venerdì, febbraio 01, 2013

MasterChef Italia 2, puntata quindici.


Come diceva Anthony Bourdain: otto aspiranti chef di fronte ai fornelli fuoco soffritto straccio asciutto metto il burro con la ruspa tavolo sette ostriche maremma Marika di Saigon sono ancora soltanto a Saigon cazzo sono ubriaco chevvolete da me.
All’insegna di queste parole inizia la puntata quindici di Master Chef. Gli otto aspiranti chef rimasti, iniziano a tutto volume con la Mystery Box.
Sollevato il coperchione, si ritrovano davanti: baccalà bagnato, zucchine, patate, un galletto, melanzane, tomino, funghi, ananas, uova e prugne.
I concorrenti dovranno cucinare un piatto, e ognuno di loro dovrà usare un tipo di cottura scelto a sorte. Quello che dovrà cuocere usando un forno naturale ricavato scavando sulle pendici del vulcano Snæfellsjökull in Islanda sarà piuttosto svantaggiato.
Viene chiamata una squadra dalla SISAL, portano la bocciona trasparente con dentro le palline e un bambino bendato con le mani appiccicose. Pescherà la pallina, dentro c’è scritto il tipo di cottura che dovranno usare.
La Dea bendata, beffarda come solo lei può essere, decreta che:
Daiana: Bollire.
- Maremma Cannolo!
Marika: Al forno
- Posso cucinare in bikini?
Andrea: Brasare
- Mi innervosisce, ma eviterò di spaccarmi i molari digrignando.
Maurizio: Saltare in padella.
- Sotè, parlblè, pepperepè
Paola: Sotto vuoto
- Voi siete pazzi.
Tiziana: Vapore
- Come quello che si sprigiona dal mio cuore quando sono assisa innanzi a Cracco.
Ivan: Griglia
- Datemi una pala per la carbonella.
Nicola: Friggere.
- Mi trovo a mio agio con l’olio bollente, nel ristorante dove lavo i piatti, lo chef me ne versa sempre due litri sulla schiena perchè è un burlone.
Hanno 45 minuti per fare tutto. Gli aspiranti partono, cimentandosi con le tecniche di cottura a loro assegnate. Ognuno affronta le sue difficoltà.
Paola ha i suoi problemi con il sottovuoto. Che magari, di sicuro, un petto di pollo cotto sottovuoto per sei giorni a 53,7 gradi costanti, sarà più buono di quello lanciato vivo nel microonde, ciò nonostante Heston Blumenthal dovrebbe farsi dare un’occhiata sotto il cofano. Quel perverso. Secondo, Paola.
Nicola decide di fare la tempura totale globale, stai attento Barbieri che ti friggo pure gli occhiali se non ti levi di mezzo. Nicola prepara pastella, bacinelle, olio bollente, ghiaccio e inizia a pastellare e friggere. Butta dentro anche il tagliere, che una nota di legno ci sta sempre bene.
Ivan si mette alla griglia. Si fa prestare il Napalm dai parenti marines di Bastianich, e da fuoco a tutto lo studio di Master Chef.
Ciò innervosisce un po’ Andrea, ma non ha tempo per stritolare la padella, il tempo a disposizione è finito.
I giudici assaggiano i piatti migliori, che sono:
Andrea, con un baccalà brasato, molto complesso e di ristorante.
Nicola, con la frittura del millennio, ben impiattata secondo Barby.
Daiana, che porta un baccalà bollito con crema di zucchine, accompagnato con una sua risata satanica che le farà ottenere la parte in Saw 7.
Il vincitore è Andrea, che finalmente si rilassa per una manciata di secondi. Poi dovrà andare nella dispensa a godersi il vantaggio nell’Invention Test.
Il tema di oggi sono le interiora. Che delle bestie è buono tutto, non soltanto il di fuori.
Andrea, mentre si prepara a scegliere, spiega la sua strategia. Rommell mette il grembiule, fa vedere la tessera della SPECTRE, accoglie lo spirito di Sun Tzu, e sfodera una logica strategica che non lascia scampo. Non rispetta la Convenzione di Ginevra ed elabora un piano assassino, che lo porterà ad avere un vantaggio colossale. Il suo piano è semplice: voglio vincere Master Chef, e non mi importa se poi tutti quelli che conosco mi daranno dello stronzo. Che mi frega. Vincerò. Sarò uno stronzo, ma ho vinto. Questo vale. Mica altro.
Andrea deve scegliere tra: le cervella, la coratella e il rognone.
Opta per il rognone. Quando gli altri concorrenti scoprono il tema dell’Invention, in due vomitano, uno urla, Paola è basita F4.
Vanno a prendere gli ingredienti che gli servono per le ricette che hanno in mente, ma quando tornano al posto scoprono che i casini non sono finiti. Andrea ha la facoltà di scambiare i cestini degli altri, a sua scelta.
Si sente il rumore di scarrellamento della Desert Eagle di Andrea. Quindi parte per dare il colpo di grazia ai sui avversari.
Le logiche dello “scambio dei cestini” elaborate da Andrea sono frutto di una mente finissima e diabolica. Ma tipo che in confronto, Il Dottor Zero di Fantaman è un boyscout strafatto di succo di Pollyanna. Ma una roba da far apparire Kaiser Soze un dilettante e James Moriarty un simpatico compagnone.
Dopo la prova che ha scelto di non di fare, e quello che ha messo in pratica in questa puntata, io spero davvero che Andrea vinca Master Chef, altrimenti lo zaino pieno di genuina e sincera antipatia che si è caricato sulle spalle non sarà servito a nulla.
Inizia la prova, tra i mugugni, e la disperazione di dover usare la spesa fatta da un altro.
Andrea parte sereno e tranquillo a cucinare il suo rognone.
Rognone. Dicesi rognone: il rene del bestio. Vitello o Manzo, a seconda di quello che tiri sotto con il SUV. Poi devi pulirlo, bene. Altrimenti sa di bagni chimici all’Oktoberfest.
L’unico tranquillo è lui, Andrea. Dato che è in vantaggio si avvale anche della consulenza di un anatomo-patologo veterinario.
Il rognone è davvero un carognone. Una prova difficile e complessa, che mette a dura prova tutti i concorrenti.
La mezz’ora passa in fretta, c’è l’assaggio che ti aspetta.
Come condannati a morte in fila per il patibolo, i rognonanti sfilano davanti ai tre giudici.
Il primo è il vantaggioso Andrea. Piatto ottimo secondo i giudici, complimenti e lodi.
E ci mancherebbe. Con tutti i vantaggi che ha avuto, Andrea aveva un unico modo per fare male quel piatto: incasinare le piastre a induzione e trasformarle in tunnel quantici, finire in un universo parallelo dominato dall’antica civiltà Rognona, essere catturato, messo in schiavitù, irretire la principessa Ramona Rognona, aizzare gli schiavi, organizzare una rivolta, rubare i folgoratori alle guardie, cavalcare il Shai Hulud, attardarsi alla cerimonia del Koon-Ut-Kal-If-Fee, e non fare in tempo a cucinare niente.
Va sotto Maurizio. Grondante di sudore come un personal trainer che fa lo splendido e umilia i ciccioni in palestra.
Il suo piatto risulta troppo acido per i palati dei giudici.
Tocca a Paola. Per Bastianich sa di piscio. Barby si prende male, malissimo. Stizzito vuole fare assaggiare a Paola la merda che ha cucinato. Lo fermano mentre prende un imbuto.
Marika. Il piatto è il piatto. Oltre il minimal, siamo all’assent.
Barbieri, che oggi con le palle monta a neve gli albumi, le consiglia di accendere il cervello.
- Ma non era rognone?
Dice lei, un po’ stizzita.
Tocca a Daiana, rognone con la salsa della sua amica Polda.
Assaggia Cracco, aprezza tantissimo. Da domani la Salsa della Polda sarà il must del 2013 gastronimico. Un saluto alla Polda che osserva da lassù.
E’ il turno di Ivan. Porta un piatto grondante sangue e immangiabilità.
Tiziana, piena di giuggiole porta un rognone simile a quello che lei assaggiò al ristorante di Cracco.
Una prova d’amore. Superata.
L’ultimo è Nicola. Anche lui ha pulito male il rognone, lasciandone le parti ricche di acido urico.
Assieme al non mangiabile ci sono degli spinaci sotto sale.
L’espressione di Barbieri si avvicina molto a quella dell’Urlo di Munch.
E’ il momento di decretare il vincitore.
Indovina?
Andrea.
E ci mancherebbe. Con tutti i vantaggi che ha avuto, i casini in cui ha messo gli altri, Andrea aveva un unico modo per non vincere la prova: cadere vittima di un attacco di narcolessia assieme a Mike Waters e sognare pecore elettriche fino al conteggio finale.
Maurizio, applaude alla vittoria di Andrea in questo modo:


Chi sono i tre peggiori?
Paola, Ivan e Nicola. Tutti e tre hanno presentato piatti immangiabili, orrendi a vedersi, e con errori tecnici da antologia. Ma chi è il peggiore peggiore?
Nicola.
Nello studio calano le luci. Rumore di temporale, tintinnio di catene, si apre il pavimento. Fiamme rosse illuminano i visi. Da sotto, ecco il perfido Chef per il quale Nicola lava i piatti, si solleva da un lago di catrame bollente, ride, e la sua risata echeggia negli inferi.
Agguanta Nicola con i suoi gelidi artigli e lo riporta nelle cucine infernali, dove laverà piatti fino alla fine dei tempi.
Oppure diventerà il nuovo Ghost Rider, in sella a una friggitrice.

La puntata sedici, domani. Che ho fatto fin troppo tardi e ho una milionata di cose da finire.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me il signor Curti il rognone lo sa cucinare eccome.
C.

mediamentegarbata ha detto...

É domenica sera, e son ancora qui che aspetto...e non ho guardato la replica per aspettare te. Sgrunt.