giovedì, gennaio 24, 2013

Giorgio da Stoccolma.


Nuova puntata di "Valido per l'espatrio", la rubrica di interviste in giro per il mondo, ai miei amichetti che hanno fatto ciao ciao all'Italì e bellalì.
Dopo Berlino e Tokyo, si torna in Europa con Giorgio.
Giorgio è forse uno dei primi, tra tutti quelli che conosco, ad aver deciso di trasferirsi da un'altra parte.
Lui di lavoro fa il grafico, è una delle anime di Edizioni BD, e ha un modo tutto suo di prendersi le ferie: viene a Lucca Comics a faticare allo stand.

Ciao, mi chiamo Giorgio, ho 36 anni, e vivo a Stoccolma.

Da solo?
No, sono sposato e ho una bimba di 1 anno e 4 mesi.

Andate spesso all'Ikea?
Boh, una volta all'anno?

Che cosa facevi qui prima di partire?
Vivevo in provincia di Torino, lavoravo come illustratore freelance, come fumettista esordiente e al call center nazionale di Pronto Pagine Gialle.

Che cosa fai lì adesso?
Lavoro in uno studio come illustratore e graphic designer per pubblicità e videogiochi.

Conoscevi qualcuno laggiù?
Si. La mia ex (e i suoi amici) e una mia compagna di scuola di quando ho fatto l'Erasmus in Olanda.

Dove hai dormito la prima notte?
In un appartamento monolocale del campus universitario che ho trovato per tre mesi tramite un mio amico.

Conoscevi bene lo svedese?
No.

L’hai imparato sul posto?
Yes.

Ora lo parli un po’ meglio?
Correntemente e fluentemente.

Fa freddo?
Sul termometro si, ma si soffre di meno che a Torino o Milano perché è molto molto secco.

Quanto ci hai messo a fare i documenti per vivere lì?
All'interno dell'EU mi pare di ricordare che si abbiano 6 mesi dove puoi startene in giro con i documenti del tuo paese.
Mi pare di aver ricevuto il codice fiscale/carta d'identità a Gennaio 2003. Io arrivai a luglio 2002.

Per prendere i mezzi pubblici c’è un biglietto cartaceo o una tessera?
Tessera magnetica che non tiri nemmeno fuori dal portafogli.
Basta appoggiare la borsa o il portafogli ad una piastra magnetica.

Se si smagnetizza la tessera, anche lì devi andare all’ATM Point di piazza Duomo?
Non in piazza Duomo ma a T-Centralen.

Se devi andare in posta o in banca, i moduli per le raccomandate o simili, sono anche lì allo sportello?
La posta non esiste più'. Intendo proprio che non ci sono più gli uffici postali.
E qui non e' stata convertita in una banca come in Italia.
Ce ne sono un paio che sono Posta/Azienda e il servizio per ricevere pacchetti, francobolli e 'ste cose le fai dai tabaccai.
Per la banca non so, faccio tutto online.

Sei alla cassa del supermercato, in coda. Aprono la cassa di fianco.
Che cosa succede?
Che tutti guardano e aspettano fino a quando la ragazza non dice "cassa aperta, venite anche qui". Allora ci si guarda circospetti attorno, perché non vuoi essere il primo infamazzo che si catapulta subito lì.

In Svezia come è stato risolto il problema dei mendicanti ai semafori?
E' illegale.
Anche perché e' illegale offrire servizi senza essere registrati all'ufficio delle tasse con una partita iva/codice fiscale.
Comunque non ci sono. E nemmeno gli ambulanti.
Ci sono barboni, e mendicanti agli angoli delle strade o parchi, quasi tutti dall' ex URSS.

Posso bere alcolici nei giardinetti?
Non in tutti.
Solo in certi, in diversi parchi c'e il divieto di bere alcolici in pubblico. Puoi bere solo da chi ha la licenza, nei dehors.

Se non si può e io lo faccio lo stesso, che cosa mi succede?
Che arrivano le guardie di sicurezza privata o la polizia, ti prendono la lattina, versano il contenuto di fronte a te e poi la buttano via.
Credo.

Pausa pranzo al lavoro.
Quanta ressa c’è nel bar per prendere il panino?
Non mangiano panini a pranzo. Ti porti il pranzo da casa e lo scaldi in cucina con il microonde per fare più in fretta e andare a casa prima,  oppure esci in ristoranti nei dintorni a mangiare il menu di pranzo. Con 8/9 € mangi benissimo con piatto caldo, insalata, pane e burro e caffe svedese (lungo) finale incluso.

C’è un quartiere famoso per i locali e la vita notturna, tipo i Navigli qui a Milano?
C'e Östermalm, che e' il quartiere di lusso e fighetto ma dove vanno tutto da hipsters, modelle o tipi fighetti.
Poi c'e Södermalm dove ci sono locali più' piccoli. la zona si chiama SoFo, prende il nome da SoHo.
qui vuol dire south of Folkungagatan. E' una zona tipo Brooklyn con baretti e locali.

Anche lì i venditori di rose sono piuttosto insistenti?
Non ci sono.

Agosto.
Anche in Svezia “esodo” e “controesodo” sono termini di uso comune nei periodi di ferie?
Le ferie sono di solito da dopo midsummer 22 giugno fino a fine luglio.
il primo di agosto si ricomincia a lavorare e il 16 agosto di solito riaprono le scuole. I bambini hanno 1 mese in meno di vacanze d'estate.

Dato che qui in Italia abbiamo il sistema sanitario migliore del mondo, è vero che se ti rompi una gamba in Svezia ti abbattono a fucilate come si fa con le renne?
E certo!
Qui funziona così: dal dottore della mutua, o da qualsiasi dottore, paghi 10 € a visita ogni volta che vai.
Se in un anno hai raggiunto 70 € (7 visite) non paghi più' e vai gratis: che sia dottore di famiglia, otorino, o cardiologo... E' un metodo per evitare code di ore e ore nelle sale d'aspetto.
Per andare dal dottore della mutua fai così: telefoni, dici cosa hai, e loro ti richiamano (se hai parlato ad una segreteria) e ti dicono: vieni alle 11:15.
Così vai li, paghi 10 € e passi subito alle 11:15 spaccate senza aspettare.

Un modo decisamente diverso...
Sì, e dicendo questo però, non vorrei dare una ragione in più a chi, sbagliando, non paga le tasse o ci fa la cresta, perché tanto le cose in Italia non funzionano. Nessuno ha ancora capito che se le cose non vanno è perché tutti inventano una scusa o per non pagare, o per non lavorare o per non aiutare.

Come funzionano le graduatorie per iscrivere i figli all'asilo?
Appena tuo figlio nasce tu e tua moglie andate in maternità.
Quando pensi che tuo figlio dovrà andare all'asilo, lo comunichi sul sito della previdenza sociale. Io mia figlia l'ho messa in coda a marzo per agosto/settembre.
Appena si libera un posto vicino a te te lo comunicano. Tu metti 5 asili di preferenza del tuo quartiere e il primo che si libera lo prendi.
Poi volendo lasci tuo figlio in coda e appena se ne libera uno più' vicino lo sposti.
Qui asilo e nido sono la stessa cosa.
Non c'e differenza tra asilo pubblico o privato. I privati cercano di tappare i buchi dello stato, ma la retta che paghi e la stessa. Immagino che lo stato copra il resto.
La tariffa del nido o dell'asilo e' di 120 € al mese.

Quanto costa un caffè?
Da 10 corone a 15 corone. Al cambio di oggi, 1,17 € fino a 1,7 €.

Si trova facilmente un parcheggio lì dove vivi?
Non ho l'auto.

Se lascio la macchina in seconda fila?
Multa o la portano via.
L'ho visto.

La cosa che ti manca di più dell’Italia?
La varietà culturale da provincia a provincia, da regione a regione. Il fatto che ci sono un sacco di città a sole un ora e mezza di distanza l'una dall'altra.
Citta' totalmente diverse, con gente che parla in modo diverso e ha usi diversi. Qui è come se ci fosse solo, Stoccolma, Copenhagen e Helsinki tutti nello stesso Stato e vicine l'una dall'altra.

La cosa che ti manca di meno.
L'arroganza ignorante, un po' stereotipo, quella che vedi impersonata nei film dal tamarrazzo di turno.
E' un atteggiamento che quando vengo giù lo vedo dappertutto.
Non in tutti, ovvio. Ma è diffuso. Il fatto di sentirsi i migliori, i più' furbi, quelli che mangiano meglio, ma anche quelli che non sanno costruire una frase in inglese pronunciata in modo decente.
Mi sembra che negli ultimi 10 anni la gente in generale si è molto incoattita (se esiste la parola).
E' molto di moda dare la colpa a Berlusconi o ai politici o a "La Casta". Ma quella gente è li perché alla fine la maggioranza delle persone l'hanno votata e ci si riconosce.

Pregi e difetti degli svedesi.
Mediamente onesti, non razzisti, veloci a lavorare, sistematici e determinati. Tranquilli.
Difetti: poco flessibili, meteopatici, abitudinari.

Un consiglio per chi se ne vuole andare dall’Italia.
Fate le cose panificate bene, cercate di essere aperti mentalmente e siate pronti a fare sacrifici.
Non paragonare tutto all'Italia quando si è in un posto nuovo: "ma in Italia io…" "ma in Italia io…"


Giovedì prossimo metterò on line la nuova intervista, sarà il turno di Antonio. Con lui apro una sottosezione dedicata a quelli che hanno studiato, quelli che non fanno un lavoro "artistico", quelli che sono andati da un'altra parte a fare quello per cui avevano studiato.

17 commenti:

Michela ha detto...

interessanti interviste ... grazie

Manuel Colombo ha detto...

è bellissima questa rubrica,
non smettere mai

Anonimo ha detto...

....quasi come Grillo sempre meno divertente, sempre più interessante...
a quando l'entrata in politica?
:)

Gua-sta Blog ha detto...

Ho un amico newyorkese, fotografo, che vive a Stoccolma da anni (aveva sposato una svedese). Rimasto vedovo con una bimba piccola non è più tornato negli Usa perchè dice che in Svezia i genitori single sono molto più tutelati ed aiutati. E lui fa il confronto con gli Stati Uniti...pensa se lo facesse con l'Italia!

Daniele ha detto...

Bella rubrica Diego, interessante di per sé e anche perché di solito genera dibattito nei commenti.

Anonimo ha detto...

molto valido! grande Diè

Lauro ha detto...

E allora dibattito.

Qualcuno aveva chiesto alcuni post fa come fare per levarsi dalle balle se non conosci nessuno all'estero o non sei un ricercatore.

Questo ha dato l'idea delle interviste agli espatriati.

Informazioni interessanti, bella la menata del confronto, e graziealcazzo che fuori è più bello, se sa che 'sto paese è in mano ai merdaioli, a tutti i livelli. Soprattutto nei servizi.

Ma degli intervistati finora, DUE SU TRE hanno potuto espatriare avendo già un contatto "intimo" (leggi: il moroso/la morosa) all'estero.

E allora ditelo porcoggiudacaneschifoso!

Noialtri, a casa. A sentirci dire che dobbiamo lottare per rendere questo paese migliore. Come se lottare contro la nebbia servisse a qualcosa. Come se essere l'ultimo uomo sulla terra dei vampiri facesse di quello un eroe e non un'anomalia.

E allora, godetevi la nuova vita che vi siete costruiti all'estero, beati voi, e andate affanculo.

S3Keno ha detto...

dunque, anche a me piace il dibattito (e sai che oramai sono una presenza fissa di questa tua rubrica, è irresistibile), però mi auguro che i miei interventi non assomiglino mai al simpatico anonimo delle 5:41 qui sopra di me.

E premetto che anche a me, chiunque abbia vissuto e/o lavorato in Svezia, ne ha parlato molto bene. Io stesso sono rimasto basito di come, circa un anno fa, lavorando qui da Roma insieme ad uno studio al nuovo sito istituzionale dell'Università di Uppsala (io in realtà mi occupavo solo delle illustrazioni) ci abbiano PAGATO IN ANTICIPO tutto il lavoro!!! Roba che qui, quando si parla di creatività, siamo tristemente abituati ad aspettarli con il lanternino, i bonifici. Con mesi e mesi di ritardo. Se non anni. Se non mai!!!

Detto questo, mi soffermo solo su una frase del buon Giorgio: "Appena tuo figlio nasce tu e tua moglie andate in maternità".
Ecco, io non so come funzioni in Svezia, e mi capire di capire MOLTO BENE se anche il papà va in paternità (?)… ma per esempio a Londra (e sai perché tiro sempre in ballo Londra) la maternità è di 10 giorni!
Sappilo. Chiedi pure in giro. E in caso dillo alla Federica ;)

Giorgio Salati ha detto...

Grazie anche per questa intervista!

Ecco, la Svezia è uno dei posti dove potrei emigrare. Tasse altissime ma si è aiutati su TUTTO. Per dire: vengono fornite le sale prova gratis ai gruppi musicali.

Tempo fa parlavo con un ragazzo danese che mi diceva che i suoi genitori pagavano fino a quasi il 70% di tasse (?!?) ma lo stato ti fornisce di qualsiasi cosa, soprattutto ai giovani. Tipo che gli dà i soldi per comprarsi la macchina o i soldi per permettergli di uscire di casa, cose così. Ora non ricordo bene, però ricordo che quando mi disse la percentuale delle tasse rimasi sbigottito, ma lo rimasi ancora di più quando mi disse quante cose venivano pagate dallo stato. E non parliamo di governi comunisti, parliamo sempre di stati liberali.

Marcello ha detto...

Tutto molto bello e interessante. peró é troppo facile andare a vivere a Berlino, Tokio, Stoccolma. Facci leggere un po di interviste di chi va al sud: Buenos Aires, Sao Paulo, Montevideo... So posti belli uguale, peró chissa la comparazione con l'Italia risulterebbe ancora piú interessante,

Fabio D'Auria ha detto...

Ah, tempo fa mi iscrissi alla mailing list di questo sito:
http://www.italiansinfuga.com/

Ci sono info e testimonianze di italiani all'estero, consigli su come muoversi con la burocrazia, come affrontare colloqui di lavoro...

Poi se ti interessa ho un cugino laureato di quelli "io rimango nel mio paesino al sud per combattere dall'interno il marcio" ma che è stato battuto dal marcio che gli offriva una paga misera per leccar culi ai professoroni.
Ora è al nord di Parigi con un lavoro a tempo indeterminato, casa appena arredata, auto e s'è sposato da poco con la sua ragazza storica (del paesino) che appena laureata lì a Rouen ha trovato subito lavoro anche lei.
Ah, quest'anno compie 30 anni.

(30 anni, lavoro a tempo indeterminato, auto e casa)

Cri ha detto...

@Lauro a beneficio del dibattito (e senza mandarti a fanculo di rimando dall'Olanda)un paio di idee.
Se pensi di muoverti senza un contatto o senza un'offerta e' una buona idea, una volta deciso dove andare, provare a prendersi qualche giorno per andare in giro nella tua futura citta', guardandoti intorno con gli occhi di uno che ci vuole lavorare e vivere. In questo modo puoi avere un'impressione del posto e dell'offerta che c'e'in giro,in termini di servizi, giornali di annunci...
Se hai una professione spendibile anche all'estero, una rinfrescata al CV e una versione inglese non fanno male, cosi come un profilo su Linkedin se puo' aver senso.
Per farti un'idea piu' generale di aspetti come pubblica amministrazione, servizi, istruzione, tasse, mercato del lavoro e degli affitti, siti come quello menzionato da Fabio oppure http://www.expatica.com/
Se poi hai domande specifiche basta chiedere!

Lauro ha detto...

Bé, Cri, almeno così ho ottenuto maggiori informazioni.

Grazie a te e a Fabio.

Rinnovo il mio augurio di goderti la vita all'estero.

E se devi mandarmi affanculo fai pure.

Grazie ancora.

MicGin ha detto...

intervista illuminante!
thanks!

Roberto Zaghi ha detto...

grazie, gran bell'idea.

Anonimo ha detto...

Io ho 81 anni... dite che faccio ancora in tempo a rifarmi una vita?
Gionn

Anonimo ha detto...

Davvero bellissima rubrica.
La cosa che più mi colpisce è la cultura diversa tra le varie città. Non sto dicendo che via dall'Italia sono tutte rose e fiori, ma forse se uno ha voglia di lavorare viene ripagato per quello che vale.
Sinceramente a volte ho il morale così a terra che mi sembra quasi ci sia più futuro in posti come il medio oriente in mezzo alla guerra civile con il boato dei colpi di mortaio a farti tremare l'anima che qui con il boato delle tifoserie di calcio quando un giocatore strapagato che se ne frega di loro butta la palla in rete.