venerdì, giugno 28, 2013

Stare all'occhio.



Non la menerò su quanto sia complicato fare tutto con un occhio in stand by. Sappi però che il senso della profondità è proprio una cosa comoda. Leela e Polifemo di sicuro hanno qualche difficoltà a usare un computer, anche se non guardano la tastiera mentre digitano.
Le cose stanno tornando a posto, ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma i miglioramenti ci sono.
Rispetto a venti giorni fa ho la vista di un’aquila.
(Tutte le volte che dico aquila, mi viene in mente sempre la stessa barzelletta:
Un’aquila vola a ottomilametri e vede un topolino su un prato sotto di lei.
Inizia la picchiata assassina: wrooooooooo
velocissima! Arriva a un metro dal topolino e dice:
- ma, no! questo l’ho già letto!
e torna su: wrooooooooo
Ecco. Se qualcuno conosce uno psicologo bravo in grado di risolvere questo mio problema di aquile e barzellette, faccia un fischio.)
Quindi, tornando ai miei triboli visivi: starò all’occhio.
Nel senso che starò alle sue decisioni.
Oggi lui ha deciso che, in cambio di una visione alterata dei rossi, mi concede di tornare a scrivere al computer per più di mezz’ora senza farmi venire gli svarioni e un sottile mal di testa. Grossa conquista. Olè!
Per cui, con calma, inizierò a colmare i ritardi e le consegne sforate.
Ho un sacco di cose da raccontarti, e comincerò a farlo con il prossimo post.


4 commenti:

AntonellaMu ha detto...

In bocca al lupo!

Anto

MrChreddy ha detto...

Finalmente!

Sto vedendo le puntate di Cucine da Incubo Italia con Bud Caracciolo.

Secondo me dovrebbero prenderti come sceneggiatore che quelli che usano scrivono dei dialoghi banali.

Poi non se ne può più della pasta, qualsiasi, con cime di rapa e vongole che fa sempre!

Gondor ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gondor ha detto...

Per me vale lo stesso quando si nomina il caffé: "Un uomo entra in un caffé... SPLASH!"
E ogni volta rido. E' grave dottore?!