giovedì, dicembre 29, 2011

Il mondo che vorrei (esempio 1)


Parto dalle cose piccolissime, perché in realtà sono quelle macroscopiche.
L’analista mi ha proibito di andare all'Auchan. Alla fine lo abbiamo capito, era quel posto lì a causarmi una profonda depressione.
Allora vado a fare la spesa all’Esselunga. Mi reco spesso a quella grossa di via Lorenteggio. In orari non di punta, se posso. Bene.
Al parcheggio sotterraneo dell’Esselunga di via Lorenteggio si accede valicando dei caselli automatici dotati di sbarre.
A volte le sbarre sono aperte, ingresso libero. Altre volte sono abbassate. Allora tu schiacci un bottoncino e la macchinetta ti spara fuori un biglietto che devi far vidimare alle casse prima di tornare alla tua macchina.
Devi ricordarti di farlo timbrare elettronicamente dalla cassiera, perché in teoria, se all'uscita lo infili non punzonato la sbarra non si alza.
Dico in teoria perché nonostante le sbarre di ingresso siano abbassate ed emettano regolarmente il biglietto, nove volte su dieci quelle di uscita sono alzate e per andarsene non serve infilare il tagliando del parcheggio. Fatto sta che ti devi ricordare lo stesso di presentarlo in cassa per la timbratura, perché non hai la certezza assoluta che le sbarre siano alzate.
(Ho anche pensato di controllare lo stato delle sbarre di uscita facendo un giro del parcheggio prima di lasciare la macchina. Se le vedo chiuse punzono, se le vedo aperte no. Ma c’è sempre l’angosciante possibilità che vengano chiuse mentre faccio la spesa.)
Dunque.
Io vorrei vivere in un mondo in cui posso fare causa all’Esselunga per il disagio psicologico che mi crea nell’obbligarmi a ritirare un biglietto, un tagliando che devo assolutamente ricordarmi di far timbrare alle casse per uscire dal parcheggio, quando in realtà non serve.
Fare causa e vincerla, ovviamente.
Mi spiego meglio. Mi imponi delle regole: Parcheggio gratis se fai la spesa. Mi obblighi ad avere un biglietto per entrare e per uscire. Installi in ogni cassa una macchinetta elettronica per punzonare il biglietto. Mi terrorizzi psicologicamente, dicendo che se non mi ricordo di timbrare il tagliando non posso uscire. Per quale motivo non applichi fino in fondo, in modo certo, la norma che tu stesso hai imposto?
Trasformi una regola in una cosa variabile e imprevedibile, amminchia, avoltesì, avolteno, come capita.
E’ sintomatico di come vanno le cose del nostro paese, non trovi?

13 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Informazioni è the name of the game, come direbbe il mio buon amico Carlo Massarini.
Sapere cosa fara un tizio di cui conosco le coordinate cartesiane perchè l'ho trafitto con le freccette della mia sagacia di marketing man facendone il San Sebastiano della ricerca finalizzata alla emissione dello output. Diciamo che io chiedo al partner ( per esempio una catena di supermerczati a diffusione capillare ) di infliggere ai clienti ( che io chiamo diplomaticamente Guinea's pigs ) una sequenza che implichi due istruzioni da eseguire in sequenza. Grazie alla fidaty card incorciata con lo scontrino ''so'' chi obbedirà alla prima , ma non alla seconda. In questo modo ho un campione statisticamente rilevante che mi dica quanti cagnolini pavloviani si berranno la Prima Manovra, ma non la Fase Due. E questa roba mi serve tanto ma tanto.

Benny ha detto...

ti dirò.. qui a bari nei centri commerciali non c'è tutto sto problema.... il parcheggio in quei posti li è sempre gratuito e/o senza sbarre o tagliandini! Anzi un amico milanese appena scoprì la cosa ne rimase folgorato...

Hombre ha detto...

perché succede sempre che, a sbarre in uscita abbassate, arriva il coglione che non ha vidimato una bella cippa e ha 5 macchine dietro in una tortuosa e strettissima stradina. Questo provoca un ingorgo al parcheggio e conseguentemente fuori nelle strade adiacenti e via via fino a casa mia, cazzo.
per questo alal fine le lasciano aperte, e perché hanno degli avvocati che comunque pagano e quindi con qualcosa devono tenerli occupati, tipo le cause dei diegozilli.

Marco Pellitteri ha detto...

Andate a fare la spesa alla bancarella all'angolo, oh!! Non ce le avete le lape (ndr Ape Piaggio, si chiama la lapa, le lape) con i fruttivendoli e pescivendoli? Non ce l'hai la carnezzeria (ndr, quella che in italiano scorretto si chiama "macelleria") per comprarti la salsiccia e la trinca? perché non vai al panificio sotto casa a comprarti il pane? Insomma, ma perché non fai due passi e fai la spesa a tappe? Meno stress, più ginnastica, più soddisfazione, rapporti umani, spendi un po' di più a livello di scontrini ma non usi la macchina.

Diego Cajelli ha detto...

@Hombre
Chiaro. Ma sono io dietro quello che non ha vidimato il biglietto, voglio vivere in un mondo in cui posso fare causa anche a lui.

@Marco
Il problema è che per andare in una zona in cui sono ancora dei negozi al dettaglio devo prendere la macchina.
La spesa a tappe la faccio quando me la giro in motorello.

@Crepascolo
Ho capito, ma non ho capito.

@Benny
Quella sarebbe la soluzione ottimale.

marta ha detto...

(quando ci lavoravo io, lì) all'inizio inizissimo delle sbarre, pure i dipendenti dovevano prendere il bigliettino all'arrivo e farlo tibrare prima di andare a casa. ci hanno messo MESI per capire che i turni di lavoro duravano più dei 90 minuti del parcheggio e che il sistema non funzionava. poi si era passati allo scambio: ne prendevi uno all'arrivo e lo scambiavi con un altro (valido) prima di uscire. poi vaffanculo e le sbarre le hanno tirate su. E’ sintomatico di come vanno le cose del nostro paese, non trovi?

leo ha detto...

io metto il tagliandino nel portafogli insieme alla carta di credito, così quando pago (perché alla fine pagare si deve - anche se è poco sintomatico di come vanno le cose nel nostro Paese) mi ricordo di farlo vidimare.
fine delle angosce.
del resto, mica per niente so' ngegnere.
;)

il.benci ha detto...

in bergamasca pure i parcheggi dei CC (centri commerciali) sono senza sbarra...
o meglio le sbarre ci sono, ma se sono aperte il parcheggio è aperto, se sono chiuse il parcheggio è chiuso!

Locomotiva ha detto...

Mi sa che qualcuno ha perso il punto?

Che, arrivato al punto che un esselunga non difende neanche più il suo territorio dagli squali (aka, chi posteggia lì e va altrove) e 'minaccia' solamente di chiuderti la sbarra ma -e volesse farlo davvero- dovrebbe mettere una squadra SWAT in assetto antisommossa...
E,in fondo, chemmefrega

Speriamo nelle liberalizzazioni: che metta su studio uno stuolo di avvocati 'ambulance chaser' all'americana.

Giorgio Salati ha detto...

Le poche volte che mi sono dimenticato di timbrare il biglietto la sbarra era chiusa. Però per fortuna me ne ricordavo prima di arrivare alla sbarra e avere cinque macchine dietro! Avevo solo la menata di tornare alla cassa, andare dalla cassiera, farmi guardare male da tutto il supermercato e chiederle di vidimarmelo...

Ergo anch'io voglio fare causa all'Esselunga per i danni morali della vergogna di dover tornare alla cassa e farmi guardare male da tutti! Esigo vendetta!

Quei soldi dateli a me invece che a Tornatore!

Mauro Padovani ha detto...

ogni tanto vado nell'Auchan a Lille (Francia),,,beh...verso sera la clientela fa paura...

Anonimo ha detto...

Io quando mi sono trovato con il tagliandino non vidimato per dimenticanza con la fila di macchine dietro, sono sceso e ho alzato la sbarra manualmente. Nel peggio dei casi (Pavia) mi è rimasta in mano la barra ed il top nel mese di Aprile in (Papiniano) che ho sradicato il casello stesso.

Fino ad ora non è mai successo nulla

Anonimo ha detto...

Le barre all'Esselunga di Lorenteggio le per evitare che diventasse il pacheggio privato della Vodafone e Wind. Infatti in zona è pieno di mega palazzoni Vodafone (l'ultimo l'hanno terminato poco tempo fa ed è priprio di fronte) ed i parcheggi scarseggiano, quindi dove parcheggiare se non nel parcheggio del supermercato.
Le sbarre poi nelle ore di punta non sempre, ma spesso, sono alzate per evitare ingorghi all'uscita. Tutti qui.