venerdì, gennaio 04, 2013

Manager Calibro 9


Questo libro mi era stato consigliato, in occasioni diverse, da due miei amici: Marco e Andrea.
Straconsigliato da entrambi, visto il mio pallino di ambientare fumetti a Milano, basandomi su documentazione reale.
Non si trovava. Esaurito. Alla fine, dopo un po’ di giri l’ho trovato usato su Amazon, attraverso la libreria Vujadin Libri.
Tra l’altro, della serie: cose che non ti aspetti, il tipo della libreria mi ha mandato una mail, informandomi sulla spedizione, dichiarandosi lettore assiduo di Diegozilla e onorato di mandarmi il volume. Me la sono tirata abbestia per almeno una settimana. Sì, sono cose che fanno bene al proprio ego.
Il libro è arrivato in un giorno, tutto bene, tutto apposto, grazie Vujadin!
Manager Calibro 9, dopo solo un paio di pagine, si è infilato nella categoria dei libri che avrei dovuto leggere prima.
Il contesto e la voce narrante di Morabito, sono stati una sorpresa e in parte una conferma. Mi ha raccontato cose che in parte già sapevo, o sospettavo, attraverso un lungo racconto lucido e agghiacciante.
Si parla di ‘ndrangheta a Milano, a Corsico e Buccinasco, citando luoghi, persone, locali, situazioni che conosco, conoscevo, che avevo sentito dire, che immaginavo. Il libro unisce i puntini, e fornisce un quadro generale di vent’anni di malavita milanotta.
Un esempio?
Se vivi a Buccinasco, sappi che molto probabilmente, il terreno su cui è stato costruito il tuo palazzo è stato comprato con i soldi dei sequestri degli anni 70.
Così, tanto per dire.
I capitoli scritti in prima persona da Morabito sono intervallati con delle parentesi sul "punto della situazione" scritti da Colaprico e Fazzo. Quei capitoli, quei riassunti di storia contemporanea,  servono per non scambiare il volume per un opera di ficiton. E, ti dico, ci metti un nanosecondo a percepire le parti scritte da Morabito come un romanzo noir scritto maluccio, quando invece si tratta della "confessione" fiume di un criminale vero.
Manager Calibro 9 è una legnata nei denti. Il racconto è freddo. Diretto. Le cose ti vengono raccontate per come stanno, attraverso il punto di vista di Morabito, che ribalta completamente la filosofia morale di noi personcineperbene.
Parola per parola capisci quanto la parabola (ascendente o discendente) della malavita sia formata da una serie di fatti inevitabili.
Qualcuno dà uno schiaffo a tuo fratello sapendo che è tuo fratello?
Diventa inevitabile sparargli in faccia. Non puoi non farlo.
Il libro è un lungo racconto sull’inevitabilità delle scelte. Parte dalla presa di coscienza criminale, e prosegue lungo la linea tracciata dalla decisione di fare un certo tipo di vita fino a quando ne vale la pena.
Perché il “pentimento” arriva quando conviene.
Mai prima.

Frase da mettere su Facebook per fare i fighi:
"Una volta che sei morto, Milano ti dimentica."

Colaprico Piero - Fazzo Luca
Manager calibro 9
Vent'anni di criminalità a Milano nel racconto del pentito Saverio Morabito
Garzanti
€ 12.39

3 commenti:

Count Zero ha detto...

Colparico è un mio compaesano (siamo di Putignano (BA) tutti e due ed è un amico di famiglia). E'un eccellente esperto di nera e conosce tutti gli eventi malavitosi svoltisi a Milano e ha fatto dei ritratti veramente interessanti dei protagonisti di quegli anni. Ad esempio di Lutring il "solista del mitra"... è un peccato che Repubblica lo usi principalmente per seguire le varie recenti berlusconate...

CREPASCOLO ha detto...

Mi piace quella cosa della inevitabilità delle scelte. Molto Carlito's Way. Ho sempre sospettato che l'IKEA di Corsico sorgesse sopra un vecchio cimitero di sciamani nativi americani, cosa che spiegherebbe l'angoscia che mi prende ogni volta che mi trascino appeso al carrello mentre Crepasola e Crepascolino saltellano intorno avvelenati dallo smilex, ma forse esiste una altra spiegazione ed altre tombe. Da leggere.

Dario ha detto...

peccato che Luca Fazzo sia "questo" Luca Fazzo

http://www.odg.mi.it/node/30184