mercoledì, novembre 07, 2012

Colazione a Lucca Comics.


Dopo un venerdì notte impegnativo in piazza anfiteatro, mi alzo il sabato mattina presto per fare una cosa che nulla c’entra con i fumetti. Robe mie. Fattimiei.
Lucca è ancora abbastanza tranquilla.
C’è gente in giro, ma non troppa. Non c’è il delirio infernale di persone/cose/comitive/città/animali/targhe di automobili che si scatenerà nel pomeriggio.
Deambulo, piuttosto rintronato, diretto alla mia meta. Incrocio uno dei miei super capi, che nota il mio aspetto zombesco e se la ride.
Riesco comunque a sbrigare la mia commissione, prima del primo caffè, e prima che arrivi la calata degli unni.
Arrivo nella piazza Assassin's Creed verso le nove e mezza. C’è un bar pasticceria con dei tavolini fuori. Molti sono liberi. Mi siedo. Penso: faccio colazione con calma. Caffè, focaccina, sigaretta. E forse sigaretta più sigaretta, che da quando fumo solo sul balcone, il tabagismo da seduti è un lusso.
Ironia della sorte, il bar pasticceria porta il nome di uno sceneggiatore di fumetti. Coincidenze. Però è uno che mi sta simpatico, per cui colazione "da lui" la faccio volentieri.
La piazza è relativamente tranquilla. Ci sono un paio di cosplayer assonnati, alcuni lettori eccitati, alcuni fan che si preparano ad una lunga giornata di festa a Lucca Comics and Games.
Arriva la cameriera.
Russa. No, non è una che dorme tagliando alberi, è proprio arrivata da oltrecortina, come si diceva una volta.
Noto come tutte le cameriere lucchesi siano straniere. Non è un problema, ci mancherebbe.
Indossa un cappello tricorno da pirata, ed è più scazzata di un marinaio svizzero con la nostalgia di Bellinzona, mentre naviga sul mare di Celebes.
Non è un problema, ci mancherebbe.
Ordino e dopo un po’ arriva, tra il rollio e il beccheggio, posa sul mio tavolino un caffè, la focaccina e lo scontrino.
Pago. E lei dice:
- Meno male che domani è finita.
E io ci rimango male. Ci rimango male per diversi motivi. Vorrei dirle:
Tesoro, non sono neanche le dieci, con questo atteggiamento non arrivi viva alle cinque di pomeriggio.
E poi, che cosa finisce? Finite di fare soldi? Finite di lavorare?
E poi, visto che io faccio parte di “questa cosa che domani finisce”, mi stai dicendo che era meglio se non venivo?
Penso tutte queste cose. (Roberto le avrebbe dette, ma questa è un’altra storia e un altro post.)
E così, mentre il mio umore va giù accompagnato da un assolo di Balalaika, mi ritrovo a fare un pensiero sensato da persona matura, da neo pater familias.
Penso che Valentina Vladimirovna Tereshkova abbia ragione. Perchè lei viene pagata uguale, non importa se serve due o duecentomila caffè. Per lei è uguale. Per il suo capo no, ma per lei si.
Per cui, sarebbe il suo capo che, in un mondo perfetto, avrebbe dovuto dirle:
- Mia cara Svyatoslava, nei prossimi giorni qui ci sarà la tempesta perfetta. Ti pago di più, sii felice e trasmetti la tua felicità a tutti i nostri graditi clienti.
Invece no. Niet.
Come sempre, i problemi italici si scaricano sugli anelli più deboli della catena: il cliente, che si ritrova ad avere a che fare con una matrioska/pirata ringhiosa, e la suddetta Ninotchka, che si ritrova ad essere pagata uguale, anche se per tre giorni si fa un mazzo bibilico a servire tutti questi strani capitalisti piovuti dal nulla, costretta pure ad agghindarsi come una scappata in veliero da un gulag.
Che, dai gulag, essendo notoriamente un arcipelago, è ovvio che ci si scappi con un natante.
L’impressione, giuro, partendo dalla piratessa ed estendendo l'impressione fino a tirarla in termini generali è che ai lucchesi il festival di Lucca Comics and Games faccia venire l’esaurimento nervoso. Non soltanto alle cameriere della steppa.
A tutti.

24 commenti:

ebbre ha detto...

mah, da ex cameriere, mi vien da pensare che essa venga sì pagata di più (oppure che sia stata assunta solo per quei 3 giorni); ma in ogni caso uno/a si può stufare lo stesso.

certo che venirlo a dire a un non lucchese proprio in quei giorni, forse non è una mossa azzeccatissima...

Stefano Ascari ha detto...

Secondo me sei tu che non sai apprezzare l'entusiasmo siberiano. :-)

Emmo ha detto...

Io parto prevenuto, mi son sempre trovato malissimo con l'ospitalità toscana, ovunque si sia manifestata. Dalle mie parti si dice che una stagione di stage in riviera romagnola (io non sono romagnolo) farebbe un gran bene a chiunque ambisca a lavorare in un pubblico esercizio.

kingsimon ha detto...

le m ie amiche bigliettaie di lucca comics, mi raccontano di una pizzeria, i cui gestori, dopo 4 giorni di fiera stanno in vacanza un mese, per cui va ben tut, pero' il nervoso me lo farei passare fossi in loro.....

Michele Medda ha detto...

Ci chiamano "i 'omici", ma a quanto pare non li facciamo ridere.

buonipresagi ha detto...

Forse se in Italia fossimo abituati a lasciare la mancia il meccanismo sarebbe un minimo bilanciato: più gente --> più mance.

(a me i lucchesi davano l'idea di non sopportare la gente del Comics and Games già quando se ne stavano confinati fuori dalle mura e al massimo si perdevano cercando di attraversare la città a piedi, non oso pensare adesso)

Tuo ex studente ha detto...

"assolo di Balalaika", "Valentina Vladimirovna Tereshkova", "Svyatoslava". Però, complimenti per le sparate da provinciale italico. Davvero niente male come uscite razziste soft. E sei un neo-padre...
Per quanto riguarda la ragazza, la sua situazione di merda non è un problema italico, c'è in tutti i paesi: ti pagano sempre lo stesso, che tu serva due o duemila persone non cambia un cazzo E succede nella maggior parte dei lavori, con i dovuti distinguo. La situazione è tornata ad essere quella della Londra di Dickens, o dei campi di cotone, se preferisci: lavori di merda pagati un cazzo e sempre meno diritti.
Mi sembra evidente che sei fuori dal giro da un bel po', se ti stupisci della cosa. Ma cosa può saperne un knowledge worker come te.

I visitatori di Lucca Comics et cetera sono per i lucchesi come i turisti americani nelle isole caraibiche: portano indotto, ma anche idiozia non richiesta.

Nota a parte per questa frase:
"E poi, che cosa finisce? Finite di fare soldi? Finite di lavorare?"
Bella frase da milanese.

Bravo.

Diego Cajelli ha detto...

@Tuo ex studente
Ah, eccoti!
L'ultima volta che ti ho visto eri seduto in fondo, a dormire. Come si evince dallo stile e dai contenuti del tuo commento.
Buonanotte caro, sogni belli!

Webmaster ha detto...

Fischia il vento, infuria la bufera, scarpe rotte, eppur bisogna andar.

Tuo ex studente ha detto...

Stile e contenuti?
Prova a rileggere, potresti trarne qualcosa, oltre al rimanerne offeso.
In effetti se dormivo alle tue lezioni un motivo c'era (attenzione alle battute boomerang, maestro).
Mi consola sapere che anche il professore dorme, e della grossa.

Sogni belli anche a te.

Diego Cajelli ha detto...

Caro, troppo astio, troppo risentimento, troppa voglia di "fare la morale" per prenderti sul serio o addirittura offendermi. Ti trovo carino, fine.
Stammi benissimo, e continua pure a dormire, qui, intanto andiamo avanti, ok?

Anonimo ha detto...

Non son sicuro che la colpa sia nel sistema, in questo caso. La cameriera viene pagata uguale (e forse di più se fa turni extra) nei giorni di Lucca, così come nei giorni dove davvero ne serve 2 di caffè, e il suo capo guadagna meno.

La soluzione sarebbe fare la cooperativa, dove si è tutti nella medesima barca o prevedere dei salari sempre collegati al rendimento dell'attività a poi c'è il problema di chi decide come mandarla avanti l'attività...

E' un discorso dove ci si avvita e dove considerare che la certezza di un salario determinato nel quantum sempre indipendentemente dall'andamento commerciale, non è per forza negativo.

Tuo ex studente ha detto...

Non astio e risentimento, né morale, non ce l'ho con te, poverino, ce l'ho con questo modo di vedere le cose, ancor di più quando viene da uno scrittore (di cui, sia detto tra parentesi, ho amato, e molto, alcune cose), qualcuno si suppone debba avere una visione più profonda e focalizzata di quella di un leghista su quel che vede e sente. Che abbia un minimo sindacale di empatia derivata da qualche forma di conoscenza delle umane miserie.
Quando leggo un guazzabuglio di riflessioni sbruffoncelle e strafottenti e battutine da Commendator Zampetti non riesco a trattenermi, che ci vuoi fare.

Continua pure, certo che è ok.

E grazie dell'attenzione, e del "carino".

Diego Cajelli ha detto...

Oh, quando hai deciso la linea di comunicazione che vuoi tenere, fammi un fischio!
Per ora siamo a tre messaggi in contraddizione tra loro e in netto contrasto tra quello che volevi dire e come l'hai detto. Ammirevole anche il buttarla in politica accusandomi di razzismo usando pero' il medesimo sistema di paragoni che ti ha irritato. Baci!

Tuo ex studente ha detto...

"Per ora siamo a tre messaggi in contraddizione tra loro e in netto contrasto tra quello che volevi dire e come l'hai detto". Questa frase non vuol dire niente, rileggila.
Tutti e tre in contrasto con quello che volevo dire?
E quindi come inferisci quello che volevo dire?
Ti aiuto
I miei messaggi erano nell'ordine:
1-Irritato dal taglio razzista e sbruffone del post;
2-Risposta piccata alla tua risposta piccata.
3-Tentativo di chiarire più precisamente cosa mi aveva irritato del tuo post razzista e sbruffone.

Ma, tornando al punto 2, evidentemente qualcun altro dorme. O forse scrivo troppo difficile per te.

"Ammirevole anche il buttarla in politica accusandomi di razzismo usando pero' il medesimo sistema di paragoni che ti ha irritato".

Medesimo? Supportare l'affermazione con esempi non ti era possibile vero, visto che hai scritto una cazzata...

Se ti fosse così indifferente la questione mi ignoreresti, ma non riesci a resistere alla tentazione di avere l'ultima parola, eh? Abituato per troppo tempo a ritenere le proprie affermazioni definitive.

Accomodati, per me basta così, mi hai annoiato.
Abbracci!



Locomotiva ha detto...

Mi chiedo quanto sia profondo il problema:
Intendo, sono stato due volte ad Orlando, in Florioda.
La più gigantesca trappola per turisti del mondo.
Piena di gente poco pagata per fare lavori anche antipatici, con gente scema e maleducata a frotte che semina bambini, lattine, vomito, telefoni, code, che entra da dove deve uscire.

E vive in posti che sembrano davvero usciti da certi film di Starsky e Hutch: ho preso il bus pubblico per andare dal divertimentificio alla città, passando ad tutti i sobborghi.

Eppure tutta 'sta gente sorride.
I camerieri, vabbè, ti portan il conto con la cortese frase 'è consuetudine una gratuity dal 15% al 20% (e quel 5% in più o in meno fa la giornata).
Ma quelli che dirigino la gente dentro le giostre, i caramellai, quelli che puliscono i gabinetti?

Sorridono.
Fanno, lavorano, indicano, si prestano.

A Lucca, invece - e non solo - il turista è da spennare per il Padrone ed è una seccatura per il cameriere.
Una occasione che porta in cassa soldoni è roba ad criticare.

Diego Cajelli ha detto...

@Tuo ex studente

Ok, farò una cosa che conosci bene allora.
Lascio perdere.

Giorgio Salati ha detto...

Ricordo qualche Lucca fa, dovetti prendere un taxi caro come il fuoco. Tipo 30 euro per 10 minuti di viaggio. Il tassista non faceva che lamentarsi della fatica che doveva fare in quei quattro giorni di fiera.

"Però almeno in questi giorni si guadagna bene no", gli chiesi.

"Sì, però il resto dell'anno 'un si 'uadagna mi'a tanto, sa?"

giuglio ha detto...

Die', mi spiace turbare l'idillio fra te e il tuo livoroso ex-alunno per andare off-topic, ma...
Fatti servire da uno che c'è passato: è indispensabile che tu doti di sediolina pieghevole il tuo balcone: esiliato sì, ma almeno qualche comfort, eccheccazzo!

energio ha detto...

...è proprio arrivata da oltrecortina, come si diceva...

... d'ampezzo!

Mab ha detto...

Non voglio nutrire il troll, però mi sono girate le scatole. Non si può pensare di accusare qualcuno di linguaggio razzista per delle battute (a mio avviso non razziste, ma lasciamo stare) su una ragazza russa, e al tempo stesso utilizzare stereotipi razzisti sui milanesi. Non funziona a livello logico, etico, e nemmeno retorico.

Diego Cajelli ha detto...

@Mab
E' che voleva gli esempi, i quote, i puntini da unire...
E vabbè.

Andrea ha detto...

Mah, neanche a me interessa nutrire i troll, anche perché metà della roba che ha scritto neanche l'ho capita, tipo chi è il commendatore zambetti. Però, avendo la mamma di Tallin, e visto che lei i primi tempi faceva la cammeriera, un po' fastidio mi ha dato qualche frase. Più che altro i nomi semi-russi buttati lì in quel modo, come se un americano parlando di un cameriere italiano lo chiamasse di volta in volta Luiggi Rossi, Pierro Pierri e robe così, come se fosse un personaggino. Anche le frasi sui milanesi davano fastidio, quindi anche quelle sulla cameriera potevano essere poco delicate. Tutto qua. Forse era meglio ammettere il torto non so, magari sono io che ho capito male.

E comunque Diego Cajelli, a me le cose che scrivi mi piacciono dai tempi di Pulp Comics, quindi non sono uno che viene qui per insultarti.

Diego Cajelli ha detto...

@Andrea
Se i miei toni ti sono sembrati razzisti, chiedo scusa sia a te che a tua madre.
Non era mia intenzione.
Dal mio punto di vista, a questo punto da rivedere, indicare la provenienza di qualcuno senza aggiungerci aggettivi o denigrazioni non è razzismo. Evidentemente non viene percepito così, e ne prendo nota.
Forse con un paragone o una boutade in meno il pezzo sarebbe stato più leggero.


Ovviamente, i toni della mia risposta non dipendono dal fatto che ti piace quello che scrivo.
Alla gentilezza e all'edicazione si risponde sempre con gentilezza e educazione.