martedì, maggio 01, 2012

(The Avengers) Iron Man arriva con l’autoradio a palla.


Voglio essere subito chiaro. Se sei un giovane disilluso dall’arido cuore post romantico, il film non ti piacerà per niente.
Ai giovani disillusi dall’arido cuore post romantico piacciono film dove non si capisce un cazzo, che l’incomprensione involontaria fa molto cu cu cu cultura. Piacciono robe tetre, dove arde l’inferno dell’ avere vent’anni oggi. Ai giovani disillusi dall’arido cuore post romantico piacciono i Soliti Idioti. Cartina al tornasole di quanto sia da poser apprezzare Lynch e i conigli di Donnie Darko e poi ridere con quei due lì.
Per facilitare il lavoro, ecco chi non dovrebbe andare a vedere The Avengers:
- Gli hipster di ‘sto fungo.
- I nerd del fumetto per-lettori-aaaduuultiii.
- I cercatori di culturalmente importante, che sia fumetto-importante, libro-importante, film-importante.
- I tecnici del giovedì pomeriggio, pronti a catalogare ogni scena in base a quanto è stata usata bene la CGI.
- Varie ed eventuali.
State a casa che questo non è il film per voi.
O meglio: lo è, e lo è tantissimo, ma per capirlo servirebbe una cosa che in molti non hanno più.
Lo sguardo sincero del ragazzino di undici anni che era seduto di fianco a me al cinema. Quello sguardo perso nel sense of wonder, rapito dall’evocazione dello spirito Marvel più puro.
Lo stesso sguardo che avevo anche io quando quelle cose per me erano soltanto su carta, nei fumetti, tra le vignette.
(La prima apparizione di Loki sulla pellicola. Inquadratura, volto, occhi, espressione, come in un disegno di Buscema)
Guardando The Avengers non posso fare a meno di pensare a quanto lavoro, a quanta professionalità, a quanti soldi, a quanto impegno, a quanta energia, a quanti sbattimenti, sono stati messi in campo per evocare quello sguardo negli undicenni.
Intrattenimento con la I maiuscola, in marmo. Peccato vivere in un mondo dove “intrattenimento” è una parola sibilata tra le labbra con una forte accezione negativa.
Figurati se dico: Intrattenimento Mainstream con la I e la M maiuscole. In marmo.
Ovviamente The Avengers non è un film soltanto per undicenni. C’è qualcos’altro. La narrazione viene intrecciata con una componente per adulti, una linea narrativa che si rivolge all’adulto in sala, a patto che sia dotato di senso dell’umorismo e apprezzi i toni della commedia.
Si ride molto in The Avengers, ma sono più che altro gli adulti a farlo. Quelli che hanno accompagnato i figli, o che riescono ad evocare il ragazzino che è rimasto in loro.
Citazioni e scambi di battute da commedia classica. Come Iron Man che si rivolge a Occhio di Falco chiamandolo Legolas, o Hulk che strapazza Loki come fosse uno straccio.
Non mancano delle inside jokes per pochi intimi, tipo la sequenza tra Bruce Banner e il guardiano della fabbrica abbandonata, interpretato da Harry Dean Stanton.
Nell’Intrattenimento Mainstream con la I e la M maiuscole nulla è lasciato al caso. E lì c’è un gioco molto preciso, visto che a parlare di alieni è uno che era a bordo della Nostromo in Alien.
Nel mio schizofrenico approccio a The Avengers, che mi vede undicenne e quarantenne nel medesimo tempo, tra lo stupore e la meraviglia ho notato un grande lavoro sul concetto di eroe.
La narrazione pura e semplice, osservata priva fronzoli, si concentra sulla contrapposizione tra eroe classico ed eroe moderno.
Lo fa in modo lieve, senza eccessi, ma riesce a mettere in scena in modo estremamente efficace le profonde differenze di caratterizzazione di un eroe come Iron Man e di un eroe come Capitan America.
Il classico e il moderno che condividono la scena. C’è un faro puntato sull’evidenziare le loro differenze di stile, le loro motivazioni differenti, il loro diverso approccio alla vita.
C’è del rispetto verso Cap, ed è un rispetto che va oltre il concetto di uomo-bandiera o di leggenda vivente. E’ il rispetto, il tributo che gli eroi moderni (dei simpatici cazzoni) sentono di dover dare agli eroi classici, quelli mossi dall’ideale puro.
Cap e Thor, si contrappongono a Iron Man e Hulk. E’ la dicotomia tra l’eroe classico che sa sempre qual è la cosa giusta da fare e ha un ideale da perseguire, e i cazzoni moderni. Con personalità più eccentriche e molte meno sicurezze.
Poi, come tutte le cose che vengono realizzate, ci sono dei problemi. Perché soltanto ciò-che-non-è-fatto riesce a essere perfetto, nella sua splendida non-esistenza in quanto progetto, come direbbe Carmelo Bene.
(Citare Carmelo Bene in un pezzo su un film di super eroi, è abbastanza cool non trovi? Per penitenza farò due flessioni)
Che cosa non funziona nel film?
Paradossalmente, non funzionano le cose più semplici.
Il costume di Cap. Orrendo. Ha la testa infilata in uno stampo per torte in silicone.
Era meglio il costume de: Lo Spalatore di Mystery Men.
(Tra l’altro, Mystery Men è il miglior film di super eroi mai realizzato)
Mi dispiace, mi dispiace tantissimo dirlo, ma Scarlett Johansson, semplicemente non ha capito quello che doveva fare.
Quando è in scena con la sua pistolina, non c’è davvero patto di complicità che regga.
Samuel L. Jackson che fa Samuel L. Jackson. Davvero, dai, basta. Gli attori che recitano loro stessi pensavo fosse una prerogativa degli attori italiani.
Alla fine, The Avengers mi ha fatto fare pace con Joss Whedon, che non ho mai sopportato. Mi ha fatto scoprire quanto cazzo è bravo Mark Ruffalo, e ha fatto salire Cobie Smulders ai primi posti della mia top five delle signorine con cui uscirei volentieri a cena.
Oltre a intrattenere con notevole gusto l'undicenne che è in me.



18 commenti:

Mauro Padovani ha detto...

beh, avevo dei dubbi, ma dopo il tuo post, sabato lo vado a vedere....
Peccato per il costume di Cap...

melissa ha detto...

quello che hai detto ce lo avevo dentro ma non sarei mai riuscita ad esternarlo bene quanto te!
(Carmelo Bene, no, quello non lo avevo, ed è per questo che leggo te e non scrivo me)

erika ha detto...

l'ho visto ieri sera e in 3D, non apprezzo molto questa nuova tecnica ma in certe occasioni è valida, e tutto sommato nel film The Avengers funziona. Cap America non è tra i miei favoriti, in generale, e in effetti quel costume è bruttino! un pò "esagerata" la pettinatura di Loki ma alla fine è un buon cattivo! Adoro la tua recensione, sei sempre un grande!

Sthe ha detto...

Riguardo alle "super-divise" dei nostri beniamini, ci sarebbe sempre da dire! ^_^

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Da vedere, meglio se in 2D (si vedono più dettagli)!

Per me la Johannson funziona, invece: ha quei momenti di smarrimento e di puro terrore tipo "ma che ci faccio qui in mezzo a 'sti mostri?" che sono deliziosi.

E la sua piccola pistolina ci ricorda che è una "puny human" in mezzo ad un casino molto più grosso di lei. ^_^

Frank ha detto...

Di tanto in tanto te la prendi con cucucucultura quasi a arrivare alla "corazzata Potemkin ecc". Che ti ha fatto di male?

Anonimo ha detto...

...ecco si...le recensioni ai film io le vorrei sempre fatte così...

Massy ha detto...

quanto condivido tutto

ai ricercatori di cultura che si professano marvel fan direi di ricordare gli anni buoi dei primi film tv-movie americani di F4 e Capitan America e capire di cosa stiamo parlando.

Il 24 sera ero li al cinema dopo un'attesa lunga quasi vent'anni!!!


E del contro finale ne vogliamo parlare? E dei rumors che circolano su chi sarà il prosimo vendicatore (chge ho idea comparirà nel prossimo Ironman)?

Massy ha detto...

buoi sarebbe "anni bui"

a volte la fretta rende la mia tastiera dislessica

Fabio D'Auria ha detto...

Sono uno di quelli che sorride alle battute/gag buone, mentre durante Avengers un paio di volte ho riso a voce alta, e credo di non averlo fatto mai in 34 anni.

Adoro la Johansonn ma non è la Vedova, è come quando in Sentieri annunciavano che "per questa puntata la parte di Reeva sarà interpretata da Tom Berenger".

Whedon ci sa fare, coi dialoghi ci fa digerire anche il costume di Cap (deeo, lo stampo per torte :D)

Anonimo ha detto...

quoto in tutto e per tutto quello che scrivi (e se permetti ti linko su facciabook)
io da quasi cinquantenne aspetto questo film dal primo fumetto dei vendicatori letto...mmm mi sembra thor 15 della corno...(oppure 16??)...e sono uscito con le lacrime agli occhi....

aLeX ha detto...

condivido.. film che mi ha lasciato soddisfattissimo! sono uscito dal cinema sparando raggi dalla manie e sventolando martelli invisibili!

Filippo ha detto...

Mi sono divertito un sacco a vedere il film. Intrattenimento allo stato puro. E non capisco perché qualcuno lo considera una cosa negativa.

La citazione di Carmelo Bene mi ha ricordato un esame universitario di diversi anni fa... Passato, per carità, ma che palle!

Ma... la divisa di Hawkeye? Sarà mica bella?

:A: ha detto...

Esatto! High five, Diego!

Marco Pellitteri ha detto...

Condivido tutto quel che hai scritto!! Io il film l'ho voluto guardicchiare su internet ma sapendo già che comunque sarei andato a vederlo (e in versione originale) in lieta compagnia, cosa che farò in settimana, qui in Germania. E la penso proprio come te! Sul quarantenne e l'undicenne. Ma più sul versante dell'undicenne: nel senso che questo è un film assolutamente per bambini (i bambini di oggi) ed è riuscitissimo. Dovrebbe essere un buon traino per le vendite dei fumetti di supereroi, chissà; a patto che i fumetti di supereroi vengano scritti come il film, cioè con senso dell'umorismo. I fumetti di supereroi di oggi francamente sono lugubri, il più delle volte...

Anonimo ha detto...

Mi vergogno a dirlo ma quando li ho visti tutti in cerchio uniti spalla a spalla e pronti a tutto mi è quasi venuto da piangere... A parte il costume di Cap, a parte il cuore di Stark che ogni tanto si spegneva sotto la t-shirt dei Sabbath , la Vedova poco Nera e Hawkeye senza maschera, avrei voluto essere la con loro e gridare "Vendicatori Uniti!!!" Abboamo ancora bisogno di Eroi.

Panificio ha detto...

Voglio essere subito chiaro (…)

Santo cielo, quante mani avanti, scuse non richieste, sensi di rivalsa, rancori loffi… ma non riesci proprio a goderti il tuo filmetto in pace?

Diego Cajelli ha detto...

Uh! Sono stato bacchettato!
Non ci dormirò stanotte.