martedì, agosto 28, 2012

Ma tu ci pensi mai a Eddy Grant?


La mia autoradio, in un momento di revival nostalgico anni ottanta, mi propone: Gimme Hope Jo’anna e io mi ricordo di come stimolasse la mia naturale regolarità già nel 1988 quando uscì.
Che, diciamocelo sinceramente, i tanto sbandierati contenuti contro l’apartheid qui da noi non li ha mai capiti nessuno e il tutto si riduce a un pezzo strapalloso e iper ripetitivo.
Il ritornello martello è la chiave. Oggi come allora che qui l'inglese non si sa, il mantra gimmihopeJovanna era facile da capire e da canticchiare. Una roba molto più difficile da fare con, per esempio, Like to Get to Know You Well di Howard Jones, che tutti poi cantavano: laiktiogettugetuuell.
Invece, con Jo'anna andavi sul sicuro. Tutti saltavano felici facendo il coro.
Mandela chi?
Fine.
Allora ho pensato a quante volte ho sentito quel pezzo lì nel corso degli anni. Nei supermercati, nelle sale di attesa, in taxi, nei centricommerciali, in playback al Festivalbar, di qua e di là.
E non posso fare a meno di pensare a Eddy Grant.
Eddy. Nel suo appartamento di dove cazzo vive adesso, che gli suonano alla porta. E’ il postino.
Gli porta l’assegno con i diritti maturati da Gimme Hope Jo’anna.
E lui piange per la vergogna.
- Ma no... Ho fatto anche altre cose, sa?
- Questi soldi sono suoi. Arrivano dall'Italia.
- Ma... Ancora per quel pezzo lì?
- Già.
- Vi prego, datemeli per qualcos'altro.
- Non si può.
- Datemeli perchè ho le treccine!
- No! Gimme hope Jo'Anna.
- Datemeli perchè ho contribuito alla lotta sudafricana!
- In Italia non se ne è accorto nessuno. Lo usano come pezzo allegrotto nelle serate revival.
- No!
E giù lacrime.
Immediatamente dopo penso ad un altro gruppo. Una stella polare nel firmamento musicale, un gruppo che ha fatto la storia della musica mondiale, di cui tutti abbiamo potuto ammirare l’evoluzione stilistica e la maturazione artistica.*
Gli Shivaree, quelli di Goodnight Moon e di... No, niente, quelli di Goodnight Moon e basta.
Anche lì. Immagino casa Shivaree, suonano alla porta, è il postino con l’assegno dei diritti d’autore.
Quelli aprono la busta e piangono per la vergogna, pensando, non dico alla carriera di Bowie, come paragone basta quella di DJ Francesco.

(Sì lo so che nessun musicista da: "ho fatto una sola canzone di successo in tutta la mia carriera e ci campo di rendita" piange quando gli arrivano ancora i soldi. Anzi. Però nella mia immaginazione le cose vanno così.)


*Questa è una frase sarcastica. E' bene essere chiari, visto quello che è successo parlando sarcasticamente di Starbucks a Milano e di Bubble Tea. Semmai poi ti spiego.

6 commenti:

MrChreddy ha detto...

Ennò, spiega subito che è successo quando hai parlato sarcasticamente di Starbucks a Milano...

Comunque queste pippe mentali me le faccio pure io quando sento un vecchio pezzo di qualche cantante che ha fatto solo un vecchio pezzo famoso... :D

Alberto ha detto...

Se può consolare io non sapevo che gimme hope jo'anna fosse di Eddy Grant, ma di lui conoscevo solo Electric Avenue...

Paolo Marchiori ha detto...

Ma solo io avevo la prof di italianolatinogrecostoriageografia catto-bonghista che ci faceva ascoltare la roba antirazzista, questa inclusa?

(e comunque, l'assegno più grosso a Eddy credo che gli arrivi da Police On My Back, sai com'è, i Clash...)

andrea voglino ha detto...

Ma che cazzo. E "Living on the Front Line", allora, dove la mettiamo?

saltuari ha detto...

Ed è per questo che noi tutte queste canzoni le scarichiamo. Così non piangono più

CREPASCOLO ha detto...

Diegozilla impara a viaggiare nel tempo come King Mob. Torna negli anni ottanta e si presenta nel backstage di un concerto del signor Jones. Dice ad Howard di essere un talent scout chiamato King Mob e gli consiglia di tingere i capelli di nero e di piantarla con le salopettes arancioni. Basta con lo Stanlio pop. Il futuro sarà pure una ipotesi, come dice Enrico Ruggeri, ma è una ipotesi colore del crepuscolo. Jones aderisce all'istanza.
Nel 2011 Paolo Sorrentino chiede a Sean Penn di ispirarsi al look del cantante di aiktiogettugetuuell per il suo personaggio di rockstar in There Must Be a Place. Sean guarda le foto di Jones e commenta che assomiglia al Morfeo di Gaiman.
Robert Smith, nel frattempo, ha inciso una cover di Hanno ucciso l'Uomo Ragno in cui riesce ad inserire il verso The Spider-Man has having me for dinner tonight.