mercoledì, febbraio 29, 2012

Glade Discreet e l'amica in visita.


Nella mia tele c'è questa storia qui: Una biondina ha comprato una casa nuova. Allora invita la sua amica mora per gioire assieme della neo felicità immobiliare.
La biondina, si vede, è una che ci tiene da matti a certe cose. Infatti casa sua non l'ha mica arredata da Katia Arredamenti e non ha chiamato l'impresa Cuccurullo per fare i lavori di ristrutturazione. (Con tutto il rispetto per le imprese Cuccurullo, sia chiaro) La tipa ha preteso lo stesso architetto della Base Lunare Alpha. L'architettissimo ha trasformato l'appartamento della bionda nel tempio della figaggine minimal. Nella camera da letto c'è il comandante Koenig che la aspetta in mutande, ma per ora non importa.
Tu entri in casa della bionda e rimani abbagliato dal candore delle pareti, e da quel gusto minimale glaciale.
La bruna lo sa che la sua amica ci tiene da matti a queste cose qui.


La bruna di lavoro fa la manutenzione nelle celle frigorifere, si sente a suo agio nel gelo e nei vasti spazi minimali.
Fa un sacco di complimenti alla bionda, mentre dall'ingresso modello "SPA di Soho" passano al salotto. Prima che la tipa comprasse quella casa, il salotto era occupato da una fabbrica di materassi.
Ci lavoravano in totale otto operai, tutti assunti in regola. Poi il proprietario si è rovinato con una scriteriata scommessa a Burraco. La bionda ha comprato tutto. Qualcuno dice con l'intermediazione di Paola Marella, ma non si sa con certezza. Bisognerebbe chiedere alla Finanza.


Fatto sta che adesso c'è questo salotto di centodieci metri quadrati, occupati da una libreria didddessaìn, delle poltroncine didddessaìn, un divano in pelle di Unicorno, un tavolino per giocare con gli scacchi vulcaniani e una pianta transgenica. Sullo sfondo, c’è la scala che conduce da Koenig in mutande. L’ampia finestra invece, si affaccia sulla felicità.
La bionda, è una che ci tiene. Ormai l’hanno capito anche i sassi.


Le regole del bon ton impongono, quando si va a trovare un’amica nella casa nuova, di portare un regalino.
La bruna, esibendosi in una perfetta imitazione di Beavis (ma senza Butt-Head) apre la borsa.
Che cosa tirerà mai fuori?
Quale sarà il misterioso regalo per la biondina che ci tiene?
E’ un vero cliffhanger. Rimango con il fiato sospeso per una manciata di secondi. Spero che estragga una scultura didddessaìn che stia benissimo nel salotto didddessaìn.
Pronti.
Ecco.
Arriva il regalo!


Un deodorante per ambienti.
Per cui, ergo, il salotto sarà anche di centodieci metri quadri, ma puzza di broccoli e calzini umidi.
Il deodorante non funziona da solo, non è mica uno di quelli dozzinali. E' un deodorante didddessaìn che per funzionare ha bisogno di elettricità.
Perchè consumare corrente è di moda.


Meno male che l’architetto di Spazio 1999 ha predisposto una comoda presa.
Dove?
Proprio sotto il televisore. E dove sennò? Ti pare?
Tra l'altro, l'illiuminato architetto ha disposto affinchè il deodorante, la presa, la parete e il televisore assumessero una prospettiva impossibile. In omaggio a Esher.


A questo punto la bionda, che è una che ci tiene, che cosa fa?
Stende a terra un telone di plastica, prende una motosega e fa a pezzi la sua amica?
Ovviamente no.
In questa storia la bionda annusa il profumo nell’aere e simula l’orgasmo.
Koenig, dal piano di sopra, si lascia scappare un:
- Lo sapevo, mi hai sempre mentito!


Con uno zoom all’indietro, vediamo che l’architettissimo Ivo Shandor ha dato istruzioni molto precise in merito al posizionamento delle prese elettriche.
Vanno messe tutte ad un metro da terra. Possibilmente nel punto più visibile. Così non devi chinarti per usufruirne e se hai mal di schiena è la soluzione ideale.
Chi non metterebbe una bella presa sotto al televisore al plasmon, in mezzo alle palle, nel centro esatto di una parete di una casa didddessaìn?


La bruna, soddisfatta, fa notare alla sua amica che grazie a Glèd Discrìt gli amanti del dessaìn non puzzeranno più come dei caimani sguaiati che si arrotano nella monnezza.
Fa anche una serie di battute da caserma, che qui ometto, ma che la bionda apprezza moltissimo.


E insieme, ebbre dei dolci profumi emanati dal deodorante più figo dell'universo, grazie alla presa che altrimenti sarebbe soltanto una presa elettrica senza senso e in mezzo alle palle, le due passano il resto del pomeriggio a chiacchierare.
Nel salotto, se gridi, senti l'eco. Questo andava detto.
Così come va detto che se ci fosse una papera non si sentirebbe l'eco del suo quack, dato che il simpatico palmipede è immune agli affetti di rifrazione sonora.
Sicuramente i creativi di questo spot erano a conoscenza di questo particolare, infatti non hanno messo nemmeno una papera. Peccato.

16 commenti:

Tommaso ha detto...

Ahahah.

Peccato non sia la rubrica sull'attimo prima dei porno, questo film sarei andato subito a cercarlo.

Gaunt Noir ha detto...

AHAHAHAH!!! Che meraviglia questi momenti di analisi! Chissà in fase di "brainstorming" che film si erano fatti i pubblicitari!
Qualcuno l'avrà pensato "Oh, ma è una stronzata piazzare una presa lì.. che faccio.. lo dico?" ma penso si sia arreso e sia tornato a pasticciare col Blackberry.

kingsimon ha detto...

ti voglio bene

Angelica ha detto...

Che poi, tutto 'sto sforzo di cellule grigie per chiamarlo "Discreet" e lo vanno a piazzare in bella vista sotto al televisore.
Sempre meglio delle pubblicità degli assorbenti intimi, comunque.

Gua-sta Blog ha detto...

Fino a un certo punto credevo anch'io che fosse la descrizione dell'attimo prima... però in effetti l'arredamento non era quello di quei film lì. In ogni caso le pubblicità di questi deodoranti elettrici sono una più orrenda dell'altra. Cosa vogliamo dire di quella dove c'è il marito idiota che passa avanti e indietro per farlo scattare? E la forma? Dobbiamo tutti avere dei sassi grigi perchè abbia un senso?

uomoragno ha detto...

Grazie, spettacolo!
Mittico Diego

Mattia Bulgarelli (K. Duval) ha detto...

Sono l'unico (due con mia moglie) a vederci, in tutto questo candore da seicentomilaeuroanchesèunpofuoribudgetcitenevoafartelovedere, in questa "discrezione tra amiche", un sottotesto omoerotico spesso come uno zerbino?

leo ha detto...

...e ci fosse un libro vero, in tutto quel design.
(papere niente, oche due)

S3Keno ha detto...

i tuoi post come questo sono sempre una figata, Dieguito ;)

davide ha detto...

ahaha!
Cmq di solito i pubblicitari quando gli dici "ma che cazzo è sta mmerda?" ti rispondono "è colpa del cliente".
Come se tu scrivessi un fumetto o un libro e quando ti chiedono "ma che è sta mmerda?" dicessi "è colpa del mio editore".

Massimo ha detto...

Vorrei commentassi la peggior catwegoria di spot in assoluto: i profumi.
Che va bene che devi vendere un odore e non dev'essere facilissimo, ma gli spot sono davvero delle cose assurde.

carlo ha detto...

Chi vi parla (pardon, chi vi scrive) lavora da 14 anni in una grande ed (ex) gloriosa agenzia pubblicità americana. Purtroppo devo accodarmi a quelli che dicono 'è colpa del cliente', perché vi giuro sul mio gatto che è esattamente così. Semplicemente, ma proprio semplicemente, dopo trent'anni passati a farsi spellare come polli, adesso hanno il cosiddetto 'coltello dalla parte del manico'. Là fuori ci sono migliaia di direttori marketing laureati alla Bocconi che da ragazzi avrebbero voluto fare i creativi ma non ne avevano le qualità. Ora gestiscono (a culo) budget consistenti e si divertono -loro- a fare i pubblicitari. A spesa, chiaramente, dei brand che affossano, dando la colpa alle agenzie di pubblicità.
Personalmente, tutte (ma proprio tutte) le volte che ho provato ad alzare la testa o la voce mi hanno sempre detto:"Non ti impuntare su queste cazzate, vuoi perdere il cliente? Alla fine paga, no? E allora esegui, cazzo." Se un giorno (ma dico 'se') i direttori marketing torneranno a fare i direttori marketing e i creativi i creativi... forse le cose torneranno al loro posto. Ma, francamente, la vedo dura. E' più facile che geli l'Inferno. Detto questo, lo spot del profumo per gli ambienti è ridicolo. Una MERDA COLOSSALE come il 98% della pubblicità (TV, stampa e digital) che abbiamo ora in Italia. Merda che io, personalmente, continuo quotidianamente a maneggiare e a spalmare sui vostri televisori per potermi pagare il mutuo.
Vi assicuro che i cassetti di qualsiasi creativo in Italia sono pieni zeppi di idee interessanti che nessun cliente vuol mai prendere in considerazione. E quando dico 'mai' mi dovete credere.
Cajelli Sindaco.

davide ha detto...

Visto? Che vi avevo detto?

Diego Cajelli ha detto...

@Carlo
Beh, a livelli diversi e con intensità diverse quel problema è un problema di tutti i lavori creativi.
Il fatto che qualcuno non lo capisca non significa che non sia un creativo, significa soltanto che non sta ancora lavorando.
Costa Principe!

Anonimo ha detto...

Nell'ultimo fotogramma che hai postato si vede benissimo che le due tizie stanno per abbandonarsi alla massima libidine per la quale un salotto viene concepito: togliersi le scarpe. Il deodorante serve a quello. è un preciso messaggio: "lo sappiamo che, mentre stai guardando questo spot, sei senza scarpe. Noi ti stiamo offrendo l'opportunità per risolvere alcuni dei tuoi problemi".

Giorgio Salati ha detto...

"broccoli e calzini umidi". Ahah!

"SPA di Soho"? Sai com'è fatta una SPA di Soho? Che razza di posti frequenti?