lunedì, gennaio 14, 2013

Le Storie, il numero 9!


Lo so che giugno è lontano, e che fuori fa ancora freddo, ma visto che è stata diffusa in anteprima la cover dell’albo realizzato dal sottoscritto e dallo stratosferico Matteo Cremona, è bene aggiungere un paio di notizie in più.
Anche perché, stando a quanto ho letto in un paio di forum, c’è un piccolo equivoco sull’intera operazione editoriale. Per dirla all’inglese, c’è un misunderstanding alla base, ma è una roba che si risolve al volo. Ecco qua:
Il titolo della collana è “Le storie”, non “LA storia”. Per cui, non è detto, non è obbligatorio, non è preponderante che in ogni albo ci sia la ricostruzione storica di un evento reale del passato.
Non siamo su History Channel.
Detto questo, veniamo alla splendida copertina del maestro Aldo Di Gennaro che puoi ammirare qui sopra.
Uno mi ha detto:
- Spoilera troppo!
E di nuovo ti dico no. Non è così.
Mexican Standoff è una storia post-ufologica.
Che cosa vuol dire?
Significa che oggi, nel 2013, tutto quello che ti serviva sapere sugli alieni, sui rapimenti, sul coinvolgimento dell’esercito, sul patto scellerato, su varie ed eventuali, tu lo sai già.
Gli alieni e le abduction non possono, in termini di narrazione contemporanea, essere considerati dei colpi di scena o i nodi centrali di una trama.
Una storia non può reggersi interamente su delle cose che possono spiegarti Daniele Bossari e Raz Degan.
Non per un lettore di oggi. Non dopo ottantordicimila serie televisive, serie a fumetti, documentari, Giacobbi, Misteri, articoli, siti ufologico/cospirazionisti, questo e quant’altro.
Certo, se vivi in una grotta insonorizzata, e fino a ieri hai letto soltanto le pitture rupestri, è probabile che tu non ne sappia niente. (Ma forse no, dipende dalla grotta, se sei rimasto ad Ancient Arrow ne saprai anche più di me.)
Fatto sta che ho deciso di prendermi un rischio. Non ho scritto un piccolo compendio sull'ufologia e sui rapimenti, non mi interessava farlo. Non mi divertiva.
Me ne assumo tutte le colpe eventuali, e ringrazio tantissimo Marcheselli per l’opportunità che mi ha dato.
Quindi: ho preferito scrivere una storia dove la componente ufologica è parte del contesto in cui si svolgono altri eventi. In un certo senso sfrutto. Sfrutto lo splendido lavoro di “didattica ufologica” che è stato fatto prima e meglio di quanto avrei potuto farlo io. I nomi sono tanti. Dal BVZM a Invisibles, da The Secret a X Files, passando per Enigmi Alieni, Roswell, la trilogia di Wilson e Shea e i libri di Mack.
Sfrutto. Partiamo dal presupposto che tutte quelle cose già le sai, anche solo per sentito dire e andiamo avanti. Andiamo avanti narrativamente.
In questa storia si parla delle conseguenze. Si parte dal contesto normale, semplice, ordinario, quotidiano dei narcotrafficanti messicani, sul quale si inserisce tutto il cucuzzaro ufologico/cospirazionista.
Un titolo alternativo poteva essere: Il Cartello di Sinaloa sfida Marte. Ma è meglio Mexican Standoff.
A giugno capirai il perché.

8 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Mi pare di capire che sia qualcosa di nuovo nello sfruttato terreno ufologico: i pulotti antidroga USA rapiscono i narcotrafficanti messicani, li narcolavorano perchè rivelino info importanti e li liberano in stato confusionale, forse come agenti dormienti.
Questi ritornano dai complici e raccontano di esser stati prigionieri su lettini in strane sale operatorie di fronte ad umanoidi e sotto luci accecanti.
A me piace già ( ed il tratto cremonese è un valore aggiunto).
Sarebbe stato bello anche un Mexicali Standoff con i clienti che stringono in assedio il locale di Via Valtellina perchè si ritorni ad un surrogato accettabile di cucina tex-mex, ma immagino che sarebbe stato + in tema con una storia immaginaria di Cico. Pazienza.

CREPASCOLO ha detto...

Mi pare di capire che sia qualcosa di nuovo nello sfruttato terreno ufologico: i pulotti antidroga USA rapiscono i narcotrafficanti messicani, li narcolavorano perchè rivelino info importanti e li liberano in stato confusionale, forse come agenti dormienti.
Questi ritornano dai complici e raccontano di esser stati prigionieri su lettini in strane sale operatorie di fronte ad umanoidi e sotto luci accecanti.
A me piace già ( ed il tratto cremonese è un valore aggiunto).
Sarebbe stato bello anche un Mexicali Standoff con i clienti che stringono in assedio il locale di Via Valtellina perchè si ritorni ad un surrogato accettabile di cucina tex-mex, ma immagino che sarebbe stato + in tema con una storia immaginaria di Cico. Pazienza.

MMS ha detto...

Un post che è anche una lezione di narrativa. Mi piaci sempre più, Diegozilla.

la Ucci ha detto...

Da appassionata di letteratura complottistica e cavolate ufologiche non vedo l'ora di leggerlo!

Slum King ha detto...

Grande. Dalle anteprime sembrava una "rodrigueziana" storia pulp ma in realtà è molto più sorprendente la situazione.
Comunque te ce l'hai con i cowboy contro gli alieni ;-D

Giorgio Salati ha detto...

Dal titolo mi ero immaginato tre tizi che si puntano la pistola a vicenda!

Uelà ha detto...

Sì, ma una pistola a raggi.

Mi ha ricordato un po' il contesto di "Tremors": zoticoni impolverati alle prese con mostroni brutti.
Dev'essere divertentissimo.

Quando hai citato la trilogia del reverendo Wilson ho avuto un brivido.

E la copertina è FIGHERRIMA!

Massy ha detto...

Raz degan sono secoli che non presenta su Mistero in compenso compare sempre un vostro/nostro compàre (che noi appassionati e voi autori siamo tutti una grande famiglia):Ade(lino) Capone

detto questo Seguo fin dal numero 1 quindi aspettiamo con la fregola sto numero 9