martedì, gennaio 24, 2012

I' só' carne 'e maciello, só' emigrante!



Ebbene sì, inutile nascondersi dietro una baguette, sono attraversato da un colossale rosicamento senza eguali.
Ma proprio che rosico un sacco. Lo ammetto. Sincerità.
In più, dato che questo mio rosicamento gargantuesco coinvolge persone che conosco e a cui voglio bene, non mi viene neanche da essere cattivo. Rosico col sorriso. Si potrà? Boh. Io intanto lo faccio, poi vediamo.
Cinque bloggerzzz italiani sono stato invitati dall' Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese al festival di Angoulême: Roberto, Ottokin, Matteo Stefanelli, Andrea Longhi e Daniele Bonomo.
Penso che ci andranno con un Jet privato e laggiù gireranno in limousine.
Se vuoi leggere la cronaca dell’Angoulême dei fighi, vai sui loro blog oppure via Twitter con questo hashtag: #fumettoAngouleme.
Poi.
Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno pubblicato per Ankama il loro volume: “Peppino Impastato”. Sono ospiti ufficiali della casa editrice e gli hanno organizzato un tour europeo che dura di più dell’ultima tournée degli Scorpions.
Io e Mutti abbiamo pubblicato Ghost per la stessa casa editrice, anzi per la stessa collana, e non figuriamo neanche tra gli addetti dell’impresa di pulizie del festival.
Ho riflettuto a lungo. Mi sono concesso un piano sequenza di dodici minuti.
Ci vado? Non ci vado? Allora non vado. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Diego vieni di là con noi, dai! C’è Art Spiegelman che mangia la raclette!" ed io: "Andate, andate, vi raggiungo dopo".
Ho riflettuto a lungo. Ho rotto il porcellino per pagarmi di tasca mia un posto economico su un volo cargo della DHL che porterà me, Gianfelice e Mutti a Parigi. Sediamo dietro, legati tra i pacchi.
Poi da laggiù prenderemo un pulmino di immigrati messicani che attraversa di straforo la frontiera del Cognac, lasciandoci sul ciglio della strada.
Arrivati ad Angoulême, ho un posto letto da una signora che arrotonda la misera pensione ospitando turisti. Se non ci vado, non potranno comprare la legna per l’inverno.
Ho delle responsabilità. Devo andarci.
E poi, non posso perdermi l’emozione di entrare al festival, con il pass auteur che mi sono stampato da solo con la mia stampantina, cercare lo stand di Ankama e controllare, con occhi da cucciolo, rimanendo un po’ di sguincio per non farmi notare, se il mio volume è lì da qualche parte, in un angolino del bancone. Mentre, dall’altro lato del tavolo, Marco e Elio con le loro luccicanti armature da Pupi, saranno circondati da procaci ragazze francesi.
Devo proprio andare. Devo.
Per cui. Se vuoi leggere la cronaca dell’Angoulême degli sfigati, da Giovedì rimani sintonizzato su queste pagine.

6 commenti:

Francesco Mortarino ha detto...

Dai sei in buona compania, anch' io partecipo all' Angouleme degli sfigati, anzi peggio, degli sfigatissimi, mi devo pagare l' ingresso!
Solidarietà a pacchi!
Fra.

uomoragno ha detto...

Azz, avevo appena letto il post di Rrobe e pensavo proprio di trovarti tra i nomi dei bloggers...
Ma si sa che i cugini di oltralpe sono un pò così...

Mario buffardo ha detto...

Secondo me, meglio andarci come autore che come blogger :)

il.giack ha detto...

Ti seguirò fedelmente, sarai la voce Libera. Adesso però la maglia di Materazzi è un obbligo.

Capitan Lkl ha detto...

Non è molto pertinente ma, da estimatore delle mariomerolate, volevo far notare la scena a 3:50.
L'apice dell'apoteosi della tristezza mondiale. L'umanità intera non è mai stata tanto triste e abbattuta come in quei fotogrammi.

Anonimo ha detto...

dai maestro, lo sai che dovresti fare solo il fumetto impegnato e non impegnarti nel fumetto! Mica peri e fichi!

isa