venerdì, aprile 13, 2012

Fumetti al telefono 9


 [The names were changed to protect the innocent]

- Ciao Diè, ho visto che hai scritto quella cosa…Rapydo!
- Eh, sì…
- Complimentissimi!
- Grazie
- La scrivi tutta tu?
- No. Ci sono diversi autori al lavoro, su diverse storyline…
- Ah, bene, bene, complimentissimi… Senti, volevo chiederti una cosa…
- Dimmi!
- Come hai fatto a proporre la serie a quelli del Notizione?
- Oh, beh… Non sono stato io. E’ un progetto che parte dall’interno, è stato Fulvio Lucani, voleva produrre un allegato a fumetti inedito.
- Chi?
- Fulvio Lucani!
- E chi è?
- Beh, insomma, sono anni e anni che Fulvio Lucani si occupa di fumetti. E’ un giornalista del Notizione e della Staffetta... Appassionato di fumetti, uno che ne sa...
- Non so chi sia, pazienza…
- Pensavi che avessi mandato una mail a Tonuccio De Borlotti?
- Chi?
- Lascia stare.
- Per cui questo Lucani ha chiamato te?
- No. Si è rivolto alla Bomba Press che si occupata di tutto il service editoriale.
- Ah, ecco. Ed è venuto fuori Rapydo.
- Già.
- Ecco, secondo me però l’idea è un po’ una cazzata, Rapydo…. A chi frega di fumetti sulla velocità oggigiorno?
- E’ un tuo parere.
- Non ti irrigidire, dai!
- Non mi irrigidisco.
- Seenti, volevo chiederti… Non è che mi daresti la mail di quellollà… Lì, coso… Lizzano!
- Lucani.
- Eh, lui. Così gli scrivo. Che ho un’idea veramente figa da proporre come allegato al Notizione e alla Staffetta!... Che Rapydo forse va bene per iniziare, ma poi... Poi bisogna fare le cose serie! E la mia è un'idea fighissima!
- Non ce l’ho la sua mail.
- Ti sei offeso?
- No... Se vuoi ti posso dare la mail di Gibbone, il boss della Bomba Press.
- Ce l'ho già. Gli scrivo, ma non mi risponde mai. Ho l’impressione di stargli sul cazzo a Gibbone.
- E chissà per quale motivo, mi chiedo…
- Allora come facciamo?
- Prova a scrivere a Tonuccio De Borlotti.

24 commenti:

illustrAutori ha detto...

ah, ah... Scommetto che te ne sono arrivate tante, su questo tono (e con i nomi giusti!) ;-)

E sì che Lucani scrive da anni articoli e rubriche sulla prestigiosa rivista di settore "Fatto di Cloro"...

Giorgio Salati ha detto...

Ahah Gibbone! Chissà se "Gibbone" è contento di essere chiamato tale!

Marco Rizzo ha detto...

Ahahahaha grande Gibbone! Anche il leggendario De Borlotti non scherza (non era quello che prima dirigeva La Stella 48 Ore?

Marco Pellitteri ha detto...

Troppo divertente!! E dire che Fulvio Lucani è un rispettato compaesano di Mattia Piripicchio!

Gua-sta Blog ha detto...

Certo che ti telefonano un sacco di coglioni....

CREPASCOLO ha detto...

De Borlotti sarebbe perfetto per quella fiction HBO che sto scrivendo. E' una rilettura di quel giorno fatidico a Dallas nel
'63. JFK è stanco. La schiena gli duole da WWII. Jackie lo infila in tanti di quei parties con donzelle che leggono solo Jane Austen ed al ragazzo piace il Dick Tracy di Chester Gould tanto che ha pianto quando il detective ha impiombato Flattop. Da bambino non voleva fare The Prez, ma l'intercalatore nei cartoons di Betty Boop.
Con la complicità di elementi dei servizi segreti inscena un attentato. Si fa una plastica che corregge il sorriso da castoro, ma non rinuncia al famoso ciuffo vulcanizzato. Cambia nome. Va a Hollywood. Trova lavoro come ghost writer per la MGM e risponde alla posta di Tom & Jerry insieme ad un giovane Jack Nicholson ( storico ndr ). I due diventano una coppia alla Fruttero e Lucentini. Scrivono le avventure di un archeologo che viaggia per il mondo cercando le prove che la storia del mondo sia diversa da quella che si racconta nelle storie. Tonuccio pensa di dargli il volto di suo fratello Bob, Jack propone James Franciscus. Doc Robinson non esce mai. Qualche anno dopo il concept sarà recuperato da un cartoonist italiano, ciuffo e tutto. Adoro il lieto fine.

S3Keno ha detto...

coglioni a parte, Diego... volevo farti una domanda SERIA: tu hai scelto Eracle per questa "modernizzazione" dell'eroe classico/mitologico come archetipo del supereroe contemporaneo (che poi suppongo non valga solo per Eracle, ma per tutto concept della collana)... quindi QUANTO ci può essere di simile o meno - quantomeno in termini di idea di base - a "L'eroe" di David Rubin, il cui protagonista è proprio Eracle?

Parlo di questo fumetto qui:
http://store.tunue.com/eroe-david-rubin.html

Diego Cajelli ha detto...

@S3keno
Domanda a trabocchetto?
^___^


Dunque. Partiamo dalle intenzioni, che nel raccontare le intenzioni sono una cosa importante.
A mio parere il lavoro di Rubin parte da una tesi, e la sua narrazione, intesa come segno e come "testo" l'intera struttura del volume si appoggia in modo molto forte sui metatesti.
E' postmoderno di partenza, ed è un racconto consapevole di essere al servizio dell'espressione di una tesi.
Il target è adulto, la sua esecuzione è formale, e si innesta alla perfezione nelle "pretese" e nelle "aspettative" dei lettori di graphic novel.
Ecco.
La mia intenzione invece, era di raccontare storie cazzute.
Il "mio" Eracle non è una tesi, è uno che arriva e risolve il problema.
E' un eroe classico. Anzi, è l'eroe classico per eccellenza. Lui fa. Saranno gli altri a riflettere sulle sue azioni e a filosofeggiare a riguardo.
Se posso fare un esempio...
Il "mio" Eracle è quello che viene raccontato nella mitolgia classica.
Così com'è. Sono i poemi su pagina pari.
L'Eracle di Rubin sono le note che integrano il testo. Quelle su pagina dispari.
Ne convieni?

S3Keno ha detto...

Perfetto.
E per la cronaca, NON era un trabocchetto... era solo una domanda :)

Ettore Gabrielli ha detto...

Adoro questa saga telefonica!

kingsimon ha detto...

perche' nella foto hai il cappellino di spirou?????

Anonimo ha detto...

scusa Diego
ma stavo guardando alvin
con la mia prole
ma tu sei uguale al manager cattivo
lo sapevi ?
ciao

Marco Pellitteri ha detto...

Attenzione, Diego, scusa. L'Eracle e gli eroi che raccontate voi sono quelli che la pedagogia adulta pretende di spacciare per i veri eroi classici, ripuliti delle loro passioni e caratteristiche umane contraddittorie o. Eracle era anche uno stupratore e saccheggiatore. Achille aveva (legittime, specie nell'antica Grecia) passioni omosessuali, così come altri. Agamennone sacrificò la figlia e rese pazza la moglie. Gli dèi stupravano con l'inganno o platealmente, divoravano i figli e si facevano poi da questi ammazzare, dopo che i figli stessi avevano sventrato il padre dall'interno per uscire dalle sue viscere. Eccetera. Quindi avete preso i miti classici nella loro versione edulcorata per le scuole medie e li avete pompati in senso supereroico (per testi e disegni) edulcorandoli ulteriormente, da quel che ho visto. Il che VA BENISSIMO, ci sta tutto, il mito per i più piccini dev'essere cognitivamente gestibile, reso appetibile, per rendere possibile poi la scoperta del mito originario (vedi i resoconti nel classico dei classici, "I miti greci" di Robert Graves). Quindi non credo che quello che dici su Eracle corrisponda alla verità di ciò che è scritto nei miti originari.

Diego Cajelli ha detto...

@Marco Pellitteri.
Sì, il tuo ragionamento mi è chiaro.
Comunque sia non è la prima volta che si prende la mitologia classica e la si "traduce" per un target per ragazzi.
Penso a "Storie della Storia del Mondo" di Laura Orvieto, o il librone Mondadori sulla Mitologia nella collana per ragazzi (anni 80, forse? Qualcuno se la ricorda quella collana?)
Io ho cercato di raccontare le cose in modo chiaro, attenuando "gli aggettivi".
L'unica cosa che ho omesso deliberatamente sono i vari Eromenos affiancati ad Eracle.
Si può spiegare a un ragazzino che cos'è un Eromenos, ma ci vuole lo spazio narrativo sufficiente. E a quel punto la storia sarebbe stata sugli Eromenos e non sulle fatiche di Eracle.

Anonimo ha detto...

Traduzione in italiano di questo post: "IO sono sul CORRIERE, gli altri rosicano".

Marco Pellitteri ha detto...

Certo, Diego, ho citato anche io il bel libro di Laura Orvieto (mi se che lo avevamo entrambi come libro di testo di Epica alle medie... a proposito del compito della Scuola come veicolo di unificazione culturale di una popolazione nazionale...) su FB e in un altro mio commento su Conversazionisulfumetto. Il mio parere è alquanto critico a livello di operazione generale, ma positivo, molto positivo, sul come tu e gli altri siate riusciti a fare un bel lavoro dentro ai paletti (me li posso immaginare, piantati nel culo) che vi sono stati imposti dall'alto.
Quando un autore è del tutto libero, alla fine produce "Age of Bronze", che è un capolavoro di documentazione, disegno, tematiche, fedeltà storica ecc., anche se filtrato, forse troppo, dalle priorità dell'agenda emotiva dell'autore (che è omosessuale e a tratti sottolinea forse con troppa insistenza la dimensione affettiva fra alcuni personaggi invece che il quadro storico-mitologico più avventuroso, ma va bene così, in fondo).
Quando invece si deve fare qualcosa per ragazzi, la materia è sempre molto delicata visto il target, e non si può piacere a tutti. Personalmente vi auguro molto successo di vendite e popolarità e abbasso i rosiconi :-)

Luigi Siviero ha detto...

Che culo, voi che avete fatto Epica alle medie. Io ho letto a mala pena Iliade e Odissea.

Diego Cajelli ha detto...

@Luigi
Alle medie, tra l'altro, ho "incontrato" un testo per me fondamentale: "Comunicazione di massa" di Lastrego/Testa. Copertina: I Fantastici 4. Dentro, oltre a parti didattiche sulla pubblicità, il cinema, la fotografia, etc... Un capitolo eccezionale dedicato al fumetto.
Per me è stato un punto di svolta.
Ho tenuto quel libro, e lo leggo ancora ogni tanto.

Diego Cajelli ha detto...

questo!
http://img.class.posot.it/it_it/2012/02/14/Lastrego-e-Testa-Comunicazione-di-massa-20120214060234.jpg

Matteo Casali ha detto...

Fantastica questa telefonata.
Domani ti chiamerà anche Mattia Casolari, che mi dicono essere tuo collega su Rapydo, che pare voglia farsi due risate.
@Marco: sinceramente non capisco le tue (ma molti altri le hanno espresso in modo meno chiaro e onesto) alla "operazione in generale", perché resto convinto che i bilanci vadano fatti alla fine di un'operazione --se no il D-Day col cacchio che l'avrebbero fatto.
Sulla versione "edulcorata" siamo tutti d'accordo che è motivata dal target di riferimento. Non l'ha (forse) detto nessuno, ma il Corriere ha fatto le cose seriamente, con tanto di focus group per testare i gusti, le preferenze e le potenzialità della serie.
Age of Bronze sarà pure un capolavoro (non ne ho mai letto abbastanza, ma conosco persone che lo adorano) ma NON È un fumetto per ragazzi. È una serie molto caratterizzata e autoriale, quasi una graphic novel a puntate, se mi passate l'espressione, ma di sicuro non è l'esempio corretto da mettere sul piatto. In comune con Rapydo ha solo sandali, sabbia e spade.

Marco Pellitteri ha detto...

Matteo: sì, non volevo dire che "Age of Bronze" sia un fumetto per ragazzi! Ma be', comunque, vediamo di capire cosa significa ragazzi, prima. I ragazzi, se vogliamo distinguerli dai bambini, sono nella fascia 13-17 o al limite 14-17 o anche 14-18. I bambini sono quelli di età scolare (cioè che sanno leggere): 6-12. Questo perché se non sai leggere, non sei un target possibile di un prodotto in cui c'è da leggere.
"Age of Bronze" non è per bambini, ma può essere indirizzato ai ragazzi, dopo apposita contestualizzazione, e chiaramente questo dipende dalla pedagogia di una cultura nazionale e dall'avanzamento di quella civiltà circa determinati temi, come l'omosessualità (ma anche la rappresentazione della violenza, del sesso ecc.). Forse in paesi come l'Olanda o la Finlandia o Svezia sarebbe più ammissibile che non in Italia.
Ma ad ogni modo non volevo dire di sostituire "Age of Bronze" a "Storie della storia del mondo" :-)
La mia critica è una sensazione, intendiamoci. E non è rivolta agli autori, come hai visto. È la sensazione che, al di là dei focus group e le ricerche di mercato (o forse proprio per questo? Ma che, Tex e Death Note hanno successo perché ci hanno fatto prima delle ricerche di mercato?), manchi a questo progetto un'idea culturale solida e profonda, in linea con l'intento dichiarato con cui si presenta. Cioè l'eroe della mitologia non lo puoi prendere solo a mo' di supereroe, secondo me. Ne devi mostrare i lati oscuri e contraddittori, peraltro proprio come avviene con i supereroi di oggi, che sono letti anche dai ragazzini e non solo dai nerd con i capelli bianchi. Sennò diventa un po' come "Storie illustrate dalla Bibbia" di Max Gaines. (Max, il papà, non il grande Bill).
È anche possibilissimo che sbagli io e alla grande: forse proprio questa disinvoltura è/sarà la chiave del successo dell'operazione, una riscrittura sciolta, in cui si prendono gli aspetti più in linea con determinate idee o con uno spirito del tempo attuale, un po' come nessuno gridò allo scandalo quando uscì un film geniale e ruspante come il "mitico" (appunto!) "Scontro di titani". Di afferente al mito classico nelle sue trascrizioni più fedeli c'era poco, ma il potpourri era fantastico.
Mi auguro che l'effetto, oggi, di Mytico!, sia analogo!

Skull ha detto...

Però "Scontro di Titani" e i suoi colleghi coevi degli anni 80 (i vari "Ercole", ecc.) sono considerati quasi universalmente delle trashate pazzesche, e i suoi epigoni moderni non ci vanno molto distante...

Io nel mio piccolo mi chiedevo soprattutto una cosa: sicuramente sapete che il punto di riferimento mitologico dei ragazzini di oggi è la saga videoludica (tutt'altro che edulcorata) di God of War... come si sposa una suggestione ormai abbastanza indivisibile da una copiosa dose di violenza con un approccio "light" tipicamente supereroistico?

S3Keno ha detto...

Peccato, ne poteva venire fuori una bella discussione. Ma dopo un commento come quello dell'anonimo in cui dice "Traduzione in italiano di questo post: "IO sono sul CORRIERE, gli altri rosicano"... beh, il livello da scuola elementare (che è poi quello abituale nel diffuso infantilismo del settore, che sembra non conoscere altro termine di paragone che non sia il rosicamento fine a se stesso) personalmente blocca qualsiasi altra argomentazione al riguardo. Amen.

Anonimo ha detto...

He-man