lunedì, dicembre 17, 2012

Lunedì Botte_Kickboxer - Il nuovo guerriero


No, ma dimmi… O mio caro amante del cinema dove ci si prende a mazzate, conosci forse una scena più epica, drammatica, espressiva, testosteronica, mitica, evocativa, di quella dove Tong Po prende a calci la colonna di cemento armato?
Ecco qua. Il senso di “Kickboxer - Il nuovo guerriero” è più o meno tutto in questa scena.



Mistero.
Una nuova arte marziale.
Usi e costumi sconosciuti. Un tipaccio brutto e cattivo.
Ma andiamo con ordine.
Siamo alla fine degli anni ’80, in un tripudio di baffetti perfetti, capelli con taglio Mullet, giacche color salmone e verde acqua. Nelle colonne sonore è ancora presente il sax. Poi sparirà per sempre assieme alla tipa bruttina che, levandosi gli occhiali e basta, diventa una modella di Victoria's Secret.
C’è un giovane attore: Jean-Claude Van-Damme, ed è belga come Hercule Poirot. Dopo aver ballato sullo sfondo con Ozone e Turbo, dopo aver recitato in ruoli secondari, eccolo al suo quarto film come protagonista.
La trama è semplice. Si va in Thailandia per menare come dei fabbri. Jean-Claude fa la parte di Kurt Solane, il fratello piccolo di Eric, un baffuto campione di Kickboxing.

Eric, ci avranno mica adottati?

Eric va lì per sfidare il locale campionissimo della Muay Thai: tale Tong Po. L’occidente va in oriente, con le valigie piene di smargiasseria.
Poco prima dell’incontro, Kurt si accorge che Tong Po, il gentiluomo che suo fratello dovrà sfidare da lì a poco, non è esattamente un tipo ragionevole e con la testa a posto.
Il piccolo Jean-Claude cerca di avvisare il fratello, ma lui niente. Eric sale lo stesso sul ring e prende tante tante tante botte, in modi mai visti, senza pietà, senza sconti, e finisce al tappeto con la spina dorsale ridotta in coriandoli.
Toccherà a Jean-Claude vendicare il fratello.
Ma prima deve allenarsi, imparare la Muay Thai capire che lì non si scherza per un cazzo, e diventare al più presto un "Nak Su Kao".
In suo aiuto arriva la versione thailandese non iscritta ai sindacati del Maestro Miyagi.
Dopo aver dato la cera e tolto la cera capito che cazzo è la Muay Thai, e averla mescolata con il Karate, tocca a Jean-Claude salire sul ring per sfidare Tong Po.
Dopo un po’ di tira e molla, dopo colpi di scena carnali, dopo aver messo le mani nei vetri secondo la tradizione di Murano, il giovine guerriero bianco frolla Tong Po a furia di calci volanti rotanti e urla al rallentatore.
Con questo film nasce una star internazionale: Jean-Claude Van-Damme. Le cliniche di tutto il mondo si riempiranno di ragazzi che si disarticolano le anche tentando di fare anche loro la spaccata.

La scena è di un altro film, ma il concetto è questo, okay?
Subito dopo, la Kickboxing e la Boxe Thailandese diventano di moda. Anzi, diventano le fondamenta su cui si costruiscono tutte le risse in birreria degli anni novanta.
“Kickboxer” fa per le arti marziali occidentalizzate quello che ha fatto “Top Gun” per l’aeronautica militare. Se dopo il film di Tony Scott, i gggiovini correvano ad arruolarsi, dopo il film con Van-Damme i gggiovini correvano in palestra. L’unica diffrenza è che è un po’ più semplice iscriversi a un corso di Kickboxing, piuttosto che essere presi per pilotare un F-14 Tomcat.
La Kick e la Thai erano le arti marziali giuste, nel periodo giusto, presentate alle masse con il film giusto, interpretato dall’attore giusto: Van-Damme.
“Kickboxer - Il nuovo guerriero” si colloca tra “Rocky” e “Karate Kid”, però è più sporco, più imperfetto, più povero, diretto da un quadrupede, ma fa niente.
Ma la vera domanda è: perchè Van-Damme e la Kickboxing nel 1989 esplodono come una supernova marziale/narrativa?
La Kickboxing è strutturata in modo molto occidentale. E’ un arte marziale diversa rispetto alle solite, tradizionali, nobilissime arti marziali orientali come il Kung Fu, il Karate o il famigerato Judo, croce e delizia di tutti i pre-adolescenti degli anni ’80.
Per prima cosa, con la Kick non ti servono venticinqueanni di pratica per diventare bravo.
Quello che ti serve della Kick e della Thai Boxe lo imparti in due mesi.
Se dei bulli ti rompono i coglioni, non è che puoi sempre dire: ‘spetta un attimo, per ora ho imparato soltanto a cadere, torna l'anno prossimo, quando sarò cintura giallo fluo e ne riparliamo, che forse...
Il punto è tutto qua. Dare una risposta a una domanda marziale, e darla in fretta, in modo veloce ed efficace. Si costruisce un cortocircuito tra cinema e palestre dove, alla fine, siamo tutti Kurt Sloane in “Kickboxer”.
La popolarità della Kickboxing e della Boxe Thailandese sale alle stelle. Passa il concetto che un calcio è più efficace se la superficie di impatto è la tibia e non soltanto il piede, al punto che nelle palestre si fa di tutto per farsi venire un callo osseo e demolire le colonne di cemento armato.
Come Tong Po. Che comunque, senza trucco aveva questa faccia qui:

Salve, sono Michel Qissi, mi rimetto il trucco da Tong Po?
Van-Damme, la Kick e la Thai entrano in modo fortissimo nell’immaginario collettivo, e ci rimarranno almeno per i successivi 15 anni. Il che, per un filmetto di serie B, uscito in origine solo per il mercato dell’home video e riportato in sala a furor di popolo, è un risultato sbalorditivo.
Poteva esserci Long Wei nel cast?
Sicuramente sì.
Poteva interpretare il ruolo di uno degli sfidanti negli incontri secondari, la giovane promessa da tenere d’occhio.

Kickboxer - il nuovo guerriero
Di: Mark DiSalle
Con Jean-Claude Van Damme, Dennis Alexio, Dennis Chan, Michel Qissi.
98 minuti
USA 1989

2 commenti:

Giovanni Bufalini ha detto...

Tutti i miei anni novanta in questa recensione. Anche.

dann ha detto...

ora ho capito perché un mio compagno delle superiori si accaniva coi pilastri! :D