sabato, gennaio 12, 2013

MasterChef Italia 2, puntata dieci!


Dato che è appena entrato in vigore il redditometro, la prova in esterna si farà al Barlassina Country Club di Lentate sul Seveso. Quelli di Equitalia useranno la puntata come prova video, acquisendola agli atti e mettendola in allegato ai decreti ingiuntivi.
I concorrenti, divisi in due squadre, dovranno cucinare la cena per tutti ‘sti signuri incruattati.
Tiziana ha vinto la prova precedente, in automatico è il capitano e sceglie la sua squadra:
Andrea e Maurizio. Come all’oratorio quando fai la squadra di calcio, cerchi di scegliere subito i più bravi. Ecco, io ero sempre l’ultimo.
Michele. Va volentieri con Tiziana, ma prima deve parlare con il Capo Webber per ottenere i finanziamenti sulla sua ricerca.
Marika. Mi dicono: per ingentilire la squadra. Ecco. Allora vedi che l’avvocato sa di essere.... Avvocato.
Loro saranno i rossi.
Gli altri, i blu, scelgono come capitano Paola. E’ un buon capo. Mi piace molto Paola, è la Milano che non c’è quasi più. La Milano quella buona, quella che faceva seguire i fatti alle parole.
Il sistema di scelta, visto che c’è un elemento in più, è spietato. L’ultimo che rimane va direttamente al Pressure senza passare dal via partecipare alla prova.
Paola sceglie Nicola.
Nicola sputa sulla foto dello chef per il quale lavava i piatti e sceglie Ivan.
Ivan inizia un lungo rosario di avverbi in -mente e alla fine, con una mossa denominata: "La variante
Garfagnana" sceglie Daiana.
Rimangono Suien e Agnese.
Daiana è una donna a modo, è facile volerle bene, mi fa una sincera tenerezza. Però, tutti sanno che considera Suien come una figlia, anche se l’ha conosciuta soltanto dietro i fornelli di Master Chef.
La scelta di Daiana è prevedibile. Infatti, Agnese sta già scaldando i motori.
Daiana, in lacrime, sceglie Suien. Agnese accende le turbine e parte a razzo verso casa, diretta al pressure.
Le due squadre si dividono i compiti: una farà l’antipasto e il secondo, l’altra il primo e il dessert.
Entrambe, dovranno fare dei fingerfùd. Il tutto per 60 persone in due ore e mezza.
Il menù prevede: Calamaretti spillo in insalata di mandorle fresche, melanzane e alghe di mare.
Millefoglie di mare con pomodoro fresco. Filetto di manzo al midollo con salsa al vino rosso, fagiolini e scalogno candito. Per finire: crema bruciata al limone con pistacchio di Bronte in una schiuma di albicocche.
Quindi. Io vado al Barlassina Country Club, mi vesto bene, spendo un botto per essere socio, chiamano pure quelli di Master Chef e per cena mi servono il menù del Battesimo di mio cugino Gennaro, tenuto mesi fa presso La Cascina Spagarello matrimoni banchetti ricorrenze pranzi aziendali. Sarà un segno dei tempi.
Ma alla Ventura piace. Gli arriva. Non capisce la messa in scena di Tommassini, ma son dettagli.
Tra alti e bassi, scleri, crisi di maschio primadonnismo, Maurizio che ha lo stesso senso pratico di un ricercatore teorico ipotetico del mondo del mai, le due squadre riescono a servire la cena.
I commensali decideranno la squadra migliore, mandando la perdente al Pressure Test in compagnia di Agnese.
Vincono i rossi. Grazie ai fingerfùd di Maurizio.
Il che è indicativo. Molto. Quello che conta oggi è l’antipasto dell’antipasto. Sappilo.
La squadra di Paola perde un’altra gara in esterna. Non è una questione di leadership a mio avviso. Difendo Paola, non i gusti tutti ‘sti signuri incruattati.
Con le pive nel sacco i blu tornano alla cucina di Master Chef. Hanno 12 minuti per fare il Pesto perfetto e condirci le trofie.
Io non sono capace di fare il Pesto in 12 minuti. Ci metto dieci minuti soltanto per mondare il basilico e raffreddare bene il recipiente dentro il quale triterò gli ingredienti.
Le lame del frullatore scaldano il basilico quel tanto che basta per renderlo nero. Per risolvere il problema o metti sotto ghiaccio il basilico, ma rischi di “lavarlo troppo” e perdere il sapore, oppure rendi ghiacciato il contenitore dove triterai il tutto.
Qualcuno ti dirà che il Pesto si deve fare con un certo tipo di basilico e non un altro, con un certo tipo di olio e non un altro, ma sono solo finezze accademiche volte a mantenere un alone di mistero.
Ora, se hai preso del basilico cresciuto nelle meravigliose serre dell’Esselunga, forse non sarà buono come quello cresciuto in un campo terrazzato sulla riviera del ponente. Ma puoi rimediare. Come?
Semi di basilico commestibili. Si comprano in quei posti fighi che vendono prodotti Bio. Ne basta un pizzico per incrementare a palla la basilicolosità. Me lo ha detto Cracco, non il primo pirla che passa, eh.
Tutti partono con il loro Pesto. Sono tristi e provati, nessuno vorrebbe lasciare Master Chef. C’è già chi piange, chi è molto teso, chi si dispera.
Arriva il momento dell’assaggio.
I giudici hanno l’aria delle grandi occasioni. Barbieri fa dei cenni di apprezzamento, Bastianich ha coniato la frase dell’anno: sembra molto di ristorante.
Sembra molto di ristorante, entrerà assieme a mappazzone nel linguaggio comune e nell’immaginario collettivo. Io ho deciso di usarlo per tutto, anche al ristorante.
Tutti fanno il loro Pesto, quello di Daiana, forse, ha una petroliera di olio in più, ma non importa.
A Nicola viene chiesto se nel locale dove lava i piatti lo chef gli fa cucinare il Pesto.
Nicola risponde che il suo chef lo tiene in catene, nella zona dei rematori, sotto il livello di galleggiamento, dove lo frustano ogni mercoledì quando gli danno da mangiare le teste di pesce e che prima di essere ammesso al programma erano sei anni che non vedeva a luce del sole.
Uno ad uno, tutti i concorrenti vengono salvati e vanno sù con quegli altri, salvi, alla prossima puntata.
Scopriamo una faida interna tra Tiziana e Paola. L’avvocato odia la bionda milanese. Come mai?
Quali sono i motivi di questo risentimento? Forse si contendono le attenzioni di Cracco? Riuscirà Paloma a tornare a casa sana e salva dopo che il bimotore di Miguel è precipitato nella foresta della Bolivia? Lo scopriremo nella prossima puntata della ficton: Lo chef e l’avvocato.
Rimangono Suien e Daiana.
Lacrime, delirio, abbracci, si piange piange piange, tipo Autumn in New York, ma moltiplicato per dieci.
Una delle due sarà eliminata. Anche Cracco ha gli occhi lucidi, una roba che non gli succede nemmeno quando pela le cipolle. Perchè Cracco non le pela, si sbucciano da sole soggiogate dal suo carisma.
Barbieri mugugna, e per Bastianich tutto quel sentimento è molto di ristorante.
La decima puntata si conclude con un colpo di scena:
Siccome tutti hanno fatto bene il Pesto, non verrà eliminato nessuno. Passano tutti.
Fossi uno della squadra rossa avrei parecchio le palle girate. In sostanza, la gara al Golf Club non è servita a nulla. A parte nutrire dei ricconi con della manodopera gratis.
La scena tra Daiana e Suien è stata fatta perchè noi tutti siamo dei sadici e ce la godiamo a far soffrire la gente per niente.
Altrimenti non sarebbe un reality.



8 commenti:

sraule ha detto...

'Sta cosa del pesto mi raccapriccia.
Vedi, io sono una cuoca abominevole, ma so fare il pesto. Lo so fare perché sono ligure e da noi il pesto è una cosa seria.
Poi, intendiamoci, faccio le modifiche più orribili alla ricetta, come usare il parmigiano reggiano invece del sardo, non metterci l'aglio e così via. Ma posso perché sono ligure. C'ho la pestitudine dentro.
Quella cosa del contenitore ghiacciato... ecco, quella non è ligure. Non è lo stato mentale giusto, semplicemente.
Va bene per tutte le salse di questo mondo, ma non per il pesto.
Per il pesto ci vuole la pestitudine, non il ghiaccio o i semini di basilico.
Io lo so che tu sei milanese, ma sei anche una persona sensibile. So che non ti lascerai traviare da quei cuochi malvagi e resterai sulla retta via.

martina ha detto...

A me è venuto un colpo quando ho visto le trofie barilla...

marcell_o ha detto...

peggiore delle trofie barilla c'è il pesto della barilla! che io non ho mai assaggiato, ma la guerra nella terra di mezzo è comincista per quelle

Dani ha detto...

A me schifa una cosa semplicissima che ormai nessuno coglie più:il pesto fatto col frullatore.
Che ca**o di eresia!

Per i più il pesto ormai è una salsetta.....io invece trito gli elementi poi(come dice la parola stessa)li pesto.In un mortaio.Con un pestello.
Perchè parliamo di pesto,non di frullo.

La mia conclusione personale è che la gente non sa più mangiare.
Non cucinare,eh....mangiare.
L'ho capito da questo episodio,e pure nella vita reale quando hanno criticato un ottimo salame artigianale saporito che ho avuto la fortuna di trovare:"sa troppo di vivo,preferisco quello del super.....".

Mah!

Diego Cajelli ha detto...

Prometto che comprerò un mortaio.
E che quando comprerà il pesto in Liguria, chiederò al negoziante se è stato fatto con il frullatore o con il mortaio.
:-)

Busne ha detto...

Io che sono ligure a metà e mia moglie che è ligure al 100% abbiamo risolto il problema del motore caldo utilizzando la vaschetta del minipimer. In questo caso il motore è in alto e il pesto non si scalda ^_^

buonipresagi ha detto...

Comunque il pressure test è chiaramente inficiato dal fatto che c'erano un bolognese, un vicentino e un americano che giudicavano del pesto fatto con il frullatore con foglie di basilico grosse come spinaci.

sraule ha detto...

In liguria il pesto non lo vendono.
Tranne rarissime eccezioni, il pesto che compri in rosticceria fa schifo di brutto, forse apposta. Anche questo è molto ligure.
In ogni caso, in liguria il pesto te lo fai.
Sì, anch'io uso il minipimer.