martedì, marzo 05, 2013

Starbucks, Italia!


Il mio post precedente su Starbucks (Starbucks ha aperto a Milano) ha totalizzato più di trentamila visualizzazioni, un bel po’ di commenti e un’invasione nella mia mail.
Nonostante il disclaimer, nonostante i miei interventi, un sacco di gente continua a chiedermi l’indirizzo di Starbucks a Milano.
Sono confuso. Vivo in un paese che vota Grillo in massa, ma che non capisce l’ironia nemmeno quando la dichiari. Oppure è una questione di analfabetismo funzionale. Ci penseranno i sociologi a fare chiarezza.
Visto che l’ironia non viene capita, questo post sarà serio.
Starbucks a Milano non c’è. Starbucks in Italia non aprirà mai.
Fine.
Il motivo è semplicissimo, non è legato al caffè, al nostro modo di bere il caffè, o a questioni puramente di gusti e di consumi. Non aprirà mai per una semplice quanto fondamentale legge di mercato.
L’apertura di Starbucks in Italia porterebbe con sé l’introduzione di una serie di standard insostenibili per la maggior parte del bar italiani.
E’ tutto qui. E poco c’entra con il tazzone di beverone. (Tazzone di beverone perché se dico che da Starbucks puoi prendere anche l’espresso mi arrivano gli integralisti del bar-migliore-del-mondo-quello-dove-vado-io e si fanno esplodere con una cintura carica di esplosivo Lavazza.)
Se hai voglia. Se ce la fai, prova a guardare oltre la tua tazzina. Confronta gli spazi, i confort, i bagni, il fasciatoio, il wi fi, la freschezza del cibo che viene servito, l’agio, lo spazio personale a tua disposizione. Fai un paragone tra uno Starbucks del cazzo qualunque e il bar-migliore-del-mondo-quello-dove-vado-io.
Certo, sono sicuro che ci sono dei bar bellissimi, dove ti puoi sedere e dove non ti cacciano dopo otto secondi, dove non devi umiliarti con il cassiere per avere la chiave del cesso, dove hai uno spazio dove cambiare il pannolino al tuo bambino, dove puoi usare il wi-fi, dove non hai nessuno aggrappato alla tua schiena in attesa del suo turno al bancone. Di sicuro, quei bar bellissimi, se aprisse Starbucks in Italia non fallirebbero. Tutti altri ottomila bar ingoia e scappa, invece sì.
Ma, dato che il nostro paese ha a cuore tutte quelle famiglie che dipendono da quei bar per la loro sussistenza, evita che sul suolo italico venga aperta una catena che porterebbe l’asticella ad un’altezza difficilmente arrivabile per un semplice bar ingoia e scappa.
Però, visto che ci sono pur sempre dei soldi in ballo, è comunque Autogrill ad avere la licenza Starbucks per tutta l’Europa. Evidentemente la dirigenza di Autogrill reputa che quel tipo di standard sia sostenibile per tutti i mercati tranne che per il nostro.

DISCLAIMER:
Prediche e comizi sul consumismo, sulle malvagie catene straniere e annessi e connessi, li accetto soltanto da chi si fa i vestiti da solo, si fa le scarpe, ha una bici in casa per produrre corrente, e sta usando un computer costruito artigianalmente partendo dal silicio estratto nel proprio giardino.




19 commenti:

Anonimo ha detto...

Io qualche settimana fa ho scoperto l'itaglesano Arnold Coffee, ce n'e' uno in duomo. "Assomiglia" a Starbucks, ma non mi sono seduto perche' era pieno di hipster col mac.
(Non e' pubblicita', e' solo che questo mese cercavo --non so perche'-- un caffe' all'americana, e sto bevendo le peggio cose. Alla fine era tipo un McCafe', ma piu' grande...)

g.

Officina Infernale ha detto...

...peccato però, una torta di carote all'americana me la farei volentieri...

KarmaKoma ha detto...

In gennaio ero a New York, e come ben sai, li ne trovi uno ogni dieci metri. Sono molto belli e funzionali ed hanno una vasta scelta di prodotti. Premetto che vivo in una cittadina di poco più di 30.000 abitanti in mezzo alle montagne del Trentino, anche se per più di un anno ho frequentato Milano per motivi di "cuore", ma sinceramente non se sento la mancanza di uno Starbucks, ma a dire il vero neanche di un Burgher House ... ma ripeto sono un provinciale e quando vado al Bar, non porto con me il PC, non me ne frega niente che ci sia la WiFi, ma che la signorina dietro al banco mi faccia un sorriso quando mi saluta, mi chiami per nome come la chiamo io e ci sia qualcuno che conosco per scambiarci due parole di sfottò per la partita o per le elezioni. Se poi Starbucks aprirà in Italia, sarò contento per i suoi fans, io continuo a frequentare il solito bar, che è pure bello e nessuno mi spinge per prendere il caffè. Penso che ci sia anche la wi-fi domani gli chiederò ...

Ciao Diego e complimenti come sempre.

P.S. come sta andando con le ricette di Cracco?

Michela ha detto...

ottime considerazioni ! io (quand'è possibile) uso i bar dentro all' IKEA per avere alcuni servizi simili a quelli che descrivi ... evitando le domeniche sotto natale logicamente

Diego Cajelli ha detto...

@G
Visitato e recensito!
Diegozilla, Arnold Cofee

@Officina
Io opto per il salato!

@KarmaKoma
Ecco. Il punto è tutto lì, secondo me.
Io preferirei vivere consapevolmente in provincia, piuttosto che in una città come la mia che ha i costi, i ritmi e le pretese di una metropoli mondiale, ma non lo è nei fatti.
Con Cracco ho sospeso.

@Michela
:-)




KarmaKoma ha detto...

piuttosto che in una città come la mia che ha i costi, i ritmi e le pretese di una metropoli mondiale, ma non lo è nei fatti.
------------------------
da esterno, non posso che darti ragione.

Pog ha detto...

occhio che se sbagli una previsione come questa ti puoi ritrovare dirigente del pd in un attimo

Fabio D'Auria ha detto...

Ho capito, non è il vivere in Italia che ti stressa, ma il vivere a Milano :).
Tutta quella roba quando nei tuoi post parli di bar, ristoranti, negozi, è roba da Milano (e forse Roma), io vivo a Reggio Emilia e non sento la mancanza di starbucks (e di figli ne ho 3).

comunque, esulando dal bar e parlando tra papà:
Non so se ti eri già informato ma esistono locali "certificati" per famiglie che devo rispondere a determinati requisiti, seggioloni, fasciatoi, spazio gioco...
Così come esistono alberghi "family friendly". Se dai una scorsa con google scopri che qualche accenno di civiltà è arrivato anche in Italia :)

Jabbawack ha detto...

Che poi a volerla dire tutta per quanto abbiamo il "cibo migliore del mondo" la gente va comunque a mangiare da mc donald e lo stesso i paninari "zozzosi" di tutta Italia sono aperti e lavorano.

paolo bertani ha detto...

E' inutile, quando sono all'estero (a questo giro a Parigi), una scappata in uno Starbucks ci sta sempre. Mi piace e c'è poco da fare... ognitanto ci bazzico. E sono anch'io di Reggio Emilia e pure papà ;-) e conosco di vista Fabio.
Grande Diè!

Erik Bosio ha detto...

Io trovo che quei baretti si debbano fottere, comunque.

I soliti scemi del sabato sera ha detto...

Di che paese sei? Anche io sono trentino di Arco e per fortuna che qui non ci siano Starbucks ma come dici tu il bar di fiducia(che non deve essere per forza il migliore del mondo)

Alessandro C. ha detto...

Trovo geniale il modo di scrivere dell'autore del post, sinceramente. Tuttavia immaginare che lo standard di un prodotto che nel resto del mondo viene chiamato "espresso", "cappuccino"(capuzzino) o ancora "latte macchiato" ecc. e rivendicarne una esaltazione culturale annessa agli spazi starbuks style e non ai prodotti, beh questo è assai discutibile. Ancor più che l'omogeinizzazione culturale prodotta da starbuks è diametralmente opposta al concetto stesso di caffè all'italiana. L'espresso nasce per una fruizione rapida: è quella la storia del caffè "de noi artri". Immaginare di sorseggiare per ore un espresso è paradossale. Poi, discutere sull'opportunità che anche in Italia vi sia un Mc Donald's del caffè credo che abbia a che fare più con il vantaggio economico che tale catena trarrebbe da tale scelta che dal resto.
La dietrologia per cui una presunta lobby di caffettieri non consenta al colosso americano di entrare in Italia per i parametri troppo elevati della sua offerta di servizi e prodotti non regge. A parziale conferma di ciò che dico c'è Lavazza che al contrario, nei prossimi anni punterà a diventare il secondo marchio di caffè negli states; puntando su cosa? Sulla produzione di capsule e prodotti che possono prepararsi in casa. Intanto le capsule le ha inventate la Lavazza e poi gli analisti dicono che il mercato americano si stà sempre più spostando nello home made coffee. Tant'è che starbuks si stà attrezzando per procedere nella medesima direzione: macchinette e cialde per la casa.
Cosa sto tentando di dire? Che la fruizione è connessa alla tipologia di prodotto, ed in Italia il beverone american style non solo non attecchisce perchè abbiamo dinamiche culturali diverse ma anche perchè per gli americani non ci sarebbe business: immaginate uno starbuks che produca un caffè corposo, corroborante e sinuoso come al Gambrinus di Napoli? Meditate gente meditate

Giorgio U ha detto...

Io credo che avrebbero una certa clientela, la stessa che frequenta i mcdonalds ma non avrebbe una diffusione tale e quale l'estero.
Principalmente i bar italiani hanno la qualità del prodotto anche se non hanno le comodità alla starbuks; però preferisco bere un buona caffè piuttosto che avere il wifi libero...se voglio internet ho il cellulare, l'ufficio e la casa, un buon caffè posso gustarlo mentre i beveroni di starbuks non hanno gusto

Andreas Koniaris ha detto...

A me quei baretti sanno solo di squallido.. quando non riesco a fare colazione a casa ed esco cercando un posto dove fare colazione a guardare quei baretti squallidi, con le paste scaldate al microonde, spesso non hanno neppure una grande scelta di bevande, sporche, dove trovi gli sclerotici che entrano per bersi una pisciatina di acqua sporca che loro definiscono "l'arte del caffè" o qualche ubriacone che si fa il vinello anche alle nove di mattina, beh mi passa la voglia e spesso dirotto in qualche forno.
Penso sia anche ora di smetterla qua in Italia di difendere le categorie ed evitare un po di sana concorrenza che porta soltanto ad un miglioramento per tutti, e invece così siamo sempre gli stessi e un po alla volta usciremo dal mondo civilizzato.
McDonald's e Burger King qualcosina stanno facendo ma è davvero poco.
Quando sono in Italia Starbuck's mi manca davvero, vorrei provare Arnold Coffè cime "palliativo" ma a Bologna ancora non apre. Rimango comunque fiducioso per il futuro.

ang79 ha detto...

bahhh...faccio comunque presente che gran parte dei clienti di starbucks non sono i locali ma i turisti...se vai a barcelona, o parigi o londra troverai locali ma sopratutto altra gente da tutto il mondo, compresi italiani. per me è una follia non aprire in italia, sopratutto a roma. io stesso mi lancerei ad occhi chiusi in un'avventura del genere che ritengo essere un "investimento certo"

Alessandro Crotti ha detto...

Qui si sta parlando del motivo per cui una catena come Starbucks non sia presente in Italia, non del fatto che "a me non piace" oppure "io andrei sempre al classico bar".
Parere mio personale, se Starbucks potesse aprire anche da noi avrebbe successo né più né meno che all'estero. Vuoi il classico bar, vai al bar.. Io da Starbuck ci vado anche per lavorare, con la mia bella wi-fi gratuita, oppure a leggere un buon libro, sorseggiando un buon (opinabile) caffè o bevanda e, come me, lo fanno migliaia di persone di tutte le età e ceti sociali.
Che poi, Starbuck è solo un esempio... vogliamo parlare di TGI Fridays? Wendy's? Denny's? Hooters?
Forse sono troppo americanizzato, sarà che ho viaggiato spesso, ma non mi toglie nessuno dalla testa che queste realtà potrebbero avere successo anche da noi, se solo...

Alessandro Crotti ha detto...

Qui si sta parlando del motivo per cui una catena come Starbucks non sia presente in Italia, non del fatto che "a me non piace" oppure "io andrei sempre al classico bar".
Parere mio personale, se Starbucks potesse aprire anche da noi avrebbe successo né più né meno che all'estero. Vuoi il classico bar, vai al bar.. Io da Starbuck ci vado anche per lavorare, con la mia bella wi-fi gratuita, oppure a leggere un buon libro, sorseggiando un buon (opinabile) caffè o bevanda e, come me, lo fanno migliaia di persone di tutte le età e ceti sociali.
Che poi, Starbuck è solo un esempio... vogliamo parlare di TGI Fridays? Wendy's? Denny's? Hooters?
Forse sono troppo americanizzato, sarà che ho viaggiato spesso, ma non mi toglie nessuno dalla testa che queste realtà potrebbero avere successo anche da noi, se solo...

ladygagarin ha detto...

Sicuro, a Autogrill stanno tantissimissimo a Quore le sorti delle famiglie la cui economia si regge sulla gestione dei micragnosi bar italiani.
Parlavo giusto ieri con Ronald McDonald del fatto che in Italia non apriranno mai un McDonald per lo stesso motivo, altrimenti i poveri ristoratori nostrani non avrebbero più di che vivere perchè la gggente, che vota in massa appeppe crillo, andrebbe sempre in massa a riempirsi di crispimecbècon e patatine maièmi nell'unico fastfood McDonald presente nei paraggi, mandando così in rovina una larga fetta del settore terziario del nostro paese già duramente provato dalla crisi. Del resto, come fai notare giustamente, le multinazionali sono da sempre attente ai problemi della gggente, che lo diciamo a fa'?

Cazzo, se questo è il tenore di un post serio corro a mettermi le mutande di spugna per quando mi piscerò addosso leggendo quelli divertenti.