel favoloso sessismo che soltanto nel nostro paese può essere percepito come ironico. Da noi, in Italiabunga, la donna è solo e soltanto il premio finale da fotterti con la tua rubizza spingarda di 30 centimetri.
E lei ci sta, ovviamente. Perché quando le ricapita di scoparsi un super eroe?
Tutto è splendidamente italiano.
Per rispettare una regola è necessaria la presenza di un agente esterno: Capitan 30.
A differenza di tutti gli altri super eroi, pretende un premio in cambio dei suoi servigi.
Da una casa esce una donna, eterna casalinga in vestaglia. Perché si sa, la percezione della casalinga a Italiabunga è quella di una donna in vestaglia che non fa una minchia dalla mattina alla sera.
Ironia portami via:
- Non saprei proprio come ringraziarti
- Io un idea ce l’avrei.
Perché è lo maschio, italico e berlusconico a prendere sempre e comunque l’iniziativa.
E poi scopano.
La battuta finale è da capolavoro cinematografico con Aldo Maccione e Alvaro Vitali.
E lei, la casalinga in vestaglia, è ben felice di farsi sbattere da quello che, in quel preciso istante, rappresenta il potere.
In più è una campagna per salvare i ciclisti, per il rispetto dei limiti di velocità, per salvare delle vite umane! Contestarla, significa contestare il messaggio stesso e non il modo con cui è stato comunicato. Altra azione lombrosamente berlusconica, a cavallo tra la Santanchè e Cicchitto.
Io, tutto questo, lo trovo profondamente italiano.
Lo trovo molto Arcore. Il berlusconismo ci ha chiavato il cervello.
A tutti.
Anche a quelli che scrivono per Il Fatto Quotidiano.



17 commenti:

Tommaso ha detto...

Assolutamente d'accordo.

Coincidenzona: proprio ieri con la mia ragazza su un tratto di strada deserto in campagna abbiamo provato a rispettare alla lettera i limiti segnalati dai cartelli. E in coincidenza di alcuni lavori c'era appunto il limite di 30 all'ora, velocità che avremmo dovuto tenere per un paio di chilometri buoni. Limite assurdo e pericolosissimo ovviamente, quindi anche quello molto italiano: (fare finta di) imporre una limitazione fuori da ogni logica ben sapendo che nessuno potrà rispettarla.

Barbaking ha detto...

Ciao,
l'idea che mi sono fatto io è che volessero veicolare il messaggio che il limite a 30km/h non sia roba da sfigati, o da sinistroidi, o da "checche" e via dicendo, e per questo abbiano spinto forte sul pedale (ha-ha) del machismo. Un modo (immagino, eh) di arrivare anche al coattone che vive l'automobile come un'estensione del proprio organo riproduttivo.
Il risultato a mio modesto parere è discutibile (e mi chiedo quanto efficace), ma immagino che la molla sia stata questa.

PerpliMax ha detto...

Letto di fila è quasi divertente, ma non posso credere che sia veramente un messaggio istituzionale, DEVE essere una presa in giro della pubblicità progresso. Uno che esclama "per tutte le MILF" (bello puntato per farti capire che è un acronimo da googlare) non può essere il portavoce di nessun messaggio sociale. Anche perchè alla fine il problema del limite di velocità passa quasi inosservato, resta la battutona finale da pornazzo e basta. Molto bunga bunga style, concordo.

buonipresagi ha detto...

Il bello è che se vuole essere rivolto al coattone, il messaggio machista è pure male indirizzato: non è il guidatore che per ricompensa per il suo senso civico ritrovato viene ricompensato dalla MILF, ma è il super-eroe.
Come parodia di una pubblicità progresso funzionerebbe pure, in effetti.

Davide Zamberlan ha detto...

Hanno solo seguito il consiglio di Tarantino e recuperato l'umorismo della cinematografia di Banfi ;) :P

Pietro Bellini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Pietro Bellini ha detto...

(Altre) 2 cose inspiegabili:
1. L'utilizzo di Capitan America: non rischiano casini?
2. L'utilizzo del Comic Sans per fare il lettering, nel 2013.

Marco Bertoli ha detto...

Il disegnatore mi piace molto; la vignetta 6, in particolare.

The Passenger ha detto...

Bomba! ^_^

lux ha detto...

Io lo trovo molto Elio e le Storie Tese, John Holmes: una vita per il cinema, 1988.

Capitan30 ha detto...

A Tommaso che ha provato, ma evidentemente non è riuscito, a mantenere i 30 km/h in un tratto dove tale limite era prescritto per lavori su sede stradale consiglio vivamente di sperimentare, come pedone investito, l'impatto con un'auto a 30 km/h. Sono sicuro che dopo cambierebbe idea. E' opportuno specificare che quel limite ha un senso in molte zone urbane per condividere pacificamente la strada con pedoni, bici, moto e altre vetture. Non ha senso in arterie di grande scorrimento dove bastano i 50 e fuori dei centri abitati (dove si trovava lui, salvo che per lavori in corso come nel suo caso).

tonno ha detto...

Premessa: a parte che i disegni della campagna mi piacciono, mi senbra che il testo abbia toni scopertamente farseschi (per quanto mal gestiti, fino a scadere nel pecoreccio), quindi non ci vedrei tutto questo sotto-testo politico (ma da un certo punto di vista è pure peggio, visto che il machismo è forse in parte inconsapevole); però attenzione: la donna non è in vestaglia, è in accappatoio, il che cambia un poco le cose, per lo meno relativam al punto "la percezione della casalinga a Italiabunga è quella di una donna in vestaglia che non fa una minchia dalla mattina alla sera", che va cambiato in "è una che ci tiene alla pulizia personale".

Ciò premesso, vorrei far rilevare che il Pinzuti NON scrive sul Fatto Quotidiano, ma è soltanto uno tra i tanti(altri 500 circa...) blogger presenti nella barra dei blog de ilfattoquotidiano.it; giova poi ricordare che quello del roll-blog (o come si chiama...) è uno spazio all'interno del quale appaiono anche, e soprattutto, opinioni che non hanno nulla a che vedere con la linea del giornale/sito, e anzi spesso compaiono post che esprimono opinioni totalmente differenti sullo stesso argomento, senza soluzione di continuità.
Insomma, la weltanschauung di Pinzuti informa vita e opere del solo Pinzuti e non impegna in alcun modo il fatto quotidiano, tanto più in quanto la campagna in questione non è nemmeno presente nella pagina del fattoquotidiano.it.

Sarah Camp ha detto...

Allora: per ringraziare l'uomo la donna gliela dà. Ma che bel messaggio! Che bella rappresentazione della donna tesa ad esaltarne le qualità morali! Ma dovete SEMPRE denigrarci sennò non siete contenti? E' davvero interessante notare come mentre si parla di politica esiste una distinzione di attitudini, quando si tratta di donne un giornalista del FATTO la pensa esattamente come uno di LIBERO. Invito uomini e doonne ad unirsi al gruppo contro la pubblicità sessista che ho fondato, da qualche parte si deve cominciare a farci rispettare e noi portiamo avanti azioni collettive di protesta e di proposte. Vi aspetto!
http://www.facebook.com/home.php?sk=group#!/home.php?sk=group_139046259478883&ap=1

Capitan30 ha detto...

Sarah aderisco convintamente alla tua sacrosanta battaglia. Spero con altrettanta convinzione sposerai la battaglia per mettere fine alla strage di migliaia di donne sulle strade a causa della guida irresponsabile di uomini magari invitati, se non implorati, dalle stesse a una guida più moderata.

Sarah Camp ha detto...

Tu hai scritto che la mia battaglia è sacrosanta ma che è anche importante salvare i pedoni. Ci mancherebbe. Ma a mio parere faresti miglior figura a dire: "guardate, quell'idea mi è venuta in mente perché non sono diverso dai tantissimi uomini che quando pensano a una donna l'associano alla sessualità. Mi rendo conto adesso che rappresentarla così è svilente e la prossima volta mi farò venire in mente qualcosa di più rispettoso, perché sicuramente il pensiero di ricambiare con il sesso la salvezza del figlio non è comune alla maggioranza delle donne". Guardando il tuo profilo FB e la tua pagina sembri una brava persona, e poiché scrivi sul Fatto abbiamo una prospettiva simile, soltanto che non hai usato spirito critico a riguardo delle donne, ma lo stesso atteggiamento di un qualsiasi uomo di destra.

Paolo1984 ha detto...

Davide lascia stare il povero Tarantino che non c'entra nulla con questa roba.
qualunque B-movie è migliore, anche il più volgare e sopratutto non ha pretese educative

Paolo1984 ha detto...

Davide lascia stare il povero Tarantino che non c'entra nulla con questa roba.
qualunque B-movie è migliore, anche il più volgare e sopratutto non ha pretese educative