mercoledì, maggio 22, 2013

Cucine da incubo, Italia!


Pensavo che Cucine da Incubo fosse il format televisivo meno italianizzabile in assoluto.
Per me era difficile trovare una personalità che potesse competere (e arrivare almeno pari) con quella di Gordon Ramsay. Vedevo altrettanto difficile superare la tipica omertà italica riguardante le attività, il denaro, il lavoro…
Invece, mi sbagliavo. Parecchio.
C’è questo omone: Antonino Cannavacciuolo. Il Bud Spencer dei fornelli, cuoco stellato, al lavoro nella cucina di Villa Crespi.
Ci sono stato.
È un posto bellissimo.
No, mi correggo: l’ho vista da fuori.
No, mi correggo: l’ho vista da fuori passandoci davanti in macchina, poi ho preso informazioni sul sito, ho visto i prezzi e ho capito che se mio nonno possedeva una miniera in Alaska era meglio, si fotta Rosabella, quella maledetta slitta.
Cannavacciuolo, dicevo. Omo de sostanza. Mi sta simpatico in tempo zero, per una questione di affinità di forme. Duro come Gordon, con accento partenopeo e non scozzese. Con le stesse logiche da applicare alla cucina: semplicità, ingredienti freschi e di stagione, possibilmente del luogo.
Cucine da Incubo, italian version, rispetta alla lettera i dogmi del format originale. Ci sono gli stessi momenti narrativi, i medesimi snodi e le identiche componenti drammatiche legate ai personaggi e agli ambienti. (Sì, sto parlando del programma come se fosse un’opera di finzione pura.)
Il suono in presa diretta amplifica i toni drammatici. I sospiri, le voci tremanti, i drammi personali delle persone coinvolte. Nello specifico della prima puntata, quelli di un ristorante alle porte di Roma.
Questa sera va in onda il secondo episodio.
Da Milano.
Antonino Cannavacciuolo andrà a risollevare L’Isola Fiorita.
E lì sì che ci sono stato.
L’Isola Fiorita è un ristorante che conosco, ci sono stato spesso, ci ho portato gli amici, ci ho fatto delle cene di lavoro e festeggiato compleanni. Era uno dei ristoranti che preferivo, facevano soltanto risotto e gnocchi.
Era in una location storica, sui navigli, un posto molto grande, arredato vintage, con vecchie radio e oggetti di modernariato.
Poi li hanno sfrattati (credo) o hanno sfrattato l’intero stabile (credo, avevo chiesto ma non erano stati chiari nella risposta) L’Isola Fiorita si è trasferita duecento metri più avanti, in un locale molto più piccolo.
Ero stato anche lì.
Non avevo fatto la recensione qui su Diegozilla perchè non mi andava di stroncarlo. Ci ero affezionato a quel posto, nella sua forma originale, e non volevo essere cattivo.
Di quella cena mi ricordo l’atmosfera.
Orrenda.
Ho ancora in mente le luci orribili del locale, e l’appeal generale che da “atmosfera da trattoria” era diventato “atmosfera da mensa di Padre Peppe”.
Con tutto il rispetto per Padre Peppe e quelli che vanno da lui a rifocillarsi.
Vediamo come se la caverà Cannavacciuolo tra gnocchi e risotti, anche se credo, purtroppo, che il problema di quel locale non sia nelle gelide luci al neon della sala.



Cucine da incubo, Italia
In onda il mercoledì, su Fox Life, Sky canale 114.


4 commenti:

MrChreddy ha detto...

Lo aspetto su Cielo... o su Real Time o su qualche altro canale in chiaro.

Comunque, se il programma è sceneggiato, si capisce subito dalla "recitazione" dei protagonisti. In Italia sono abbastanza cani gli attori "da fiscion" della Tv, figurati quelli improvvisati per un programma di Sky :)

ivanhawk ha detto...

Ora però aspettiamo la recensione post Cannavacciuolo.

Marco Pellitteri ha detto...

Guarda che è PER DAVVERO FINZIONE, se posso dire. Non c'è nulla di vero e pensarlo è da ingenui. Certo prendono locali che fanno schifo per davvero, ma la messa in scena è precisa al millesimo...

Manuel Colombo ha detto...

Ma sarà che sono prevenuto io, ma non vi sembra immensamente più lento nella versione italiana?