martedì, giugno 12, 2012

Fringe, quarta stagione.


Anche se sono un grande fan di Fringe, sui titoli di coda dell’ultima puntata non ho potuto fare a meno di avvertire un certo disagio. La quarta stagione l’ho vista tutta di fila, in meno di una settimana, perchè non riesco più a guardare le serie un pezzo alla volta. Forse il mio disagio è dovuto proprio alla Fringe-Overdose a cui mi sono sottoposto. Forse chi ha seguito la serie in modo più diluito non ha avuto la mia stessa impressione.
Quale?
Quella di essere di fronte al prodotto di una scrittura iper-compiaciuta. Alla fine, quello che mi è rimasto è la dimostrazione di quanto sono stati bravi gli scrittori nell’unire i puntini.
Episodio dopo episodio ti faccio vedere quanto sono imprevedibbbbbile, quanto ne so, quanto posso sorprenderti e quanto sono narrativamente cool.
Fringe è diventata una serie dove l’estrema necessità di raccontare la continuity e la trama generale, va a discapito della narrazione episodica, ma soprattutto, va a discapito dei personaggi.
Il paradosso di Fringe è che i suoi protagonisti perdono il loro ruolo di main character, e diventano dei personaggi-funzione che si muovono con l’unico scopo di portare avanti la trama generale.
Attenzione. Non il “portare avanti la trama” come naturale processo narrativo, quanto un “portare avanti la trama” per dimostrare quanto è fortissima la storyline.
Fringe diventa speculare a Lost. Se in Lost le risposte non erano importanti, in Fringe diventano l’elemento fondamentale. Risposte. Puntini che si uniscono. Spiegazioni. L’attenzione e la cura sono ossessivamente concentrate sul portare avanti il tramone generalone, su tutte le linee temporali possibili e su tutti gli universi immaginabili.
I fan della continuity costi quello che costi, sul finire della stagione raggiungono l’estasi, ma io alzo il sopracciglio sinistro.
Un personaggio eccezionale come Walter Bishop, la cui caratterizzazione letteralmente scompare.
La figura di David Robert Jones, immolato in nome della trama generale senza alcun approfondimento, diventa un ottimo esempio di anti-narrazione.
Gente che va, gente che viene, gente che sparisce, ma non nel vero senso fringiano della parola, arrivano, vanno e spariscono dalla sceneggiatura. Punto e fine.
Perchè?
Perchè quello che conta, quello che ci interessa è raccontarti del Cortexipan e del genialissimo, quantico, minchiachecattivo, piano di Leonard Nimoy. Anche lui, ormai parodia di sè stesso, ti guarda poco convinto con i suoi occhietti da furetto.
Per fortuna che c'è Anna Torv.

6 commenti:

Officina Infernale ha detto...

...io superfan di Fringe e ho notato anch'io il graduale "abbandono" dei personaggi a livello di caratterizzazione, diventati pedine a servizio della storia(un po come i supereroi di questo secolo), inoltre c'e' un pelo anche di confusione nel concetto di riportare la realtà com'era prima della cancellazione di peter, si si sono ricordati di com'era ma tutto il resto? C'è stato un accenno alla sorella etc ma nulla di più, poi il "supercattivo" prima era impossibile beccarlo poi in 2 secondi hanno eliminato il problema....cmq la prossima serie arrivano gli osservatori incazzati.....ayyyy

MrChreddy ha detto...

Io Fringe l'ho abbandonato alla metà della prima stagione... non sopportavo i personaggi, né il figlio, né il dottore... antipatia epidermica, se vogliamo, ma in ogni caso mi impediva di godermi il serial.
In più aveva quella brutta piega da ultime stagioni di X-Files e quindi niente, mollato lì.

A questo punto dirai: esticazzi?

No, niente, è che ho amici che lo seguono appassionatamente, ma non d'un fiato, e hanno avuto le tue stesse impressioni.
Quindi non è proprio una questione di concentrazione di visione, ma un difetto ben noto della stagione...

Anche se secondo me è giustificabile dal fato che rischia di essere cancellata un giorno sì e l'altro pure, quindi, per rispetto, presumo, dei fans vogliono tirare tutti i fili e dare una conclusione alle cose buttate lì e ai misteri vari, in modo da non lasciare nessuno con l'amaro in bocca, prima che la conclusione vera e propria non riescano a darla... ripeto, secondo me, non è una scelta deprecabile, anzi, dimostra che per una volta gli autori tengono anche ai fans.

Ok, vi ho annoiato abbastanza, ciao :D

P.S.
La roba anti robot sotto il commento è pressoché illeggibile, forse solo un robot riuscirebbe a decifrarla, il che è paradossale... devo fare 4 o 5 tentativi ogni volta.

Anonimo ha detto...

Ho visto le prime tre stagioni tutte d'un fiato e la quarta mi manca ancora (al tempo non c'era e purtoppo io vado a periodi)....una curiosità, secondo te quindi questa è peggiore delle precedenti....o vale comunque la pena di guardarla?
le tue recensioni-opinioni mi interessano...
PS...il modo in cui Anna Torv si muove mi ricorda vagamente un ghepardo(non so perchè), il problema è che anche la sua testa me lo ricorda (è piccola)

Filippo ha detto...

Sto visionando la quarta stagione (rigorosamente in sub ita) in questi giorni e, pur essendo al 15esimo episodio, mi sento già di condividere la tua valutazione. Avrei voluto mollare tutto molto prima (tipo nei primi episodi di stagione), ma avendo saputo del rinnovo all'ultima e quinta stagione (era così necessaria?) ho deciso che non potevo lasciare tutto e che, ormai, tanto vale arrivare alla fine. Con tutte le conseguenze del caso.

Anonimo ha detto...

ma come fate a vedere codeste cagate? no, dico, vedere quattro serie per intuire che è una stronzata e chiedere a qualcun'altro se è vero o no pare un filinimo strano. Oddio, io ci ho messo 250 mesi a capire che nathan never è inutile al mondo ed alla mia vita.
jester

Diego Cajelli ha detto...

Ma dunque...
Parlando da Fan di Fringe, la quarta è da vedere.
Un Non-Fan secondo me si smarona neanche a metà.

@Jester
Ecchecivuoifare...
:-)

@Filippo
La quinta io, sempre parlando da Fan, la aspetto piuttosto con ansia.