lunedì, dicembre 05, 2011

Fumetti, come muoversi pragmaticamente (Uno)


Nei commenti di alcuni post or sono, Ric chiedeva dei consigli su come muoversi in modo concreto nel favoloso mondo dei fumetti.
Non cercava dei consigli didattici, o delle informazioni generiche sul lavoro del fumettista. Ric chiedeva proprio delle indicazioni specifiche, su come hanno fatto i professionisti a diventare tali. Ha ragione. E’ vero, si frigge un sacco di aria nel nostro ambiente, poi i vestiti puzzano e si finisce per ululare alla luna. (O per sbroccare sfanculando nei commenti sui blog, ma non è il caso di Ric.)
Ho pensato a lungo a come rispondere alle sue richieste.
In effetti mi sono domandato a lungo quanto fosse legittimo rispondere. Dal mio punto di vista, assolutamente sbagliato, è importante comprendere alcune cose arrivandoci da soli, camminando con le proprie gambette.
Ho commesso i miei sbagli tutte le volte che ho potuto. Fino alla fine. Non mi sono mai serviti gli avvertimenti. Ho imparato e imparo in un unico modo: facendomi male.
Per cui, dal mio punto di vista: nessuna indicazione, nessun aneddoto, nessuna spiegazione, nessun manualetto, nessuna lezione potrà mai sostituire l’esperienza personale, o perlomeno il risultato ottenuto con un proprio ragionamento.
Questa sarà una serie di post pragmatici per modo di dire. Non verrà fatto un elenco di cose da fare e cose da non fare. No. Qui non funziona così. Qui funziona che cerco di farti arrivare da solo ad alcune conclusioni.
Nelle mie notte insonni, mentre mi rigiravo tra le coltri, pensavo:
- Qual’è la cosa più importante, da capire costi quello che costi, per muoversi agili nel mondo del fumetto? Torna indietro nel tempo a quando eri sbarbo e implume, al primisssssimo periodo della tua ca-ca-cariera, che cosa hai imparato allora che ti serve ancora oggi?
Ce l’ho!
Dopo attento ragionamento, ho capito che tutto quello che mi serviva sapere su come muovermi  nel mondo del fumetto, me lo ha insegnato Aldo Maccione.
Nello specifico, mi riferisco ad Aldo Maccione in: “Sono Fotogenico”, nella parte dell’avvocato Pedretti.
Per comodità, ecco qui più o meno tutte le scene del film in cui compare:



Capire il perchè del Pedretti è così importante che non può essere spiegato ulteriormente. Le risposte non possono essere servite belle e pronte in una vaschetta da infilare nel forno a microonde.
Bisogna arrivarci da soli.
Capire, conoscere e ri-conoscere i vari Pedretti e i Cripto-Pedretti.
C’è così tanta verità, neorealismo, vita vissuta, cronaca, autenticità nel rapporto tra Pozzetto e Maccione che tutte le volte mi vengono quasi i lucciconi.
Pedretti può essere declinato in altre mille maniere. Nel nostro ambiente in ballo non c’è soltanto il denaro, anzi. Il Pedretti moderno dell’editoria fumettosa alla pecunia non ci pensa, freme su altre frequenze, ma è pericoloso allo stesso modo. E’ anche lui sudato e volgare, ma essendo molto più chic risulta ancora più subdolo. Capisci, non lo fa per piacer suo, è missione per conto della cultura.
Ovviamente il nostro Pedretti non è un agente, e non è necessariamente un editore. E' soltanto uno che c'è.
Riconoscere il Pedretti. Poi sta a te decidere se lavorarci oppure no. Sono scelte.
Questa è la prima cosa importante da sapere per muoversi pragmaticamente nel mondo del fumetto, le altre le vedremo dopo.

12 commenti:

Ric ha detto...

Cristosanto! Grazie Diè, ma davvero col cuore eh.
Mi permetto solo una considerazione: io son d'accordissimo con te sul fatto che uno deve fare i suoi errori e trarne le dovute lezioni, così come imparare a muoversi da soli è importantissimo.
La mia richiesta di consigli nasceva più dallo scoramento che spesso deriva dal trovare davanti a se dei veri e propri muri per così dire. Nel senso che tante volte gli errori neppure te li lasciano fare, e senza riscontri per quanto puoi metterti a ragionare non riesci a capire se stai facendo bene o male. Poi magari mi pongo male io, ma la maggior parte delle volte non ho proprio avuto riscontri nei miei tentativi, neppure un vaffanculo che comunque sarebbe stato formativo.

Comunque attendo gli altri post.

Per ora ribadisco, grazie davvero.

A presto.

Riccardo

Diego Cajelli ha detto...

@Ric
Ma sul serio non si usa più la "formativa stroncatura"?
Io ne ho prese (e ne prendo ancora) a vagonate...

Ric ha detto...

Ripeto, magari son stato sfortunato io eh ma diciamo che tre volte su quattro nei miei tentativi (modesti quanto si vuole) non ho ricevuto feedback. Mi sarò rivolto alle persone sbagliate magari, non so. Tutto ciò attraverso la rete comunque, ma mi sa che devo cominciare a frequentar le fiere.

Daniele ha detto...

Vedi che la prima lezione te la sei già impartito da solo? Meno internet, più fiere.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Forse, Ric (fammi sapere se ho interpretato il pensiero) intende dire che

gli editori "neppure si prendono la briga di rispondere".

E' una brutta abitudine.
Mi è capitato proprio negli ultimi giorni di pregare un editore italiano

(tanto capirete facilmente di chi parlo), di usare almeno una letterina

standard di risposta.
Nel caso dei più meritevoli, la letterina potrebbe essere personalizzata.
Quindi, "dalle mie parti", spero che le cose si metteranno un po' a posto.
Vanno dette, però, due cosettine.

La prima è che agli editori arriva una valanga di materiale.
Il più delle volte davvero scadente.

Ripeto... è un comportamento cafone, ma capisco anche che qualche

editore, dopo un po' si arrenda e smetta di rispondere.
Anche perché raramente il giovane autore incassa con stile.
Alla letterina contenente il gentile due di picche dell'editore, spesso

segue una nuova missiva del promettente (?) fumettista che chiede

spiegazioni.
Il problema è che l'editore non tiene corsi di fumetto.
Se ha detto "no, grazie!" bisogna prenderla con filosofia e ritentare.

Sarai più fortunato.

Tenete comunque presente che quelli bravi davvero, alla fine (e non ci

mettono neppure troppo tempo) vengono contattati e hanno la loro

piccola possibilità.
Se tutti vi danno picche, o state sbagliando obbiettivo oppure dovete

farvi delle domande.

Molto più complesso, per un editore, valutare uno sceneggiatore.

Leggersi una sceneggiatura è veramente noioso e richiede tempo.

Pretendere che un editore che non ha richiesto il vostro elaborato,

spenda 3-4 ore di tempo per leggervi, è davvero tanto.
Soprattutto perché non siete soli.
Più semplice se riuscite a farvi disegnare una storia e magari ad auto

produrla. Leggere un fumetto fatto e finito risulta più leggero.

Aneddoto.
Nel lontano 1989 presentai un improbabile book pieno di disegnacci

orridi a Claudio Nizzi.
Ricordo che lui lo aprì e lo richiuse immediatamente.
Aveva visto un disegno su 30.
Mi disse: "Siamo lontani."

Fu una cinghiata nei denti ma contemporaneamente un grande stimolo.
Una specie di selezione all'ingresso.

Ric ha detto...

@Daniele: hai ragione! :)

@Giuseppe Di Bernardo: grazie anche a te, ogni consiglio è prezioso. Comunque sì, parlavo della tendenza a non rispondere di alcuni editori. Certo ora capisco un po' meglio anche il loro punto di vista. Poi a me andrebbe bene anche il ritenta sarai più fortunato, ecco.

Ma insomma, sto comunque prendendo appunti. :)

marcello ha detto...

@Ric Come ti capisco. Allora siamo (almeno) in due a porci male e a essere sfortunati...
In realtà, tanto tempo fa io ricevetti una risposta, gentile e negativa. avevo scritto una sceneggiatura (puoi capire: non sapevo neanche cosa fosse, una sceneggiatura) e la spedii a Bonelli, al curatore della serie Dylan Dog. Con mio grande stupore mi rispose Marcheselli che cercando di essere il più delicato possibile cercò di farmi capire che quella non era una sceneggiatura e che se proprio mi andava di farlo avrei dovuto lavorare parecchio per riuscire a scriverne una, un giorno. Aveva ragione.
Poi aggiunse una cosa che mi spiazzò: ancora oggi, mi fa sorridere. Disse che comunque quello era un periodo storico per il quale alla casa editrice era praticamente impossibile assumere nuovi sceneggiatori per Dylan Dog, anche perché "finalmente è tornato a scrivere anche Tiziano Sclavi" e quindi la scuderia era al completo (?!). Non sono mai riuscito a trovargli la giusta collocazione. Era un'affermazione spiazzante, forse voleva soltanto far leva sul fan che c'era in me, non so.
In tanti anni di autoproduzione (facendo fumetti, organizzando eventi, frequentando fiere ecc), comunque, ho visto che non esiste una formula precisa e diventare un professionista è un po' come vivere: ognuno ha i suoi tempi, i suoi modi e non sempre si arriva tutti fino in fondo. Ho visto professionisti (per me lo erano) faticare e giovani inesperti arrivare senza troppi sforzi (che poi non è mai così, il lavoro c'è e come!). Ho visto tanti arrendersi e tanti ostinarsi, senza neanche progettare un piano di riserva. Perché poi il rischio è quello di ritrovarsi in età avanzata con un pugno di mosche e neanche la più pallida idea di come riuscire a pagare l'assicurazione della macchina (per i più fortunati!). Di questi tempi bisogna stare attenti.
Io penso che se la passione è tanta e tale, e se si hanno le spalle coperte (un tetto e un piatto di pasta) beh, allora l'unica soluzione e continuare a fare fumetti e lavorare sullo stile e i contenuti, senza pensare tanto a come diventare professionisti, perché in qualche modo se di talento si tratta, presto o tardi il treno passa. Ma in generale non esiste una formula precisa e come diceva Diego bisogna imparare tanti aspetti (magari anche quello di sapessi porre e proporre nel giusto modo, perché no, facendolo nel momento e con le persone giuste) spagliando e andando a sbattere il naso in quei muri che sembrano insormontabili. Ma questo è solo il parere di chi ci prova da tanto tempo e ancora è lontano dal raggiungere l'obiettivo!

Paul Izzo ha detto...

Mi sento di consigliare da aspirante "prendi porte in faccia" sceneggiatore di:
rodarsi sul web
presenziare alle mostre
utilizzare i social network
fare tanto esercizio
E al limite, se proprio non va, comprarsi una casa editrice e ... Conquistare il mondo



Parola di Prof.

Fabio D'Auria ha detto...

DiBe, fai attivare una mail apposita per le submission con impostata una risposta in automatico del tipo: "Grazie per la sua mail, le leggiamo tutte, rispondiamo solo a chi non ci fa cagare"

Così almeno da consolare l'aspirante che la mail è arrivata.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Sì, Fab, potrebbe essere un'idea.
A parte gli scherzi, dobbiamo anche essere realisti. Lo so che la mamma e gli amichetti a scuola gli han detto che "sono tanto bravi", ma nella maggior parte dei casi, il lavoro proposto è imbarazzante.
Così è la vita.

Non credo che fuori dal fumettomondo, a fronte di centinaia di curriculum inviati, gli aspiranti lavoratori ricevano molte risposte dalle aziende.

Anonimo ha detto...

Scuderia al completo su Dylan Dog? Ne arrivano di continuo di gente nuova, quindi per me in parte è una grossa balla.

gex

Massimo ha detto...

Bellissimo post, ma aggiungo una preghiera: si potrebbe finire il Diegozillab? ormai ne manca solo una, dai dai dai...