giovedì, febbraio 28, 2013

Rico da Dresda.


Dopo il periodo di pausa forzata, riprendo il giro di interviste di Valido per l’espatrio. La rubrica diegozilliana dedicata a chi ci ha detto: ciao, belli!
Oggi è il turno di Rico. Mi scuso per tutto il tempo che l’ho fatto aspettare.
Rico non lo conosco “live in person”. Quando ho iniziato a pubblicare le prime interviste, mi ha scritto chiedendomi se volevo sentire anche la sua esperienza.
Eccome no!

Mi chiamo Rico e vivo a Dresda.
Pare di presentarsi a una riunione degli alcolisti anonimi…

Mi hai detto che sei un biologo molecolare. Scusa, ma che cosa fa di preciso un biologo molecolare? (A parte dare il via all’apocalisse zombie che distruggerà la razza umana, ovviamente)
Versione corta: gioco con le provette.
Versione lunga: un biologo molecolare è uno scienziato che si pone di fronte alla materia vivente con particolare interesse riguardo ai meccanismi molecolari che il funzionamento fisiologico e patologico ai vari livelli di organizzazione: cellule, tessuti, organi, organismi. In particolare sono quello che viene definito biologo cellulare: cerco di capire come funzionano i vari componenti che definiscono una cellula. Una volta ci si metteva di fronte a un microscopio e si disegnava quello che si vedeva (grandissima tradizione italiana tra l'altro: basti pensare a Camillo Golgi). Adesso esistono microscopi controllati da computer e software complessi di analisi di immagine, ma il principio è sempre quello: prendere una cellula, fare una foto (o una sequenza di foto) di un processo interessante e cercare di capirlo sia nei suoi principi base, sia in caso di alterazioni controllate , ad esempio un farmaco, che in processi patologici.
Ok la pianto qua: spero di aver dato l'idea.
In merito all'invasione Zombie, son puttanate: sicuramente però creerò la madre di tutte i super-soldati combinando i geni di un uomo con quelli di un axolotl, che sarà in grado di avere un fattore di rigenerazione che al confronto Wolverine è una mezzasega...

E quel lavoro non lo potevi fare qui?
Diobono, si. Potevo anche fare l'astronauta, lo spazzino , il geometra. Forse più' realisticamente avrei finito per andare a fare le analisi in un laboratorio, oppure aprire un piccolo bes ad breakfast con una piccola cucina dove far finta di fare il cuoco, altra mia grande passione.
Ma per quello che riguarda la ricerca di base, ovvero il campo in cui lavoro, secondo me è fondamentale prendere armi e bagagli e fare un periodo all'estero. Quello che poi succede all'estero è altro discorso: per me ha voluto dire entrare in contatto con una realtà estremamente stimolante per quel che riguarda il lavoro, ma soprattutto in una
condizione ambientale che mi ha permesso di costruirmi una famiglia in tranquillità. Altri avranno altre esperienze: difficile fare generalizzazioni

Andiamo con ordine.
Prima di partire per Dresano dove vivevi?
Originario di Livorno, ho fatto l'università a Pisa (cosa non si fa per campare), poi ho vissuto per 4 anni a Milano per il dottorato al san Raffaele (cosi' capite perché' è fallito). Poi borsa di postdata per Dresda

Quando ti sei laureato?
Nel 97 mi pare.

E i tuoi compagni di corso adesso che cosa fanno?
Dipende: il mio compagno diretto di corso fa il barista, alcuni sono rimasti in ricerca barcamenandosi tra borse, qualcuno lavora in un call center (pero' a tempo indeterminato), un altro per un po 'di tempo ha aperto un diving club in Indonesia, ma poi è toranto e ora fa il biologo marino...

Quanti di loro mi rispondono quando chiamo il call center di Sky?
Di Sky nessuno, una mia amica forse a quello Vodafone. Ma mica è un problema lavorare in un call center, o no?

Dresda. Germania Est.
Quando l’Est è stato incluso nell’Ovest?
Nell' 89, qualche anno prima che arrivassi (nel 2003).

Come stavano messi i tedeschi dell’Est rispetto a quelli dell’ovest?
Eh, malino. Mi raccontano storie di macchine (rigorosamente Trabanti ) che arrivavano dopo anni di attesa e venivano consegnate… senza volante, per il quale dovevano aspettare per altri sei mesi. Presente Goodbie Lenin? Ecco, tutti mi dicono che si tratta di un ritratto veritiero della vita all'est.

Azzardiamo un parallelismo?
Lo sapevo :)

Erano messi meglio o peggio rispetto a chi abita nel nostro meridione?
Disclaimer: tutto quel che diro' è basato su impressioni personali, e non ha alcun valore obiettivo. Ma so che ho ragione :)
Dura a dirsi: per quanto le condizioni di vita nella Germania est fossero obiettivamente inferiori a quelle dell'ovest (e non voglio entrare in considerazioni politiche), certi indicatori erano sicuramente positivi.
Parlo di educazione e di assistenza sanitaria o familiare oppure di un apparato burocratico elefantiaco da una parte, ma funzionante.
Le infrastrutture generali non erano a livello dell'ovest: autostrade pessime, collegamenti in treno piuttosto penosi, aeroporti... cosa?
Le industrie dell'est erano completamente irrilevanti in confronto a quelle dell'ovest,

Possiamo fare un paragone di massima tra il “mezzogiorno” per un italiano del nord e l’ “l’est” per un tedesco dell’ovest?
Per il tedesco dell'ovest l'est era più' o meno l'inferno: ricordo che già' nel 2003, quando decisi di venir su, dissi a un mio ex collega tedesco che appunto avevo l'intenzione di venire a Dresda e lui prima svenne, poi chiamo la neuro per farmi rinchiudere. Secondo me pero' il divario che c'è tra Nord e Sud Italia è molto più' marcato, di quello che
in realtà era il divario Ovest -EST.
Fatto sta che pero' il muro è caduto nel'89 e dall'oggi al domani una nazione si è sobbarcata circa 17 milioni di persone in regioni dalle infrastrutture praticamente inesistenti.

In sostanza. I tedeschi, in quanti anni hanno risolto il problema del loro “mezzogiorno”?
In una ventina d'anni.

Continuando il mio parallelismo: la cassa del mezzogiorno è stata fondata nel 1950, e fantatedescamente, già negli anni 70 il divario nord/sud poteva essere risolto.
Continuano a esserci disequilibri tra est e ovest, e molti tedeschi dell'ovest vedono l'est come arretrato. In realtà le differenze a oggi sono molto sfumate, e lo erano già' quando arrivai io nel 2003.
Solo per parlare di Dresda, da non avere collegamenti, a avere una rete autostradale , un aeroporto, centrali ferroviarie ricostruite, centri storici rifatti a nuovo in circa dieci anni.
Chi abbia visto Berlino nell'89 e ci sia tornato 15 anni dopo avrebbe visto una città che in certe zone era totalmente cambiata, pur mantenendo una atmosfera molto forte di “passaggio”.
Son tedeschi. Le robe funzionano.

Chi ha pagato?
L'ovest. O meglio: il governo federale. E' stimato che il costo della riunificazione sia stato di 1500 miliardi di euro. Non ne sono sicuro se continui, ma fino a pochi anni fa son sicuro che ogni anno venisse versato nel territorio dell'est qualcosa tipo 100 miliardi di euro all'anno.
Ovviamente la differenza rispetto al buco nero meridionale, è che quei soldi si vedono tutti: e oggi a Lipsia, Dresda e Berlino ci sono le stesse infrastrutture che a Monaco o Stoccarda. Il processo non è stato ne è indolore, visto che il tasso di disoccupazione nelle aree intorno a Dresda è attorno al 20%, e la zona è particolarmente ricca di simpatici neo-nazi al cui confronto Forza Nuova è un partito moderato.
Tornando al mio lavoro non è un caso se la Max Planck Society abbia aperto un istituto qua , con l'intenzione di farlo diventare un centro di caratura internazionale, in grado di raccattare 400 persone da 45 nazioni diverse. Il risultato è che adesso Dresda ha appena vinto un riconoscimento come cluster di eccellenza, reclutando tra Max Planck e altri istituti scienziati di livello mondiale, come Marino Zerial (il mio capo) o Gene Myers (per capirci, il tipo che ha scritto gli algoritmi usati per sequenziare il genoma umano)...

E ora lavori a Dresda.
Sei arrivato lì e appena hai messo giù il piede dall’aereo ti hanno offerto quel posto?
No, la trafila è stata diversa: in previsione della fine del dottorato, io e la mia compagna di allora (che poi qua in Germania è diventata mogghie) abbiamo mandato il CV, con pubblicazioni, a diversi posti nel mondo. Mia moglie ha deciso di venire qua, e io allora mi son concentrato a trovare un laboratorio qua in cui fare un post doc.

Quali lavori hai fatto laggiù?
Ho fatto 4 anni di post doc con l'idea di diventare uno scienziato, poi per varie ragioni ho deciso che la carriera puramente accademica non faceva per me, e allora ho cambiato lavoro all'interno dell'istituto e mi sono unito a una facility di high throuput screening, ovvero un laboratorio che si occupa di fare esperimenti su larga scala, usando
piattaforme robotiche e microscopi automatici. Siamo una delle poche realtà del genere in ambito accademico

Conoscevi qualcuno da quelle parti?
Si, colleghi di università di mia moglie. Ma in generale l'accoglienza qua è stata davvero senza problemi: l'istituto ha aiutato mia moglie (che si era trasferita 6 mesi prima di me)a trovare casa, a fare tutti i documenti e a districarsi nella burocrazia tedesca, che riesce essere decisamente snervante vista la flessibilità tipica dei tedeschi

Dove hai dormito la prima notte?
In un letto.

Parlavi il tedesco?
No. ma la cosa non era ne è importante visto che la lingua che utilizzo in istituto è l'inglese. Nel frattempo diciamo che ho maturato una conoscenza scolastica del tedesco che mi permette di non morir di fame. Ma fortunatamente adesso ho una bimba di 7 anni (nata qua , sia lei che il fratellino più' piccolo) che va a scuola, e che mi fa da traduttrice.

E adesso?
E adesso stiamo qua: abbiamo comprato casa approfittando dei prezzi bassi e di un mutuo agevolato al 2.5% ( la casa che avevamo scelto era costruita con materiali ecologici e avevamo diritot a un mutuo agevolato.) La bimba va a scuola, ed è integrata benissimo; l'altro bimbo va all'asilo. Usciamo di casa alle 7.30 e riandiamo a prendere i bimbi alle 17.30 dall'asilo...
Una differenza mortificante con l'Italia è stata per l'appunto la questione asilo: senza alcun problema, ci hanno preso la prima bimba a 12 settimane, cosicché mia moglie è tornata par time al lavoro dopo 4 mesi, e dopo 6-7 mesi full time. Costo dell'asilo circa 250 euro a testa per un full time dalle 7.30 alle 17,30.
Guadagniamo relativamente bene per il posto in cui siamo. Abbiamo una casa in riva all'Elba. Respiro aria buona.

Dai, dimmi qualcosa di negativo!
Adesso fuori c'è -9 e rimarrà' cosi' per un discreto lasso di tempo.
La cucina fa schifo: ma tanto visto che mi piace cucinare non mi pesa.
Il rapporto con gli autoctoni, vista sia la situazione familiare (i bimbi piccoli tendono a annullare la vita sociale) e il tipo di lavoro abbastanza totalizzante, è insufficiente. A questo si aggiunge che l'istituto dove lavoro ha una intensa vita sociale visto che è composto da almeno il 60% di stranieri lontani da centinaia a migliaia di km da casa si crea un effetto bolla, con party fantasmagorici in cui i direttori fanno a gara nell'umiliarsi il più' possibile.
Di problemi ce ne sono, come in ogni società: ma la cosa fondamentale è che questa è una società che funziona, con un rispetto della cosa pubblica che noi ci sogniamo.

Quando ti capita di tornare qui, che effetto ti fa?
La sensazione di straniamento che provo ogni volta che torno in Italia è sempre più' forte: non riesco mai a capacitarmi di quanto ci siamo accontentati di vivere in città sporche, malfunzionanti e con un rispetto reciproco spesso davvero inesistente. Almeno per il paragone che posso fare tra le città in cui ho vissuto in Italia e Dresda....


Settimana prossima ce ne andiamo in Spagna! Chine e paella, movida e matite, indignados e olè!
Tutte le altre interviste di Valido per l'espatrio, le trovi cliccando qui.



6 commenti:

Lauro ha detto...

La Germania Est per un tedesco dell'Ovest sarà pure l'inferno, ma Dresda è una città di rara bellezza, di più adesso che stanno finendo il piano sessantennale di ricostruzione.
Per riportarla agli splendori pre-bombardamento hanno usato come riferimenti anche le vedute dei paesaggisti settecenteschi.

E poi è la città a cui dobbiamo Mattatoio numero 5, anche se la circostanza fu delle peggiori.

Anonimo ha detto...

Immaginati fra 10 anni la....poi immaginati fra 10 anni qua...beh....cazzo aspetti vai vai.....prima che in Germania ci ripensino e chiudano le frontiere..... i primi screzi già ci sono...
Carpe diem Man

Anonimo ha detto...

PS:...per quando andrai....mantieni aggiornato il blogghe....qualcosa di decente sopra, ogni tanto si legge...
In lingua italiana please...

Rico ha detto...

Dresda é in effetti molto bella, per piu o meno mezza giornata, una se ci metti anche qualche museo. Peró é in una posizione perfetta, a meta strada tra praga e berlino. Ma il punto era riferito piu alla totalitá della germania est, i pregiudizi sulla quale all ovest sono duri a morire...


Gia il fatto che dicono nù, per dire ja qualche pensiero lo fa venire....

marcell_o ha detto...

die', hai proprio rotto'r...
'sti post so' di un deprimente...
me prende proprio 'na tristezza...
oltretutto è finito masterchef e tu non fai più i commenti...
e grillo e bersani e berlusconi...
ora riempio la vasca di vino e mi ci affogo!

MrChreddy ha detto...

Diego, ti interesserebbe intervistare un mio amico (è il cugino della mia ragazza) che è andato a fare il tatuatore a Dublino?

Se ti interessa fammi sapere che provo a metterti in contatto :)