sabato, dicembre 31, 2011

X Factor 5, la semifinale!


La puntata inizia con tanta tensione e una pioggia di laser. Un coro epico in sottofondo, schiavi che alzano Moai, inquietudine, dramma e pubblico in delirio, Alekat arriva e da inizio allo show
introducendo i giudici.
La Ventura, con le sise di fuori e tutte e tre le sue cantanti. Elio tenace con i suoi Moderni. Morgan solo soletto. Arisa con in testa un comignolo e Antonella al suo fianco.
Partono in cinque, arriveranno in tre. Due manche, due eliminazioni.
Il primo giro, atteso da grandi e piccini, è quello con gli inediti.
Inizia Nicole. Data la prossima probabile fine del mondo, l’hanno vestita con tutto l’oro perduto dei Maya, in segno di buon auspicio.
Il suo inedito si intitola: “Sarà Possibile”.
Il pezzo è la sigla alternativa dei Pokemon, affiancata ad un testo in cui i luoghi comuni si accoppiano selvaggiamente procreando coccolosi cucciolotti di banalità. Le parole sono state scritte usando un generatore automatico di retorica e rime baciate. La strofa: “Un volo tra le nuvole, verso un posto irraggiungibile, se vuoi sarà possibile sentire il battito del cuore” viene adottata dalla CIA come mezzo coercitivo per far parlare i prigionieri al posto del waterboarding.
Amnesty comunque non approva.
Ai giudici piace abbastanza, con dei complicati giri di parole cercano di dire in altri termini che il pezzo stimola la naturale regolarità.
Arriva Antonella, con il suo singolo: “Cuore Scoppiato”, di Luca Marino, autore molto pompato da Arisa.
Antonella canta bardata in una giacca tipo millefoglie. Il pezzo è un elettropop a metà tra i Subsonica e dei rimasugli dei Depeche Mode. Tonalità calanti e ritmo vocale piuttosto fastidioso. Soprattutto nella parte in cui dice “scoppiato”. Non è un pezzo facile, devo risentirlo almeno un paio di volte e autoconvincermi con un training autogeno che mi piace.
Non ci si fa mancare niente e c’è anche l’elenco della spesa in stile Jovanotti: “ Tutti i pezzi del mio cuore Scoppiato, Saltato, Incendiato, Incustodito, Violentato, Rubato, Arrabbiato, Alienato”
Secondo me ci stavano bene anche: Patato, Buccellato, Zippato e Teletrasportato. Davano al pezzo un sentore vegetale, dolce, compresso e fantascientifico.
Ai giudici, questa sera in overdose di zuccherino buonismo, piace un sacchissimo.
E’ il turno di Jessica. Ok, ci siamo. Sostengo dall’inizio che per il mini-me della Bertè tutto sarà deciso dalla qualità del testo che le faranno cantare. Mi dicono che il suo pezzo lo ha scritto Grignani apposta per lei.
Allora siamo a cavallo.
Un cavallo bendato, con delle miccette sotto la coda, gli zoccoli infilati nei rollerblade, lanciato al galoppo giù da un dirupo. E si cavalca pure all’indiana.
Lei ci mette tutto quello che ci può mettere, ma il risultato è molto rumore per nulla. E’ un lottatore di wrestling che affronta un puzzle di Winnie The Pooh. Con tutto il rispetto per il simpatico orsetto.
Intensità e dramma da canzone autoriale per un testo che fa: “ Poi nel traffico in città e a casa nell’oscurità ci facciamo un livido sul cuore.”
A Grignà, la mia maestra delle elementari i lividi te li farebbe in faccia.
Infatti i giudici nicchiano, tranne Arisa a cui piace e la Ventura che frigge l’arietta.
Per ora siamo ai minimi sindacali della canzonetta dell’italietta. Tre pezzi sull’ammore, ci mancano la mamma, il calcio, il mare e ancora la mamma.
Dopo una clip su Morgan senza artisti, ma con una missione da compiere, salgono sul palco I Moderni, con un pezzo scritto per loro dai 2 Fingers: “Non ci penso”.
Improvvisamente vengo colpito da un pezzo vero. Non un compitino, non una robetta buttata lì, ma una canzone vera. Può piacerti o non piacerti, ma quel pezzo ha anima. C’è.
I Moderni li vedo e ci credo, anzi, vorrei sentirli live da qualche parte.
Il pezzo spacca. Un Hip Hop estivo, purtroppo in anticipo, che ti entra in testa e non ne esce più.
Ottimo uso delle parole, e doppio ritornello dal punto di vista maschile e femminile. Ovviamònt, da maschietto, riporto quello maschiale: “Amo l'estate perché, scopre quello che amo di te, il tuo sedere il tuo seno i tuoi fianchi, e l'inverno mi manchi.”
Elio gongola e fa bene.
Chiude la prima manche Francesca, con un altro pezzo sull’ammore: “Distratto”.
E io, stronzo, già sbuffo. Già penso di scrivere un elenco di temi alternativi alla canzona d’ammoro, includendo: la disidratazione dell’orzo, il mangiarsi le unghie, il fare la fila per il gelato alla gelateria Marghera, l’upgrade dei sistemi operativi, la difficoltà nel tenere puliti i cerchi in lega, Steven Seagal che si picchia con un capivara.
Parto più prevenuto di un giurato di colore a un processo contro il Ku Klux Klan, poi Francesca inizia a cantare.
Mezza strofa e sto già piangendo come una fontana.
Sono da solo nella mia stanzetta e non mi vede nessuno, per cui mi concedo la libertà di frignare come un’isterica per tutto il pezzo. Sono Meg Ryan in Harry ti presento Sally.
Il pezzo di Francesca l’ha scritto Elisa. E non ha fatto un compitino. Ci ha creduto e si sente.
Il finale è: “Per un'ora un giorno forse un po' di più, non girava il mondo se non c'eri tu, e non volermi male adesso, se non ti riconosco.”
Dalle immagini sul pubblico scopro che anche Tommassini, come me, cià il groppone per l’emozione.
Questi ultimi due pezzi, appena escono su iTunes me li compro. Per gli altri tre invoco l’oblio.
Ospitone della puntata: Corrado Guzzanti che canta L’Aniene. No, aspetta, no, è davvero Antonello Venditti.
Peccato, Guzzanti l’avrei ascoltato volentieri.
Siamo all’esito del Televoto. I due meno votati andranno allo scontro finale e i giudici ne elimineranno uno.
Passa Antonella, e per l’emozione le scarpe assassine di Arisa imbizzarriscono e la disarcionano.
Arisa stramazza al suolo, ma con un moto d’orgoglio non vuole aiuto e si rialza da sola.
Sette puntate di X Factor mi hanno fatto fare pace con Arisa. Non mi fa più paura, anzi…
Lo spietato esito del televoto decide che allo scontro finale andranno Nicole e Jessica. La Ventura ci rimane male, le ragazze pure.
Vedi che succede a presentare degli inediti pieni zeppi di Bifidus Actiregularis?
Le bimbe cantano i loro pezzi forti.
Nicole con “Listen” svernicia le auto nel parcheggio a colpi di vocali acute.
Jessica con “Folle città” arriva seconda a un concorso di sosia di Jessica.
Poi una clip strappalacrime sul percorso delle due bimbe a X Factor, che effettivamente strappa lacrimotti ai giudici.
La Ventura invoca il tilt esplicitamente, ma non si può, Morgan polemizza.
Poi la Ventura elimina Jessica.
Morgan elimina Nicole.
Arisa elimina Nicole.
Elio obbedisce al volere venturesco ed elimina Jessica mandando la giuria in tilt.
Decide il pubblico con un televoto da 200 secondi, e manda a casa Jessica.
Un po’ mi dispiace. Soprattutto per l’inedito non all’altezza della situazione.
Seconda manche di cover sulla quale pesa lo spettro del brano ascoltato prima. Un secondo giro abbastanza inutile direi.
Apre Francesca con “Roadhouse Blues” Un classico che affronta e fa suo come sempre.
Alla fine del pezzo sale su una nuvola e va in cerca delle sette sfere del drago.
I Moderni, vestiti da operai, propogono “I Want you back” dei Jackson Five.
Hanno trovato una loro dimensione, ora servirebbero altri cinque o sei inediti allo stesso livello di “Non ci penso” e sono pronti.
Antonella canta “ Total eclipse of the heart”.
La fanno cantare in tutte le posizioni possibili, basta che siano scomode. C’è un ballerino che la strapazza e la piega tipo origami. Il ritornello lo canta in contorsione da dentro una scatola trasparente.
Chiude Nicole, con “Natural woman” ed è subito concertino per gli anziani della sala Bingo.
Vanno tutti e quattro a fare il brano a cappella, e sarà il pubblico che deciderà chi mandare alla finale. Anzi, da adesso in poi sarà sempre il pubblico a decidere.
I concorrenti accappellano quello che devono accappellare e poi aspettano.
Pausa. Morgan che canta "Lontano Lontano" di Tenco, voce e basso. Sempre piacevole.
E’ il momento, ci siamo. Esito finalissimo del televotissimo.
In finale ci andranno: Antonella, Francesca e I Moderni.
Nicole invece, torna a Sulmona.
Vedi che succede a presentare degli inediti pieni zeppi di Sodio Picosolfato?
Bisogna finire di corsa perché è mezzanotte e i minorenni non possono andare in onda, altrimenti si trasformano in zucche con intagliata la faccia di Valerio Merola.
Alekat chiude la diretta, dando appuntamento a giovedì prossimo per la finale di X Factor 5.
Per la prima volta nella storia, sarò trasmessa in 3D. Andrò a vederla a casa di James Cameron. Porto la Cedrata Tassoni e i lupini di cui so che va ghiotto.

Grazie a Raffaella che mi ha prestato il suo account per vedere i videi della puntata su La Riserva.

Tutte le altre puntate sono qui.

venerdì, dicembre 30, 2011

Previsioni per il 2012


Da tempo immemore, verso la fine dell’anno entro in contatto telepatico con il grandissimo sensitivo Cornelius Zoiterk, che puoi ammirare in tutto il suo splendore nella foto qui sopra.
Sono ormai anni che le sue previsioni si avverano puntualmente, se non ci credi clicca qui e vedi un po’ che cosa diceva.
Prima di scoprire che cosa ci riserverà il 2012, è bene ricordare i titoli del grandissimo maestro:
Cornelius Zoiterk: Gran Duca inarrivabile della loggia del Nottolone Mistico, massima autorità mondiale sull’Altalena Biserica Ancestrale, Gran Maestro di primo grado della Loggia dello Scafoide Sublime, brillante Apprendista della Tana dei Saggi, Magus delle indie, Cocchiere del Cavallo d’argento, già assistente anziano di Anton LaVey, esperto di Cabala Egiziana, premonizioni sumere, oroscopo Incas, Lettore del destino frattale, toccato dalla luce luminosa del Sapere Verticale, mirabilissimo discendente illuminato della Progenie di Rebis, Capitano degli Ussari di Re Salomone, Gran Ciambellano supremo della Nave delle Anime, Geometra Massimo dell’Ordine della Folgore, Architetto segreto di Rennes-le-Château , Immenso Cuoco della Cucina Occulta, Magnifico Rettore dell’Università di Puppunane, Inverecondo stilista di Lady Gaga, esperto nel colpo della Mano Vibrante, fratello di Santeria di Hector Delgado III e unico depositario del Sacro Segreto di Padre Peppe.
Ecco le sue anticipazioni per il nostro futuro.

GENNAIO
Mario Monti si lascia scappare la verità: La situazione in cui ci troviamo è la ripicca della Merkel per essere stata definita: “Culona inchiavabile” da Berlusconi. Silvio doveva ingoiare tre etti di Viagra e andare giù di pelvi come esplicitamente richiesto dalla cancelliera. Tutto si sarebbe risolto.
Adesso invece è lei a fotterci. Ma tu guarda il destino alle volte.
Discorso di Napolitano a reti unificate.
Lui ti distrae per dieci minuti, mentre arrivano gli ufficiali giudiziari per pignorarti la televisione e pagare così parte del debito italiano.
Blockbuster chiude. Al suo posto, vista la presenza capillare sul territorio, apriranno una catena di farmacie. Ogni tre supposte avrai un DVD di Pieraccioni in omaggio.

FEBBRAIO
Il governo ci riprova, ma i tassisti lo scoprono. Nel testo della norma appena presentata, se leggi la prima lettera di ogni capoverso in verticale tipo crucipuzzle, viene fuori la parola: liberalizzazione dei taxi. I tassisti reagiscono in modo durissimo. Non useranno più il tassametro. Passeranno direttamente al sequestro del passeggero chiedendo un riscatto ai famigliari per il suo rilascio.
Bersani decide che per rilanciare la sua carriera politica parteciperà a Ballando Con Le Stelle, ma Matteo Renzi ne approfitta e lo manda all’Isola dei Famosi. Anche se il programma non è ancora cominciato. Bersani verrà ritrovato mesi dopo, da una troupe di Discovery Channel, su un isoletta sperduta della Nuova Guinea in evidente stato confusionale.

MARZO
L’Italia esce dall’Euro per un quarto d’ora e nessuno se ne accorge.
Per risollevarsi dal flop dell’ultima edizione del Grande Fratello, la Endemol crea un nuovo programma: Global Spy. Non si sa dove e non si sa quando, ma all’interno di un centinaio di abitazioni scelte a caso sono state installate decine di telecamere.
Le famiglie, ignare di tutto, vengono riprese a loro insaputa 24 ore su 24.
Con una precisa scelta di marketing, Trenitalia introduce la tariffa agevolata per passeggeri speciali su treni speciali. Lo spot recita: “ Prendi il biglietto, siediti al tuo posto e gioca con noi! Vedi quelle cose vicino ai tuoi piedi? Ecco. Inizia a pedalare che altrimenti partiamo in ritardo.”

APRILE
Un certo Mario Sbrugunza di Novara si installa un altare romanico in salotto e si rifiuta di pagare l’ICI. Ne nasce un contenzioso giuridico che occuperà le prime pagine di tutti i giornali per diversi mesi.
Il governo quindi ricalcola la tassazione sugli immobili. Ci saranno grosse differenze tra la Prima Casa, la Seconda Casa e Casapound. Gli ultimi pagheranno la stessa aliquota TARSU degli allevamenti intesivi di suini. A conti fatti, producono le medesime tonnellate di merda.

MAGGIO
Al CERN di Ginevra fanno casino e materializzano oggi il Jovanotti degli anni ’80.
I due Lorenzi la prendono bene e compongono assieme una nuova canzone dal titolo: “Sei come la mia moto gimme five, segue elenco accazzo di tutte le cose che mi vengono in mente”.
Al grido di: il gatto di Schrödinger era un cane, irrompono sulla scena politica le Brigate Quantistiche. Con la loro prima azione dimostrano in modo inequivocabile che la fuga all’estero dei migliori cervelli italiani, per antinomia, è la causa dell’esistenza di Scilipoti. Se tornassero tutti lui esploderebbe, per lo stesso principio fisico della materia e dell’antimateria.

GIUGNO
Quelli della Lega si organizzano per la secessione della Padania. I carri armati sono pronti. Il Trota però aveva capito: “Successone” e si era iscritto con il suo gruppo vocale: “La Padania” ai provini di X Factor per cui non se ne fa niente.
Nuovo aumento della benzina. Con ogni pieno però ti regaleranno una macchina nuova.
La prima traccia del tema per gli esami di maturità è: “L’importanza dello studio e della meritocrazia, secondo il ruolo storico di Nicole Minetti”.

LUGLIO
Durante gli scavi per la linea 64 della metropolitana milanese, vengono ritrovate le antiche rovine della coscienza perduta di Emilio Fede. Dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, diventano una tappa obbligata nel lungo viaggio della decadenza umana.
L’Europa ci chiede altri sacrifici. Umani questa volta. O al limite un capretto. La lega protezioni animali insorge.
Il 23 Luglio viene avvistato Fini. A compiere l’impresa è un astronomo dilettante di Battipaglia.

AGOSTO
E’ l’estate più calda da quando esiste un “quando”. Nevica lava.
Gli anziani si ostinano a uscire comunque alle due di pomeriggio, e nella maggior parte dei casi deflagrano con un gran boato, lasciando nell’aria un sentore di naftalina e borotalco.
Per rilanciare il turismo, vengono assunti ottantamila neolaureati. Faranno arietta ai bagnanti stranieri sotto gli ombrelloni, usando dei grandi ventagli. Verranno licenziati a settembre, con la promessa di riassumerli tutti come zampognari durante il periodo natalizio. Se ci sarà.

SETTEMBRE
Lady Gaga si offre di risolvere i problemi dell’Euro, a patto che sulle banconote da 10 euri ci sia la sua faccia. Draghi ci pensa un po’ su, ma alla fine preferisce dire a Monti di reintrodurre il polveratico, il rotatico e il pontatico.
Salvatore Maiavazzi cambia il suo nome in Salvo Dai Maya e diventa miliardario vendendo il suo sistema per salvarsi dalla ormai prossima fine del mondo.

OTTOBRE
Equitalia decide di rispondere per le rime a chi gli manda i pacchi bomba. Una volta risaliti al mittente gli manderanno a casa uno dei loro impiegati. Uno di quelli grossi, che lavorano nell’ufficio Spezzatori di Pollici.
Il 21 Ottobre viene avvistato nuovamente Fini. Lo riprendono per sbaglio dei naturalisti che avevano messo delle telecamere a infrarossi in un bosco per immortalare gli Zebù in amore.

NOVEMBRE
Twitter e Facebook uniscono le loro risorse creando il social media definitivo: TwitFace. Grazie ad una comoda interfaccia neurale, è possibile mettere in condivisione i propri pensieri nell’attimo stesso in cui vengono formulati.
Renzo Bossi ha grosse difficoltà a creare il suo account.

DICEMBRE
Il 21 dicembre 2012 tutto il mondo è in attesa con le chiappe strette. Anche gli scettici hanno qualche timore e guardano al cielo con una crescente apprensione.
Poi un boato, dei lampi blu, un forte vento spazza il pianeta da oriente a occidente. Poi, improvvisamente si accendono tutte le televisioni del mondo. E’ un messaggio mondiale a reti unificate, va in onda da Pyongyang, Corea del Nord.
Sullo schermo appare il faccione di Kim Jong-Un che annuncia:
- Da oggi apriamo le frontiere. Abbiamo costruito in segreto il centro commerciale più grande dell’universo, il suo nome è “Fine del Mondo Shopping Center”, venite e comprate che solo per oggi c’è il 3x2.
La fila di auto dirette ai parcheggi del centro commerciale farà tre volte il giro del globo.

X Factor 5, puntata 7 Emergenza!


Vorrei evitare di fare nuovamente la figura del pisquano.
Non è che per caso c'è qualche anima pia che mi manda i linksz della puntata di ieri?
Eh!?
(La mia mail è qui a destra)
Così mi guardo tutto e domani mattina presto presto e provvedo.
Nel frattempo, lasciamoci ipnotizzare dagli Wham!

giovedì, dicembre 29, 2011

Il mondo che vorrei (esempio 1)


Parto dalle cose piccolissime, perché in realtà sono quelle macroscopiche.
L’analista mi ha proibito di andare all'Auchan. Alla fine lo abbiamo capito, era quel posto lì a causarmi una profonda depressione.
Allora vado a fare la spesa all’Esselunga. Mi reco spesso a quella grossa di via Lorenteggio. In orari non di punta, se posso. Bene.
Al parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di via Lorenteggio si accede valicando dei caselli automatici dotati di sbarre.
A volte le sbarre sono aperte, ingresso libero. Altre volte sono abbassate. Allora tu schiacci un bottoncino e la macchinetta ti spara fuori un biglietto che devi far vidimare alle casse prima di tornare alla tua macchina.
Devi ricordarti di farlo timbrare elettronicamente dalla cassiera, perché in teoria, se all'uscita lo infili non punzonato la sbarra non si alza.
Dico in teoria perché nonostante le sbarre di ingresso siano abbassate ed emettano regolarmente il biglietto, nove volte su dieci quelle di uscita sono alzate e per andarsene non serve infilare il tagliando del parcheggio. Fatto sta che ti devi ricordare lo stesso di presentarlo in cassa per la timbratura, perché non hai la certezza assoluta che le sbarre siano alzate.
(Ho anche pensato di controllare lo stato delle sbarre di uscita facendo un giro del parcheggio prima di lasciare la macchina. Se le vedo chiuse punzono, se le vedo aperte no. Ma c’è sempre l’angosciante possibilità che vengano chiuse mentre faccio la spesa.)
Dunque.
Io vorrei vivere in un mondo in cui posso fare causa all’Esselunga per il disagio psicologico che mi crea nell’obbligarmi a ritirare un biglietto, un tagliando che devo assolutamente ricordarmi di far timbrare alle casse per uscire dal parcheggio, quando in realtà non serve.
Fare causa e vincerla, ovviamente.
Mi spiego meglio. Mi imponi delle regole: Parcheggio gratis se fai la spesa. Mi obblighi ad avere un biglietto per entrare e per uscire. Installi in ogni cassa una macchinetta elettronica per punzonare il biglietto. Mi terrorizzi psicologicamente, dicendo che se non mi ricordo di timbrare il tagliando non posso uscire. Per quale motivo non applichi fino in fondo, in modo certo, la norma che tu stesso hai imposto?
Trasformi una regola in una cosa variabile e imprevedibile, amminchia, avoltesì, avolteno, come capita.
E’ sintomatico di come vanno le cose del nostro paese, non trovi?

mercoledì, dicembre 28, 2011

ING Direct Zilla!



Il buon Stefanelli mi scrive in privè e mi dice:
"Ciao diego, Non è spam. Guarda la foto allegata.
Scattata su un ipad a disposizione dei clienti, nella filiale ing direct in centro a milano. Da quando sei un noto entertainer x impiegati bancari? Abbracci M."


Chiederò uno sconto sulla rata del mutuo.

Pulp Simpsons!











Gallery vecchiotta, ma sempre valida..
Direttamente da QUI!

Vacanze di Natale a X Factor 5



X Factor 5, puntata 6.
Dato che ormai sono fuori tempo massimo, sarà la recensione più breve mai concepita a memoria di Diegozilla.
Dong di ding da dada dong di ding da dada dong di ding scaatmaaan world! Pa po pe paparapa pa pa po pe pa popiti pa po pe pa po pe pa popiti pa po pe pa papatata pa po pe…
I'm calling out from Scatland, I'm calling out from Scatman's world, If you wanna break free you better listen to me, You got to learn how to see in your fantasyyyy!
All' Hotel Cristallo di Cortina, si ritrovano Alekat vestito da babbo natale, un coro gospel completo, tutti i cantanti rimasti in gara, Arisa, Morgan, Elio e la Ventura.
Prima cantano una canzone di natale che siamo tutti più buoni, poi un brano da colonna sonora, poi quello che gli pare.
Però una slavina investe Vincenzo.
Risulta tutt’ora disperso.
I rimasti, la prossima volta canteranno il loro inedito.
E comunque sia: Via della Spiga, Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi... Alboreto is nothing.

Tutte le altre puntate sono qui.

sabato, dicembre 24, 2011

AAUGURRRI!












Come sempre ho fatto casino con l'email cumulativa!
Per cui, chi non l'ha ricevuto in casella, si becca il mio augurio qui sul blogghe!
Olè!

giovedì, dicembre 22, 2011

Il più bel film di natale di sempre!



Che se uno non lo sa, sembra vero.
Confesso che me lo ero perso. Poi l'altra sera, durante una cena natalosa, Leonardo ha colmato le mie lacune.
Sono tre o quattro giorni che devo vederlo almeno una volta al dì.
Non posso più farne a meno.
Segnalo anche la rassegna cinepanettonesca in "onda" su Seconda Visione, l'imperdibile: Speciale Cinepanettoni (clicca che ci arrivi)

lunedì, dicembre 19, 2011

Alfien!


Da QUI
By (forse): Kitten of Doom.

(Nota personale: decidere di mettere alle immagini i credits più precisi possibili si sta rivelando un vero sbattimento.)

La mia storia su Gang Bang (2)



Finisco il discorso su “Armi di distruzione di massa” iniziato QUI.

A pagina 33 c’è un botto di roba, forse troppa. Alcune cose le ho indicate io in sceneggiatura, altre sono opera di Andrea Mutti, che è un disegnatore attivo sulla storia e mai passivo.
Vignetta 1: Che cosa mette l’alchimista nella sua tisana? Probabilmente la “pietra filosofale” di cui si parlava prima.
Veniamo ai simboli. Quello alla tua destra è fin troppo facile, siamo alle basi.
Quello alla tua sinistra è il Phi, la ventunesima lettera dell'alfabeto greco. Il Phi è ovviamente legato alla sequenza di Fibonacci che vediamo sul muro a destra nella vignetta sotto.
Con Phi viene indicato il numero aureo, o la proporzione divina che a dir si voglia. Il Phi è legato
ai rapporti che legano tra loro i numeri sulla sequenza fibonaccesca
Se vuoi approfondire cerca un matematico, che io sicuramente mi incasino.
Vignetta 2: Oltre alla sequenza di Fibonacci sul muro, si vede all’opera il Cronoscopio. Detto anche Cronovisore, pare sia stato inventato negli anni 70 dal monaco benedettino Padre Pellegrino Ernetti e regalato al Vaticano.
Non è mai stato mostrato in pubblico.
Quando ho scritto la sceneggiatura Gheddafi era ancora vivo e Berlusconi ancora in carica.
Vignetta 3: Un baloon ha cancellato un riferimento occulto seminato da Mutti. Eccolo qui.


E’ un rebus. Dr, più rosa, più penna, uguale: Dottor Penrose.
Claus Penrose è un esimio collega del Professor Bishop di Fringe.
Per quanto riguarda i dialoghi:
La nonna fa riferimento ai guadagni strepitosi che faranno a partire dal gennaio 2002, ovvero da quando entra in vigore l’Euro. Dal loro punto di vista credo sia stato un periodo eccezionale.
Vignetta 4: Quali sono i fatti che accadranno il 4 agosto 1983? Risposta: Formazione del primo governo Craxi.
Che cosa succede il 14 febbraio del 1984? Risposta: Viene abolita la scala mobile.
Il clone di Hitler prevede che la situazione sarà molto complicata avvicinandosi alla fine di ottobre 1984. Che cosa succederà in quella data? Risposta: Il 20 di ottobre zio Bettino presenta il “decreto legge Berlusconi” sulle emittenze televisive.
Il simbolo sul pianeta, che c’è anche su un palazzo della vignetta precedente, è un riferimento di Mutti alla Massive Dynamics, sempre da Fringe.
Pagina 34. Senti anche tu le voci nella testa? Il cane dei vicini ti dice di uccidere? Hai la convinzione che qualcosa o qualcuno ti stia rubando i pensieri?
Potresti aver ragione. “Loro” hanno un vero e proprio arsenale di armi mentali a disposizione. Secondo il cospirazionismo più estremo, oltre alla follia indotta per screditare i soggetti più pericolosi, ci sarebbero anche degli apparecchi in grado di sintonizzarsi sulle frequenze del pensiero umano. Leggere, controllare, dirigere i pensieri della massa, fino ad arrivare a uccidere, se è il caso.
E’ “L’onda” di cui parlava C.T. verso la fine degli anni 70. Se non sai chi era C.T. al secolo: Carlo Torrighelli, CLICCA QUI.
Il borbottare di Arturo è tratto dal trailer di Vacanze di Natale. Sta recitando i vari slogan di lancio, i credits e alcune frasi celebri del film.
A Pagina 35, Corso Monforte combatte contro i Partigiani Paralleli. Per farlo usa il Kung Fu di Wudang, nello specifico adotta lo stile del “ventaglio del cielo e della terra” il Qian Kung Fan.
Non penso che servano altre spiegazioni sui Partigiani Paralleli e il loro mondo, oltre a quelli presenti nel fumetto.
A Pagina 37 c’è la mia ipotesi sull’annoso mistero delle scarpe abbandonate per strada. Facci caso, se ne vedono in giro un casino.
Le didascalie finali di pagina 38, dense di un cosmico pessimismo, giocano su quella cosa detta all’inizio, nell’altro post.
Lui ipotizza, ma noi sappiamo.
Comunque sia, l’uso politico del cinepanettone è ormai più che evidente. Così come è evidente il cambio di epoca che ha subito il nostro paese. Infatti, per quanto mi dispiaccia, pare che Natale a Cortina stia andando malissimo.
Da GQ:
“Dopo due giorni di programmazione Vacanze di Natale a Cortina resta al palo, rispetto agli incassi degli scorsi anni. Il cinepanettone 2011, nonostante la diffusissima distribuzione nelle sale (750 copie) e il battage pubblicitario sul piccolo schermo, tra venerdì e sabato ha incassato meno di un milione di euro (910 mila), contro i 2.071.000 euro di Sherlock Holmes”
(Per il resto dell’articolo, clicca qui)
Da Dagospia:
“… Siamo in Italia, dove niente finisce mai davvero; e però sarebbe bello che almeno Pieraccioni e il cinepanettone, ancorché riscaldato al vecchio uso di Cortina, per una volta facessero davvero flop, con le loro battute riciclate, i loro marchi famosi sbattuti davanti agli spettatori per tutto il tempo, le loro situazioni bollite. Serve aria nuova, via le facce gonfie e rifatte. Non si può pensare di fregare il pubblico natalizio all'infinito.”
(Per il resto dell’articolo, clicca qui)
Il pubblico sta tradendo il cinepanettone per un motivo molto semplice. Il comando ipnotico presente nella pellicola non funziona più. L’arma di distruzione di massa, oggi, mi sa che è un’altra.
Bisognerebbe capire quale.

Ricapitolando:
"Armi di distruzione di massa"
By Cajelli e Mutti.
Su: Gang Bang.
AA.VV.
In edicola in allegato con Il Manifesto.

sabato, dicembre 17, 2011

Gary!




Credits: 
Non è opera mia, eh! L'ho pescata da QUI!

venerdì, dicembre 16, 2011

Discrepanze.



Non che sia importante, però...
Noto una grossa differenza tra gli accessi conteggiati da Shinystat e quelli contati del contatore interno di Blogger.
Pagine viste ieri secondo Shinystat: 2.029.
Pagine viste ieri secondo Blogger: 3.134.
Oggi alle 13.12: 899 per Shinystat, 1.283 per Blogger.
Ripeto, non che si importante (Chi prendo in giro? Ovvio che è importhanthissimooouuh!) ma qualcuno mi sa spiegare il motivo di questa disparità?
Che succede?
Chi ha ragione?
Faccio una media?
Ma chi voglio prendere in giro? Non ho mai saputo la matematica, non saprei nemmeno da che parte cominciare per fare una media.

X Factor 5, puntata 5.


La puntata ultimates di X Factor 5, con due eliminazioni invece che una, inizia in un mare di nebbia. Toni scuri, blu elettrico, atmosfera che da un momento all’altro arriva Thor per prendere tutti a martellate sulle gengive. Invece arriva Alekat, arrivano i giudici e poi arrivano i Subsonica.
Suonano live, ci sono tutti i loro strumenti sul palco, compreso l'aggeggioloso favoleggio del Professor Horatio Hufnagel suonato dal tastierista.
I Subsonica sono il gruppo preferito da Doc e da Marty McFly. Non serve una DeLorean lanciata a 88 miglia orarie per tornare indietro nel tempo, basta ascoltare i Subsonica e ti ritrovi subito nei ridenti anni 90. Durante l’ascolto, ai piedi dei più sensibili ci crescono le Buffalo con la zeppona.
Ma fa niente. Come diceva qualcuno: Il soffitto di un uomo è il pavimento di un altro uomo, è tutta una questione legata al contesto in cui ti collochi. In una realtà musicale in cui Alessandra Amoroso vende dei dischi, invece di venire a casa tua a farti la french, ben vengano i Subsonica. Con tutto il rispetto per i Subsonica e le manicure.
Spiegotto tensivo e serrato di Alekat. Un'unica manche, due eliminazioni: una la decide il pubblico, una la decidono i giudici. Partono in otto, arriveranno in sei. Tensione e drammone.
Inizia Jessica, canta “Sally” di Vasco Rossi.
Occhei lo ammetto. Dentro questo petto tamarro batte un cuore romantico. Quando sento la parola “Vasco” a me vengono subito le bolle sulla schiena, però l’interpretazione di Jessica mi colpisce.
E’ sempre e comunque Born to be Bertè, o Born to be Mia Martini, come dice Morgan. Spero per lei che nel suo futuro discografico ci sia qualcuno in grado di scriverle dei testi decenti, altrimenti sarà un disastro di umorismo involontario.
Tocca a I Moderni, con “Fuck you” di Cee Lo Green. I Moderni questa sera sono in versione Black Eyed Peas Gianduiotto. Sparano vaffanculo a raffica, destinati a Morgan, nelle intenzioni di Elio.
La loro esibiz mi piace. Anche se continuo a preferirli quando fanno tutto da soli senza basi.
Arisa e la Ventura li criticano per la gestualità. Poi Elio li mena, facendo il verso alla scenetta Morgan Vs Valerio della puntata precedente. Imbarazzante.
Inizia a farsi notare il vero protagonista di questa puntata. Il pubblico presente al Teatro della luna.
Ogni cantante in gara è supportato da un propria tribù di barbari. In sala ci sono: gli Unni, i Pitti, i Frisi, i Vandali, i Visigoti, i Marcomanni, gli Iutungi e i Burgundi.
Questi urlano, staccano la testa delle galline a morsi, gridano, ululano, pisciano nelle fontane, emettono suoni gutturali, cercano il segreto dell’acciaio, lottano contro Thulsa Doom e rompono i coglioni a tutti.
Per tenerli a bada la produzione di Sky telefona a Fudo della montagna , ma trova occupato.
E’ il turno di Valerio. Prima viene svelata la combine con Morgan della puntata scorsa. Come se fosse lo scoop del secolo.
Valerio è alle prese con una delle mie canzoni preferite di Celentano: “Il bimbo sul leone”.
Balla. Rigido come quei pupazzi di Pinocchio che schiacci il pulsante sotto e si poi muovono. Fa quello che può. Manina, sorrisino, jump to the left, manina, occhi a fettina, jump to the right, but it's the Poppy move that really drives you insane!
Durante i giudizi dei giudici abbatte su tutto e tutti una serie di Poppy a catena, e il pubblico insorge dando fuoco a Tarvisium.
E’ il momento di Antonella. Addobbata come l’albero di Natale di “2001 Odissea nello spazio”, canta “Missing” degli Everything But The Girl.
Se fossi una contadina portoghese del 1917, chiederei ad Antonella di svelarmi alcuni segreti e poi fonderei un culto in suo nome.
Celestiale.
I barbari fanno comunque buuuuh. E a quel punto la produzione di Sky manda in sala Jesse Ventura armato con un mitragliatore Vulcan. Sotto la minaccia delle armi, il pubblico si chèta.
Tocca a Francesca, con “Confusa e felice” di Carmen Consoli. L’hanno vestita con la tenda a pagina 74 del catalogo Ikea, ma Francesca è una tipa tosta. Prende il brano, evita l’effetto cucciolo della Consoli, ci risparmia i gargarismi consoliani con il Tantum Verde e riesce a rendere suo il pezzo.
Arisa attacca la Ventura. L’accusa è di pianobarizzare le bimbe. Arisa ha ragione. Io avrei il terrore di contraddire Arisa, ma la Ventura replica.
Ascoltare un discorso qualsiasi della Ventura è un’esperienza formativa per comprendere a pieno come funziona la comunicazione in Italia nel 2011. Bisognerebbe farci dei corsi all’università.
Nello specifico: per sei minuti la Ventura prende l’aria, la pastella con la farina di riso, e frigge il niente in tempura.
Ed ecco Vincenzo, con occhialo tondo. Sembra il peluche di Jean Reno in Leon. E’ alle prese con “Time” di Alan Parson. Parliamoci chiaro, ben poche cose al mondo sono più noiose di Alan Parson, quasi tutte sono proibite dalla convenzione di Ginevra e tenute nascoste in un bunker segreto in Alaska. Lui fa quello che può, nella valle dell’eco e della noia atomica.
La penultima ad esibirsi è Nicole, con “Io non lascio traccia” dei Negramaro.
La mia personalissima visione dell’inferno è un posto in cui vieni legato a una sedia, ti mettono davanti la Ventura che ti parla per l’eternità, mentre in sottofondo vanno il loop tutte le canzoni dei Negramaro.
Chiude Claudio, con “Una poesia anche per te” di Elisa. Su Claudio è stata fatta, sa sempre, una pessima scelta di brani. Sarebbe stato facile assegnargli: “Sha nai nai na na nai nai” di Mario Biondi, ma che cazzo! Proprio non lo vogliamo valorizzare il suo timbro, eh?
Fine della manche.
Prima del devastante esito del televoto arriva il secondo ospitone. Faccio così la conoscenza di Raphael Gualazzi.
Ora mi ripeto, come fanno i vecchi: Gualazzi, splendido esempio pratico dell’applicazione di potere e potenza, macht e herrschaft in senso weberiano. L’unico commento possibile su di lui è sottolineare come sia il risultato evidente dell’imposizione di una volontà terza all’interno di una relazione sociale. Non la sua volontà ovviamente, ma quella del colossale macht e herrschaft che ha alle spalle.
Gualazzi rappresenta un genere musicale, un mood, uno stile, un modo di fare musica che conosco molto bene. Anzi, quando ero quasi-famoso quel genere lo frequentavo di persona per affinità.
Non giudico Gualazzi, che può piacere o non piacere, così come non sto per dirti che c’è qualcuno di più bravo o meno bravo, semplicemente mi chiedo:
Perché Gualazzi sì, e gente come Orselli (clicca) o Tessadri (clicca) invece no?
Alekat riprende in mano la situazione con sapienza, e traghetta lo show verso lo sfidone. I tre meno televotati andranno allo scontro finale. Ne rimarrò soltanto uno.
Da casa decidono che i tre sfidanti saranno: Claudio, Vincenzo e Valerio. Esibiz con i loro pezzi forti, televoto al contrario: voti chi vuoi eliminare. I due rimasti, vanno a cappella, e poi i giudici ne elimineranno un altro.
Si parte con Valerio, alle prese con “Labyrinth” di Elisa. Manina, mossetta, Poppy e chiusura con microfono agitato. Personalmente, ci ho messo un quarto d’ora per capire che quel pezzo lì era quello che cantava Elisa, tanta era la distanza.
Vincenzo invece, propone un ottima imitazione di “Anna e Marco” di Dalla. Ottimo. Come il Baudo di Sabani o l’Andreotti di Alighiero Noschese.
Claudio si spara: “Se stasera sono qui”. Che l’avrà anche scritta Tenco, ma l’ha lanciata Wilma Goich, si insiste quindi, nel fargli cantare canzoni del repertorio femminile.
Il pubblico da casa, in tempozero, elimina Valerio.
Poppy trionfale e saluta tutti con sportività.
Se la giocano Claudio e Vincenzo con il brano a cappella.
Arrivati a questo punto Claudio potrebbe cantare: “On my own” di Nikka Costa, “Joe le taxi” di Vanessa Paradis, “Brava” di Mina oppure la sigla di “Belle e Sebastien”.
Invece opta per un brano in inglese, nonsoquale, non mi interessa.
Idem per Vincenzo, che decide di cantare a cappella: “Gonna see miss Liza, gonna go to Mississippi”, direttamente dalla colonna sonora di “Prendi i soldi e scappa” di Woody Allen.
Parola ai giudici.
Morgan elimina ovviamente Claudio.
Arisa elimina ovviamente Vincenzo.
La Ventura, dopo un lustro di ciacòle elimina Claudio, ma nessuno capisce il perché.
E’ tutto nelle mani di Elio. Che ci pensa. Potrebbe sfogare la sua stizza verso Morgan, eliminandolo di fatto dalla competizione, ma è stato addomesticato da un’overdose di zuccheri.
Elio elimina Claudio.
Rimangono tutti con un cantante a testa, tranne la Ventura che ne ha ancora tre.
La Ventura, abbarbicata nel suo feudo inviolato, difenderà le sue bimbe con le unghie e con i denti, è pronta a salire sul ring del combattimento con i tubi al neon per vedere cara la pelle.
Fine della quinta puntata di X Factor 5.


Tutte le altre puntate sono qui.

giovedì, dicembre 15, 2011

Neon Wrestling! (Post non adatto ai deboli di stomaco)


ATTENZIONE!
Seguono immagini truculente.
Non andare avanti 
a leggere se ti da fastidio!






Ecco, questa mi mancava.
Due omoni sul ring che si prendono a mazzate con le lampade al neon. La gallery è vecchiotta, ma l'ho scoperta adesso.
Sto indagando, ma non riesco a capire se è stato un incontro sporadico o se c'è un campionato, un circuito, una federazione di Lottatori dei Tubi al Neon.
Non ho capito se va in tivvù. Chiederò al mio amichetto che vive a Tokyo.
Non credo sia il modo più ecologico per smaltire le lampade scariche, e penso al poveretto che poi deve pulire il ring.
I due che si menano, invece, li trovo decisamente cyberpunk.






Barnum, quello del circo, la sapeva lunga.
Rimango colpito da che cosa si può inventare l'umano per tirare a campare, trovo comunque la pratica del Neon Wrestling più sana del tamarraggio al Grande Fratello. Almeno questi fanno qualcosa. Si menano. Coi tubi al neon. Ma vuoi mettere?
Oltre a questo, mi affascinano le valenze narrative. Che storia hanno alle spalle questi qui? Posso inserire il combattimento con i neon nella caratterizzazione di un personaggio di finzione?
Secondo me no.
Nessuno ci crederebbe mai.
- Il protagonista è un ex campione di lotta con i tubi al neon!
- Eh?
- In passato militava nel circuito dei combattimenti con le lampade!
- No guarda, lascia stare... Non è plausibile.

Toy Boy!


Non è giusto che tocchi proprio a me.
I miei amici, quelli fighi, ricevono selfpic piccanti dalle loro ammiratrici. Io invece, vengo molestato dalle donne anziane.
Ma perché io?! Ma chi l’ha chiesto?!
Mi è successo tempo fa alla Coop, e mi è successo anche ieri.
Attendevo Lady Zilla all’uscita della metro. Ero lì, tranquillino tranquillino che aspettavo nella freddolina sera milanese.
Dalle scale mobili vedo salire una sciura. Età approssimativa 70 anni. Intabarrata in una pelliccia di un non ben definito animale maculato. Muso abbronzantissimo. Trucco dato con la cazzuola. Orecchini-lampadario stile impero. Aggrappata alla sua Luìvittòn.
Mi fissa, mentre le scale la portano verso di me. Abbasso lo sguardo, ma sento che continua a fissarmi.
Occhi di bragia dritti su di me. Guardo anche io. Mi sorride.
Mi passa vicino, fissandomi negli occhi, e poi, muove le labbra mandandomi un bacio.
Un bacio silenzioso, al rallentatore.
Il terrore mi paralizza. Nonna in fregola va avanti per la sua strada, facendomi cenno si seguirla. Io sono atterrito. Lei ogni tanto si volta, per rinnovare l’invito e controllare le mie mosse.
Non abbandono la mia posizione, con i ginocchi che tremano e ancora negli occhi la scena del bacio.
Forse dovevo seguirla.
Dovevo fare un certo discorso ai miei corpi cavernosi, convincerli a funzionare comunque, e poi dedicarmi alla bella vita del mantenuto.
Ora so. So quello che provano le ragazze quando passano vicino ai ponteggi e i muratori da sopra fischiano: abbbellaaaah!
Non è una bella sensazione.
Sia chiaro. Io non ho nulla contro le nonne, nemmeno quelle maculate. Però preferirei che rimanessero a casa a fare i canederli invece che abbordare il sottoscritto.
Sono diventato un sex symbol per le carampane. La cosa più brutta è che non ho capito quando è successo.
Se vanno avanti così, mi sa che la prossima mi salta addosso. Altrochè.

Speciale Ghost!


Recensione, intervista a super Mutti e intervista al tuo Diegozilla preferito. Tanta robba, signora! Tanta robba, tutta su Comicus.
Un vasto speciale su Ghost a opera di Cris Tridello e Paolo Pugliese della redazione di Comicus.
Il volume è uscito in anteprima a Lucca, e andrà in disribuzione in gennaio, per cui manca poco.
Di Ghost te ne avevo già parlato diverse volte, tipo in questo articolo qui, con anteprima.
Nel frattempo, ecco qua:
Intervista cajellica - clicca qui che ne dico delle belle.
Intervista Mutti for president - clicca qui per tutte le indiscrezioni.
Recensione - clicca qui e vota che aumentano i pallini! Se non l'hai letto, vota sulla fiducia!

Chiudo con un articolo in italiano per l'edizione francese di Ghost. Stranezze della globalizzazione. Articolo inedito. Non parlo una parola di francese, per cui non ho idea di come suonerà in un altra lingua.

COME FANTASMI SULLA SCENA DEL CRIMINE

Negli ultimi dieci anni nella letteratura poliziesca, nel cinema e nel crime televisivo, tutte le trame sono state risolte dagli stessi personaggi: la scienza e la ragione.
Scienza e ragione sono diventati i pilastri su cui fondare e ri-fondare il genere narrativo.
E’ il trionfo della detection da laboratorio. Esperti. Consulenti della scientifica. Ossa. Analisi. Archivi. Impronte digitali. DNA. Crimini che si risolvono grazie alla massima amplificazione del concetto di detection deduttiva. Ha vinto Sherlock Holmes. Al posto della lente di ingrandimento ci sono attrezzature da milioni di dollari, ma è il metodo Holmes che domina la scena.
Il distacco emotivo del detective dal crimine su cui sta indagando è evidente. Al punto che non si tratta più di investigatori, ma di scienziati veri e propri. La vittima diventa una prova, un elemento scientifico da analizzare, isolato e selezionato. Il corpo è lontano, distante nella vicinanza glaciale di un vetrino da microscopio. Il corpo diventa fibre, residui, tracce. L’elica del DNA è il migliore alleato possibile, da ricercare costi quello che costi, spingendosi se serve verso il mitocondriale.
La ragione, domina.
Non c’è più spazio per il fiuto del detective, per indagare con lo stomaco, i piedipiatti della fiction ora fanno un lavoro “pulito”.
GHOST riporta indietro l’orologio narrativo. Un thriller, un giallo che si svolge e si risolve inserendo nella trama aspetti molto lontani dalla ragione e a-scientifici per definizione.
Una linea narrativa più vicina a “Il cuore rivelatore” di Edgar Allan Poe che alle deduzioni dello Sherlock Holmes di Conan Doyle.
Follia. Follia vissuta dall’interno che cerca un modo qualsiasi per mettere ordine un disordine. Una soluzione, senza microscopi e senza via di scampo.
La vicinanza tra investigatore e vittima è ridotta ai minimi termini. Una vicinanza che supera i confini della morte, trasformandosi in peso, diventando senso di colpa.
Il fantasma che perseguita John Ghostmann è lo spettro del suo fallimento come agente dell’FBI. E’ il battito del suo orrendo cuore, direbbe Poe. Un battito che assume l’aspetto dell’ultima vittima di un serial killer. Diventa la controparte investigativa/ossessiva dell’uomo che non riuscì a fermare la mano dell’assassino.

mercoledì, dicembre 14, 2011

La mia storia su Gang Bang (1)


Dovresti già sapere che in edicola, in allegato con Il Manifesto, c’è il volumone a fumetti dal titolo: “Gang Bang, 10 storie inedite per 40 anni vissuti pericolosamente.”
Tra quelle 10 storie, una è mia. Titola: “Armi di distruzione di massa” ed è stata disegnata dall’incontenibile Andrea Mutti.
Se non hai ancora fatto il tuo dovere, tipo precipitarti in edicola a comprare il volume per leggere quella storia, fermati. Stanno per arrivare spoiler a mazzi.
(Nota dell’ultimo minuto: facciamo che di post sul blogghe ne faccio un paio, che uno solo è chilometrico)

Ho detto spesso che “Armi di distruzione di massa” è una storia post-cospirazionista. Negli ultimi dieci anni sui misteri, i complotti, le cospirazioni, i segreti della storia dell’umanità, la scienza alternativa e quel che ti pare, qualcuno ti ha già spiegato e raccontato tutto quello che c’era da spiegare e raccontare. Le cose importanti ti sono state già dette. Già sai. Se ti interessano quegli argomenti lì, sono sicuro che in un romanzo, in un saggio, in un fumetto, in una trasmissione tivvù o in un sito specializzato, qualcuno ti ha già fatto tutti gli spiegotti necessari.
Il materiale narrativo è così tanto, che non basterebbe un magazzino di Area 51 per contenerlo tutto.
In ordine di tempo, per esempio, le ultime spiegazioni te le ha fornite nel dettaglio la miniserie: “The Secret” del buon Giuseppe Di Bernardo. Nel fumetto e nel materiale parallelo, Giuseppe si è dato all’infotainment, raccontando, spiegando, “catalogando” misteri e cospirazioni. Un lavoro fondamentale per tutti quelli che si avvicinano adesso a quegli argomenti.
In un certo senso, “The Secret” porta avanti un processo narrativo iniziato con il BVZM di Alfredo Castelli.
Dato che sono uno scrittore bastardo, tutto quello che è già stato scritto, già detto e già spiegato,
adesso lo posso usare a mio vantaggio. Parto dal presupposto che ci ha pensato qualcun altro a spiegarti come stanno le cose. La fatica l’hanno già fatta loro, io ne godo i vantaggi narrativi.
Questo è il post-cospirazionismo.
Ho deciso di usare concetti come il signoraggio, le scie chimiche, gli Illuminati, gli ipno killer eccetera ecceterone non come dei “colpi di scena”. Tutta quella roba la uso come “situazione di calma iniziale”.
“Armi di distruzione di massa”parte quindi dai presupposti qui sopra.
La storia comincia a Pagina 29.
Le vicende sono ambientate nel gennaio del 1983. Le ragioni sono molte, la prima è legata all’idea di base, il cinepanettone. Il primo “Vacanze di natale”, la madre di tutti i cinepanettoni, arriva nelle sale il 23 dicembre di quell’anno. E qui raccontiamo i fatti che precedono l’uscita del film.
Per tutti quelli che amano la numerologia e le coincidenze, esattamente un anno dopo, il 23 dicembre 1984 salta per aria il Rapido 904.
In più, ambientare una storia in un passato vicino, mi permette di giocare con diversi elementi. Dialoghi ed elementi vari rivolti al futuro, ovvero il tempo-reale in cui si trova il lettore.
Il protagonista: Corso Monforte, è ispirato a Nick Kamen. Per me, autentica icona degli anni ’80.
Lui, in didascalia, ci parla di incidenti d’auto: un buon modo per ammazzare qualcuno.
Se dovessimo fare l’elenco degli incidenti d’auto sospetti, bisognerebbe aprire un blog apposta.
E’ un modo classico per eliminare qualcuno, anche quando “il qualcuno” non ci rimane secco. Ne sa qualcosa Ted Kennedy. L’incidente avvenuto nella notte del 18 luglio 1969 pose fine alla sua carriera politica e alla vita della donna che lo accompagnava. Sempre meglio che prendere un aereo guidato da John John, ma questa è un’altra storia.
Nell’ultima vignetta di pagina 29 Corso dice di lavorare in banca e di essere lì per uccidere il professor Manetti.
Sì, le redini segrete del Mondo siano in mano a una “banca”. Diciamo che da un certo punto di vista, l’attualità mi ha rovinato un bel po’ l’effetto di questa didascalia e dei concetti che seguiranno nelle tavole successive.
Ormai è ovvio. Quando ho scritto questa storia mi sembrava un po’ meno ovvio, ma il tempo è stato tiranno.
E’ un grande classico della spy story fare secco qualcuno prima che scopra qualcosa o prima che dica qualcosa. Per cui, a pagina 30 Corso fa fuori il tizio usando un gas nervino a bersaglio genetico. Un’arma costruita per colpire uno specifico DNA.
Non mi sono inventato niente. Sono i molti a sospettare che la malattia che uccise Yasser Arafat sia stata creata in laboratorio appositamente per lui.
Nelle pagine del fumetto, siccome bisogna sempre esagerare un po’, il tizio muore in dodici secondi e non in lunghi mesi di malattia. Morte rapida, siamo umani. Non come quelli che hanno dato il Polonio-210 al povero Litvinenko.
A pagina 31, c’è una splash page con la Torre Velasca di Milano. Io trovo buffissimo che sia l’unico grattacielo invisibile del Mondo. Facci caso. Dalla strada non si vede. Non si vede mai, stretto tra i palazzi del centro. L’unico modo è arrivarci sotto, ma anche in quel caso non riesci ad averne una visione di insieme. E’ colossale, ma è ben nascosto nel cuore di Milano. Misteri dell’architettura.
Tutto quello che dice Corso in dida è vero. La faccenda della tecnologia è risaputa, così come, ormai, è risaputo anche il ruolo delle banche private nell’andazzo di questo pianeta.
Corso quindi, è una sorta di 007 cattivo al lavoro nel “settore privato”, chi ci crede ormai al settore pubblico? Ai governi? Alle ideologie? Nessuno. Nel mondo post-cospirazionista il protagonista non poteva che lavorare per il Grande Male, una bbbbbanca.
Pagina 32. Conosciamo il consiglio di amministrazione, i capi di Corso.
Il tizio nella seconda vignetta esiste davvero. Lo conosco. Non ha quella faccia, ma gli piace stroncare le carriere. Con me ci ha provato, ma non c’è riuscito.
La Nonna è il frutto dei miei problemi con gli anziani che incontro al supermercato. Secondo me, sotto sotto, ragionano e parlano così, oltre che a dominare il nostro paese.
Poi c’è il clone brasiliano di Hitler. Anche se non è proprio la prima cosa che ti dicono, alla fine della seconda guerra mondiale la Croce Rossa ha aiutato parecchio i criminali nazisti in fuga.
In sostanza, grazie alla rete Odessa, venivano fatti arrivare a Genova, imbarcati su una nave e spediti in Sud America. Tutto questo è ormai storico, non complottistico.
Clonare zio Adolf è un vecchio concept, a memoria, mi sembra che venga fuori come idea narrativa nel 1976, con il romanzo (e poi film) “ I ragazzi venuti dal Brasile”.
Adam Weishaupt, la medusa, è il fondatore dell’ordine degli Illuminati. Morto ufficialmente nel 1830, ovviamente ancora vivo nel 1983. Come abbia fatto a diventare una medusa è una storia che devo ancora inventare.
Serve dire ancora qualcosa sugli Illuminati? Direi di no.
E poi c’è l’amministratore delegato. L’alchimista immortale che parla in italiano aulico.
Doveva somigliare un po’ di più a Brian Ferry, ma fa niente.
L’idea di mettere dentro la storia un alchimista immortale è frutto di alcuni "avanzi di documentazione". Quando ho scritto la storia di Dampyr ambientata a Bomarzo, parco alchemico nei pressi di Viterbo, ho dovuto studiare un bel po’. Siccome che sono ignorante, quando studio poi mi invento delle cose che derivano da quello che sto studiando, ci metto del mio. Mi sono convinto che l’alchimia sia stata fraintesa parecchio. Secondo me la trasformazione di metalli vili in oro è soltanto un’allegoria. I metalli vili sono gli esseri umani. L’alchimia serve per trasformare l’uomo, grezzo e di scarso valore in un qualcosa di più prezioso e nobile. L’oro è uno oro spirituale. Il percorso alchemico serve ad elevare lo spirito e, in una logica di amplificazione narrativa, la trasformazione del piombo in oro diventa una trasformazione della carne, verso l’immortalità e oltre.
La pietra filosofale rende immortali. Il capo di Corso l’ha usata, ed eccolo lì che beve la sua tisana.


(continua…)

martedì, dicembre 13, 2011

L'invincibile Gilda dei tassisti!


Però dai, deve essere bello tenere per le palle tre governi.
Incutere un terrore tale che la tanto temuta Casta dei politici, quella che non ha paura di niente e di nessuno, nemmeno della legge, soltanto a sentir pronunciare la parola tassisti sbianca e si mette a gridare pietà.
La corporazione dei tassisti. Dicendolo, si viene proiettati subito nel prologo di Star Wars Episodio 1.
Comunque sia... In queste ore la Gilda dei Taxi, ha ottenuto un risultato eccezionale a dir poco.
Perchè, seguendo le più accreditate teorie del complotto, che vedono il governo Monti come il nucleo di ogni male, rendiamoci conto che:
I tassisti hanno vinto contro un governo messo lì dal gruppo Bilderberg, hanno vinto contro le bbbanche, la massoneria, il signoraggio, hanno sconfitto l’iniquità degli esseri egoisti e la tirannia degli uomini malvagi, hanno battuto la Merkel!
Cazzo! I nostri favolosi tassisti hanno battuto, da soli, l’egemonia dell’impero germanico!
Siamo fortunati, perchè un prodotto tutto italiano. E’ proprio questo il vero made in Italy di qualità. Una corporazione con logiche medioevali, chiusa nel suo feudo perchè si è sempre fatto così, punto.
Forse bisognerebe esportare le logiche della sacra e invincibile Gilda dei Tassisti di Okuto anche in altri ambiti lavorativi.
Si potrebbe impedire ai muratori bergamaschi di lavorare in trasferta.
Impedire l'apertura di nuovi ristoranti se in una via ce ne sono già tre.
Scaricare sulla collettività il rischio di impresa e il costo delle licenze.
Cose così insomma. Sani principi condivisibili per il bene comune.

Martedì MashUp!



Giusto per continuare un certo discorso sul post-moderno!
Commistioni, rimandi, legami bizzarri e il gran calderone dei collegamenti tra una cosa e quell'altra.
Ovviamente, se li becchi tutti senza usare Google hai il mio rispetto.
In omaggio al certo discorso, si apre con Star Wars.




Si rimane nello spazio, con un doppio salto carpiato canoro.


Poi si passa a trovare gli amici.


Giocando coi giochi, che ne ho pochi ma buoni.

E via discorrendo...




E per ultimo, il mio preferito.

lunedì, dicembre 12, 2011

Gang Bang, in edicola domani!



Gang Bang! (Clicca per maggiori informazioni!)
Il volumazzo presentato a Lucca.
Da domani è in edicola, allegato con Il Manifesto (C'è anche in libreria, ma senza quotidiano e con una cover diversa)
Dentro, in compagnia di altri illustri colleghi, c'è anche il sottoscritto con un episodio autoconclusivo di Corso Monforte, disegnato da Andrea Mutti. Te ne ho già parlato QUI e anche QUI.
A breve, posterò la storia che c'è dietro la mia storia. Così a occhio, mi sa che alcuni argomenti trattati sono di estrema attualità. E' anche arrivato il momento di fare un bel discorso sulla narrazione post-cospirazionista.
Prima però è meglio se leggi la storia.
Edicola.
Libreria.
Puoi scegliere!
La copertina è questa qui:

Red Hot Chili Peppers, live in Milano!


Frusciante si deve decidere. Dentro o fuori. Non è che può svegliarsi la mattina, spegnere la sveglietta a forma di Barbapapà e iniziare la tiritera:
- Oggi faccio parte dei Red Hot Chili Peppers? Forse che si, forse che no… Vado? Non vado? Che faccio?
Con tutto il rispettone che nutro verso di te John, mòbbasta.
Anche perché Josh Klinghoffer sembra proprio aver trovato una sua dimensione, si diverte, trasmette una buona energia e se devo dire la verità: il ragazzo è in gamba e ci sa fare.
Forum di Assago satollo. Pieno. Il colpo d’occhio è quello dell’entomologo che assiste a una migrazione di formiche soldato. Teste, mani, corpi, in piedi, seduti, che vanno e che vengono.
Io sono pavido. Invece di portarmi la reflex, o la G11, temendo perquise mi infilo in tasca la macchina fotografica delle patatine. Una Coolpix 7600 con meno pompa della fotocamera di uno smartfòne. Fanniente, mi arrangerò.


Posti buoni, grazie a Fedezilla. Talmente buoni che cinque file più sotto arrivano nell’ordine:
La Ventura, accompagnata da Francesca, Nicole e Jessica. Scortate dalla controfigura di Jason Statham.
La Ventura dal vivo è almeno la metà di come appare in tivvù. Forse devo sistemare la definizione dello schermo. Fatto sta che nonostante il casino, nonostante Jason Statham, la Ventura è disponibilissima con tutti quelli che vanno lì a menarle il torrone. Farà una cinquantina di foto con vari fans. Poi arriva anche Paolo Liguori.
Uno: Che cazzo ci fa Straccio al concerto dei RHCP?
Ma soprattutto: dove lo trovo un sampietrino qui al Forum di Assago?
Niente.
Il gruppo di apertura sono i Foals. Oxfordesi, sub pop indie rock, dice Wiki. Come tutti i gruppidiapertura partono in salita. Con una manciata di note però, attirano la mia attenzione.
Hanno delle atmosfere che io, nelle mie ignoranze, direi derivative dai Joy Division. A orecchio sono un po’ più allegrotti, ma dovrei leggere i testi. Fatto sta che ho preso adesso il disco dei Foals su iTunes.
Finiscono tra gli applausi. Cambio palco veloce e poi booom!
Red Hot Chili Peppers.
La scaletta è densa. Comprende molti pezzi dai vecchi album e alcuni brani dal nuovo disco. La cosa più sconvolgente è rendersi conto che "Blood Sugar Sex Magik" è un disco di vent’anni fa che ti arriva ancora addosso come un treno in corsa. Non è invecchiato per niente. Loro sì, ma è umano.
Chi invece non è umano è il tecnico del suono che ha preparato lo show. Sonorità perfette. Strumenti bilanciati al millimetro e qualità da registrazione in studio. Loro sono dei professionisti sì, ma una perfezione di quel tipo, dal vivo, l’ho sentita raramente. Un groove che sa essere caldo quando serve, ma senza sfocature.


Bastano un paio di pezzi per capire che sul palco il boss è Flea. Parte tutto da lui, è il centro dello show e figura di riferimento per il giovine Josh alla chitarra.
Anthony, almeno ieri sera, è stato un frontman atipico. Non ha esasperato la sua presenza scenica, per scelta credo, optando per un ruolo da cantante puro. Secondo me è colpa dei baffi. Io me lo ricordavo più agitato, più saltante di qua e di là. Ieri si è sparato un paio di mossette, che comunque il pubblico ha gradito.
I pezzi live iniziano e finiscono dalle dita di Flea. E’ lui a fare gli onori di casa, verso il pubblico, verso il sassofonista turnista, verso le brevi jam session che intervallano ogni tanto il susseguirsi dei brani.
Tirano mazzate per tutta la durata dello spettacolo. Pochissime pause. Una buona alternanza di brani lenti e brani sparati, gente che balla, casino, le urla che spostano i muri.
Triste nota da vecchio quale sono. Pezzoni strappacuore: ma vuoi mettere l'effetto dell'accendino acceso con quello dello schermino del telefonino?
Non c'è storia.
Gran serata e gran bel concerto.
La prossima volta però, mi nascondo da qualche parte la reflex con su un 300.
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