giovedì, maggio 09, 2013

La migliore focaccia di Chiavari (prima puntata)



Sono in trasferta. Ho portato Minizilla e Ladyzilla al mare per passare una buona primavera. Io lavoro comunque e mi sono portato dietro le mie abitudini.
Tipo mangiare.
Sono un grande fan della focaccia, con una perversione per la focaccia ligure. Mi piace quella liscia, senza niente. Solo focaccia, senza optional e orpelli.
Quando la prendo accessoriata prediligo quella con le cipolle. Mi piace un sacco anche la focaccia pugliese con i pomodorini, ma sono a Chiavari, non a Lecce.
Per cui: focaccianormale.
Dato che non voglio fare torti a nessuno, e tantomeno inimicarmi la popolazione locale, la mia degustazione focacciosa chiavaresca è itinerante. Sto girando tutti i forni per capire quale sia la focaccia migliore.
Impresa, lo dico subito, impossibile. Il terzo giorno, al terzo forno, mi sono reso conto che la mia esplorazione gastronomica era una follia. Ma, come dicono tutti gli esploratori avventurieri, da Heyerdahl a Livingstone, non mi è sembrata una buona ragione per smettere.
Di base, il problema nello stabilire quale sia la focaccia migliore di Chiavari, è legato proprio al prodotto. Si parte da un livello medio talmente alto da rendere difficile ogni classificazione.
Qui la focaccia è buona. È buona punto.
È buona anche nei posti dove la rivendono e basta, tipo i bar o le gastronomie. È tanto buona che sono tentato di fare un test estremo, e assaggiare la focaccia industriale-in-sacchetto-di-plastica al supermercato.
Le ragioni di questa bontà diffusa e ricorrente sono parecchie. La prima, forse, è che si tratta di un prodotto veramente tipico, consumato veramente a tutte le età e a tutte le ore.
A Milano abbiamo il risotto alla milanese, la cotoletta e il panettone, ma è piuttosto raro vedere dei turisti o dei milanotti che passeggiano per strada azzannando cotolette con un panettone sotto il braccio.
Qui no. Qui la focaccia è una presenza costante, viene sfornata in continuazione, diffondendo nell’aere l’invitante profumo della panificazione degli dei.
Posso solo immaginare la profonda disperazione di tutti i celiaci liguri.
Un minuto di silenzio.
Solidarietà.
Forza, vi voglio bene.
Ricapitolando: ci sarà sicuramente un forno preferito dai locali e un focaccista disprezzato, ma al momento, una focaccia cattiva non l’ho ancora assaggiata.
Per intenderci, dalle mie parti, se capiti dal panettiere sbagliato puoi incontrare la mitica focaccia canotto, quella che se lanciata in una zona paludosa agisce tipo spugna da bonifica e rende l’intera area edificabile. Ti lascio immaginare quello che accade quando, quel monolito spugnone, te lo mangi invece di usarlo come zattera di salvataggio.
Ecco, qui non c’è il rischio di incappare in quel genere di sciagura.
Da profano, prima di laurearmi in focacciologia chiavarese, e di recarmi in pellegrinaggio a Recco, posso dirti che per qualità del prodotto dove capiti, capiti bene.
Quindi, quella che segue non è una vera e propria classifica, sono le mie preferenze su una scala che va dal buono al buonissimo.

Salone Moderno, via Liberazione, 190
Lo metto al primo posto per una questione puramente estetica. È il mio negozio preferito. Una bottega storica, antica, in purissimo stile Liberty chiavarese.
Focaccia (e farinata) di altissimo livello, sfornata in continuazione, arriva in teglie quadrate dal retro del locale.
Siamo attorno all’euro per un bel pezzo sostanzioso. A quanto pare il prezzo della focaccia a Chiavari è più o meno fisso.
Personale simpatico e cortese. Ma anche questa a Chiavari è una costante, ci farò un post-apposta.

Panificio Raffo, Via Vittorio Veneto, 45
Consigliato da un mio amico del luogo. A quanto pare piace molto ai locali, che riempiono il negozio, fanno la fila, gestita serenamente con un eliminacode.
Focaccia, pizze, pane, e tutto quanto.
Possibilità di scegliere tra focaccia morbida o un pochino più cotta. Data la grande affluenza il ricambio di teglie con focaccia appena fatta è a cicli di un quarto d’ora più o meno.
Straconsiglio di aspettare sempre l’arrivo della nuova infornata e di prendere quella calda.

Panificio Piombo, viale Enrico Millo, 63
Camminando sul viale avverti “la presenza” del panificio a dieci metri di distanza. Ci pensa il tuo naso ad avvisarti.
Panificio completo. Se ti serve, hanno anche alimentari generici.
La focaccia viene sfornata a ciclo continuo. È ottimo anche il pane. Rispetto agli altri la componente salina è più presente sulla parte superiore della focaccia. Molto saporita, quando viene consumata calda, appena fatta, si crea quella patina leggera di ottimo unto in superficie.

(continua...)


15 commenti:

I*Man ha detto...

Panificio LUCA in corso Montevideo.
È il nuovo panificio del sig. Piombo (che prima panificava nell'omonimo panificio che hai già recensito).
Per me la miglior focaccia dell'universo.

E fanno anche la schiacciata secca che non soffre della "sindrome di Busalla" (quel curioso fenomeno per cui anche una focaccia appena sfornata se la porti oltre Busalla diventa una porcheria immangiabile).

T.

P.S.
Ma se uno dovesse chiederti un parere su un progetto "gastronomico" tu saresti disponibile? Ti posso contattare in privato?

Joel ha detto...

Diegone, io son mezzo svizzero e mezzo chiavarese :) se avessi saputo che andavi ti avrei preparato l'itinerario completo delle focaccerie, anche se come dici tu sono tutte talmente buone che ovunque ti trovi non puoi non apprezzarle :)

io adoro quella all'inizio dei carruggi che fanno in quel forno piccolino, buttano fuori solo focaccia e pizza tutto il giorno. È dopo la mega piazzona con i posteggi intorno, beh sicuro l'hai visitata.
Quando torno dal soggiorno solitamente estivo porto due cose, senza le quali muoro: 1 KG di focaccia e un barattolone di pesto fatto da mia zia.

boris battaglia ha detto...

quoto i*man. quando sono a Chiavari abito lì a due passi e garantisco.

Tex Willer ha detto...

mai leggere post del genere alle 17,35 ora locale
stomigo in subbuglio urge introduzione qualsiasi cosa in tenuta anti-sommossa

Torgul ha detto...

"Personale simpatico e cortese. Ma anche questa a Chiavari è una costante, ci farò un post-apposta."

E qui le cose sono due:
1) Le tue frequentazioni di personale sono da lager polacco.
2) Chiavari non sta in Liguria.

Il commerciante ligure è famoso per la pregiata ospitalità ligure, che prevede che, a chi entri, sia scoccata la famosa occhiata del "Ou, ma t'ei già venuo a rumpe u belin? Smesciati!", e da lì in poi, non può che peggiorare...

Gua-sta Blog ha detto...

Che fame! Che voglia di focaccia! Ma insomma...che crudeltà un post del genere.

Larrycette.com ha detto...

Concordo con Torgul!

Possiamo dedicare un minuti di silenzio anche ai Liguri emigrati, che da un giorno all'altro non possono più fare colazione con la focaccia, né mangiarla a qualsiasi ora del giorno e della notte, come erano abituati a fare?

Diego Cajelli ha detto...

@I*Man e Boris
Luca è nella prossima tornata.
Ottimissimo.

@I*Man
scrivimi pure alla mail che vedi sul blog!

@Torgul
Tutte le risposte, le post-apposta

Clunk ha detto...

Da emigrato in Liguria anch'io soffro di questa sindrome di Stendhal della focaccia. Però, dopo un annetto, inizio a essere in grado di fare delle distinzioni.

Alonso ha detto...

Pure a me piace tanto le focaccie e meglio se non sono farcite ,magari solo un po' di rosmarino e sufficiente per godersi una ottima focaccia. Ottimo post. alonso di Pubblica Amministrazione Stipendio

15.000 in C ha detto...

no, la focaccia in busta sigillata è orribile, te la sconsiglio

assicurati inoltre che non ci sia lo strutto

ps: io la focaccia con le cipolle la puccio nel the/caffelatte
booooona :)

a chiavari forse no, ma a genova le differenze si sentono eccome!!!

dann ha detto...

Hahhahahaha l'immagine!
Comunque il Piombo sta nella mia hit list insieme al panificio nella parallela più a nord a senso unico verso il mare dopo il benzinaio. (ora cercare la via mi fa fatica dal cellulare)

Invece quella della rosticceria vicino a piazza dei pescatori non arriva manco alla sufficienza.

Marco Bertoli ha detto...

2) Chiavari non sta in Liguria.

O bella, e dove sta allora?

Marco Bertoli ha detto...

Ah no, ho capito.

Blogger ha detto...

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