giovedì, aprile 28, 2011
mercoledì, aprile 27, 2011
Operazioni di copertura al Palazzo di Giustizia di Milano.
Non serve mica essere dei geni del cospirazionismo, o dei fantasiosi sceneggiatori di fumetti abituati a elaborare trame complesse per capire al volo come stanno le cose.
La misteriosa invasione di ragnetti rossi che ha causato la chiusura per bonifica del quinto piano del palazzo di giustizia di Milano è, chiaramente, un'abile operazione di copertura.
(La notizia, tutta intera, eccola qua.)
Sono stati allevati e scaricati al momento giusto. Poi vai lì vestito da bonificatore e fai tutto quello che devi fare.
E poi dai... Ragnetti rossi negli uffici delle toghe rosse. Mancoafarloapposta.
La misteriosa invasione di ragnetti rossi che ha causato la chiusura per bonifica del quinto piano del palazzo di giustizia di Milano è, chiaramente, un'abile operazione di copertura.
(La notizia, tutta intera, eccola qua.)
Sono stati allevati e scaricati al momento giusto. Poi vai lì vestito da bonificatore e fai tutto quello che devi fare.
E poi dai... Ragnetti rossi negli uffici delle toghe rosse. Mancoafarloapposta.
White Collar!
C’è lui che è bello in modo illegale, ed è avvezzo a pratiche illegali. Una specie di Diabolik per famiglie, senza omicidi e con più fashion.
Poi c’è quell’altro. Che fa l’agente dell’FBI, però non è un pirla. E allora lo arresta. Due volte. Poi lo convince a collaborare come consulente con il burò.
Lui che è bello in modo illegale dice: occhei. Allora gli mettono una cavigliera per tenerlo sotto controllo e quell’altro gli fa da balia.
Un telefilm interessante. In onda prima su Fox Crime e poi su Fox e basta. Lo spostamento credo sia dovuto ai toni più da commedia che da poliziesco duro e puro. Anzi, diciamo che White Collar è un dramedy, e chiudiamola qua.
Non è male. E’ una serie che si lascia guardare. Il rapporto tra Neal Caffrey e l’agente Burke è scritto bene, con battute e interazioni divertenti.
Su tutti spicca Willie Garson, nei panni di Mozzie. Interpretazione maiuscola e suprema. Garson, lo conoscono in molti per aver interpretato Stanford Blatch in Sex & The City.
(Questo suo ruolo ha messo a dura prova la mia teoria della supercontinuity. Fratelli gemelli è troppo semplice. Allora ho optato per una “somiglianza”. Mozzie quindi veste i panni di Stanford quando gli è utile per truffare l’alta società newyorkese.)
White Collar, di base, parla di truffe, raggiri, furti con piani elaborati e cose così.
Attraverso gli eventi, vengono raccontate le diverse tecniche utilizzate dai truffatori. Romanzate, ovviamente.
Come concetto narrativo lo sento molto più vicino di Lie To Me. Sarà che sono italiano, sarà che vivo nel 2011, sarà quel che sarà, ma Lie To Me come concetto narrativo non riesce ad appassionarmi.
La verità? E chi cazzo se ne frega della verità?
- Ha detto un buggia, e io l’ho sgamato, grazie alle microespressioni!
Bravo. E poi?
Sono abituato a un mondo dove non succede niente nemmeno di fronte a reati evidenti, figurati alle tue microespressioni di sta fava.
Tornando a White Collar… La serie è interessante, ed è un vero peccato che…
Purtroppo, nonostante i bei personaggi, i bei dialoghi e le situazioni interessanti, la sceneggiatura sempre più spesso imbizzarrisce come un Capivara depresso.
Alcune scene, soprattutto nei dettagli di esecuzione degli eventi, sono davvero goffe. Tempi sbagliati di ingresso e di uscita dei personaggi, psicologie che cambiano in venti secondi, logiche che vanno a quel paese, messe in scena che titillano il ridicolo involontario.
Esempio:
Io e te dobbiamo entrare in una bisca clandestina. Fuori c’è un energumeno di guardia e per entrare serve una parola d’ordine. Ci piazziamo in piedi all’angolo della strada. Di giorno, a cinque metri dalla bisca e dall’energumeno. Ne parliamo un sacco. Poi tu vai lì davanti, urti uno che sta per entrare. Gli infili in tasca un cellulare attivo, attraverso il quale sentiremo la parola d’ordine.
Poi torni da me. A cinque metri. Guardiamo, parliamo e aspettiamo. Il tipo urtato entra, dicendo la parola d’ordine. Tu la senti con il cellulare. Allora torni di nuovo dall’energumeno. Gli dici la parolina.
Il colosso, a rigor di logica, dovrebbe dirti :
- E’ mezz’ora che cazzeggi lì con quell’altro, sei già venuto qua davanti e hai urtato il tizio che entrato otto secondi fa, ora torni e mi dici la parola d’ordine. Sai che c’è? C’è che non me la racconti giusta, ma avremo modo di discuterne dopo che ti faccio entrare e ti gonfio di botte nel seminterrato di questa bisca clandestina illegale. Tanto illegale da necessitare una guardia esterna e una parola d’ordine per entrare.
Invece no. Dice occhei, e ti apre la porta con un sorrisone.
Dentro, ribecchi quello di prima, e con lo stesso trucchetto ti riprendi il cellulare.
A parte che dovrei sentire il peso di un cellulare nella tasca della giacca, comunque sia, sono in un bisca clandestina, un tizio mi fa due volte lo stesso trucchetto e io non sospetto niente di niente?
Bòf.
Fine dell’esempio.
Ma, purtroppissimo, in White Collar di situazioni così, o di situazioni anche più semplici ma risolte o raccontate in modo ancora più goffo ce ne sono a bizzeffe.
Ed è un vero peccato.
martedì, aprile 26, 2011
Mangiare a Milano!
A grande richiesta, le recensioni ristorantifere del tuo Diegozilla preferito che va a mangiare fuori nella sua nativa Milano.
Che mica mangio fuori soltanto all'estero. Ecco.
Queste sono fatte "a memoria". La prossima volta che vado fuori a cena o a pranzo, mi porto il quadernino e prendo appunti.
Dato che sono un mangione, questa sarà la prima puntatata, ne seguiranno altre.
Ho fatto anche un etichetta apposta.
Kota Radja
Piazzale Baracca, 6
Uno dei pochi ristoranti cinesi, fuori dalla zona Paolo Sarpi, in grado di competere con quelli in cui ho mangiato nelle chinatown di Londra e New York.
Costa un po’ di più della media milanotta per una cena cinese, ma sono soldi ben spesi.
Da provare assolutamente: Il Piatto del Re. Più che “piatto” è un vassoio in acciaio di un metro quadro. Il vassoio è diviso in vari scomparti. In quello più grosso ci va la portata principale che scegli tu. Negli altri ci sono un sacco di delizie, tra cui degli spiedini con una salsina che crea dipendenza e un insalata di cavolo paradisiaca. Costa circa 20 euri, ma è un piatto unico.
Il problema è che se lo ordini devi avere la faccia tosta. Non appena arriva il vassoione, quelli che mangiano nei tavoli vicini cominciano a guardarti stupiti.
Cazzo. E’ un ristorante, ci mangio. Che ci devo fare secondo voi?
Molto buona anche l’anatra alla pechinese, ma devi essere abile con le bacchette. Infatti, seguendo la tradizione, ti portano tutti i componenti del piatto separati. Poi te lo monti da solo, come all’Ikea.
Il sushi l’ho provato, ma non è eccezionale.
Da andarci per la cucina cinese, ma di corsa!
Casa Lucia
Via Carlo Ravizza, 2
Pizzeria ristorante. I camerieri sono miliardari eccentrici che non hanno bisogno dei tuoi soldi per vivere. Anzi, tutto il ristorante non ha bisogno dei tuoi soldi per pagare le bollette.
Il risultato è che i membri dello staff si comportano in un certo modo con i clienti.
La clientela abituale è composta da persone che adorano essere trattati come delle merde.
I clienti occasionali, non sapendolo, potrebbero rimanerci un po’ male.
La Taberna
E’ sulla Lodovico il Moro, proprio sotto il ponte di ferro della ferrovia che vedi dalla Carlo Troya.
Ristorante/Pizzeria pugliese, di quelle sincere e veraci. Alle pareti ci sono le foto dei vip che hanno cenato lì. Foto felici, con il vip di turno abbracciato al pizzaiolo. (Mi sono seduto spesso sotto la foto dei Nomadi) Arredamento confidenziale e cameriere amichevole.
Nella bella stagione, c’è un giardinetto verandato dove si mangia al fresco.
Prezzi abbordabili, sia per le pizze, sia per la cucina.
A memoria, mi ricordo una più che dignitosa grigliata mista di carne per meno di 15 euri.
Ma io vado lì per la pizza. E’ ottima. Bassa croccante, con attorno una crosta alta e morbida. Comunque è proprio la pasta della pizza ad essere eccezionale, oltre agli ingredienti usati per guarnire.
Consiglio, oltre alla pizza, un giro di antipasti da dividere. (Il rapporto ideale nella scala di divisione di Diegozilla è un piatto di antipasti ogni due commensali)
Gli antipasti sono l’apoteosi del fritto in pastella. Uno dice: fritto, quell’altro pensa: unto. E invece no. Verdure, mozzarelline, polpettine, cose così. Pastellate e fritte in olio buono.
YE Sushi Bar
Via Sismondi, 1 angolo viale Campania.
Sushi e un po’ di cucina cinese che gira sul tapis roulant. Ti metti lì, e acchiappi tutto quello che ti pare dal lieto nastro trasportatore.
Sushi a parte, gradevoli i ravioli e il pollo al sesamo con salsina di soia ridotta.
Ci sono stato per pranzo, non per cena. A pranzo, il prezzo fisso all can you eat è 10 euro, bevande escluse. La sera, se non ricordo male, 18.
C’è una sovraesposizione di nigiri di salmone, ma per quel prezzo, direi che va bene.
L'ultima volta, quando me ne sono andato dopo aver finito tutto, hanno chiuso la serranda dietro di me. Se hanno aumentato i prezzi, scusami, è colpa mia.
giovedì, aprile 21, 2011
iPhone, la mappa dei tuoi spostamenti!
Per prima cosa, ringrazio Nipresa per la segnalazione.
Quella che vedi qui sopra è la mappa di tutti i miei spostamenti, ottenuta dai dati contenuti nel file di registro del mio iPhone.
C’è tutto. Milano, Lucca, la gita ad Angouleme, la Turchia, la Slovenia e Londra. Manca Belgrado. Ma forse non ero ancora ifonizzato quando sono stato laggiù. Qui ho messo solo l’Europa, anche perchè il programma non mi ha mappato quando ero a New York, non so perchè.
I “palloni” blu, a occhio sono la “persistenza” nelle celle dei GPS.
Quando lo apri, iPhone Tracker ti offre la possibilità di zoommare di brutto, vedendo addirittura le vie per le quali sei passato.
Come funziona?
Vai qui, e scarichi il programma in open source. Lo installi sul computer dove risiede il tuo iPhone o il tuo iPad, lo lanci e poi fa tutto da solo. Va nel backup dei dispositivi, tira fuori i dati e li elabora in una sconcertante mappa globale.
Al momento, non si sa se la Apple ha una copia di quei dati lì. Ovvero, al non si sa se la Apple è a conoscenza di ogni minimo spostamento dei suoi clienti. Che gli frega? Mi domando io.
Dico sconcertante per due motivi.
Il primo: con la memoria che mi ritrovo, ci ho messo un bel po’ a ricordami perchè sono andato a Sfrucuzzate di Bovina, vicino ad Abbiategrasso.
Il secondo: e se finisce nelle mani dei cattivi?
martedì, aprile 19, 2011
Pagnotte Pan di Casa, una questione di fede.
Allora, c’è lui che da piccolo gli piacevano un sacco le mani di suo padre.
Quindi ci gustiamo un flashback panificatorista in cartoni animati. Sono realizzati con lo stile: oggi con il computer si fa tutto, signora mia.
Le pagnotte Pan di Casa del Mulino Bianco. Sì! Il buon vecchio sano pane industriale di una volta. Quello che esce a spruzzo da lucide macchine in acciaio, prodotto in svariati quintali all’ora.
Ma facciamo finta che lo faccia un fornaio. Non uno qualsiasi, però.
Suo padre.
Di cui lui adorava le mani.
Eccolo qui.
Intento a preparare da solo tutta la fornitura per i supermercati della Lombardia.
Ce la farà, è veloce.
Ma poi arriva lui che lo aiuterà.
Collaborazione, sfruttamento del lavoro minorile. Ma no, è un ricordo idealizzato, dai!
Il buon pane di una volta. Fatto con le mani di suo padre che lui adora.
Ed eccole qua Le Mano del padre!
Urca.
Ho il sospetto che la Mulino Bianco stia facendo viral marketing e si sia associata con il racket degli orefici. Infatti, da questa inquadratura, si comincia a notare una fede nuziale.
Mica un fede nuziale qualunque, la fede nuziale di Mazinga.
Lo spot procede sparando, una dopo l’altra una serie di inquadrature sulla fede nuziale colossale, la uber fede nuziale, la fede nuziale dei titani.
Sempre più al centro, sempre più grossa, sempre più evidente, lievita, come il pane.
Al punto che, dato che sono scemo, faccio fatica a capire se sto guardando:
- Uno spot di pane
- Uno spot di anelli
- Uno spot di incentivo al matrimonio
Epperforza, cazzo!
Sono le mani di suo padre, vorrai mica che il buon fornaio abbia fatto un figlio al di fuori del matrimonio?!
Sarà mica un disgraziato che si riproduce nel peccato del concubinato!
E vai di Tera Fede!
Unico elemento, pane a parte, a cui hanno dato un idea di volume.
- E che si veda bene!
Deve aver detto qualcuno.
Ed ecco allora, un frontale a 120 all’ora con la fede massima.
Poi il flashback finisce.
E scopriamo che i ricordi sono della versione sfigata di Nicholas Cage.
E' a tavola con un nugolo di bambini e una donna. Sua moglie e i suoi pargoli.
Per cui…
Taaac!
Fede anche per lui, che sennò ci si confonde.
Che poi, dico, sarà anche sposato, in regola e portatore di fede, ma tutto ciò non gli impedisce di azzannare il pane come un vero buzzurro.
Morale della favola, per come la vedo io?
Hai fatto dei figli e non sei sposato?
Non comprare il Pan di Casa Mulino Bianco. Non lo fanno per te.
Comunque sia, non è che ti perdi chissà cosa.
Sa di divano.
Londra, cibo!
Altra gita londrese, altri posti dove il tuo amico Diegozilla ha passato il suo tempo praticando una delle sue attività preferite: mangiare. E anche bere, valà…
(Devo essere più professionale. Prendendo appunti durante. Perché ritrovare dopo, a casa, usando Google i nomi dei posti, dei cibi eccetera, si è rivelato un lavoretto piuttosto impegnativo.)
Ambala
Trattasi di una ruspante rosticceria take away, situata al 55 di Brick Lane, angolo Fournier Street.
Entri, ci sono parecchi cibi indiani esposti, con il loro cartellino che ti spiega di che cosa si tratta.
Scegli, l’addetto prende quello che gli dici, usando un sacchetto di plastica come se fosse un guanto. Poi rigira il “guanto”, ed ecco lì il tuo cibo nel sacchetto. Se vuoi ti riscalda anche il tutto con il microonde. Mangi per strada, che è una delle cose più belle del mondo.
Ho preso due Samosa, uno vegetariano e uno no, e un Chicken Tikka Roll.
Buonissimi. Il tutto per meno di cinque sterline.
The White Lion
Pub dalle parti di Covent Gardern.
Si cena, come sempre, al piano di sopra. Il cameriere/gestore della sala da pranzo si chiama Pat ed è gentilissimo. L’importante è rispettare il cartello all’ingresso che ti dice di aspettare lui per sedersi. Sennò si incazza.
L’accento di Pat è favoloso, ed è compreso nel pezzo.
Abbiamo preso due Pie. Quella “torta” che nei film tipo Sweeney Todd viene tradotta come: pasticcio.
Una terrina con della carne cotta in diversi modi, ricoperta da uno strato di pasta.
Beef Pie: carne di manzo, cotta nella birra, ricoperta da uno strato di pasta sfoglia.
Chicken Pie: petto di pollo, cotto nel sidro, ricoperto da uno strato di pasta fillo.
Contorni: purè di patate, broccoli e carote.
Ne vale la pena.
Tao
Ristorante a buffet, al can you eat. Di base vegetariano Thai, ma ci sono anche piatti di carne.
E’ al 40 di Great Windmill Street, zona Soho/Piccadilly. E’ la stessa via del mio negozio preferito: il VinMag.
A portar via costa 3 sterle e 50. Se ti siedi, a cena, 6 sterle e 50.
Premetto che devi essere un po’ di bocca buona, perché mediamente nei ristoranti Thai che ho bazzicato a New York si mangiava meglio.
Però se hai fame, parecchia fame, diciamo che puoi far chiudere il posto in passivo.
Il problema è che non ho idea di che cosa ho mangiato, non c’era scritto, l’ho chiesto a uno dei camerieri, ma non ho preso appunti e me lo sono dimenticato.
Ho apprezzato molto la soia “qualcosa”, forse soia pà, o soia hà. Fatto sta che… Hai presente un risotto? Ecco. Però di soia.
Beigel Bake Brick Lane Bakery
Un’enclave di cucina ebraico/newyorkese nel cuore di Londra. Aperto h 24, 7 giorni su 7.
Si mangiano Beigel. Un tradizionale pagnotello rotondo con dentro salmone affumicato o carne salata cotta per ore fino a quando diventa tenerissima.
Ho preso quello di carne. Volendo ti ci mettono senape o maionese all’aglio. L’ho preso liscio.
Buonissimo e consigliatissimo, secondo me, per uno spuntino notturno da fametta chimica.
Tre sterline e cinquanta.
Masala Zone
E’ una catena. Sette ristoranti disseminati per Londra. Cucina indiana. Ambiente molto elegante e moderno. Entri, e ti coccola un persistente profumo di curry e di spezie varie.
Piatto forte, il Thali. Un vassoio gigante, con dentro un piatto principale che ti scegli tu, e tutto il resto. Per tutto il resto, si intendono: contorni, riso, pane, questo e quest’altro. Costo del piattone 11 sterline e qualcosa.
Io ho preso il Montone Kolhapuri. Il cameriere mi ha avvisato che la piccantezza era estrema. Ma io ho fatto l’uomo vero, il maschio silverback dominante che mangia lapilli.
Bene.
Il Montone Kolhapuri è talmente piccante che è a scoppio ritardato. Ti esplode la bocca dopo 10 secondi che hai ingerito il boccone. Al punto che ti sembra piccantissimo tutto il resto, tranne lui. Ecco.
Grazie alla salsina di yogurt si riesce comunque ad affrontare. Ottimo piatto.
Per dolce: Kulfi al pistacchio. Che cos’è? Difficile da spiegare. Dolce freddo, a metà tra il gelato, il budino e la panna cotta. C’è del cardamomo. Se hai a casa una crema per le mani, o una saponetta al cardamomo ti sembrerà di succhiare una profumeria.
The Marlborough Head
Pub dalle parti di Oxford Street. Ho preso un Big Ben Burger. Non potevo non prendere un hamburger con quel nome lì. Cosa c’era dentro? Presto detto:
Pane, hamburger, bacon, formaggio, anelli di cipolla, insalata, pomodori e… Un uovo.
Patate fritte di contorno e salsa barbecue.
Ne avrei mangiati due.
Rainforest
Lo trovi la domenica, all’ Old Spitalfields Market. Uno stand che vende cibo caraibico, vegetariano, da asporto. Perché ogni tanto un po’ di verdura ci vuole.
La rainforest box è uno scatolo pienissimo di verdure molto saporite, su cui troneggia un flan di spinaci freschi. Molto buono, sano, per mettersi la coscienza a posto.
Speciale Caffè
Starbucks
Sì, sono uno Starbucks addicted. Picchiami pure. Però mi sono rotto le palle di pagare così tanto il mio beverone cafferone preferito. Per cui lo sto tradendo sempre di più.
Oltre al costo, non ne posso più di dover tener in mano un bicchiere di lava bollente. Se voglio un caffè lo voglio bere subito, non dopo venti minuti di immersione nella neve.
Però, nella mia personale classifica, quel caffè lì si becca sempre cinque chicchi su cinque.
Costa
L’espresso è buono. Ma io non faccio testo. Non sono un vero cultore dell’espresso.
Tre chicchi su cinque.
Pret A Manger
Il filtered of the day è una buona ed economica alternativa al caffè d’oro di Starbucks.
Quattro chicchi e mezzo su cinque.
Coffee Republic
Nuova scoperta. Mai visto prima. La cosa buffa è che Coffee Republic dichiara con orgoglio un caffè: roasted in Milan.
Il loro caffè, nella mia personale classifica si aggiudica 4 chicchi su cinque.
lunedì, aprile 18, 2011
I miei concittadini.
Sul Corrierone della Sera, nella sezione Milano, c’è il forum Casi Metropolitani, moderato da Sara Regina. Non so chi sia, ma fa niente. Modera.
Leggere i post del forum milanotto fa bene all’anima. Ci sono dei giorni che magari ti senti un po’ giù… Allora basta leggere due o tre post di Casi Metropolitani, e di fronte a tanta belluina vuotezza costante, l’umore va subito meglio.
Perché ti senti fortunato a non essere così.
I miei concittadini sanno essere esilaranti. Soprattutto quelle tre o quattro creature da forum che vivono lì, su Casi Metropolitani. Autentiche superstar del nulla.
Oggi è comparso questo post qui:
Orticate sulle gambe delle donne discinte
Inviato da: Priscilliano il Lunedì, 18 Aprile 2011
Tanti anni fa, il parroco di una chiesetta in Milano, si era negli anni 60, quando le tedesche giravano per le strade coi calzoncini cortissimi oppure con le minigonne da spiaggia, provenendo dall'idroscalo o da gite sui laghi vicini, dotava i ragazzini della parrocchia di fasci d'ortiche e li mandava ad orticarle sulle gambe per la loro impudicizia. Tutti ridevano di questo. Ora, dopo tantissimi anni, il buon parroco chissà come sarebbe trattato in questa nostra amena città! Eppure quel parroco godeva fama di essere un sacerdote molto onesto e buono. Era meglio allora o adesso?
Condividere una città con uno che ha questi pensieri mi fa schifo.
Più che altro, mi ripugna l’urgenza che ha avuto di divulgare il suo pe-pe-pe-pensiero.
Al che, se fossimo in un paese serio, verrebbe da chiedersi:
Ma che cosa cazzo modera una moderatrice che accetta sul forum di un quotidiano nazionale dei messaggi che inneggiano alla violenza, al sessismo e ad un altro paio di reati che adesso non mi vengono in mente?
Intervistato!
Quelli di Itasa mi hanno fatto una piacevole intervista. Però non l’hanno sottotitolata. (Battuta atroce, vero? Ah ah ah ah!)
Per leggerla clicca qui che arrivi da loro.
Attenzione che nelle prossime righe spoilero sui miei contenuti.
L’interviù si apre con la mia foto spalla a spalla con Morena Baccarin, dove io ho gli occhi chiusi perché cito Earl Hickey.
Poi proseguo.
Si parla un po’ di questo e un po’ di quello…
Mi interrogano a sorpresa su Benedetto Croce. Non avevo ripassato, per cui chiedo perdono per le eventuali castronerie uscite dai miei diti.
E poi il pezzo forte.
La rivelazione finale. Ed è parlando di quella che vorrei concludere anche qui.
Mi capita almeno una volta ogni sei mesi.
Vengo contattato da qualcuno del cinema o della televisione. Per un giro di giri hanno avuto il mio numero di cellulare, mi chiamano, mi ricoprono di complimenti, hanno asssoluutameeente bisogno di uno come me e vogliono vedermi, subito.
Ma proprio subito. Tipo ieri. Allora fissiamo un appuntamento e ci vediamo.
C’è da scrivere. Inserendosi in un progetto già avviato. Di solito c’è da sistemare un soggetto, o una sceneggiatura, dei dialoghi da raddrizzare o dei passaggi del plot che vanno perfezionati.
Lavori tecnici, diciamo. Lavori da professionista, diciamo…
Eccomi.
Sanno sempre come prendermi. Mi ricoprono di complimenti per il mio lavoro, si stupiscono della qualità della mia scrittura e per le mie competenze tecniche. Mi spiegano il loro problema, dicendo che sono l’unico che può risolverlo.
Soldi? Per ora niente, ma quando il progetto passerà in produzione, cosa certa, allora ti daremo un fantastilione di euri, fama, Hollywood, red carpet e minchia come sei bravo.
Allora torno a casa. Stringendo il fanta oscar in mano, mi metto a scrivere.
Risolvo tutti i loro problemi, raddrizzo tutto quello che c’è da raddrizzare, scrivo, scrivo, perfeziono, faccio fare al plot dei doppi salti mortali.
Consegno il lavoro.
Sono tutti stupiti e soddisfatti. Molto bene, abbiamo visto giusto, eri il tipo giusto, trallallà.
Dopo di che, non si fanno sentire mai più mai mai.
Ma proprio mai.
Non è che il film, la serie, il corto o il lungo vengono realizzati e a me non dicono nulla. No, no, non se ne fa più niente di niente.
A parte quelli con cui faccio Ultra per Joi, tutti gli altri poi spariscono. Compresi quelli di cui parlo alla fine dell’intervista su Itasa.
Per cui fatti due conti. Mi capita ogni sei mesi da almeno cinque anni. Quindi ho scritto parecchia roba.
Dato che sono scemo come un sasso, ogni volta che si ripropone la stessa situazione mi dico:
- Lo so che se questa volta dico di no, è la volta che poi il progetto va in porto, e io non vedrò mai l’oscar, Hollywood, il fantastilione di euri e tutto il resto.
Allora ci vado lo stesso, e ripeto tutto da capo.
Argomenti di conversazione, 2011!
Utili per fare buona impressione al primo appuntamento, o per essere al centro dell’attenzione in tutte le feste, ecco che ritornano gli argomenti di conversazione del tuo amico Diegozilla.
Che ci tiene a farti fare una splendida figura in tutte le occasioni.
Nei capelli di Shirley Temple c’erano 56 boccoli.
William Marston progettò una delle prime macchine della verità, all'inizio del 900.
Successivamente creò il personaggio di Wonder Woman che, guarda caso, acchiappandoti con il suo magico lazo ti costringe a dire la verità.
In un anno, più di 1000 uccelli muoiono schiantandosi contro le finestre dei palazzi.
EDIT: Lavinia dice che non è esatto!
Se un coccodrillo ti attacca e ti stringe tra le sue fauci, l’unico modo che hai per salvarti è infilargli un dito in un occhio. Aprirà la bocca istantaneamente.
Alle renne piacciono le banane.
La prima bomba sganciata su Berlino dagli alleati durante la seconda guerra mondiale uccise l’unico elefante presente nello zoo.
La Caesar Salad non ha nulla a che fare con Giulio Cesare. Venne creata in una bar di Tijuana, in Messico, nel 1920.
Un quarto delle ossa che compongono il tuo scheletro si trova nel tuo piede.
I destrorsi, di media, vivono nove anni più dei mancini.
In Arizona è vietata la caccia al cammello.
Se metti un chicco d’uva in un calice di Champagne, lo vedrai salire e scendere continuamente dal fondo del bicchiere alla cima.
Una matita può disegnare una linea lunga 35 miglia.
Il 70% delle barche viene usato per pescare.
Il primo CD stampato negli Stati Uniti è stato: Born in the USA di Bruce Springsteen.
Per ogni abitante della Terra ci sono un milione di formiche.
Se avessimo oggi la stessa mortalità che c’era nel 1900, più della metà delle persone sul pianeta non sarebbero vive.
Tom Sawyer è stato il primo romanzo scritto usando una macchina da scrivere.
La Coca Cola, in origine era verde.
Hong Kong ha il più altro numero Rolls Royces pro capite.
EDIT: Il prode Uzzeo ha scoperto che non è vero!
I taxi di San Francisco sono gli unici monumenti nazionali mobili.
Il pene di Napoleone venne venduto ad un urologo americano per 40.000 dollari.
In Starship Trooper vengono sparati più proiettili che in qualsiasi altro film mai girato.
Nella giungla delle Filippine, lo yo-yo era usato come arma.
Nello spazio gli astronauti non possono piangere, l’assenza di gravità impedisce alle lacrime di uscire.
Negli Stati Uniti ci sono più fenicotteri di plastica che fenicotteri veri.
In quasi tutte le pubblicità gli orologi segnano le 10.10.
Negli ultimi 4000 anni, non è stato addomesticato nessun nuovo animale.
Non puoi suicidarti trattenendo il respiro.
I cerotti si conservano meglio se li metti in frigo.
Un americano su otto lavora da McDonalds.
Nel film Halloween, la maschera di Michael Myers era in origine una maschera del Capitano Kirk di Star Trek dipinta di bianco.
EDIT!
La prossima volta oltre a tradurre, dovrò verificare con rigore le fonti!
venerdì, aprile 15, 2011
giovedì, aprile 14, 2011
La politica delle pazze risate, 2!
Politica e bisogni fisioligici.
Comunque sia, non capisco proprio la necessità di fare pipì sulla testa delle persone.
Ecco.
Il mio amico C, notoriamente affetto da sindrome di assembach, apprezzerà di sicuro.
Credo.
Per tutti gli altri ci vuole un pochino, ma alla fine apparirà tutto chiaro.
Ringrazio Mara per la segnalazione via mail!
Man versus Food!
Ho un insana passione per i pirla. In senso buono. La mia insana passione per i pirla in senso buono, non poteva tenermi lontano da Man versus food.
Programma rapido e fenomenale in onda su NatGeoAdventure.
L’idea è semplice. C’è un simpatico mangione, Adam Richman, che gira per gli Stati Uniti cimentandosi in pantagrueliche gare alimentari.
Vinci se finisci tutto quello che hai nel piatto, a volte hai un limite di tempo, a volte no.
A volte la sfida è sulla quantità. Panini colossali, bistecche olimpioniche, betoniere di chili con carne.
Altre volte la gara si fa più estrema. Il cimento è sulla piccantezza del cibo da ingurgitare. Roba cucinata indossando maschere da saldatore e guantoni da centrale nucleare.
Spesso vince, spesso collassa con la faccia nel piatto.
Clicca qui e magari anche qui, che ci sono un paio di video.
Guardo il programma prendendo appunti, che non si sa mai. Magari nel mio prossimo viaggio a stelleestrisce passo da Brooklyn per farmi una porzione di alette suicide, o in Texas per la bistecca dei campioni da cinque kg.
In tutta la mia vita ho fatto una sola gara alimentare. Birra e Salsicce. Partecipavo per la categoria salsicce. Ho vinto. Ne ho spazzolate trentasei, mi sembra, vincendo una coppa.
mercoledì, aprile 13, 2011
Solito post esterofilo.
Sono tornato da Londra, con la valigia piena di minchiate.
Tra tutte spicca il sacchetto per vomitare dedicato al matrimonio reale. Lo porto a incorniciare, poi ci faccio una foto.
E poi c'è la coccarda che ho attaccato in studio, le mentine, la tazza, e sei magliette. Senza William e Kate però.
Poi ci sono gli occhi pieni delle cose belle che visto, degli scorci, della gente, del sole sui canali a Camden, la gente a Bricklane...
Le narici piene di odori londresi, currychiliaglio, e le orecchie piene piene di inglese.
Le gambe rotte per il gran camminare, e il semplice guardarsi attorno.
Tutte le volte che vado a Londra torno che sono contento. Per un paio di giorni provo a comportarmi a Milano come faccio laggiù, poi ci rinuncio.
Ho preso un paio di appunti.
La fortuna della cucina italiana all’estero è frutto di un grandioso paradosso.
Se all’estero, in materia di cibo, fossero dei pavidi cagacazzi come gli ittaliani, la cucina italiana sarebbe durata un quarto d’ora.
A Milano stanno costruendo ottanta nuove linee della metropolitana. Saranno pronte quando il teletrasporto sarà ormai una realtà, ma il punto non è questo.
Da utente metropolitano/internazionale, mi chiedo:
Avete previsto dei doppi binari?
In modo da fare una linea locale, che fa tutte le fermate, e una espressa, che si ferma solo alle stazioni più importanti?
Avete previsto una divisione tra i flussi di ingresso e i flussi di uscita, in modo che i passeggeri non entrino in collisione?
No, perché, a parte dei rendering di ultradesign fighetto, sui siti dedicati io non ho visto un granchè.
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Diegozillab: Fase 3_Sceneggiare Fumetti_Lezione 1.
Le cavallette! La migrazione degli Gnu, il criceto mi ha mangiato il portatile! Ritardi! Casini! Milioni di cose da fare! Uicchènd a Londra!
Riprendo il Diegozillab con estremo ritardo, ma lo riprendo. Eccolo.
Iniziamo le ultime lezioni, quelle specifiche, tecniche, solo per fare i fumetti e basta.
Dato che entriamo nello specifico dello specifico, è necessario usare tutti gli stessi termini, altrimenti non ne veniamo a capo. Quindi, questa prima lessssione sarà una sorta di glossario.
Così ci si capisce e non si prendono lucciole per lanterne.
Per Idea, si intende questo:
Il Western con gli Ufo.
Per Soggetto, si intende questo:
Titolo: Alamogordo 8 tavole autoconclusive.
Uno sceriffo segue un pistolero, arrivano in una città dimenticata al confine con il Messico.
Arrivano i dischi volanti, con a bordo i Grigi di Zeta Reticuli. Temporanea alleanza. Sconfiggono l’invasione aliena. Lui lascia andare il pistolero, gli da un po’ di vantaggio, poi riprende la caccia.
Per Sceneggiatura, si intende questo:
TAV 2
1: Pa laterale, Art a cavallo, beve un sorso di whisky sotto il sole cocente.
Dida: Lo stavo per raggiungere un quel buco di città dove si era rintanato, forse credeva che di
fronte a questo deserto mi sarei fermato…
2: Campo Lunghissimo, tipo cartolina. Deserto, sole cocente, Cow Boy piccolino piccolino che cavalca verso il fondo della vignetta.
Dida: Sbagliava.
3/4: Classica, schifosa, cittadina di frontiera western. Vediamo la main street con le case di legno disposte sui due lati, ci sono le classiche cose delle cittadine di frontiera, compreso il Saloon che vediamo sul lato destro. C’è della gentaglia in giro, e non c’è l’ufficio dello sceriffo.
Vediamo Art arrivare a cavallo, lento, cavalca per la Main diretto al saloon. Qualcuno lo guarda male.
Dida: Alamogordo era solo un grumo di sabbia, era segnata sulle carte, così i viaggiatori sapevano
da dove NON passare per raggiungere il Messico.
Dida: Non c’era nemmeno l’ufficio dello sceriffo, era il posto ideale per nascondersi.
5: Cm frontale.
Art di spalle, lega le briglie del cavallo alla passerella di fronte al saloon.
Dida: Sapevo dove trovare il mio uomo.
6: Frontale, Pa, Art entra nel saloon aprendo le classiche porte a sportello.
Dida: Alamogordo non aveva uno sceriffo, non era un problema.
Dida: La taglia diceva: Vivo o Morto.
Dida: E i morti sono più semplici da trasportare.
(Nota: Storia pubblicata eoni fa su Skorpio, disegnata da Walter Venturi)
Per Trattamento, si intende una roba che servirebbe un blog apposta per scriverlo tutto.
Per Racconto, si intende questo:
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
(Douglas Adams, La guida galattica per gli autostoppisti)
Per Articolo, si intende questo:
LOS ANGELES - Era l'idolo di milioni di ragazzini: la star della tv Skylar Deleon, reso celebre dalla serie «Power Rangers», è stato giudicato colpevole di triplice omicidio da un tribunale americano. Rischia dunque la pena capitale. L'allora ragazzo prodigio, oggi 29enne, approdato nel serial a 14 anni, si è trasformato nella vita reale in un feroce omicida. Da tre anni è rinchiuso in un carcere californiano a Santa Ana.
Bene. Noti le differenze tra Soggetto e Racconto?
Il Soggetto NON è narrativo. Il soggetto spiega la storia. Punto.
Che storia spiega? Quello che verrà raccontata poi, in sceneggiatura.
Ho messo apposta una pagina di sceneggiatura senza dirti niente, così prima si notano le cose strane, e dopo ne parliamo. Dopo.
Hai presente tutto il discorso legato alle vignette? All’importanza di ragionare e di pensare alla storia usando la vignetta come unità narrativa? Ecco.
La sceneggiatura per un fumetto descrive vignetta per vignetta tutto quello che accade nel fumetto.
Ogni vignetta viene raccontata, spiegata, analizzata, giustapposta, eccetera ecceterone.
Le pagine le chiamiamo tavole. C’è una corrispondenza tra tavole di sceneggiatura e pagine del fumetto. Per ogni pagina corrisponde una tavola di sceneggiatura. Significa che per un fumetto di 100 pagine, qualcuno ha scritto 100 tavole di sceneggiatura.
Vignetta per vignetta, con dialoghi e tutto quanto.
Io, di solito, le sceneggiature le scrivo così:
(Clicca che diventa grande e ci sono scritte delle cose che magari ti interessano.)
La sceneggiatura non è un prodotto narrativo autosufficiente come un racconto o un romanzo. La sceneggiatura è soltanto il primo passo di un prodotto narrativo autosufficiente che si chiamerà fumetto, e che sarà pronto tra un bel po’.
Il lettore si ritroverà tra le mani il frutto finale di un lungo lavoro, un lavoro che si inizia scrivendo, si prosegue disegnando, e si conclude ri-scrivendo e ri-disegnando.
La tua sceneggiatura, a meno che tu non sia l'Alan Mùr del futuro, la leggeranno soltanto due persone: il tuo editor e il tuo disegnatore. E' rarissimo che lo script arrivi sotto gli occhi dei lettori. Loro leggeranno unicamente il prodotto finale.
(E' un discorso generico, sia chiaro. Poi le limited edition ultra fan collector con lo script a fronte esistono ed esisteranno sempre. Ma è roba per appassionatissimi, chiaro?)
Questo cambia le cose?
Un sacco. Cambia il modo con cui uno scrive. L'importante, nelle descrizioni delle vignette, delle strisce e delle tavole, è essere chiari verso il disegnatore.
E' a lui che ci si rivolge in sceneggiatura, è a lui che si fanno appunti, spiegazioni, schemini e tutto quanto. La missione, per entrambi, è quella di riuscire a realizzare un buon prodotto finale.
Un buon prodotto narrativo autosufficiente chiamato fumetto.
Per essere il più chiari possibile, oltre alla bravezza personale degli sceneggiatori, c'è un linguaggio tecnico, simile a quello del cinema.
Il linguaggio tecnico, grossomodo comune a tutti. Descrive campi e piani, dando dei nomi tecnici alle inquadrature. Questo non facilita le cose per un cazzo.
No, non è vero. In un certo senso le facilita per il disegnatore, ma incasina abbestia tutti quelli che arrivano dalla televisione e dal cinema e vogliono fare fumetti.
Vale lo stesso discorso degli scrittori in prosa. E’ complicato passare dalle immagini evocative a quelle dirette. E’ altrettanto complicato passare dalla scrittura in sequenza con immagini in movimento, alla scrittura per vignette con immagini ferme.
Quelle belle paroline che danno i nomi alle inquadrature le vedremo nella prossima lezione.
Come sempre, eventuali domande, nei commenti. Grazie.
Se qualche domanda necessita di una risposta lunghissima, verrà trasformata in una lezione bis.
Però noto che avete la straordinaria capacità di rispondervi a vicenda, senza il mio intervento!
mercoledì, aprile 06, 2011
Questioni sulle situazioni.
La situazione è questa qui:
Sei un supereroe e stai passeggiando bel bello, ma proprio che ti stai facendo gli affari tuoi.
Davanti a te c’è uno, ignaro, che cammina anche lui, bel bello, facendosi gli affari suoi.
Noti che dal trentesimo piano cade un pianoforte a coda.
Calcoli velocemente la traiettoria e capisci che il pianoforte finirà dritto dritto in testa al tizio che cammina.
Afferri al volo il pianoforte a coda e salvi la vita a quellollì.
Quellollì non si è accorto di nulla. Prosegue serafico la sua passeggiata.
Che cosa fai?
Fermi il tipo e gli dici: Oh, guarda che ti ho salvato la vita, eh!
Oppure torni a farti gli affari tuoi, senza far notare la cosa in alcun modo?
Se vivessimo in un mondo spietato e imperfetto, verrebbe da chiedersi quale, tra i due atteggiamenti, è quello che ci conviene di più.
martedì, aprile 05, 2011
Google O'Thep, primavera 2011.
Appuntamento quasi stagionale con le chiavi di accesso a Diegozilla.
L’ho già detto più e più volte: Google è diventato un oracolo digitale. Il misterioso Motore di Ricerca Mistico al quale gli umani si appellano in cerca di aiuto: Google O’Thep.
Come sempre, le chiavi di ricerca sono riportate così come sono state scritte, senza correggere niente.
riso alla cantonese va bene anche la pancetta?
Sì, però non è più alla cantonese. E’ all’amatriciana.
tatuaggio comunista
Suggerisco sempre un bel ritratto di Marx sul petto, con i peli che fungono da barba. Andando sul semplice e glabro: falce e martello. Disegnati metà su un avambraccio, metà sull’altro. In modo che si veda il disegno completo quando li unisci.
michele foschini porno
Il suo nome d’arte è: Mike Le Baos. Protagonista di film entrati nella leggenda come: L’editor e l’infermiera, Publisher gone wild e Hard Mike Chronicles.
cane wolverine
Rosicchia ossi in adamantio.
voglio sapere che scrivere sul carnevale per i compiti
Secondo me se scrivi che hai scritto su Google quello che hai scritto, e fai un elenco delle pagine a cui sei arrivato sei sulla buona strada. Se ti dicono che sei andato fuori tema puoi sempre dire che era uno scherzo.
a fare il ritiro all'oratorio mi sono annoiata
La prossima volta, prova un ritiro a Villa Certosa.
quanto tempo ci vuole per arrivare in turchia da milano?
Tutto dipende dal mezzo di trasporto che usi.
vorrei fare tante cose ma non ho i soldi
Cazzi tuoi.
vorrei fare tante cose ma non ho voglia
Dunque, hai il cervello in contraddizione. Tra l’altro deve essere molto difficile da spiegare la condizione borderline di volere fare delle cose ma allo stesso tempo di non avere voglia di farle.
www.posta come traci il mio pacco.it
Cosa@cazzo www.stai dicendo.tu?
diventare come lou ferrigno
Ci vuole tempo. Dedizione. Parecchie bistecche.
vecchi modelli motoseghe mondial
Vengono via poco, su quel sito che vende oggetti usati dai Serial Killer.
troopess
Fermi tutti! Manca la “L” quindi è Troopless, come dire: troooppo Topless, tette ovunque. O Troopless nel senso di zona demilitarizzata senza battaglioni di militari nei paraggi?
sono obbligata da poste a vendere i gratta e vinci
In che senso? Ti ricattano i postini, facendoti vendere Gratta e Vinci agli angoli delle strade come la Piccola Fiammiferaia?
A questo punto, tutti noi vorremmo sapere come ti hanno incastrata.
cosa vuol dire cameron nel film avatar
Semplice: E’ sempre meglio essere quello che non sei. Anzi. Se vuoi essere figo devi essere un altro. Ne consegue che siamo una società di stronzi.
parola che fa rima con orecchie
Ce ne sono parecchie.
(Ah!Ah!Ah! il fine umorismo inglese….)
parola difficile da spiegare
Perequativo. Ma anche anfibologia non è male.
pasquale del vecchio in francia
Era sul mio stesso aereo. Gli chiedo dove stava in albergo.
da colorare del mio moroso che si chiama leonardo
Esattamente, non per farmi gli affari tuoi, ma che cosa vuoi colorare del tuo moroso che si chiama Leonardo?
Comunque sia, io opterei per delle vernici naturali, non tossiche, possibilmente ingeribili.
come creare le orecchie di iron man
Tagliandotele, visto che non le ha.
cosa rispondere se uno ti dice figlio di puttana
Esistono due scuole di pensiero.
La prima: Tutto quello che fa mia madre lo ha imparato dalla tua.
La seconda: Testata sul setto nasale.
barzelletta dell'inglese del francese e dell'italiano che vanno in un campo di nudisti
Bisognerebbe chiedere conferma a Berlusconi. Comunque la versione che conosco io è incentrata sull’andare un mese in vacanza in un campo nudisti, sul fare all’ammore, e su una pipa che cade.
Il meccanismo comico è incentrato sulla frequenza con cui la pipa cade di bocca al suo possessore, in relazione con quante volte il suddetto fa all’ammore in un mese.
samara di the ring che chiama sul cellulare tuo
Ma proprio sullo cellulare mio! Speriamo di no, cazzo!
come sarà la svizzera nella fine del mondo?
Affronteranno l’amageddon puntuali, e in modo molto ordinato.
vombato abbandonato
Grande classico degli anni ’60. Di Menozzi, Brusetti, Tempera. Cantato da: Hermes e gli Aborigeni.
Ecco il testo del ritornello.
Correvo a perdifiato sul selciato da quanto ero innamorato.
Poi mi hai preso e ribaltato, sì sì baby, mi hai usato!
Son conciato…
Son spacciato…
Il tuo vombato abbandonato!
lunedì, aprile 04, 2011
Milano Criminale, cinica, infame e violenta!
Sabato 9 aprile, tutti al Ligera, in Via Padova, 133 - Milano!
In occasione del festival: Cinici, Infami e Violenti, il suddetto locale, noto alla buoncostume, ospiterà un programma fitto fitto di eventi da non perdere:
“L’uomo della strada fa cinema” – rassegna di autoproduzioni, in collaborazione con Sara Sagrati e Claudio Bartolini de La Scheggia
Dalle 16.00 proiezioni non-stop alla presenza degli autori:
. Gioventù, droga e violenza: la polizia interviene (di John Snellinberg, 2008) durata 9'
. Milano P38 (Laurent Marcolivio, 2008) durata 9'
. Hold up: La città ha i minuti contati (Andrea Canepari e Francesco Barbieri, 2010) durata 13'
. C'era una volta il sud (Francesco De Fazio, 2007) durata 90'
E poi:
Ore 18.30 presentazione del fumetto MILANO CRIMINALE 3: LA CITTA' ESIGE VENDETTA di Diego Cajelli e Giuseppe ferrario, Edizioni BD
Condurrà le danze l'ottimo Luca Crovi.
ore 19.30 – 21.00 aperitivo in musica
ore 21.00 te lo do io il MI-TO: autoproduzioni made in Torino (in collaborazione con Cinematografo Poverania)
. Calibro 70 (Alessandro Rota, 2007) durata 40'
. Torino nera (Massimo Russo, 2007) durata 90'
ore 23.00 concerto a cura di Ligera Cafè.
Bene.
Io metto le mani avanti, e tristemente ti dico che purtroppamente non ci sarò. Tiro il pacco.
Venerdì parto per Londra... Una mini-vacanza organizzata da tempo...
Però ci saranno Ferrario o Rosenzweig, oppure Ferrario e Rosenzweig, che in quei casi lì i disegnatori la fanno da padroni.
Essici!
Dice lo chef...
“... Le grandi cattedrali d’Europa sono state costruite dagli artigiani, anche se non sono state disegnate da loro. Mettere in pratica la propria arte in modo esperto è nobile, onorevole e da soddisfazione.
In genere preferisco un mercenario orgoglioso del proprio lavoro a un artista. Quando sento la parola artista, immagino qualcuno che non pensa sia importante arrivare al lavoro in orario. Molto spesso i loro sforzi, convinti come sono del proprio genio, sono volti più all’autocompiacimento che non a soddisfare la gran parte dei clienti a cena...”
Anthony Bourdain
Kitchen Confidential
venerdì, aprile 01, 2011
Milano da Fringe!
E’ ufficiale. Nella mia città si stanno verificando delle anomalie. Tra un po’ arrivano Walter, Pacey e Olivia Dunham per indagare.
Fatti strani e bizzarri che vanno oltre il figlio-Batman della mia sindaca.
In passato, ci sono stati diversi altri avvenimenti sinistri e inspiegabili...
Ora c’è l’uomo con il coniglio nero.
Arriva un uomo misterioso, con in braccio una scatola coperta da un canovaccio. Con fare confuso appoggia la scatola su una scrivania, solleva il canovaccio lasciandoti a tu per tu con un placido coniglio nero.
Poi scappa.
Sul corrierone milanotto c’è un articolo in merito, clicca qui per leggerlo.
Chi sarà il misterioso portatore di coniglio?
Per quale motivo esibisce il roditore?
Ho una teoria. Purtroppo è molto lunga da spiegare. Comprende Mike Bongiorno, la teoria circolare della reincarnazione, lo sciopero dell’ATM e il filippino che va in giro a scrivere ovunque: Satana Puttana.
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