martedì, febbraio 05, 2013

Milano, raccolta differenziata!


L'altro giorno vado in casa editrice a consegnare il lavoro, e decido di andarci in metrò.
Di solito uso la muturetta, ma quel giorno lì c’erano Balto e Amundsen che mi aspettavano sottocasa, e salire in motorino con un calorifero sulle spalle non mi sembrava rispettoso del codice della strada.
Per cui metrò.
Dato che attorno a me giocavano quasi tutti a Ruzzle, in molti si sono persi uno dei dialoghi più belli degli ultimi decenni.
Protagonisti, un signore sui sessanta, sessantacinque e sua moglie.
Il dialogo tra i due lo riporto qui, modificandolo quel tanto che serve per renderlo narrativo: gli ho dato dei nomi, ho sistemato un po' le frasi, ho cambiato una parola nel finale, ma non il suo senso.

- Che cosa la pago a fare la tassa sui rifiuti, dico io!?
- Ma perchè?
- Ma ti pare normale a te, Cesira? Umido, secco, plastica, carta, vetro, pile... Sono io che lavoro al posto di quelli della nettezza urbana. Sono io a differenziare. Dovrebbero dare loro dei soldi a me!
- Valà, Pietro! Sei il solito polemicone.
- Polemicone io? Ma con tutti i soldi che pago, mi devo pure sbattere per fare il loro lavoro? Abbiamo la casa e il balcone pieni di pattumiere!
- Dai basta!
- Ma basta cosa?! La gente dovrebbe fare la rivoluzione! Dovremmo dare fuoco a tutto per come stiamo messi! E invece, come pecoroni, sono lì a mettere le bucce in un secchio, le lattine del tonno in un altro...
- Basta! Che stiamo facendo una figura di emme!
- Come se la differenziata servisse davvero a qualcosa. Lo fanno solo per farci impazzire a noi. Figurati se a Napoli lo fanno. Quelli seppelliscono tutto assieme e poi chi si è visto si è visto.
- Su questo hai ragione, Pietro.
- Mica solo su questo. Anche sulla differenziata. Gestita così è una roba da matti.
- In che modo faresti tu? Sentiamo!
- Io metterei tutto assieme. Tutto tutto assieme. Umido, lattine, vetro, tutto. E poi, dopo, qualcun’altro lo divide.
- Bel lavoro di merda!
- Ma perchè? Fare gli spurghi ti sembra un lavoro migliore?
- Mettere le mani nell’immondizia! Ma sai che puzza?
- Oh, ma perchè, Cesira?! Quelli che asfaltano le strade sentono profumo di rose, eh!?
- Non lo so...
- Ecco brava. Che con la mia idea si creerebbero un sacco di posti di lavoro. Metti tutta l’immondizia su un nastro trasportatore... Una calamita tira sù il ferro, e poi ai lati, quelli che prendono le varie cose e le dividono.
- Non si può fare.
- No?
- Nessuno vorrebbe fare quel lavoro lì.
- E allora facciamolo fare ai robot!





15 commenti:

Gua-sta Blog ha detto...

Ecco che ho scoperto che mio marito ha una doppia vita a Milano con tale Cesira...

nerosubianco ha detto...

so a chi daranno il voto questi due qui...

Skull ha detto...

ho quasi paura di chiedere quale parola hai cambiato nel finale...

Anonimo ha detto...

Tra l'altro, è allarmante la regolarità con cui in queste discussioni si invoca la rivoluzione. Per tutto e il contrario di tutto.
Carlo

U carcamagnu ha detto...

Che poi gli impiant di separazione dei rifiuti esistono da che esiste la differenziata perchè non si puo purtroppo evitare che una bistecca finisca nelle lattine ed un pacco di cartoni nell umido.

Inoltre ci sono giá delle linee di pre separazione funzionanti a cinesi per togliere gli intrusi piu evidenti da carta e plastica.

Sandro ha detto...

Nessuno lo farebbe? A Roma, in periferia qui da me a ogni cassonetto c'è qualcuno che vi fruga dentro.

Ezio ha detto...

La parola cambiata nel finale è "robot". Il signore aveva usato un più prosaico "replicanti".

Diego Cajelli ha detto...

Rivelo:
In realtà aveva detto "le macchine".
Fatelo fare alle macchine...
Robot mi sembrava più adatto per chiudere.
:-)

Giorgio Salati ha detto...

Milano differenziata,
raccolta a mano armata!

Poveri robot, sempre i lavori schifosi...

Ne ho viste di pattumiere che voi umani...

felsonblog ha detto...

Ahah, per fortuna era "le macchine". Avevo paura che fosse una certa espressione molto milanese.

Ignazio ha detto...

conosco un operatore AMSA che non fa la racolta differenziata perchè lui "non si porta il lavoro a casa"...mah.

Manuel Colombo ha detto...

Tutto questo è fantastico, viviamo in un paese surreale senza aver fatto nulla per meritarci questa fortuna.

Tommaso ha detto...

Beh io ho frugato per anni nella peggior spazzatura delle discariche. Non perché ero un barbone (quello lo diventerò a breve ora), ma per esigenze statistiche e di controllo proprio per la raccolta differenziata.

All'inizio fa parecchio schifo, poi ci si desensibilizza come i chirughi di MASH e si inizia a scherzare tirandoci tra colleghi i pannolini sporchi. Ok dai... a far finta di tirarci pannolini.

Artan ha detto...

Non ci crederai, ho avuto modo di vedere come funziona una discarica qua in Bosnia, ed e' proprio come l'ha descritta il signore. C'e' un nastro trasportatore e omini che prendono ciascuno un tipo di immondizia. Ogni tanto passa il capo reparto, o chi per esso, e gira la manovella che fa andare il nastro piu' veloce o piu' lento.

Marcello ha detto...

Dalle mie parti (paese sudamericano) la raccolta differenziata funziona proprio come vuole il signore milanese. Arriva tutto in discarica. E li una massa di disperati organizzati divide e manda al riciclaggio. Il comune tentó di dividere almeno plastiche, lattine e carta alla fonte (cioe dovevamo farlo noi) ma poi i dsperati piu furbi con un carretto venivano prima della nettezza urbana e si fregavano il differenziato con grande incazzamento di quelli in discarica. Allora si é smesso. Una ONG ha deciso di organizzare la discarica con macchine e una oprganizzazione del lavoro piú efficiente, ma il risultato é stata una riduzione dei posti di lavoro. E i disperati di cui sopra hanno fatto un casino della madonna, bloccato la discarica per una settimana fino a che la ONG é stata estromessa e tutto é tornato come prina.