lunedì, maggio 07, 2012

Diabolik, il codice Zarcone


Il calendario pessimista dei Maya, le scie chimiche, i chupacabras, il successo dei Negramaro, il mostro di Loch Ness, la cattedrale di Rennes-le-Château, la follia della maionese.
Sono molti i misteri inspiegabili che attraversano la storia dell’umanità.
Tra di essi, e non poteva essere altrimenti, c’è l’irrisolvibile enigma legato al primo numero di Diabolik.
“Il Re del Terrore”, uscito il 1° Novembre del 1962, venne disegnato da un uomo destinato a diventare una vera e propria leggenda del fumetto italiano. Un artista senza volto, che riuscì a far perdere completamente le sue tracce: Il Misterioso Zarcone.
Forse “Il Misterioso” non era nemmeno il suo vero nome, e qualcuno nutre dei dubbi sul fatto che Zarcone fosse realmente il suo cognome, di sicuro si sa soltanto che lo chiamavano “Il Tedesco”.
I testimoni dell’epoca lo descrivono come alto, biondo, occhi azzurri, ghiotto di pretzel, una volta si presentò in redazione indossando dei pantaloni corti Lederhosen.
Incassò l’anticipo, prese la sceneggiatura, tentò di insegnare il ballo dello schiaffo a Brenno Fiumali, e salutò le sorelle Giussani dicendo:
- Grazie a tutti, vi chiamo io.
Dopo di che, sparì nel nulla.
I redattori dell’epoca tribolarono non poco per avere indietro le tavole disegnate. Il Misterioso Zarcone a quei tempi viveva in un albergo, l’Hilton del Giambellino. I redattori dell’Astorina gli facevano degli agguati per strada, per strappargli le tavole di mano. Il numero uno completo riuscirono ad averlo soltanto grazie all’intervento di alcuni esponenti della Ligera, ma questa è un’altra storia.
Dunque. Chi era quest’uomo?
Per quale motivo sparì completamente dalla scena dell’italico fumetto, dopo aver disegnato il numero uno di Diabolik?
Perché nessuno sa che fine ha fatto?
Queste, e altre domande, attendono una risposta da cinquant’anni. E’ arrivato il momento di fare luce su questo enigma.
Le Alte Sfere del fumettomondo hanno dato a me questo difficile compito, per via del fatto che mi sono vantato spesso delle mie conoscenze tra le frange più estreme del cospirazionismo radicale.
Secondo le mie autorevoli fonti non è una coincidenza che il primo numero di Diabolik, il signore
indiscusso del crimine, un personaggio dai mille volti e dalle mille risorse, lo abbia realizzato un “disegnatore fantasma”. Un uomo misterioso al pari del personaggio uscito dai suoi pennelli.
E’ difficile da credere, ma in molti sostengono che l’esordio di Diabolik sia stato disegnato da Diabolik stesso. Se così fosse, l’intera collana sarebbe da rivedere come una graphic novel minimalista autobiografica.
Questa teoria, rifiutata con sdegno dagli scettici, è stata bollata come un insulto verso l’intelligenza umana. Purtroppo non ho abbastanza elementi per verificarla, ma ricordo a tutti i credenti nell’umana intelligenza che Fabio Volo va in onda tutte le mattine e scrive bestseller.
Il cugino di secondo grado di Dan Brown, da me interpellato come consulente per la realizzazione di questo articolo, suggerisce un’altra pista: Gli indizi per risalire all’identità di Zarcone, e ai motivi che lo spinsero a scomparire, sono sicuramente celati tra le pagine del numero uno.
Zarcone avrebbe nascosto nell’albo una serie di messaggi in codice. Per i lettori che non hanno dimestichezza con i linguaggi crittografici e la decodifica delle informazioni cifrate, il primo numero di Diabolik è soltanto un normale fumetto.
Gli espertoni dicono anche: disegnato in modo non eccelso. Ma non siamo qui per fare le pulci al lavoro del nostro amico.
Le cose cambiano però, quando a leggere “Il Re del terrore” è un iniziato che sa dove e che cosa guardare. I segni, le pennellate, le vignette in apparenza normali diventano delle occulte indicazioni per fare luce sul Misterioso Zarcone.
Quell’albo è una mappa, e bisogna saperla leggere per arrivare al tesoro. Ovviamente in questo articolo si fa riferimento al numero uno originale, non quello ridisegnato in seguito da Gino Marchesi. Nella seconda versione tutti quei riferimenti sono stati cancellati. (Forse volontariamente. Forse qualcuno sapeva, forse no. Un altro mistero.)
Seguendo il suggerimento del cugino di Dan Brown ho preso la mia copia anastatica del numero di Zarcone e ho iniziato un lungo lavoro di analisi e decodifica.
Per prima cosa l’ho letto al contrario, come si fa con i dischi metal. Posso dire con relativa sicurezza che non ci si capisce una mazza. Tranne forse per la frase che chiude l’albo: “Eritrap repatso ner torts onli atlo vart lanu!” Un evidente riferimento alla mitologia lovecraftiana e al ciclo di Cthulhu.
Forse Zarcone era un Grande Antico?
Improbabile. Nelle altre pagine non ci sono ulteriori rimandi al Necronomicon.
Analizzando nel dettaglio i disegni, il primo indizio rilevante per scoprire dove sia finito Zarcone ci viene dato dalla collana di perle della Marchesa De Semily.

La Marchesa De Semily, con perle, nella versione Zarcone.
La Marchesa De Semily, senza perle, nella versione Marchesi.
Quella collana sparisce completamente nella versione di Marchesi, il che indica quanto fosse importante come messaggio.
Le singole perle, contate una ad una ogni volta che la marchesa viene inquadrata, riportano alle seguenti coordinate geografiche:
Latitudine, 14°.11’.08’’ Longitudine, 06°.10’.06’’.
Ovvero, un punto in aperta campagna tra i villaggi di Dama e Bouzouk nel Niger.
La N1, la strada che collega Dama alla cittadina di Madaua venne costruita nel 1963 da un ingegnere europeo, soprannominato “Il Tedesco” dalla popolazione locale. Al decimo miglio, è ben visibile una statua eretta per celebrare il benefattore. Un monumento equestre in bronzo di un uomo vestito con una divisa prussiana, che stringe tra le mani un Budda del tutto identico a quello che si vede a pagina 92 del numero 1 di Diabolik.
Non può essere un caso.
Così come non è assolutamente casuale il numero di targa dell’auto che si vede a pagina 68.
Questa vignetta è completamente diversa nella versione di Marchesi.
 MT345. Dove MT sta per Meitnerio, elemento chimico scoperto nel 1982, ma guarda un po’, da un gruppo di ricerca tedesco. Il meitnerio ha come numero atomico il 109 e, sempre “casualmente”, ha un tempo di diradazione (emivita) stimato in 3,45 millisecondi.
Un’altra informazione importantissima rimossa completamente nella versione Marchesi.
Zarcone quindi, dopo aver terminato i disegni di Diabolik è andato in Africa, ha costruito una strada nel Niger, poi si è trasferito nella città tedesca di Darmstadt, dove ha vinto un dottorato di ricerca in chimica.
L’illuminato disegnatore, furbissimo, ha inserito nelle tavole numerose false piste per confondere le acque, delle autentiche trappole per mettere alla prova noi studiosi cospirazionisti.
A pagina 46, per esempio, sullo sfondo è fin troppo visibile la scritta: “Poldo”.

Sull'identità di Poldo Dawl di Don Street indagherò un altra volta.
In molti, prima di me, sono stati tratti in inganno da quel dettaglio, e portati a credere che Zarcone di nome si chiamasse Leopoldo.
Considerando anche l’evidente forma fallica nascosta tra le rose a pagina 83, tutto farebbe credere che Zarcone in realtà era Leopold Zarconis, celebre regista del cinema uzbeko a luci rosse.

Ebbene sì, tra le rose c'è una sorpresa.

Dettaglio della vignetta incriminata.
Ma, come ho detto, si tratta soltanto di una falsa pista. Elementi casuali. Infatti, Leopold Zarconis nel 1962 aveva nove anni, e girava documentari sui Suricati.
La scritta “Poldo” però, attira l’attenzione investigativa verso tutto quello che Zarcone ha scritto in secondo piano.
Non c’è nulla di indicativo, a parte le parole palindrome “ROR” e “Anna” di pagina 48, che probabilmente indicano la presenza di un quadrato magico “Sator” nella matrice del lavoro di Zarcone.
Indizi di quadrato magico.
I disegni, rivisti seguendo la logica della “divina proporzione” e della sezione aurea, ricondurrebbero agli schemi di costruzione di una cattedrale francese rasa al suolo dai nazisti nel 1944.
La vera rivelazione è sullo sfondo dell’ultima tavola. In alto a sinistra si legge: “7 fermata”.
La scena è ambientata in una stazione, per cui, a rigor di logica, dovrebbe esserci scritto “7 binario”.
Per quale motivo Zarcone ha scritto “fermata” invece del più corretto “binario”?

Non è scritto in modo chiaro, ma gli esperti calligrafici da me contattati confermano la scritta: 7ma Fermata.

Evidentemente, il disegnatore ha lasciato un preciso riferimento alla metropolitana milanese.
La Linea Uno (Uno come Diabolik numero uno) è stata inaugurata il 1 novembre del 1964.
La data, di nuovo, non è affatto casuale. Si festeggiava la ricorrenza dell’uscita in edicola del primo albo della serie.
I lavori di scavo però, sono iniziati nel giugno del 1957, e di sicuro Zarcone ha avuto modo di vedere il progetto.
A quei tempi, la casa editrice Astorina aveva la sua sede in via Leopardi 25, in corrispondenza della futura fermata Cadorna della metro.
Se Zarcone fosse andato in redazione in metropolitana, sarebbe sceso lì. Per cui, tenendo Cadorna come punto di arrivo, la settima fermata, calcolandole a ritroso verso il capolinea di Sesto Marelli, è Lima. (Il percorso dall’altro lato è impossibile. Non c’erano sette fermate fino a Lotto, il capolinea di allora)
Lima.
La capitale del Perù, fondata da Francisco Pizarro nel 1535 con il nome di Ciudad de los Reyes, La Città dei Re.
Quanti Re? Non si sa, ma di sicuro uno di essi era quello del Terrore.
Studiandolo ho imparato a conoscere bene Zarcone, per cui sono certo che il riferimento a Lima non sia stato messo lì per caso.
Ecco svelato il mistero. Il nome completo del misteriosissimo disegnatore del primo numero di Diabolik?
Francesco Pizarro Zarcone.
Il Tedesco che costruì una strada nel Niger nel 1963, e nel 1982 scoprì il Meitnerio bombardando del bismuto-209 con dei nuclei accelerati di ferro-58.


Questo è il mio articolo pubblicato su: "La Diabolika Astorina", il volume curato dai tipi di Comicon in occasione della mostra sui 50 anni di Diabolik.
Ringrazio Glauco che mi ha dato il permesso di pubblicarlo qui.
Le illustrazioni le ho aggiunte io, non sono perfette perchè non mi andava di strapazzare i miei albi di Diabolik con lo scanner.
:-)

10 commenti:

glauco ha detto...

Grazie a te, Diego!

PerpliMax ha detto...

Kazzenger, non sei nessuno!

Massy ha detto...

Sembra il pendolo di Focault versioe diabolika

A pensarci bene anche li ci sono i "diabolici" e all'inizio del romanzo sparisce un ufficiale tedesco in pensione...

Che Eco ne sappia qualcosa??? O_O

LorenzoRaggioli ha detto...

Grazie a te sinceramente Diego!! Mentre impazzivamo per mettere insieme il volume mi ero ripromesso di scriverti per ringraziarti per la ventata di buonumore che ci avevi regalato in un momento veramete "intenso" di nottate e skypate!!

Kappa ha detto...

Letto d'un fiato, gran bel pezzo.

Quanto prima spero di riuscire a procurarmi anche il volume.

K

Anonimo ha detto...

Pezzo molto divertente, bravo.
Ultimamente ci stai dando giù parecchio. Anche il pezzo sull'attesa all'uffico postale mi aveva fatto ridere di gusto.
Però... Lo sanno tutti qual è il segreto di Zarcone: che non sapeva disegnare.

Anastasia ha detto...

Fantastico!:D ..sto ridendo come una pazza..ehehe..:P Sei bravissimo a cogliere i dettagli...in realtà Zarcone era il tenente Colombo!:P ...gli altri diaboliki che sono andati al Comicon hanno trovato e comprato "La DiaboliKa Astorina" xD

Alcuni passaggi sono fenomenali:

salutò le sorelle Giussani dicendo:
- Grazie a tutti, vi chiamo io.

ricordo a tutti i credenti nell’umana intelligenza che Fabio Volo va in onda tutte le mattine e scrive bestseller.

..per non parlare delle coordinate geografiche e del tempo di emivita del MT..mauahauah...

Grande Diè!:D

Furyo Maltese ha detto...

Vivo in una città che detesto (Londra) e mi trovo in un periodo non particolarmente felice: detto ciò, lo sai che ogni volta che spendo 5 minuti per leggere i tuoi post mi sento meglio? Grazie!
In futuro dovrò approfondire i tuoi lavori (ho solo i tuoi sei Napoleone; a proposito i primi 3 sono buoni, ma i restanti sono spettacolari)!

letykant.blogspot.com ha detto...

Fantastico Diego!
Ironico, analitico, da leggere davvero d'un fiato!

Anastasia ha detto...

Topic dedicato all'articolo con diabolik commenti:

http://diabolik.forumfree.it/?t=61487077#lastpost

la tua ironia ha fatto vittime!xD