giovedì, maggio 03, 2012

Trattoria Novelli


Trattoria dice l’insegna.
Trattoria e basta. Si tratta, credo, un’antica locanda con annesso giardino pergolato. Una locanda che una volta, tanto tempo fa, era fuori porta. Adesso non più. Adesso è sotto la tangenziale.
In fondo a viale Padova, al 344, praticamente a Cresenzago.
Entri dalla porticina sulla strada e ti ritrovi nella Milano che fu. Così a occhio direi che l'arredamento è fine anni ’60 inizio anni ’70. Domina il legno marrone scuro del mobilio e del perlinato che riveste le pareti. Tavoli e tavolate con tovaglie leggere a scacchi. Quadri mai-visti sui muri, degni rivali del più famoso Teomondo Scrofalo. E poi c'è il poster della formazione del Milan di quest'anno. E’ quel poster che ti colloca temporalmente. Altrimenti, dentro lì, potrebbe essere il 1973 o il 1981, non importa.
E' una trattoria a conduzione famigliare. Nello specifico è condotta dal signor Giuseppe e da sua sorella Carla. Entrambi, stima approsimativa, oltre i sessanta anni.
Cucina milanese. Anzi, cucina meneghina.
Il menù te lo dice a voce il Giuseppe.
Ieri c’era: Minestrone di verdure fresche con la pasta corta. Può essere un po’ più asciutto, o un po’ meno asciutto, a seconda di come ti piace. Devi metterci un filo di olio e una grattata di pepe.
Oppure, penne al sugo.
Di secondo: Spezzatino di manzo.
Oppure, petto di pollo con insalata di patate.
L’insalata di patate è quella classica. Patate bollite, prezzemolo, aglio, si mangiano tiepide.
Altre volte c’è la trippa, il risotto, il polpettone, la cassoeula, la polenta. Va a giorni.
C’è quel che c’è. E di quello che c’è non manca mai niente.
Ordino la pasta al sugo e lo spezzatino.
Le penne al pomodoro erano penne al pomodoro.
Pasta.
Al.
Sugo.
Semplicissima, casalinghissima, pasta al sugo di pomodoro. Soffrittino, pomodori, basilico.
Fine.
Volendo fare il pignolo, io la pasta la preferisco un pochino più al dente, ma cottura prevista dalla tradizione milanotta era esattamente quella che mi sono ritrovato nel piatto.
Tutti gli avventurieri culinari sanno che meno ingredienti ci sono, più è difficile barare.
Quello che condiva le mie penne era un sugo fatto con calma, lasciato andare a lungo a fuoco medio, fatto con pomodori scottati e sbucciati, disfatti poi a colpi di mestolo. Il mio palato decifra un po’ di burro, un po’ di olio, e un pizzico di zucchero messo per attenuare l’eventuale acidità dei pomodori. Era uguale al sugo che faceva mia nonna. Identico.
Un sugo da scarpetta suprema.
Puoi farla. Il Giuseppe apprezza. Le michette sono lì apposta nel cestino che ti aspettano.
Arriva lo spezzatino. Di manzo. Con le patate.
Le patate sono tagliate grosse, così non si disfano.
La carne, letteralmente, si scioglie in bocca. Quel manzo è stato cotto almeno per quattro ore buone, tipo che è stato messo su alle otto del mattino. Non ce la vedo la signora Carla ad armeggiare con una pentola a pressione.
Uno spezzatino che ti rimette in piedi. Lo mangio tutto senza mai usare il coltello. Per dividere i pezzi di carne basta premere con il lato della forchetta.
Mi chiedono se voglio un assaggio di formaggi, perché come si dice qui dalle mie parti: La buca l'è minga straca se la sa no de vaca. Rinuncio, che le porzioni erano più che abbondati.
Prendo il Caffè. Ho bevuto acqua gasata.
Il tutto per poco più di dieci euri. Ricevuta compilata a mano.
Il signor Giuseppe che ti spiega il menù, e chiacchiera con te mentre mangi, invece è gratis.

Trattoria
Di Novelli Giuseppe e Carla
Viale Padova 344.
Milano.

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6 commenti:

sraule ha detto...

io, che sono una seguace della pentola a pressione, quando leggo queste cose qua mi sento in colpa.

Christian Cornia ha detto...

Diego! la prossima volta che vengo su a milano mi ci devi portare! io adoro sti posti :D

Tommaso ha detto...

"Mo me lo segno."

nicoletta ha detto...

Acqua? Ma sei pazzo? E il Giuseppe ti ha lasciato fare? O tempora, o mores...

Anonimo ha detto...

la scarpetta la faccio pure quando mi porta guai (in svizzera mi hanno rimproverata, e pensavo di essere in casa di amici)

Futabanto

Anonimo ha detto...

Squarci di quotidiano in prosa. I miei complimenti per le tue scoperte cittadine e non solo.
Donato.