martedì, febbraio 28, 2012

Fammi accendere, Custer!


Tra i personaggi dei fumetti con il vizio del fumo, si sa, quello con l’accendino più figo è Jesse Custer. Il Predicatore si accende le mabbòro con lo Zippo del suo babbo. Un pezzo storico, che suo padre aveva nella tasca delle mimentica durante la guerra del Viet Nam.
Nello specifico, è questo Zippo qui:
In Preacher quell’accendino è diventato parte integrante della trama generale, con tanto di rimandi e riferimenti.
Al di là delle questioni ideologiche, è un elemento fottutamente caratterizzante, direbbe Ennis.
Un accendino che diventa storia, che accende non solo delle sigarette, ma anche dei passaggi di trama, delle parentesi sul passato. Un oggetto che si colloca all'interno di un preciso sistema narrativo, con un bel perchè e un gran percome.
Garth Ennis, da buon irlandese, in Peacher ha preso tutta la mitologia americana l’ha masticata, rieloborata, condensata e sparata nelle tavole.
(Secondo me era anche arrivato alle stesse conclusioni di Dan Brown un bel po' prima, e in modo più divertente.)
Il mito a stellestrisce, ripreso da uno che non è a stellestrisce, risulta per forza di cose amplificato. esagerato. In Preacher c'è più o meno tutto, compresa una dose molto abbondante di western e di frontiera.
E io, da scrittore fissato con la documentazione, mi chiedevo: Ma davvero in Viet Nam i soldati personalizzavano i loro Zippo?
La risposta è sì.


Ecco. Forse, nello specifico quello di Custer se lo è inventato Ennis, ma ne ho trovati altri che secondo me avrebbero mille storie da raccontare.





5 commenti:

Gaunt Noir ha detto...

Ma quante di quelle volte me lo chiesi ai tempi! "Ma come gli è venuto in mente a Ennis di scrivere su un accendino?" e mai che avessi provato su google la combo zippo + vietnam!
E' stato veramente bello scoprire ora questa cosa! E quasi quasi mi rileggo tutto Preacher, che sono passati un bel po' di anni dall'ultima volta (o da quando cercavo i Vertigo presenta per quella storia singola di Cassidy "Blood and Whiskey")!

Locomotiva ha detto...

Ciuspi, lo zippo inciso in Vietnam era una istituzione.

Mi ricordo, ai tempi in cui collezionavo militaria, le discussioni talmudiche sui 'veri' ed i 'falsi' complice il fatto che la Zippo ha prodotto lo stesso identico modello senza cambiare una virgola per tot anni.

Quindi non si applicava il principio del 'cambia la forma del rivetto' o 'la saldatura davanti/dietro' che dirime il Vero dal Falso per la maggior parte delle copie.

Per questo, uno zippo originale Vietnam costa uno sparo di soldi - e non sai cosa ti arriva.
Ed è fiorita addirittura l'industria del 'nonno': ovvero, zippo a millemila dollari perché correlato da piastrine, foto del nonno, tre medaglie e 'la scatolina dei ricordi' con tre distintivi che ne dimostrano l'autenticità.
Falsificavano anche le collezioni di cianfrusaglie...

Tommaso ha detto...

Che caso, proprio in questo periodo sono in fissa con i film sul Vietnam. Mi sto riguardando quelli che tanto mi avevano impressionato da ragazzino e vedendo anche quelli mai visti... in effetti son film dove fumano parecchio, ma non ho fatto caso se usano o no gli zippo.

Anonimo ha detto...

Anche in "The Green Woman" di Straub e Bolton il serial killer ha proprio questo zippo qua

http://revok1.com/wp-content/uploads/2011/09/vietnam-zippo-lighter.jpg

E io che pensavo che la frase se la fosse inventata...

Giorgio Salati ha detto...

Cavoli, veramente interessante!