venerdì, aprile 26, 2013

Iron Man 3!


Occhio.
Spoiler.

Credo sia arrivato il momento di rivedere i parametri critici con cui guardo un film.
Il momento storico lo richiede. Il post post post modernismo lo richiede.
Non ultimo, lo richiede anche il mio cervello, sennò si inchioda.
Tutto questo lo dico senza accezioni negative, sia chiaro. Lo dico perché oggi, nel 2013, sento il bisogno riformulare i percorsi di analisi che mi portano, in estrema sintesi, a dire se un film mi è piaciuto oppure no.
Oggi, nel mio pentolone, c'è troppa roba di cui devo tener conto per formulare quel sì oppure quel no. Anche circoscrivendo ogni cosa all’interno di un preciso momento storico, senza lanciare ipertesti, metatesti, e senza sconfinare su altre discipline e materie. Il materiale immaginifico, narrativo, culturale è sterminato, paradossale, immenso. Sento la necessità di avere dei limiti. Precisi e inviolabili.
Per dare la mia opinione su Iron Man 3 mi servono dei confini temporali, culturali, mediatici, storici e narrativi. Altrimenti è un casino. Altrimenti il mio cervello si inchioda.
Mi è piaciuto Iron Man 3?
Tutto dipende dai presupposti su cui baso la mia analisi.
L’elemento che in assoluto mi è piaciuto di meno è l’assenza degli Ac/Dc e dei Black Sabbath nella colonna sonora. Una cosa piccola in verità, che però mi costringe e porre un altro steccato nel recinto della mia opinione.
Su Iron Man 3 ci hanno lavorato più o meno mille persone, stando ai titoli di coda, per cui non può, se non altro per una questione legata ai grandi numeri, essere un brutto film.
Infatti non è un brutto film.
Non è per niente un brutto film, ma…
Anzi, non “ma”, userò il “se” trasformandomi in un Rudyard Kipling di periferia,
Se.
Se per te è una novità il fatto che il cinema americano metabolizzi e racconti la propria storia attraverso le strutture della narrazione di genere, trasformando, spettacolarizzando, a volte travisando i fatti… Se questo fattore storico/immaginario a stelle e strisce per te è inedito, o comunque non hai ancora notato, in tutti i sistemi di narrazione utilizzabili, quanto e come gli accadimenti dell’11 Settembre 2001 abbiano influenzato in modo radicale la costruzione narrativa del villain e dei suoi loschi piani... Iron Man 3 è una strafigata.
Se.
Se i ritmi narrativi, le dinamiche psicologiche dei personaggi, sono elementi che non influenzano in alcun modo il tuo giudizio, e se, non fai distinzioni tra l’uso della voce narrante come flusso di pensiero attivo o come riassunto dialettico… Iron Man 3 è figo da morire.
Se.
Se non conosci il lavoro di Shane Black, oppure se consideri la sua cifra stilistica come un canone narrativo a sé stante, che vale soltanto per la pellicola che stai guardando, senza fare alcun rimando a ciò che ha fatto in passato… Iron Man 3 è proprio una bomba.
Se.
Se non hai voglia di farti menate, se proprio non hai tempo per ricevere alcun frammento di riflessione, direi post-azimoviana, sull’ utilizzo e lo sfruttamento delle intelligenze artificiali, la filosofia e la morale meccanica, le distinzioni tra armature e identità robotica, se un “oggetto” non deve avere alcuna possibilità di diventare “soggetto”… Iron Man 3 è bellissimissimo.
Se. Dove ogni se è un palo su cui fissare il recinto della mia opinione. Quindi…
Se guardi Iron Man 3 come “3”, e non come un prodotto narrativo autosufficiente, e lo metti tu in continuity con The Avengers e con l’universo cinematografico Marvel, se lo consideri un brand, con tutto quello che ne consegue, Iron Man 3 è favoloso.
Mi è piaciuto?
Sì, un casino.
Se circoscrivo.
Iron Man 3 è un ottimo action movie, dove, novità delle novità, i sidekick possono essere massacrati, sacrificati, fatti esplodere, usati e rottamati senza pietà e senza remore.
È un Arma Letale Meccanica, con dei bellissimi momenti, uno straordinario Robert Downey Jr, e delle assenze ingombranti.
Parentesi molto personale:
L’idea alla base del Mandarino è pressoché identica a quella di un mio fumetto pubblicato su Lanciostory nel 2008. Ai tempi uscì anche un’ottima recensione di Vincenzo Oliva (grazie ancora) la puoi leggere cliccando qui.
Il mio Mandarino si chiamava Zeus Caligola e faceva piovere delle distruttive sfere d’acciaio attraverso delle nuvole teleportanti. A parte questo, e un mio finale molto più negativo, il concept narrativo è il medesimo. (Direi anche il character design, ma sono in trasferta e non ho gli albi per controllare)
Se fossi un loser senza speranze starei qui a vaneggiare di avvocati e cause, struggendomi e menandomela fino alla fine dei miei giorni. Invece, nel pieno del quanto-me-la-meno, mi sto rotolando nella soddisfazione di avere delle buone idee.
Certo, le mie idee non diventano dei film con Robert Downey Jr, ma è solo un dettaglio.


5 commenti:

sraule ha detto...

mi hai magicamente convinto a non vederlo.
impresa tutt'altro che difficile, d'altronde.

Slum King ha detto...

Dopo i Cowboy contro gli Alieni ti hanno inculato pure un villain, maledetti! XD

Scherzi a parte, ma i diritti dei corti sono sempre dell'Eura?
Perché, Diè, era roba che meritava il volume, non può perdersi nel tempo come lacrime nella pioggia ;-)

MMS ha detto...

In pratica, si conferma il pessimo film che mi aspettavo che fosse.
Grazie per la dritta.

Marco Bertoli ha detto...

Per quel che vale, io l'ho trovato spettacolare e divertente, come i due prima di questo.

Alonso ha detto...

I film come in tutte le cose c'è chi piace e c'è a chi no, mettersi d'accordo è un po' difficile, a me in modo particolare mi sono piaciuti gli effetti speciale ,poi la trama è sempre quella dei super eroi .Un abbraccio. alonso di Pubblica Amministrazione Stipendio