mercoledì, maggio 09, 2012

Confessioni di uno sceneggiatore di fumetti.


Il mio lavoro è scrivere. Di conseguenza passo molto tempo a leggere.
Frequento parecchi posti dove le cose da leggere vengono vendute. L’edicola, per la gioia del mio edicolante di fiducia, le librerie normali, le librerie specializzate in fumetti, le fiere fumettose, quel negozio del Libraccio che vende tutto a 2 euro, Amazon, e anche i mercatini delle pulci.
Guardo, esamino, scartabello. Infilo la testa tra gli scaffali e cerco. Consulto. Sfoglio. Compro.
Adoro quegli scatoloni nei mercatini delle pulci. Mi ci tuffo, esploro, e qualche volta tiro fuori qualcosa di interessante. Quanto incontro un fumetto che ho scritto io, in edicola, in libreria o nei mercatini, non posso fare a meno di prenderlo e di metterlo in bella vista.
Riposiziono i miei fumetti sugli scaffali, mettendoli con la copertina in evidenza. Li sposto negli espositori, cercando la posizione migliore. Li metto in cima alla pila di fumetti usati nello scatolone.
Chiedo scusa a tutti i miei colleghi per questo brutto vizio.

Mi capita sempre più spesso di non ricordarmi quando e dove ho scritto quel fumetto lì o quel fumetto là.

Nel dicembre del 1988, ho rubato dall’edicola il numero 27 di Dylan Dog perchè non avevo i soldi.

La cosa che mi distrae di più è internet.
Mi rimetto a lavorare alacremente quando in giro leggo qualcosa di "triste" o di fastioso scritto da un collega o da un aspirante tale.

Quando ero giovane, ogni tanto, mi lasciavo crescere la barba.
Ho smesso di portarla quando, a una fiera, un lettore mi ha scambiato per Giampiero Casertano. Siccome non mi andava di deluderlo, non gli ho detto che si era sbagliato. Ho incassato sorridendo tutti i complimenti destinati a Casertano. Meno male che non mi ha chiesto un disegno.
Da allora però, non mi sono più fatto crescere la barba tutta intera.

7 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Non ci crederai, ma Peppe Ferrandino era davanti all'edicola e ti ha visto prendere in prestito il suo " Ti ho visto morire ". Il suo primo pensiero - il suo lavoro è scrivere e di conseguenza passare molto tempo a riflettere su chi legge - è stato che era bizzarro vedere Giampo Casertano che prendeva in prestito il suo " Ti ho visto morire ".
Sei arrivato ad un tiro di schioppo dall'essere il Peppe Pentecoste de Il Rispetto, ma poi ha pensato che il Casertano non aveva la faccia da Fernandel che si crede Al Pacino necessaria al personaggio. Pazienza.

:A: ha detto...

"Quanto incontro un fumetto che ho scritto io, in edicola, in libreria o nei mercatini, non posso fare a meno di prenderlo e di metterlo in bella vista.
Riposiziono i miei fumetti sugli scaffali, mettendoli con la copertina in evidenza. Li sposto negli espositori, cercando la posizione migliore. Li metto in cima alla pila di fumetti usati nello scatolone.
Chiedo scusa a tutti i miei colleghi per questo brutto vizio.
"

Tranquillo. Lo facciamo tutti.

Marco Pellitteri ha detto...

Penso che Crepascolo sia in realtà Maurizio Milani. L'uno scrive come l'altro parla.
Anche io una volta rubai un fumetto, a tredici anni. Ma era un pornazzo Squalo!

Simone ha detto...

Lo faccio pure io. E lo fa anche mia moglie, col mio libro :)

CREPASCOLO ha detto...

@ Marco Pellitteri.
Grazie: nessuno mi aveva mai confuso con Mau Milani. Tra poco uscirò dall'ufficio, entrerò in un negozio Il Libraccio - forse lo stesso dove il clone di Casertano compra carrettate di libri a due euri - e prenderò in prestito una raccolta di battute di Milani!

illustrAutori ha detto...

Diè, dacci il telefono della tipa di destra!

Manuel Colombo ha detto...

servono almeno i nomi delle due tipe