domenica, luglio 31, 2011
Dead Drops, dead!
Ieri sera ho controllato.
Uffa.
La Dead Drop installata con tanta fatica da me e dal Kota sul ponte sui navigli è stata rimossa.
Sigh.
Saranno stati i perfidi sgherri del Dottor Cattivo.
In questo agosto milanotto, di sicuro, provvederemo a rimpiazzarla.
Tanti auguri ammè!
Riscoprire Alexalba pochi giorni prima di compiere 40 anni.
Non può essere un caso.
Lo ha voluto il destino.
Ne sono sicuro.
mercoledì, luglio 27, 2011
Milano Criminale, pedala!
Lo ammetto.
L'ultima volta che ho pedalato ho fatto 200 metri e poi sono rimasto a letto una settimana.
Non sono un ciclista.
Però l'idea che un biciclettista abbia contattato Edizioni BD per realizzare una bici dedicata a Milano Criminale ha sollazzato non poco il mio ego.
Le foto che illustrano questo post sono, per l'appunto, della Bicicletta Criminale, prodotta da Arteforma di Torino per Desgena.
E' stata presentata mentre svacanzavo in Grecia, e tra poco dovrebbe comparire sul loro catalogo.
Se nel traffico milanotto becco qualcuno che pedala su una due ruote criminale, gli faccio una foto e gli offro un caffè.
Ma le news su Milano Criminale non finiscono qui.
Bastard.
Per ora non dico altro.
L'ultima volta che ho pedalato ho fatto 200 metri e poi sono rimasto a letto una settimana.
Non sono un ciclista.
Però l'idea che un biciclettista abbia contattato Edizioni BD per realizzare una bici dedicata a Milano Criminale ha sollazzato non poco il mio ego.
Le foto che illustrano questo post sono, per l'appunto, della Bicicletta Criminale, prodotta da Arteforma di Torino per Desgena.
E' stata presentata mentre svacanzavo in Grecia, e tra poco dovrebbe comparire sul loro catalogo.
Se nel traffico milanotto becco qualcuno che pedala su una due ruote criminale, gli faccio una foto e gli offro un caffè.
Ma le news su Milano Criminale non finiscono qui.
Bastard.
Per ora non dico altro.
Sintonizzarsi!
Oggi, dalle 17 alle 18 sarò sulle frequenze di Radio Popolare ospite di Tre metri sopra il cepu!
Come è già successo negli anni scorsi, vado lì a parlare di fumetti, scrittura creativa, varie ed eventuali.
L'argomento di oggi: Personaggi, relazioni, archetipi.
Sintonizzati!
martedì, luglio 26, 2011
Riminicomix 2011
Quella qui sopra è la cover di Antonio Fuso per l'albo speciale di Dampyr realizzato apposta per Riminicomix.
Sono stati tre giorni molto divertenti, impegnativi, fumettosi, piacevoli e rivieraschi.
Ho comprato un bel po' di fumetti, di cui magari parlerò nei prossimi post. Ho potuto osservare con più attenzione (rispetto a Lucca, che è impossibile) alcune dinamiche del mondo dei cosplayer e di sicuro ne parlerò in altre occasioni.
La mostra con le fotografie di viaggio di Sergio Bonelli in Amazzonia era spettacolare. Se qualcuno decidesse di farci un libro, io ne prenoto una copia.
Ne approfitto per ringraziare tutto lo staff di Cartoon Club per avermi invitato, gli amichetti e i colleghi incontrati laggiù, i partecipanti allo stage di fumetto, il bagno 34 e ancora tutti i ragazzi dell'organizzazione!
Alexalba!
Ho il cuore pieno di disperazione. Siamo rimasti soltanto in due a ricordarci ancora di lui.
Alexalba.
Mi è tornato in mente ieri, parlando di Dreamland e dell’assenza di strumenti umani atti a comprendere, ed eccoci qua.
Alexalba, dicevo.
Bisogna tornare indietro nel tempo. C’era una volta il 1994.
Non esistevano talent show, non c’erano i social network, non c’era You Tube, non ti potevi masterizzare i ciddì da solo in casa, non c’era iTunes e compagnia bella.
Preistoria, quindi.
Bisogna prendere nota del contesto storico, perché è parte integrante di questa storia.
Una bella mattina, Milano si risveglia con pali dei semafori ricoperti di adesivi. Un rettangolo bianco con una scritta nera, su cui si leggeva: Alexalba.
Basta. Fine delle informazioni.
A volte, gli adesivi sui pali diventano dei brand per fighetti, altre volte gli adesivi sui pali non diventano niente. Quello è un caso di quelli in cui sono diventati niente.
- Chi cazzo è Alexalba?
Mi chiedevo io, poco più che ventenne.
I miei amici non lo sapevano, in giro non lo sapeva nessuno, i giornali non ne parlavano, nessuno ne sapeva niente.
Ripeto. Il contesto storico è essenziale per questa vicenda. E’ ovvio che oggi Alexalba avrebbe una pagina su MySpace e su Facebook. Dopo aver visto l’adesivo, con un minimo di ricerca tutti avrebbero saputo tutto su di lui.
Ma allora, purtroppo, le cose non funzionavano così.
Oblio.
Oblio e un Diegozilla curioso e osservava pali cercando indizi.
Il mistero mi è stato svelato anni dopo. Era il 1998 o il 1999. Lavoravo a Radio Popolare ed ero sempre a caccia di nuovi ciddì per i vari programmi in cui ero coinvolto.
Un bel giorno, in un mercatino dell’usato, a mille lire, eccolo.
Un CD autoprodotto. Titolo: Si deve rinascere. Autore: Alexalba.
Già dalla cover si potevano intuire gli andamenti dei dinamismi psichici del protagonista.
Una foto di sguincio, con un muro alle spalle.
Una copertina con una caratteristica unica al mondo. La composizione dell’immagine concentra il tuo sguardo sul tombino che c’è per terra e non verso il viso dell’artista.
Chitarra in prospettiva pazzesca, quasi invisibile. Un uomo, Alexalba, vestito in stile tardo anni 80, con sconosciute scarpe ai piedi. Alexalba ti guarda dietro i suoi occhiali scuri, sicuro di sé.
La copertina di Alexalba, comunque, è molto più sobria dei manifesti di Dreamland.
Il CD contiene sei brani: Si deve rinascere, Buon compleanno, Mare, Paese, Marco Marinaio, Tuono Blu.
La durata dei brani è considerevole. Si va dai tre minuti e cinquantasei di Si deve rinascere, ai cinque e ventuno di Paese.
Porto a casa il ciddì, e ascolto subito il singolo di apertura.
Un autentico capolavoro, che arrivati a questo punto è necessario riascoltare immediatamente.
Su le casse!
Fatto?
Hai ascoltato per bene il singolo?
Vorrei precisare, nel caso ce ne fosse bisogno, che non è un canzone demenziale, stile Elio e simili.
Nel libretto del CD ci sono i testi e gli accordi di tutte le canzoni, e per la tua gioia ecco il testo della prima traccia:
Quante storie per un futuro sconosciuto
e tu che lavi la macchina
e non sai proprio dove andare
mentre le luci si accendono
in un giorno già spento
tu ridi
la tv dei sogni
la libertà dei soli
lenzuola stese in giorni di festa
con i sudori sulla fronte
per il mal di testa
l’avanti ci attende
ma il passato ci riprende
e ci sono angoli nel nostro cuore
incustoditi lasciati per dimenticare
ma se si potesse tornare indietro
quanti ricomincerebbero ancora una volta
Rit: Si deve rinascere, rinascere
per il bene di ogni male
dai colori degli anni
ai sudori dei danni
si deve rinascere, rinascere
e le bandiere levate al cielo
saranno sollievo
di questo ti amo più sincero
per le strade nella pioggia di settembre
ritornando a casa mi chiedo se
chi dei due avrebbe il coraggio di fermarsi
ma se si potesse tornare indietro
quanti ricomincerebbero ancora una volta
Ho amato tantissimo Alexalba. Ho spaccato i maròni a tutti, mettendolo in onda ogni volta che ne avevo l’occasione.
Ma sono arrivato comunque tardi. Non ho idea di che fine abbia fatto, non mi hai mai contattato quando ero in radio, ed è completamente assente dalla rete.
(Da oggi non più)
Sul CD c’erano i suoi numeri di telefono, ovviamente rete fissa che i cellulari allora erano roba da ricchi. Un numero di Milano e uno di Cuneo, entrambi non più attivi.
Osservando la cosa da un punto di vista squisitamente tecnico, facendo un parallelismo atomico tra musica e cinema, io vedo molti punti di contatto artistici e umani tra tutto il cucuzzaro di Dreamland e Alexalba.
Però, ed è un però grosso quanto il Montana, quel CD Alexalba se lo era pagato da solo. Non aveva ricevuto un contributo, anche minimo, da una Music Commission.
Perché così andavano le cose, una volta, nel Mondo degli Stumenti Assenti.
lunedì, luglio 25, 2011
Dreamland, il ritorno!
Il blog è una creatura piuttosto autonoma. Mentre ero in vacanzetta, sulle pagine di Diegozilla la discussione a proposito di Dreamland è andata avanti da sola, fusta e robusta.
Clicca qui per il primo articolo su Dreamland, qui per il secondo, qui per il terzo.
Nei commenti al primo articolo è comparsa una mail del regista: Sebastiano Sandro Ravagnani, dove dice delle cose.
Su: I 400 Calci, c’è una sua lunga intervista che ho letto con piacere e attenzione.
Fallo anche tu.
Arrivati a questo punto, dopo aver letto quello che ho letto, credo sia necessario mettere un paio di puntini sulle i.
Grazie all’intervista e al comunicato stampa, mi sono convinto di una cosa.
Siamo di fronte all’assenza completa di strumenti umani atti a intendere. Una siderale mancanza che io reputo genuina, che non riguarda soltanto lo specifico dell’ambito filmico.
Va oltre.
Abbastanza oltre, amici.
Ravagnani non può capire il nocciolo della questione. Non è in malafede, semplicemente non possiede gli strumenti necessari per comprendere che non importa quale sia l’ammontare del finanziamento pubblico che ha ottenuto. Un euro, dieci euro, tremilaespicci, non è la cifra che fa storcere il naso.
E’ l’atto.
Ma per comprendere quanto sia l’atto a dare fastidio, bisognerebbe essere dotati degli strumenti di cui sopra.
Quelli che mancano.
Trovandomi nel nucleo più profondo del Mondo degli Strumenti Assenti, non perderò tempo cercando di spiegare a Ravagnani tutti i perchè e tutti i percome.
Non capirebbe.
Non ci capiremmo mai.
Come ho già detto, uno con i suoi soldi può fare quello che gli pare. Ma in Dreamland, lo conferma il regista nel comunicato stampa con un doppio salto carpiato avvitato di funambolismo grammaticale, un finanziamento pubblico c’è stato.
Tremilaespicci.
Non importa dove siano stati spesi, o che cosa sia stato pagato con quel denaro. Quei soldi non dovevano essere dati. Punto.
Dal mio sbagliatissimo punto di vista, posso anche capire che un regista non abbia gli strumenti umani atti a comprendere, ma non tollero che simili mancanze le abbia anche una Film Commission che elargisce contributi pubblici.
Poi c’è un altro mistero.
Quelli che vivono nel Mondo degli Strumenti Assenti sono parecchi. Però, di solito, sproloquiano su You Tube a proposito di Maicol Gecson, o parlano del loro favoloso romanzo che tutti gli editori rifiutano. Quello scritto in pressappoco. Ti vendono il loro ciddì in Piazza Duomo, tipo Alexalba. (Se non sai chi è Alexalba dimmelo, che ne vale la pena)
Alcuni sono simpatici, altri sono decisamente più inquietanti.
Nessuno di loro però ottiene finanziamenti, pubblici o non pubblici, finisce nei cinema, pubblicizzato in tivvù, etc...
Di solito, non succede così nel Mondo degli Stumenti Assenti.
Forse siamo di fronte a una svolta?
venerdì, luglio 22, 2011
Ci si vede... a Rimini!
Tornato e ripartito!
Da oggi pomeriggio a domenica sono in quel di Rimini per il consueto appuntamento fumettoso rivierasco.
Qui maggiori info.
Terrò un breve-ma-intenso workshop di sceneggiatura nel pomeriggio, e durante il giorno sarò in spiaggia con gli altri fumettisti.
Poi c'è l'albo speciale di Dampyr disegnato dal grandissimo Antonio Fuso.
Insomma... Ci si vede sotto l'ombrellone.
giovedì, luglio 07, 2011
mercoledì, luglio 06, 2011
Electro Banana Studio!
Sono sei mesi ormai, che lavoriamo tutti assieme allegramente con il corpo e con la mente.
Non avevamo ancora deciso il nome, e alla fine, abbiamo detto che basta.
Era ora di ufficializzare il tutto, dando un nome "alla cosa".
Electro Banana Studio.
Adesso sappiamo che cosa scrivere sulla targhetta del citofono.
lunedì, luglio 04, 2011
The league of extraordinary Henchmen!
Bozza!
Ma dato che fremeva per uscire, ho dovuto seguire l'impulso.
La lega degli straordinari scagnozzi!
Se clicchi si espande.
Il loro capo, comunque, è Michael Ironside. Poi si aggiungeranno anche Brion James e forse Rachel Ticotin.
Dovranno combattere per salvare il Mondo dalla minaccia di Ed O'Ross e dei suoi Cugini Maligni.
Sven Thorsen!
- Chi?
- Sven-Ole Thorsen!
- Chi?
- Quello con la barba!
Se hai visto un film d’azione dei bei tempi, sicuramente ti ricorderai di quel caratterista, grosso grosso, con la barba.
Di solito prende mazzate da Swarzenegger, Van Damme, Mel Gibson e compagnia bella.
Stuntman, oltre un metro e novanta di muscoli nordici, divide con il mitico Al Leong il podio per il più famoso attore “senza nome” delle pellicole action degli anni ’80.
L’altro giorno, rivedendolo su quel capolavoro sottovalutatissimo che è “The Running Man”, mi sono ricordato di quanto il barbuto Sven fosse presente nel mio immaginario filmico.
Ma quanti film ha fatto?
Riesce ad esserci in Conan il Barbaro, Conan il Distruttore e Red Sonja. C’era nel primo e nel terzo Arma Letale. Poi Codice Magnum, Total Recall, Harley Davidson e Marlboro Man, Danko, Caccia a Ottobre Rosso, Last Action Hero, Senza Tregua, Accerchiato, Cyborg 2, Il Tredicesimo Guerriero, e un altro mazzo di film in cui fa quasi sempre una bruttissima fine.
Non considero le commedie, in cui sostanzialmente interpreta “se stesso”. Il che è paradossale, visto che la maggior parte del pubblico non conosce il suo nome. Eppure, il suo personaggio è talmente forte che se in una commedia serve un bad guy, identificabile immediatamente come bad guy, chiamano lui.
Non ho elencato le numerose pellicole in cui non è accreditato, e i film in cui fa soltanto da stuntman. (Anche se è bene ricordare che c’è lui sotto l’armatura del demone che tormenta Bruce Lee in Dragon.)
L’età che avanza non ha arrestato la carriera di Sven, anzi. Sembra molto più cattivo oggi, rispetto a quando era giovane.
Il che mi fa ben sperare per i quaranta che compio a fine mese.
sabato, luglio 02, 2011
Errata Corrige!
Attenzione, attenzione!
Il mio cervello è ufficialmente un budino. Sarà la stanchezza, il caldo, l'assenza di carboidrati, la vecchiezza che incombe, la sonda aliena che si è spenta, ma ho fatto casino.
Il Dampyr in edicola ad Agosto, non è mio!
Ripeto:
Il numero di agosto di Dampyr non l'ho scritto io. Mi sembrava di si, invece no.
Quell'albo di Dampyr è l'esordio di Giovanni Eccher nel mondo fumettoso.
Il mio uscirà più avanti.
In compenso, esce un mio Diabolik!
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venerdì, luglio 01, 2011
Week End di gusto, con il film giusto!
Tutto questo parlare di "Dreamland", mi ha fatto venire voglia di rispolverare un grande classico della mia personalissima videoteca.
Il favoloso: American Ninja, girato nell'ormai lontanissimo 1986 da Sam Firstenberg.
C'è Michael Dudikoff, uno degli attori più inespressivi del pianeta, e la regia è a cavallo tra un episodio dell'A-Team e Tre cuori in affitto.
Ma fa niente.
E' brutto, malfatto e imbarazzante, ma dentro c'è qualcosa. Come in tutti i B-Movie.
Comunque sia, non è stato fatto con i soldi degli altri, arraffati da film commission e contributi governativi.
Farà cagare, ma se lo sono pagati da soli.
Non hai idea della nostalgia a rivedere il vecchio logo della Cannon Group, che sta al cinema di serie B degli anni '80, come la Hammer sta agli horror degli anni '60.
American Ninja!
Producevano i mitici: Menahem Golan e Yoram Globus, garazia di qualità!
Quasi quanto Mario Kassar e Andrew Vajna.
Quasi.
Dreamland, sorpresa!
Mi cita il Corriere della Sera.
Se capiti qui perchè hai letto quell'articolo lì, e vuoi approfondire la cosa senza perdere troppo tempo sulle sterminate pagine del mio blogghe....
Ecco i miei post su Dreamland:
Dreamland, la terra dei sogni
Dreamland, sviluppi e aggiornamenti.
Per chiarezza, ribadisco la mia posizione:
Uno ha tutti i diritti di fare un film brutto.
Con i suoi soldi però.
Non grazie a dei contributi statali.
Se vuoi sapere chi è "il blogger Diegozilla", clicca qui che te lo dico!
Adolescenti inquiete!
- Che tu, tu mi hai guardata mentre scendevo dall’autobus!
- Ti ho vista scendere e ti ho guardata, e allora?…
- E allora chetti guardi?
- Ma ti ho guardata e basta.
- Mi hai guardata negli occhi! E l’hai tenuto!
- E allora?
- Avevi uno sguardo di sfida…
- Macche dici?
- E poi tu mi hai detto…
- Ti ho detto: Embè! E te l’ho detto perché tu mi guardavi ammè.
- Hai cominciato tu, bella mia!
- No, no, no, cara… Io ti ho guardata scendere e basta, tu poi mi hai fissato cattiva, e allora io ti ho detto Embè.
- Sei tu che mi hai guardata per prima!
- Perché sei scesa dall’autobus proprio qui davanti a me, quiqquì. Io ero lì, tuqquì. Eccome facevo a non guardarti, scusa?
- Mi hai fissata mentre passavo via…
- Si però tu voltavi la testa e mi squadravi gli occhi.
- E ci credo, mi hai detto Embè!
- Nooo, quello te l’ho detto dopo…
- Ma dopo quando?
- Dopo che ho capito che mi guardavi male.
- Eri tu a guardarmi male.
- Io ti ho guardata scendere dall’autobus.
- Adesso mi spieghi perché tu che sei una ragazza guardi le ragazze che scendono dall’autobus!
- Mica lo faccio sempre...
- Allora l’hai fatto perché ce l’hai con me.
- Ma no!
- E’ per quello che hai detto embè!
- Io ti ho guardata e basta!
(Proseguire ad libitum)
Sera tardi, fermata dell’autobus sottocasa.
Litigio che si è insinuato dalla finestra aperta.
Sono andate avanti per più di mezz’ora, ripetendo più o meno le stesse cose.
Non ho idea di come sia andata a finire perché mi sono addormentato.
Comunque, deve essere dura la vita per le ragazze di periferia.
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