giovedì, marzo 01, 2012

I fumetti, prima di fare fumetti.


Leggo fumetti da sempre. Tipo da quando non sapevo ancora leggere. Poi mi sono alfabetizzato e il mio consumo di fumetti è aumentato a livello esponenziale. Cosa leggevo? Di tutto. Li leggo anche oggi che fareifumetti è diventato il mio lavoro. Mi piacciono ancora da matti e mi tengo sempre aggiornato su che cosa esce e su chi li fa.
(Per questo motivo non diventerò mai un Grande Autore Di Fumetti, ma questa è una polemica che mi tengo per dopo.)
Dei fumetti che leggevo prima di fareifumetti conservo ancora le mie memorie da lettore. Le sensazioni della "prima lettura" sono stampate nel mio imprinting e ci rimarranno credo per sempre.
Zagor che cade nel canyon dei serpenti e viene morso un casino di volte, poi finisce l’albo. Così. Sul colpo di scena. E devi aspettare il numero successivo. Una vera botta. Le linee Nazca si illuminano e poi arrivano le astronavi. Iron Man che quelli dell'A.I.M. gli incasinano l’armatura e lui poi spara alla schiena al governatore. Due veri tamarri, i fratelli toro, che escono da un treno deragliato e poi si menano con Devil. Due killer che ammazzano un tizio ad Acapulco. Lui cerca di scappare, si attacca a un parapendio trainato da un motoscafo, ma lo uccidono lo stesso. (E’ il prologo più bello del mondo, quello di “Il Teschio di Cristallo” di Martin Mystère)
Quella gran gnocca di Eva Kant, che era sul podio assieme a Gwen Stacy delle mie bionde preferite.
Sì, leggevo Diabolik per vedere Eva Kant, credo per colpa dei miei ormoni al galoppo.
E poi Indiana Jones, che tutte le volte ci rimanevo ore a guardare le copertine di Enea Riboldi. (Lo traduceva Boselli, ma tu pensa alle volte...)
Linus che degli articoli non ci capivo ggnente, Frigidaire, che ci capivo ancor meno, Totem Magazine che c’erano le donnine.
E poi, ovviamente Dylan Dog.
1986. Non ci stavo più dentro. Finalmente beccavo un nuovo fumetto dal numero uno. Potevo iniziare dall’inzio inizio inizio.
Avevo cominciato a leggere e collezionare con rigore Martin Mystère. Ma ero partito dallo speciale N°1, poi avevo preso l’albo regolare in edicola, poi tutti gli altri a ritroso, comprandoli usati alle bancarelle. Iniziare da uno, nuovo da edicola era tutta un’altra cosa.
Infatti con Dylan Dog succede qualcosa. Succede che da semplice lettore decido di diventare appassionato.
Che cosa fanno gli appassionati?
Scrivono alla redazione. Già. Sì. Sissì.
Ci ho messo un po’ a decidere che cosa scrivere, poi nella mia cameretta da sbarbato mi sono messo lì e ho messo insieme la mia letterina.
Dopo un po’ mi arriva a casa la risposta della redazione di Dylan Dog. La conservo ancora.
(Invece, non so se in redazione c’è l'archivio con le letterine dei lettori. Spero non ci sia, perchè se mi tirano fuori quella mia lettera di un milione di anni fa mi vengono i lucciconi tipo donniciola)
Non solo, nella missiva di risposta mi anticipano che verrò citato sul prossimo Dylan Dog. Il numero 19, aprile 1988. Questo albo qui:


Ma il destino è beffardo. Non posso tirarmela da matti, non posso bullarmene con gli amichetti perchè il mio “esordio” in Bonelli è segnato da un dramma. Il mio cognome è scritto sbagliato.
La "I" normale al posto della "J"? No, non sarebbe abbastanza beffardo.
Capelli invece che Cajelli?
Ma va. Più beffardo:


Cajella.
Che, tra l'altro ha un suono sinistro. Un richiamo alla sfiga, alla malasorte, a tutte quelle faccende di gatti neri e scale sotto le quali non passare.
Però fa niente. Ero felice lo stesso. Citato su: “Memorie dall’invisibile”, che diventa subito la mia storia preferita, e non soltanto mia.
Quel Ca-Jella è stato un talismano omeopatico. Un portafortuna valido per il futuro. Due anni dopo mi sono iscritto alla Scuola del Fumetto. Sai com'è, avevo deciso di fare il passo successivo. Da appassionato di fumetti ad aspirante fumettista.
Era l'anno scolastico 1990/1991.
Porca bestia come passa il tempo.

15 commenti:

Marco Frosali ha detto...

Minghia, a parte che io son stato citato sul n° 20 della prima ristampa, la storia di "conosci e ama il fumetto" è quasi la stessa!

PS: sono un robot ma riuscirò a camuffarmi.

PS: E se Iron Man scrive le parole ondeggianti qui sotto con indosso l'armatura?

Dona ha detto...

memorie dall'invisibile era quello con bree daniels? cmq era un fumetto bellissimo uno dei primi che ho letto. c'ho i lucciconi anch'io :)

geranto70 ha detto...

GRAZIE DI QUESTO TUO RESOCONTO IO SONO DEL 70 E MI RIVEDO IN TUTTO QUELLO CHE HAI DETTO

Massy ha detto...

mi ci vedo anch'io classe 74
fatto gli stessi step tranne l'ultimo perchè "ho perso il treno"

però rimanere qui dalla barricata è bello uguale :D

Anonimo ha detto...

zagor in odissea americana e fu amore a prima vista (di copertina) e i primi 100 originali di D.Dog e il resto della conbriccola bonelliana (comperati 1 a 1 mese per mese) sono tutti su in soffitta in attesa ke i nipoti li scoprano
...minkiahhh però se vola il tempo...
CAZZO VOGLIO INDIETRO I MIEI 15 ANNI!...e pure la voglia di leggere fumetti perkè purtroppo se n'è volata via anke quella...

MicGin ha detto...

con tutte le volte che ho letto e riletto quell'albo di dylan non mi ero accorto di quel diego cajella... però mi ricordo tipo il '95 quando mi ti ci sei presentato alla prima Cartoomics con un librettito rosso autoprodotto... che era... ^___^

cristiano valli ha detto...

ahahahah, troppo che mi ci rivedo. e la mia prima citazione è su un martin mister, 'cristiano valla'. dici che i fumettari ci hanno le zampe di gallina o in bonelli ci avevano la segretaria di redazione sguercia?

Massimo ha detto...

E' un bellissimo ricordo, grazie di averlo condiviso con noi.
Non ho mai capito perchè non scrivi Martin Mystére: la passione per i misteri e le cospirazioni, il ritmo, la documentazione a strafottere... secondo me per scrivere MM ci sei nato. E potresti anche far fare delle comparsate ai tuoi personaggi (De Falco, Lorusso, i tipi di Pulp Stories) come fece Castelli per gli Aristocratici.
va bene, ho deciso: lancio la petizione "CAJELLI SU MARTIN MYSTERE!" :-)

MicGin ha detto...

diego, se vuole, può scrivere qualunque cosa

Italo Vaniglia ha detto...

Si può dire, a quasi trent'anni di distanza? Memorie d'infanzia a parte, Dylan Dog è sempre stato un gran cagata…

Randolph Carter ha detto...

Voi ditemi se Bogart non sembra Sallustri coi capelli...

Franco Cioccolata ha detto...

L'esatto contrario Italo Vaniglia. E' ora che è una cagata, prima non lo era.

Simone ha detto...

mi ci rivedo pure io, lettera a parte... Cajella potrebbe essere il protagonista di un romanzo pulp! Posso usarlo? Mi dai una delibera? :D

Anonimo ha detto...

se è per questo Dylan Dog oltre a essere brutto è sempre stato un "ruba-ruba"...

KK

disma ha detto...

lol stesso destino (più o meno) di mml di cui ricordo un paio di lettere all'editoriale Corno... io scrissi solo a Uan di bim bum bam, ma il bastardo (che mica era di razza) non mi citò... che bello l'incontro con l'edicola negli anni '80! il mio primo pusher di fumetti fu l'edicolante della stazione di bande nere linea rossa