sabato, gennaio 26, 2013

MasterChef Italia 2, puntata quattordici.


In una scala della noia che parte da: “Ho finito la Settimana Enigmistica, e la rileggo di nuovo tutta da capo, controllando anche se ho scritto male le erre” e arriva a: “Ritrovarsi a un concerto dei Negramaro, dove ti proiettano un film della Comencini nelle cornee, mentre Scamarcio ti legge tutto il taccuino degli appunti di Paolo Giordano” le puntate in esterna di Master Chef si collocano, per noiezza e ripetitività al livello di: “Rimanere chiusi 24ore in ascensore con un micologo di Belluno in pensione, logorroico, che vuole condividere a tutti i costi con te la sua passione per gli Zigomiceti
Ripetitività. Cambiano i contesti, ma le prove sono sempre le stesse e io, mentre quelli lavorano, vado sul balcone a scrutare i cieli in attesa dell’arrivo dei Grigi di Zeta Reticuli.
Noia. Faccio altro. Noia che si riflette anche sulle mie recensioni, ecco svelato il motivo per cui le rece della seconda puntata sono sempre più brevi e meno divertenti.
Detto questo... I rossi capitanati da Mauri, e i blu guidati da Shepherd, si ritrovano a Ceglie Messapica, in Puglia, e dovranno cimentarsi con piatti tipici, codificati, strutturati, dall’antica tradizione dell’essenza culinaria pugliese.
La signora Cececca, cintura nera di orecchiette, li guiderà verso l’orecchietta perfetta.
Michele trema di fronte alle Brasciole, lui ama i cavalli e l’idea di braciolare puledri gli fa congelare il sangue nelle vene.
Sarà Paola ad occuparsi della macelleria.
Le due squadre fanno quello che devono fare.
A giudicarli è il sindaco di Ceglie, tocca a lui spiegare a Bastianich che si trovano un paese vero, e non sul set di un film di George Lucas.
Gli aspiranti Master Chef si misurano con la tradizione culinaria pugghiese e vincono i rossi.
Fine dell’esterna.
Gli Alieni non arrivano e io torno davanti alla tele per assistere al Pressure Test.
Tutti i blu dovranno Sfilettare un salmone, il peggiore di loro incontrerà Nicola nel duello finale.
Il Salmone è grosso come un carrello delle miniere di Re Salomone. Fresco, turgido, con tutte le sue scaglie, con le branchie tristi come una salita e gli occhi allegri da ittiopside in gita.
Cracco ti fa vedere come si sfiletta.
Cracco usa lo Stile dell'Uccello d'Acqua di Nanto, e secondo me è stato più bravo di Ramsey quando nel Masterchef USA hanno fatto la stessa prova.
Cracco ricava 10 filetti perfetti. I concorrenti dovranno fare altrettanto. Poi dovranno cuocerne uno, il tutto in quindici minuti.
Parte la colonna sonora di Mission Impossible. Da qualche parte, Tom Cruise inizia a correre senza motivo, con le manine dritte che si muovono ritmicamente accanto ai suoi fianchi.
Michele decide di sfilettare il Salmone usando un cacciavite a stella. Poi passa ai raudi.
Daiana lo sfiletta aizzando contro il pesce un Dogo argentino.
Il Bastia, è piuttosto perplesso di fronte al macello che si ritrova davanti.
I giudici valutano, controllano, sospirano per gli sprechi e poi decidono.
Sarà Michele Shepherd a dover incontrare Nicola al duello finale. Povero Shepherd, come se non bastasse la recente dipartita del Dottor Bollore. Michele si fa forza, ravviva il balsamo e si prepara alla pugna con Nicola.
La prova finale gira tutta attorno ad una mela. Verde. I due sfidanti dovranno fare il maggior numero di minipiattini possibili, con una scaterva di ingredienti a disposizione, a patto che in tutti sia presente la mela verde di cui sopra.
Hanno venti minuti. Iniziano a lavorare a ritmo frenetico, piegati sul tavolo da lavoro, con le zampine che si muovono velocissime.
Nicola Cenerentolo realizza 8 piatti. Sono praticamente tutti gli stessi. Una tartare coniugata in 8 modi diversi. Qualcuna ha più lime, qualcun’altra a più erba cipollina.
Michele osa un pochettino di più. 11 piatti, tra cui un paio di dolci.
I minipiattini mettono a dura prova la pazienza e il buon carattere di Bastianich. Qui la questione non è se il minipiattino è di ristorante oppure di trattoria, qui la questione è sulla velocità.
La tua.
Bastianich ti tira i piatti in faccia, se riesci a evitarli hai vinto.
I gusti dei tre giudici decidono quanti di quei piatti saranno validi. Questo fa schifo, questo no, questo lo tiro: PULL! Questo non lo mangio, questo è una merrda, questo si, questo no, questo manco li cani, questo è buono, questo è buono solo il mercoledì, questo sembra mio zio Arturo, questo va bene, questo te lo mangi te, hai pulito i calamari? Crudi? No, si no, questo lo lancio, questo lo butto, questo fa venire la trichinellosi.
Alla fine, Nicola e Michele si ritrovano con sei piatti validi a testa.
Pareggio.
I giudici decideranno chi dei due deve andarsene.
Michele Shepherd pensa al Seattle Grace Mercy West Hospital. Un luogo pieno di amici, dove sotto sotto è felice di tornare. Pensa al balsamo, ai cavalli e alla macchinetta regolabarba magica che gli ha regalato la fatina Dulidù.
Nicola trema. Pensando a quello che lo aspetta nel caso dovesse perdere la sfida. Tornerà al ristorante dove fa lo sguattero, e tutta la ciurma lo prenderà per il culo mentre gli faranno fare un giro di chiglia. Moriranno tutti di scorbuto al largo di Maracaibo, ma prima dovrà sopportarne di ogni.
Cracco, il Bastia e Barby hanno deciso.
Pensano che arrivati a questo punto il livello si sia alzato e che per Michele non ci sia più tempo per imparare.
E’ Michele a dover abbandonare la cucina di Master Chef.
Nicola tira un sospiro di sollievo tale che, nella fase di inspirazione, tutti gli esseri viventi nel raggio di venti metri svengono per mancanza di ossigeno.

(Un consiglio in amicizia al mio collega, quello che-lo-fa-di-lavoro: coniugando al plurale, le similitudini e i paragoni basati sulla cultura pop perdono un po’di forza. )

7 commenti:

marcell_o ha detto...

chi è il tuo collega che-lo-fa-di-lavoro?
non dire la solita che si dice il peccato e non il peccatore... che è una brutta copia del principio d'indeterminazione di heisenberg
sì, sto cercando di darmi un tono, ma così si pensa che i tuoi lettori ci hanno una certa cultura, magari gli altri, non certo io

Daniele ha detto...

Mah.
Il pareggio nella prova finale mi è sembrato così forzato,ma così forzato........giusto per creare il pareggio e poi il "momento d'angoscia"per la scelta fra i due malcapitati.....boh.

non so dire se davvero Michele fosse peggio del lavapiatti cenerentolo;mi rimane il dubbio che quest'ultimo sia stato scelto(salvato)in virtù del fatto che è più personaggio,mentre il veterinario,pur ottimo ragazzo,sia televisivamente.....hummmm.....poco televisivo.

Manuel Colombo ha detto...

E si, lo metti li in chiusura, come se ci fosse una prossima puntata. Adesso vogliamo sapere di più.

ProLoco RivaValdobbia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Locomotiva ha detto...

Marcell_o: per Heisemberg c'è il pratico Compensatore, che funziona benissimo, grazie.

E, ammetto, il momento in cui Crozza arriva a fare una parodia di questo specifico programma a chiusura di puntata, evidentemente il format sta perdendo un po' di mordente.

Che, diciamolo, Crozza fa fatica a mettersi in pari, il programma arranca con imtazioni di roba vecchia e trita (Formigoni? Formigoni chi?) e si punta al bersaglio grosso...

Anonimo ha detto...

dai su...ragazzi, Crozza è forte....e la sua parodia a me diverte pur senza aver mai visto una sola puntata di Masterchef... come divertiva una sua vecchissima parodia di blade runner che qualcuno se nn ricordo male ha definito come raschiare il fondo del padellino....o qcosda di simile...
...ai più bravi ci si inchina .... nn si rosica...hola

Diego Cajelli ha detto...

marcell_o e Manuel.
Improvvisamente, lo stile e il linguaggio dei report ufficiali di Master Chef, ha subito dei cambiamenti.
Tipo: "Sarà la somiglianza con Uma Thurman, ma noi ci immaginiamo Paola con la katana di Hattori Hanzō in mano, intenta a fare a dadini il pesce…"


@Anonimo
A me diverte l'applicazione a terzi di comportamenti e stati d'animo propri.
Crozza?
E' bravo.
Mai quanto lo sono il suo manager e il suo ufficio stampa, ma è bravo.