martedì, agosto 28, 2012

Milano, un bubble tea da Starbucks!


Un po’ di tempo fa, ho scritto un post, ironia portami via, su Starbucks che apriva a Milano.
Il post lo raggiungi cliccando qui.
Un fotomontaggio fatto a capocchia dal sottoscritto, illustrava una finta recensione dell’apertura. Chiudevo il tutto con una frase per me più che chiara: “DISCLAIMER. Sì, è un post ironico.
A quanto pare non è bastato.
Quel post è stato linkato su un sito anti hipster. Il fatto che in Italia NON ci sia Starbucks non impedisce che se ne parli male per partito preso o per sentito dire.
Uno novello Sherlock Holmes mi fa tana e nei commenti dice: “La foto esposta qui e un semplice fotomontaggio. E l’angolo con corso di porta ticinese e ci passo tutti i giorni e nn esiste quel starbucks.
Ma va?
Poi, in email due italici fan di Starbucks mi scrivono per chiedermi l’indirizzo preciso che tra un po’ vengono in gita a Milano e vogliono andarci.
Scherzavo.
Tipo Orson Welles e i marziani alla radio, ma molto meno figo. C’era un disclaimer, c’era scritto che ero ironico, uno scherzo, una bufferia, una provocazione. Niente.
Sembra quasi che per far capire l’ironia sia necessaria la presenza di risate registrate.
Tornato da Londra, ho parlato del Bubble Tea.
Arrivi a quel post cliccando qui.
Nel post c’era un racconto con le mie ipotetiche disavventure di commerciante di Bubble Tea.
Il raccontino si apriva così: “Ecco che cosa succederà quando aprirò il mio negozietto di Bubble Tea a Milano: Grazie ad una mia amica, ufficialmente una massaggiatrice, che vanta crediti non meglio specificati con un consigliere regionale del PDL, riesco ad ottenere in prestito un negozietto a una vetrina in Galleria.
Ecco. Ti pare una cosa vera?
Ti pare che qualcuno possa crederci?
Pensaci un momento...
Mi arriva una mail. Questa: “ Ho letto il tuo blog sul bubble tea. avrei una domanda, per licenza ecc per aprire il bubble tea, a chi ti sei rivolto, quanto tempo ci hai messo per aprirlo e quanto hai pagato per licenza ecc?
Scherzavo.
Invece, dai commenti, mi avvisano che al Mirage Beach Cafe di Rimini, servono Bubble Tea come se non ci fosse un domani.
E su Faccialibro c’è una pagina intera dedicata al Bubble italico: clicca qui!
Loro non scherzano.
Io sì, ma a quanto pare lo capiscono in pochi.

9 commenti:

Gua-sta Blog ha detto...

Si vede che dai l'idea di un tipo autorevole e affidabile: approfittane...
E' che in Italia le notizie vere sembrano delle battute, tipo la tassa sullo zucchero delle bibite.

Anonimo ha detto...

più incredibile della tassa sulla fanta c'è sempre Silvio Berlusconi presidente del consiglio dei ministri per così tanti anni...io ancora stento a crederci...

Federico Olivo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Federico Olivo ha detto...

Questo post non mi ha fatto ridere!

SCHERZO!

Grande Diego
fede

Anonimo ha detto...

hei gozzilla non ti conosco ma dal tuo blogs o sei male informato o vuoi prendere in giro in internet perchè da starbucks NON HANNO MAI AVUTO IL BUBBLE TEA!!!!!!! io lo so bene fidati perchè IO CI HO LAVORATO PER ANNI prima di tornare in italia!!!

Anastasia ha detto...

..muahauahauah...Diè imprenditore!:P
Quando leggo i tuoi post rido troppo =)
un bacione

Furyo Maltese ha detto...

Due settimane sono finalmente riuscito a provare il bubble tea a Soho (mi avevi fatto venire la voglia). Come immaginavo mi ha fatto schifo!

dann ha detto...

L'ironia sta diventando elitaria in italia.

Giorgio Salati ha detto...

Il fatto è che nessuno, NESSUNO legge per intero i post, gli articoli, perfino gli status su Feisbukk.

Leggono una frase e hanno capito tutto, perché sono talmente ansiosi di sparare sentenze che non è necessario leggere tutto e capire bene, tanto per chi ha già capito tutto del mondo e della vita, che bisogno c'è di leggere i post per intero?

Personalmente mi capita spesso di trovare un post o un articolo, non avere tempo e lasciarlo da parte pensando: non riesco a leggerlo tutto ora, lo leggerò quando avrò tempo.