lunedì, febbraio 04, 2013

Dampyr nella Zona Rossa.


In edicola c’è un Dampyr scritto da me e disegnato dal dinamico Fabrizio Russo.
Un numero importante, complicato e complesso per diverse ragioni. La storia si svolge in una location molto particolare: L’Aquila. L’ambientazione italiana, cosa rara per il fumetto popolare da edicola, si intreccia con un tema d’attualità, elemento altrettanto raro per il fumetto popolare da edicola: si parla del terremoto, della ricostruzione, di varie ed eventuali.
Lo dico subito: non siamo nel campo del giornalismo a fumetti o delle graphic novel. Questo numero di Dampyr è una storia di genere, un horror, ambientato e collocato in un contesto reale.
L’impianto narrativo è basato sulla finzione, sulle tematiche della serie, non è la storia del terremoto o il riassunto in vignette di quanto è accaduto da quelle parti.
(Non è vero, c’è la visualizzazione del terremoto. Però è raccontato attraverso un espediente narrativo e non con una didascalia, o peggio: con una lezioncina.)
E’ una storia ambientata a L’Aquila, dove il folklore locale, i miti horror e i misteri della tradizione abruzzese si allacciano con il terremoto e si intrecciano con l’universo narrativo di Dampyr, dei suoi protagonisti, dei suoi antagonisti, infilandosi nella macrotrama della serie. Una robina complessa a dire il vero, se uno inizia a leggere Dampyr da quel numero lì, ma sono cose che si risolvono.
A scanso di equivoci lo dico subito: se questa storia è arrivata in edicola è tutto merito di Mauro Boselli, creatore del personaggio e curatore della testata. E’ stato lui a suggerirmi l’ambientazione, a dirmi di scrivere senza tirare il freno a mano delle critiche. Ha creduto tantissimo in questa storia, al punto di andare di persona a L’Aquila per scattare le foto che abbiamo usato come documentazione. Perchè sì, abbiamo il pallino della documentazione su Dampyr.
Fabrizio Russo ha affrontato un dossier fotografico tanto preciso quanto vasto. In parte formato dalle foto scattate sul posto da Boselli, con in aggiunta i giga di foto che ho scaricato io da internet.
L’aderenza alla realtà si è dimostrata un’arma a doppio taglio. Prima di mandare in stampa l’albo, Fabrizio ha dovuto correggere alcune vignette. Durante la lavorazione del fumetto infatti, alcuni palazzi erano stati sistemati e i disegni andavano aggiornati. (Quanto ci abbiamo messo? Più o meno abbiamo iniziato a lavorarci un anno fa.)
La documentazione è un impegno necessario, fondamentale per creare il giusto patto di complicità con il lettore e alimentare il senso di verosimiglianza tra realtà e opera di finzione.
I personaggi si muovono in un contesto reale e realistico, luoghi riconoscibili, ambienti noti, posti che puoi vedere sul serio. Mettere tutti questi elementi in un fumetto, in modo coerente, è un lavoro molto difficile, ma dal mio punto di vista viene ripagato dalla reazione positiva degli aquilani.
Ambientare le storie in Italia è un mio pallino, infatti la mia serie di prossima uscita Long Wei l'ho ambientata proprio a Milano, nella zona di via Paolo Sarpi. Vedremo quali saranno le reazioni dei miei concittadini quando ucirà il primo numero a marzo.
(Se sei qui per Dampyr, ma vuoi saperne di più su Long Wei, clicca qui che c'è tutto quello che ti serve sapere)
L’attenzione dei media locali su questo numero di Dampyr è altissima. Pare che il numero sia in rapido esaurimento, e in questi giorni in rete se ne sta parlando un sacco.
Riassunto di link! Clicca sui collegamenti!
Un lancio dell’ANSA, poi questo articolo qui, qui eccone un altro, poi anche questo qui, senza dimenticarsi di questo, poi ci mettiamo anche questo qui, e per ultimo l'Intervista al sottoscritto, Per ora è tutto. Poi vedremo.
Mi diverte leggere l’elenco dei posti visitati da Harlan e Kurjak. E mi immagino, per dire, il negozietto di souvenir che appenderà la tavola dove Kurjak va a comprarsi lì la maglietta.
Poi ci sono le cose che hanno sorpreso me, mentre studiavo per scrivere questa storia.
Una su tutte: il mito dei “ritornanti” di Tornimparte, ridente località di provincia dove, si dice, può capitare che qualcuno torni-in-parte dal mondo dei defunti. Senza dimenticare il complesso e articolato intreccio tra L’Aquila, Gerusalemme e i Cavalieri Templari. Credo di essere riuscito a usare un decimo del materiale che ho raccolto.
Magari lo mando a Dan Brown, che quelle cose gli piacciono.

39 commenti:

Leo ha detto...

Come Dan Brown?! Mandalo ad Alfredo Castelli!

Anonimo ha detto...

Durante la lavorazione del fumetto infatti, alcuni palazzi erano stati sistemati e i disegni andavano aggiornati.........

per scrivere una cosa del genere dovevi prenderti la briga di andarci tu a l'aquila. non usare foto di altri e internet. perchè se tu o chi per te foste entrato davvero nella zona rossa, lì non è stato sistemato proprio niente! il cuore de l'aquila, il suo centro storico, fa impressione per il suo silenzio. non hanno ricostruito nulla, è tutto come la notte del terremoto. è intorno che stanno ricostruendo. l'aquila diventerà una città a forma d'anello, con un buco al centro.

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Appunto.
Rileggi quello che hai scritto fino a quando capirai da solo che hai scritto una cazzata.


Anonimo ha detto...

be' ma vedi il mio mestiere non è scrivere e anche se non l'ho detta potrebbe pure essere. ma è solo un commento. invece tu scrivi di mestiere, e magari con questa storia di dampyr su l'aquila la cazzata l'hai scritta tu.........

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Io ho cercato di aiutarti, ma vedo che ci tenevi proprio a fare la figura del pirla.
I disegni sono stati aggiornati perchè alcuni palazzi attorno alla Zona Rossa sono stati sistemati.
Esattamente come hai detto tu.
Sono quelle le correzioni che abbiamo fatto: palazzi attorno alla zona rossa.
Ripeto: come hai detto anche tu.
Tu, che non hai nemmeno letto l'albo, ma ti sei sentito in dovere di venire qui a dire la tua.
Grazie.
Ora puoi tornare a giocare con il Didò, attento a non mangiarlo, e ricordati di usare bene il pollice opponibile.

Anonimo ha detto...

io, si proprio io, che magari mi sono sentito in dovere di venire qui e dire la mia solo grazie ad un motore di ricerca e solo perché di questa cosa ne ha parlato abruzzoweb e, nonostante io oramai da diverso tempo vivo e lavoro a modena, sono aquilano.
molto legato a tutto ciò che riguarda la mia città. quindi anche ad ogni notizia che ne parla e ai quotidiani locali che la rappresentano.

io che i miei genitori avevano una bellissima casa nel centro storico che, acquistata dopo una vita di sacrifici e di lavoro, ristrutturata, curata in ogni minimo dettaglio, quella notte è venuta giù come una castello di carte.
e visto che i miei genitori risultano benestanti, nè berlusconi nè nessun altro assessore di sinistra gli ha dato un'altra casa, e sono quattro anni che vivono nel casale in campagna da mio zio, suo fratello.

io che è vero campir non l'ho letto e non leggerò mai.
io che non appena ho letto di questa storia a fumetti mi sono girati i coglioni, perché altro non è che l'ennesima cannibalizzazione di una tragedia che nessuno vuole risolvere. perché a nessuno conviene. e penso a te, alla bonelli o a questo mauro borselli che nemmeno so chi sia, che l'unica cosa che vi interessava davvero era por dire «guarda l'ansa parla di noi»……… «guarda il messaggero parla della nostra storia»……… «guarda abruzzoweb ha girato la notizia»……… come fosse solo qualcosa da usare per qualche lancio stampa, per meschini fini pubblicitari e basta. per sciacallaggio.
il fatto stesso che non sei nemmeno venuto di persona a l'aquila prima di metterti a scrivere qualcosa che tu stesso definisci importante, palesa quanto te ne possa fregare davvero della mia città.

allora io sarò pure un pirla che gioca con il didò.
ma quello che sei tu, che siete voi, è molto peggio.

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Ti sei dimenticato di dire che è tutto un complotto, che non ci sono più le mezze stagioni e che qui una volta era tutta campagna.
In compenso, continui a parlare di cose che non sai, traendo delle conclusioni tutte tue, non supportate dai fatti o dalla lettura della storia in questione.
Ma non c'è problema vai pure avanti a formulare la tua opinione su dei presupposti sbagliati.
Contento tu...

Daniele Di Nicuolo ha detto...

Escono dalle fottute pareti.

Anonimo ha detto...

siete voi gli alieni, daniele.........
vivete in quel cazzo di mondo fittizio fatto di nuvolette e fumetti credendo di apportare chissà cosa a questo mondo, coi vostri blog ultrasettoriali e ultraprovinciali, con la vostra puzzetta sotto al naso che vi fa sempre sentire superiori a tutti, con vostro culo bello caldo sulla sedia......... ma poi dite a persone normalissime come me che usciamo dalle fottute pareti.
è incredibile. un totale ribaltamento della realtà.
io mi fermo qui.
piuttosto torno su abruzzoweb senza fare altre ricerche che mi portino a gente come voi.
non disturberò più, prometto.
vi lascio alle vostre egoseghe.

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Oh, hai fatto tutto tu, e hai detto tutto tu.
Sei arrivato, hai detto quello che hai detto, hai fatto la figura che hai fatto, hai cercato di proiettare la frittata sul soffitto, hai lanciato strali e hai mal direzionato tutto il tuo giramento di coglioni.
Però, te lo dico ancora: hai fatto tutto da solo.
Adesso non venirmi a dire che è colpa mia e che te ne vai via offeso verso la poltroncina del bisticcio.

Diego (un altro) ha detto...

Essù, essù. Via, cos'è tutto sto livore?!
Siete dalla stesa parte, perché vi scannate?
Dubito molto che Cajelli abbia voluto lucrare su un evento drammatico, volendo potrebbe farlo più spesso, vista la tragedia che è questo paese.
D'altra parte, capisco sia un argomento assai delicato, e per qualcuno che ci è finito in mezzo e che è stato preso per il culo dalle merde che dovevano risolvere tutto, basta un niente per tirar fuori la rabbia.
Sussù.

Anonimo ha detto...

Beh, in effetti voleva essere un fumetto di DENUNCIA. Basta leggerlo, per capire.

Mauro Boselli

Anonimo ha detto...

Aggiungo che all'Aquila io ci sono stato e che la Zona Rossa è un disastro (e questo volevamo denunciare) mentre intorno gli aquilani lottano e resistono (e questo è documentato dalla storia a fumetti).
Sfruttamento una sega, se posso esprimermi brutalmente. L'idea l'abbiamo avuta per amore verso la città e odio verso lo psiconano bugiardo, semmai...


Mauro Boselli

Diego (un altro) ha detto...

Ehi Mauro, ma io ti conosco, ti ho visto in TV. Che figo!
Ho visto così tante volte il tuo nome sugli albi che leggevo che adesso mi sento penosamente come una groupie! WOW!

Drugantibus ha detto...

Anonimo non hai neanche letto il fumetto e ti permetti di parlare. Almeno leggilo così saprai di cosa parli :)

Anonimo ha detto...

Sempre io, Boselli...


Ho tralasciato di aggiungere che avevo pensato a una storia aquilana da PRIMA del terremoto. E' stato il terremoto a interrompere il progetto, altro che sfruttamento. Poi mi sono girate le palle, sono andato all'Aquila a vedere e ho telefonato a Cajelli...

Ma Anonimo non leggerà e non si scuserà. Gli anonimi veri sono fatti così. Mi domando che cosa abbia fatto lui, per la sua ex-città... Forse vota Berlusca...


MAURO BOSELLI

Anonimo ha detto...

eccomi………
e invece sono proprio io, signor boselli………
ti domandi cosa ho fatto io per la mia città, che non è affatto ex?
per esempio, oltre ad esserci tornato di corsa il giorno dopo (perché sai, ci vivevano i miei genitori, sopravvissuti al crollo della loro casa, e forse un minimo di preoccupazione ce l'avevo?), essermici fermato per almeno altre tre settimane, a farmi un culo così insieme agli amici della mia comitiva storica, ai miei vecchi compagni di classe, ai volontari delle parrocchie e di altre cento associazioni, per dare una mano alla protezione civile e ai vigili del fuoco? facendoci un mazzo tanto per dieci ore al giorno tra carriole cariche di detriti, spostando pietre, cemento armato, caricando camion e container? eri anche tu lì con noi ad aiutarci, boselli?

ah no, stavi preparando la reflex.

senza contare quante altre volte, in questi tre anni e mezzo trascorsi, ci sono tornato nella mia città. non solo per darmi da fare con le mani, in senso fisico. ma anche agli incontri con le istituzioni locali, alle riunioni dei comitati nati dopo il terremoto, alle manifestazioni culturali che qualcuno ha voluto fare lo stesso per dimostrare che l'aquila è ancora viva. che esiste.

ma vedete poi che succede?

io dico la mia in un commento.
forse anche mosso da una rabbia più che giustificata.
ma, se lo andate a rileggere, senza alcun termine offensivo, nessuna parolaccia, mantenendo toni forse pretestuosi ma comunque civili.

le vostre reazioni?

cajelli alla prima bordata mi dice che ho scritto una cazzata.
di nicuolo, suo socio mi pare, che sono un fottuto alieno che esce dalle pareti.
borselli che sono un vigliacco che forse vota berlusconi.

complimenti a tutti e tre.
grandi esempi comportamentali, i vostri.
cercate di far passare me per un pazzo davanti ai vostri cari lettori, mentre in realtà siete soltanto dei grandi maleducati.
ma tanto i vostri cari lettori daranno comunque ragione a voi.

so solo che se è da gente come voi che l'aquila deve aspettarsi qualcosa (da un un fumetto di denuncia?) allora grazie, ma anche no.
grazie, facciamo da noi.

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Qui si risponde in base e in linea con l'atteggiamento e i toni che hai usato tu.
Per primo.
Vaneggiando su una cosa che non hai letto, che non ti interessa leggere, che non reputi meritevole di "aspettarsi qualcosa".
E vai pure avanti, imperterrito, a ballare il valzer del minchionazzo.
Again: contento tu...

Daniele Di Nicuolo ha detto...

Caro anonimo, a parte che "fottute", sono le pareti. Non l'alieno.
Ma passiamo oltre.

Tu sei arrivato qui, senza conoscere l'autore, senza conoscere la testata (Dampyr), senza leggere fumetti, senza sapere nulla sul processo di lavorazione, le tempistiche, i tempi produttivi e le intenzioni degli autori, e cominci a dare loro degli sciacalli, degli avvoltoi e degli approfittatori che mangiano sulle spalle dei terremotati. E tutto questo, parte migliore, senza aver manco letto l'albo.

E forse senza neanche aver letto attentamente il post di Diego, che dice esattamente tutto il contrario di ciò di cui lo accusi.

La tua rabbia e quella di tutti gli aquilani è sacrosanta e giustificata, ma non lo è minimamente il tuo livore nei confronti di chi fa il proprio lavoro onestamente e con passione.

Ma come si sa, in 'sto paese, non ne parli e sbagli, ne parli e sbagli lo stesso.
Quale sarebbe dovuto essere il giusto modo di trattare l'argomento, visto che ne sai così tanto?

Matteok ha detto...

Evidentemente l'anonimo è un aquilano (e italiano) frustrato, deluso e incazzato. Come dargli torto?

Però sta completamente sbagliando obbiettivo.
E oltretutto è sempre sbagliato criticare qualcosa senza averla vista/letta, ti metti automaticamente dalla parte del torto. Magari l'anonimo aveva qualcosa di interessante da dire, qualche appunto sulla storia o sul suo territorio, ma se non ha neanche letto il fumetto... come fa a dircelo?

Io non vedo l'ora di leggerlo, sono molto curioso. Dampyr mi piace, Boselli e Cajelli in cima. Le storie di Dampyr ambientate in Italia mi sono sempre piaciute molto, le ho sempre trovate filologicamente corrette e estremamente rispettose.
Forse è proprio questo il problema di ambientare i racconti in Italia invece che in paesi esotici e/o lontani, come il west à la Tex -per dire-, perchè si va a toccare qualcosa di vivo&vivace, e possono nascere polemiche. Per quanto assurde. Le polemiche, dico. Infatti, correggetemi se sbaglio, il buon Sergio Bonelli era sempre restio a queste operazioni. Tra le serie regolari della SBE esistono solo alcuni episodi di Martin Mystere e di Dampyr che sono stati ambientati in Italia. Anche Mister No se non ricordo male...

Io considero la scelta di ambientare le storie in Italia forte e coraggiosa, e la apprezzo, soprattutto quando è fatta bene come da Boselli e Cajelli.

Spero di aver dato un contributo utile,

ciao a tutti!

Matteok ha detto...

Ricordo con piacere anche una bellissima storia di Napoleone ambientata in Italia a Caorle. L'ho letta e riletta mille volte. Disegni di Del Vecchio, testi e copertina(bellissima) di Ambrosini. Tutto perfetto. Che storia perfetta!

Anche il buon Diego aveva scritto delle fantastiche storie per Napoleone. Ricordo ora quella ambientata in un carcere brasiliano, bellissima, disegni Del Vecchio, oppure "Nel cerchio del tempo", sempre Del Vecchio. Eccezionale. E' con queste storie che mi sono innamorato del fumetto.
Chi non le ha lette le legga, mi ringrazierete.

Ops... scusate, ho divagato. Stasera mi leggo Dampyr e torno In Topic.

Anonimo ha detto...

invito nuovamente a rileggere il mio primo commento.
dove, seppur piccato, non dico parolacce, nemmeno nomino dampyr, non parlo di sciacallaggio ma mi limito a "correggere" una frase del pezzo (sulla sistemazione di alcuni palazzi) che forse, e ripeto forse, avevo pure frainteso.
magari anche in maniera pregiudizievole.
ma rileggetelo: è civile.

cajelli mi dice subito che ho scritto una cazzata.
non una cosa poco corretta o pregiudizievole.
no: una cazzata.

nel secondo commento, ovviamente irretito anche io, gli dico con sarcasmo che io non scrivo per mestiere. lui si. che il mio era solo un commento di un aquilano e che forse poteva anche essere una cazzata, forse.
ma allora allo stesso modo poteva esserlo pure quello che aveva scritto lui.
perché "magari la cazzata l'hai scritta tu" in italiano significa proprio "forse", altrimenti non avrei usato quel "magari".

dopodichè la cosa è degenerata.
ma il di nicuolo notasse che certe cose (magari con toni sempre più irretiti, e vorrei vedere) lo ho scritte cronologicamente dopo essermi beccato del pirla e del bambino dell'asilo che gioca con il didò e attento a non mangiarlo, e ricordati di usare bene il pollice opponibile
e anche dopo di te.
a dopo borselli.

ora.
rileggetevi i commenti.
chi ha detto cosa?
e chi è stato maleducato?

Daniele Di Nicuolo ha detto...

"per scrivere una cosa del genere dovevi prenderti la briga di andarci tu a l'aquila. non usare foto di altri e internet. perchè se tu o chi per te foste entrato davvero nella zona rossa, lì non è stato sistemato proprio niente!"

E' vero, toni civili, ma pur sempre accusatori e denigratori del lavoro e delle intenzioni altrui (come la frase qui sopra.

I toni sono degenerati, è vero, però prova a metterti dalla parte di chi, pronti via, si sente messo sotto processo per le proprie intenzioni e per il proprio lavoro. Da chi poi non ha neanche letto il fumetto.

Aggiungici l'anonimato (che non è il tuo caso), che da 'ste parti è al 90% sintomo di trollaggio pesante e si capisce come ci si scaldi subito.

Perchè non ci rassereniamo un po' tutti, magari tu ti compri e leggi l'albo e torni a parlarne? Magari ti piace, magari vedi che atti di cannibalismo non ce ne sono, magari capisci la dedizione e cuore impiegatici per farlo e per stare, in qualche modo, anche dalla distanza, vicino agli aquilani.
O magari ti farà cagare, tutto può essere, ma almeno il tuo giudizio sarà un po' più legittimo.

Così a zero mi pare inutile.

Basso Veneto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Basso Veneto ha detto...

Cari tutti,
la storia di Cajelli - secondo me - ha invece il pregio di riportare all'attenzione una questione che le cronache hanno praticamente oscurato e racconta molto chiaramente come stanno le cose.
E' una storia talmente di denuncia che diverse pagine vanno via proprio a spiegare al lettore i fatti, la vergogna della mancata ricostruzione e anche le lotte degli aquilani, sacrificando moltissimola narrazione. Tant'è che se Cajelli non avesse voluto/dovuto dedicare tanto spazio alla tragedia de L'Aquila e alla lotta degli aquilani per riprendersi la città, la storia sarebbe venuta meglio (sul piano della narrazione, ovviamente).
Boselli nell'introduzione si "scusa" con gli abruzzesi per la scelta della location particolarmete delicata. Ebbene, io sono stato in Abruzzo due anni fa, ospitato da una famiglia di ex aquilani, e ho colto invece la necessità di parlare con altre persone, raccontare ad altri quello che stava succedendo. Mi hanno pure portato in un angosciante tour tra la città abbandonata, la loro casa, il loro bar della Zona Rossa, Casematte Collemaggio e alcune attività che hanno riaperto nonostante tutto. Ho scattato alcune foto - sentendomi una merda - per mostrarle ad amici e conoscenti una volta tornati a casa: mi sono sentito molto meno una merda quando ho constatato che molta gente pensava che la situazione non fosse così drammatica e vedendo le foto è rimasta allibita.
Quest'anno alcune organizzazioni del non profit hanno tenuto all'Aquila le loro assemblee nazionali proprio per portare la gente a toccare con mano la realtà.
Se poi questo cambia poco o nulla è perchè la gente non reagisce con l'azione concreta. Ma parlarne con tutti i linguaggi possibili è importante. Il giornalista lo fa con l'inchiesta, l'autore di fumetti lo fa con i fumetti.
Posso capire la rabbia di chi da quattro anni è preso per il culo.
Non capisco il motivo di tanto livore verso un albo a fumetti, nè tanto meno perchè criticare una cosa senza nemmeno leggerla.

Magari, però, si potrebbe discutere con toni meno incazzosi (tutti). :)

Ciao,
Cesco

Anonimo ha detto...

allora faccio un passo indietro.
ma, sempre in difesa dell'italiano (e ci prendono pure in giro per come parliamo noi aquilani), sottolineo per l'ennesima volta che nel mio primo commento io non criticavo una cosa senza nemmeno averla letta, perché stavo criticando una frase del post relativa alla ricostruzione, non il fumetto che deve ancora uscire e che infatti nemmeno nominavo.
quindi criticavo una cosa che avevo appena letto.

il tono forse era accusatorio, questo è vero daniele.
ma scrivere dovevi prenderti la briga di andarci tu a l'aquila non ha nulla, davvero nulla, di denigratorio.
perché lo penso davvero che per un lavoro che dura mesi, come suppongo sia la scrittura di un fumetto per la bonelli, poteva trovare un giorno per scendere di persona a l'aquila, per averne un coinvolgimento emotivo in prima persona.

Daniele Di Nicuolo ha detto...

Il tuo errore, se mi permetti, è quello di prendere il prodotto per una storia di denuncia, il cosiddetto graphic journalism. Ma NON lo è.

C'è ANCHE la denuncia, c'è ANCHE la rappresentazione degli aquilani che si danno da fare per ricostruire, Boselli è venuto lì per la documentazione, ma NON è quella la storia. La storia rimane quella di genere, con vampiri e quant'altro, in cui però non viene trattato con superficialità l'argomento terremoto e affini. Perchè se fosse stato trattato con leggerezza, se non ci si fosse informati, se non ci si fosse sbattuti per far trasparire la realtà de L'Aquila e la sua situazione attuale, allora ne avresti ben donde. Ma non è così, e la testimonianza la puoi avere dai commenti positivi dei tuoi concittadini.

Scrivendo "dovevi prenderti la briga" stai già accusando Diego di sufficienza nel fare ciò che fa. Magari non era tua intenzione, ma così risulta.

Anonimo ha detto...

Siamo in due, io e Cajelli. E nel suo articolo si scriveva chiaramente che io ero stato all'Aquila. Tu invece, perdonami se lo sottolineo, hai ignorato il particolare e scritto che non sapevi manco chi fossi e che quindi non t'importava... Ma sorvoliamo. E' chiaro che sei incazzato. Vorrei solo farti capire che anch'io lo ero. Per questo ho prodotto la storia nella mia serie. Chiaro?

Diciamo che la tua reazione esagerata mi è parsa persino comprensibile (ma volevo correggerla, perchè sbagliata). . Diciamo che Diego non avrebbe dovuto prendere subito cappello e che io ho sbagliato a darti del berlusconiano (offesa davvero tremenda, lo riconosco!.)


E diciamo che sarebbe meglio che tu da Anonimo per motivi di invio firmassi almeno con il tuo nome di battesimo come fanno gli altri. QUESTO e il fatto che tu ci abbia subito schedato come degli egocentrici coglioni e sciacalli (scusa se è poco) ci ha fatto un pochino girare le palle.-

Ma siamo dalla stessa parte. Chiaro, adesso?


Mauro Boselli

Anonimo ha detto...

Siamo in due, io e Cajelli. E nel suo articolo si scriveva chiaramente che io ero stato all'Aquila. Tu invece, perdonami se lo sottolineo, hai ignorato il particolare e scritto che non sapevi manco chi fossi e che quindi non t'importava... Ma sorvoliamo. E' chiaro che sei incazzato. Vorrei solo farti capire che anch'io lo ero. Per questo ho prodotto la storia nella mia serie. Chiaro?

Diciamo che la tua reazione esagerata mi è parsa persino comprensibile (ma volevo correggerla, perchè sbagliata). . Diciamo che Diego non avrebbe dovuto prendere subito cappello e che io ho sbagliato a darti del berlusconiano (offesa davvero tremenda, lo riconosco!.)


E diciamo che sarebbe meglio che tu da Anonimo per motivi di invio firmassi almeno con il tuo nome di battesimo come fanno gli altri. QUESTO e il fatto che tu ci abbia subito schedato come degli egocentrici coglioni e sciacalli (scusa se è poco) ci ha fatto un pochino girare le palle.-

Ma siamo dalla stessa parte. Chiaro, adesso?


Mauro Boselli

S3Keno ha detto...

dico la mia senza entrare nel merito della questione tra l'anonimo aquilano e gli autori di Dampyr, visto che - dialetticamente - ognuno ha i suoi torti e le sue ragioni.
Sono tornato a L'Aquila lo scorso settembre in occasione del raduno nazionale di Emergency (credo ne facessero riferimento sia Basso Veneto che l'anonimo aquilano) fortemente voluto sia dal movimento che dalla città tutta - che ha partecipato numerosissima, con passione ed entusiasmo, a tutte le iniziative, sia le istituzioni che i cittadini - proprio per il suo valore simbolico, di possibile rinascita.
Sono tornato in una piazzeta, ad un centinaio di metri dalla Piazza del Duomo, dove ricordavo ci fosse l'albergo dove avevo alloggiato qualche anno prima in un'altra occasione; questo è il breve video che ho fatto con l'iPad, pure tremolante. E' solo una testimonianza piccolissima, lo so. Ma in quella piazzetta c'era sempre un gran via vai di gente. In quel gazebo in legno e vetri ci facevo colazione, c'erano sempre allegria e confusione. Oggi solo un silenzio agghiacciante. Una sensazione surreale di abbandono. E palazzi "ingabbiati" nelle strutture di contenimento. Tutti. Dal primo all'ultimo. Tutto il centro storico de L'Aquila è così.
E così rimarrà.

Anonimo ha detto...

L'anonimo acquilano è partito con i toni alti, ma civile. E' Cajelli, che, prima di aver finito di leggere, partiva già alla truzzo. Cancella pure il commento, Diè, ma è inutile che fai il colto-impegnato, e poi alla prima critica tiri già a cazzo. Il fraintendimento si sarebbe risolto in un amen se non dovessi sempre dimostrare al mondo che c'hai il cervello duro
F
A margine. Boselli non è da meno, ipotizzando un voto berlusconiano così, per amor di dialettica.

Diego Cajelli ha detto...

@F
Ho cancellato qualcosa?
Che cos'è, un'accusa preventiva?

Piuttosto, "F"... E' ormai da un po' che manifesti la tua presenza commentando qui, senza mai perdere l'occasione per dirmi (velatamente e non) quanto ti sto sul cazzo.
Credo sia il momento di parlarne un po' non trovi?

Drugantibus ha detto...

S3Keno quella è piazzetta del sole :)

Sandro Anonimo ha detto...

Parlarne un po'? Che bello. Com'era intimo l'ultimo commento, Cajelli. Come mi ha scaldato il cuore. Altrimenti sempre così distaccato.
Rispondi poco ai commenti, tranne quando ti fanno incazzare. Forse i troll lo fanno per avere attenzione. Forse ti vogliono solo troppo bene.
Potrebbero cominciare tutti a firmarsi collettivamente Mark David Chapman.

Diego Cajelli ha detto...

@Sandro
Ti spedisco una copia del Giovane Holden?

Sandro ha detto...

AHAHAH! Ce l'ho già. La stavo leggendo anche stamattina mentre ti aspettavo sotto al tuo ufficio. :D

marieeee ha detto...

complimenti per il storia ambientata sulla mitica città dell'aquila!!!!!!una cosa mi rammento......neanche un verso o una parola in aquilano proprio come avete fatto con il sardo in "le terminatrici" il napoletano e palermitano.cmq siete grandi....mitico emil co la maglietta....

Lys ha detto...

Ma i due tizi della sequenza iniziale come ci sono arrivati sul tetto?
Se devono entrare dal piano terra sembra un percorso inutilmente tortuoso.

Fra l'altro si lamentano di essere allo scoperto, ma nella pagina seguente si vede bene che il palazzo ha una corte, quindi potevano calarsi direttamente all'interno senza farsi vedere da nessuno.

Anonimo ha detto...

Ciao,
ho letto da poco e in ritardo rispetto all'uscita il "sigillo di Lazzaro", volevo chiederti come mai dopo la bella caratterizzazione del "lupo azzurro samurai" Evan Lang il personaggio scompare o non è più riconoscibile, direi che muore anonimamente nei sotterranei del palazzo. Inoltre ho personalmente trovato didascalico e troppo lungo il dialogo tra Harlan e Kurjak sulla situazione aquilana.
Marco