mercoledì, novembre 30, 2011

Fumetti, perdonami.


Sono un triste bastardo cannibale corporativo berluscrotalo fornitore di tiggìuno e ci ho messo un po’ a capire che ho sbagliato a pronunciarmi sull’ultima faccenda fumettosa.
Io non ho il diritto di dire quello che sento, perchè vengo pagato per il mio lavoro.
E’ una questionaccia lo so.
La mia percezione del mercato e della situazione culturale in Italia è viziata dalla mia esperienza fallimentare da un punto di vista cu cu culturale e a a artistico. Ho pisciato fuori dal mio vaso, quello dell’intrattenimento. Quindi chiedo ancora scusa a tutti. Evidentemente di alcune cose può parlare a ragion veduta solo chi quelle determinate cose le fa.
Oh, senza tener conto dei risultati, sia chiaro. Perchè comunque siamo in Italì e la ggente non capisce gnente per definizione.
Eppure a me sembrava l’esatto contrario.
A me sembrava che nei riguardi del meritevole fumetto di qualità ci fosse una spettacolare attenzione da parte dei media, dei critici, dei lettori, delle giurie e non ultimo anche da parte del marketing.
Il tutto a partire dal mettere “di qualità” di fianco alla parola fumetto. Sono stato accompagnato, indottrinato, catechizzato, istruito, laureato ad apprendere e apprezzare i metatesti. Milioni di parole mi hanno fatto capire le esigenze, le scelte, le genialità, le interpretazioni, le importanze, la contemporaneità, la necessità storica di opere e autori.
Fanniente. Mi sono sbagliato, ho visto male. Del resto se un autore non ha alcun obbligo, seguendo il terzo principio della dinamica, ci sarà qualcun altro che li deve avere. Eccomi. Sono io.
E in effetti mi sono sentito in obbligo di leggere, approfondire, capire i pregi e le difficoltà del fumetto di qualità papparappa pappapppà. Un amore non corrisposto, dannazione. Ma è giusto che sia così. Tutto quello che non è fumettosamente uguale o affine è nemico. E su sul nemico si possono spalare quintali di merda a prescindere. Per partito preso.
Bisogna stare attenti a dire certe cose. Che se a me viene detto di andare a zappare la terra, è soltanto di lavoro e storielle che si parla, ma quando ci si rivolge agli autori è della loro vita che si sta parlando. Ed è diverso. Profondamente diverso.
Buffo però come alle volte, le discussioni sui fumetti assomiglino ai fumetti. E qualcuno abbia bisogno di didascalie per comprendere a pieno il senso di quello che sta leggendo.
Didascalie e virgolette per evidenziare l’antìfrasi, questa sconosciuta.

38 commenti:

carlpaz ha detto...

mi sono perso una puntata?
hai qualche link di aggiornamento, oltre al tuo primo post?
ciao.

Diego Cajelli ha detto...

Link?
Ma no, dai, non è più divertente usare Google?

Matteo Casali ha detto...

Che dire, Diego...
Sono d'accordo con te.
Lo avevo scritto senza aver letto le tue dichiarazioni in un post sul blog di Gipi, che però non ho più ritrovato quando sono tornato a vedere le eventuali risposte.
Non avanzo alcun sospetto di dolo, ovviamente, qui c'è solo la mia iNETtitudine a cui dare la colpa.
Se avrò tempo e modo lo ribadirò.
Ma sono d'accordo praticamente su tutto.
Specie sul discorso di attenzione mediatica per certe opere rispetto ad altre da sempre penalizzate. Che ormai, se non fai "i" (che per me restano "le") graphic novel, a volte sembri essere un becero peracottaro, come se il lavoro di scrive fumetti di tipo diverso non meritasse lo stesso grado di rispetto.
Buffo.

carlpaz ha detto...

probabilmente non ho sacrificato abbastanza vitelli grassi a
google o tep.
ho trovato qualcosa su house of mistery, fumetto d'autore, ma niente contro il tuo post dell'altra volta...

ho sfogliato il fumetto di Monti.
brrrrrrrrr....

Daniele ha detto...

Dovevi fare l'artista da grande.

Ettore Gabrielli ha detto...

non ci si può distrarre un attimo che ne succedono di ogni... ma è grave se dopo la curiosità iniziale me ne sono fregato? visti i risultati forse no, come al solito si amplificano le cose ben oltre il loro stesso essere, finendo per tirare nel mezzo a cazzo le persone e perdendo tutti gli spunti di riflessione per far caciara.

Diego, continua a dire tutto quel che vuoi, visto che non mi sembri certo uno che spara alla cazzo ma ponderi: la gente leggerà sempre come gli pare ogni cosa, a prescindere dalle tue intenzioni. Se vuol vedere uno spunto di discussione bene, se cerca solo il pretesto per litigare cavoli loro :)

@carlpaz: cercare soddisfazione nel disprezzare il Monti fumettista mi pare rientri nello stesso circolo di maligneria, dai. il fumetto è invece interessante (il che non significa che a gusto personale non possa far cagare a spruzzo); l'aver detto una leggerezza non è motivo per screditarlo a prescindere

il trinchero ha detto...

Diè, però dai, rilassati. Ma che ti frega, lavori per la migliore casa editrice di Italia, ti fai robe "più tue" per altre case editrici. Hai un blog molto seguito, mangi bene. Non so, sembra che tu voglia riconoscimenti da quella stessa intellighenzia che schifi. Scrivi una graphic novel, falla disegnare a qualcuno che c'ha la mano tremula, e avrai anche quei riconoscimenti. Ma in ogni caso, stai sereno. Senza polemica, davvero.

TheBlackMonk ha detto...

Capisco il rodimento di culo. Capisco il sangue marcio e il fegato ingrossato. Nel mio campo mi faccio pure di peggio, forse perchè sono davvero un rosicone, chissà.
In questo campo, invece, menefotto. Scritto tuttattaccato: menefotto.
Piscio in testa ai fumettoni d'autoroni così come piscio in testa ai metallari di nicchia, non mi interesso, non mi incazzo, non li vedo proprio.
E tu ti chiederai, e a me?
Ecco, la prossima volta che ti girano ad acceleratore di particelle, fammi uno squillo, e ti inonderò del mio nullo interesse per detti signori, affinchè anche tu possa dire: "and none of the blissful fucks wasw given that day"...

MicGin ha detto...

guarda, ti metto qui un pezzo di un mio commento alla stessa discussione che ho proseguito anche sul mio blog.

La platea di Lucca ha applaudito forse anche perché l'Italia non Taniguchi, Jeff Smith etc. E il discorso di Monti ha forse catalizzato un sentimento di delusione verso le potenzialità inespresse del fumetto italiano. Pur avendo lui sostenuto una testi anche piuttosto confutabile.
Spero di riuscire a sviluppare questa discussione, nata da un episodio tutto sommato piccolino, per affrontare il vero tema del fumetto italiano e del perché non riesce ad esprimere il suo potenziale valore.


ecco, anche questo tuo post dimostra che il riportre le frasi di MOnti, abbastanza estrapolate dal loro contesto, è servito come detonatore per parlare di altro.
non vorrei che tu cadessi in un atteggiamento vittimistico. collaborare ai fumetti seriali non vuol dire avere meno dignità di coloro che scrivono graphic novel. E non necessariamente vuol dire essere meno "culturali". Gianluigi Bonelli è stato un gigante del fumetto al pari di Hugo Pratt. Così come sia te che Michele Petrucci, tanto per fare dei nomi, lavorate con la stessa qualità nei vostri rispettivi campi. E infatti vi apprezzo tanto entrambi.
Insomma... non è che con questo post manifesti insicurezza rispetto a come viene percepito il tuo lavoro autoriale?

MicGin ha detto...

l'altro punto riguarda le potenzialità del fumetto italiano. e anche qui, il tema investe sia il fumetto seriale che quello che oggi chiamiamo graphic novel

ps nel pezzo citato c'è un refuso. la frase corretta è
La platea di Lucca ha applaudito forse anche perché l'Italia non ha Taniguchi, Jeff Smith etc.

Gipi ha detto...

Vabbè. Ti ho scritto. Guarda le email.

Frank ha detto...

Questo, probabilmente
http://mattatoio23.blogspot.com/2011/11/guerra-e-pace.html
Aria alla lingua, secondo me...

carlpaz ha detto...

grazie Frank.
breef nuovo idolo.

letteratura scritta superiore a quella disegnata in questo momento.

e poi si chiede come fa waits a vendere in paese come l'america? e monti invece non sopravvive in italia.
m ache c'entra tom waits con il fumetto? che Capossela, De Andrè, o Paolo Conte non hanno mangiato con le loro canzoni?

mah...

MicGin ha detto...

ma che discorsi sono, carlpaz, come fai a paragonare artisti musicali avviati e noti, che hanno fatto le loro brava gavette, con un autore cresciuto su un'autoproduzione collettiva...? soprattutto nel campo del fumetto, qualunque autore, sia che voglia fare il seriale, sia che voglia fare libri, può impiegare anni prima di costruirsi una professionalità retribuita. come sa bene anche diego che mica è entrato in bonelli a 18 anni, al primo colpo...

carlpaz ha detto...

non io micgin, l'ha fatto breef il paragone tom waits che vive bene, impossibilità di campare con fumetto d'elite in Italia.

carlpaz ha detto...

ecco cosa ha detto di preciso

"E l'immenso Tom Waits, come ha fatto a invecchiare senza diventare un barbone senza soldi, proponendo la sua musica (sempre in evoluzione) nel paese della Germanotta?... Nel fumetto italiano due giganti così sarebbero forse stati notati da un editore illuminato che poi dopo il primo libro, visto le scarse vendite, li avrebbe scaricati o obbligati a fare qualcosa di più "lineare".

quindi dillo a Galli, non a me

MicGin ha detto...

sorry! ok!

Anonimo ha detto...

...che bello questo fumettomondo!
Si si bello bello...
Fumettari di serie A e fumettari di serie B... retrocessi e promossi e fumettari in Champions...
e tutti amici di tutti... e uccelli paduli per tutti...
Divertente come la lotta nel fango di giovani lolite...
decisamente meno erotico ma comunque bello...
..ah scusate... ho interrotto lo spettacolo...prego prego continuate pure..

..eh già vanno a due due i poeti..

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Il fumettomondo non è diverso dal mondo reale, là fuori.
Si parla a vanvera, non ci si ascolta, si sputa nel piatto in cui si mangia.

Comunque, non esiste nessuna dittatura dell'immaginario, per fortuna. Basta guardarsi indietro per un attimo e capire quanto il fumetto d'autore sia filtrato nel popolare.

Il "sistema" si combatte dall'interno, non facendo le barricate.

Un abbraccio, Dié.

http://dibernardocomics.blogspot.com/2011/11/di-monti-e-mari-di-china.html

Matteo Casali ha detto...

Ho visto solo adesso il video dove Monti parla a Lucca.
Voglio pensare a panico da microfono.
Perché alcune delle cose che ha detto sono oggetivamente fastidiose.
Poi non so, magari sono io...

Giorgio Salati ha detto...

"I lettori di Tex mi fanno pena".

Quando leggo affermazioni come queste mi girano a mille. E cose come queste le sento dire anche da colleghi cari amici, tipo "Odio tutto ciò che è Disney".

Non capisco.

In linea generale non mi fanno impazzire Alan Ford o Sandman (non c'entrano nulla, ok), ma non per questo li disprezzo.

Magari un domani scopro che mi piacciono pure.

Giorgio Salati ha detto...

Ma soprattutto: Akab, che non conosco e immagino persona rispettabilissima, mi pare di capire che abbia lavorato per Marvel e DC. In che modo quello dovrebbe essere fumetto più degno di Tex?

Mi pare che Marvel e DC siano per gli USA una dittatura fumettistica più forte di Bonelli, Disney, Diabolik per l'Italia.

Che senso ha parlare di "guerra culturale"?

Giorgio Salati ha detto...

Per dire: anche i lettori di Marvel gli fanno pena?

AKAb ha detto...

..sono un tipo compassionevole.
cmq è sempre tutto un fraintendersi.non mi frega di Monti. ne di Tex. mi frega mettere a fuoco le reali problematiche nel lavorare in questo disgraziato settore oggi. ovvio che questo discorso non possa toccare chi ha deciso di lavorare per bonelli e affini.ma la questione rimane.e mi pare maledettamente seria.

Giorgio Salati ha detto...

Ok AKAb, grazie per la risposta quantomeno civile (di solito è tutto un tirarsi i pomodori a vicenda).

Peraltro sono anche abbastanza d'accordo con te, sulla problematica generale.

AKAb ha detto...

si. è grottesco. e ti ho risposto anche da gipi..

Aniene ha detto...

@Akab: però un po' ci avete pure la faccia come il culo. Tu e i tuoi amichi che continuate a riempirvi la bocca di cultura, del fumetto come arte, del dolore e dell'essere diversi ecc. ecc., poi ve ne uscite con terminologie da venditori di spazzole come "lavoro" e "settore".

Decidetevi, o ne parlate dal punto di vista artistico oppure ci hanno ragione i mercenari/travet bonelliani che scriveranno stronzate (e mi scusi il padrone di casa ma per me tre volte su quattro son stronzate...pure le sue per quanto si impegni con la documentazione, cazzi e mazzi) ma almeno ci mangiano (pure etnico o in giro per il globo).

Saluti a tutto il fumettomondino.

Anonimo ha detto...

Tutti qui mi sembra che abbiano le loro ragioni, ma frequento le fiere da un po' e malgrado la crisi trovo che siano sempre piene di gente.
Ora non venitemi/vi a raccontare che sono solo piene di costplayer, di manga fan e di appassionati di giochi di ruolo.
I sacchetti nelle mani delle persone, sono gli occhi di tutti e non sono solo di queste categorie.
Porto la fiera a esempio, perchè lì non ci sono filtri, intermediari, distributori e quant'altro, solo domanda e offerta.
Mi sorge quindi la seguente domanda:
Come mai certi gioielli della letteratura fumettistica, restano ordinatamente disposti sui banchi, dal primo all'ultimo giorno senza avere riscontro di pubblico?
In un luogo dove un semplice passaparola decreterebbe il successo immediato?

trincherz ha detto...

anonimo, mavvaffanculo!

marcoficarra ha detto...

Pur condividendo gran parte delle cose che hai scritto non ho capito perché le colleghi alle frasi di Monti. Forse ho perso qualche pezzo e non fa niente mi rileggerò i due post e i vari commenti. Io ne ho scritto nel mio blog e mi permetto di "stroncare" la polemica tra fumetto di seria A e serie B. Se c'è chi snobba ha il diritto di farlo questo però non deve diventare l'atteggiamento di chi scrive sui fumetti da critico o da specialista. Sinceramente in Italia non vedo il problema, forse la stampa si è invaghita della graphic novel come di facebook o adesso di twitter senza capirne un granché.

Anonimo ha detto...

Vedo che Trincherz porta la discussione a un livello di inarrivabile qualità!
Complimenti!
Dai, facciamo così... Alla prossima fiera compro 3 copie delle tue cose.

senility ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Frank ha detto...

Di tanto in tanto viene fuori la solita discussione tra fumetto d'autore e fumetto popolare, come se il fumetto non fosse popolare per definizione. Capirei di più se la distinzione fosse tra fumetto sperimentale e ortodosso. E poi scattano gli antagonismi, qui innescati dalle dichiarazioni avventate di un esordiente che pare invochi dei vitalizi statali. Ora, secondo me, invece di avvitarsi su queste categorie evanescenti sarebbe meglio provare a parlare di qualità (letteraria, artistica) e di contenuti. Così magari si scoprirebbe che in quanto a qualità e contentuti - e per differenza di mancanza degli stessi - fumetto d'autore e popolare abbondano in egual misura. Anzi, direi che spesso nei fumetti d'autore (odiosa parola, quasi come graphic novel)abbonda fuffa, poco talento e arroganza intellettuale (col vantaggio della categoria autorale che pare possa camuffare ogni lacuna).,Al contrario nel fumetto pop spesso abbondano talenti e contenuti "alti". Un tempo il fumetto autore oltrepassava il fumetto popolare per svilupparne temi con tecniche sofisticate. Ora, sembrerebbe, basta la velleità del dichiararsi autori, disegnare così così e pretendere ulteriori letture per essere compresi.

trincherò ha detto...

23° Sagra della Banalità!
Oltre a Ovvietà e Lapalisse in Frittura, potrete gustare anche la specialità Contraddizione in Termini, e un magnifico dessert di Pressapochismo. Percentuali a Caso e Statistiche alla Belinchetanega solo la Domenica.
Il sabato si balla revival '70 '80 con "Autore e I Popolani"!

Frank ha detto...

Qualità e Contenuti. E poi magari Stile, ma senza barare.

Anonimo ha detto...

Prendo un dettaglio dei commenti per notare una cosa, forse due:
Capita spesso che si faccian distinzioni tra fumetto alto e fumetto basso, partendo proprio dai personaggi più "commerciali" -notare le virgolette- tipo Batman e Superman oppure l' uomo Ragno e Capitan America; sembrerebbe che per il semplice fatto che Batman sia stato fatto sia cinematograficamente che fumettisticamente da certi calibri tipo Burton e Miller siano a prescindere fumetto acculturato. L'Uomo Ragno prima che facesse il botto non se lo cagavan granchè poi è arrivato Raimi che ha un passato da Horror Low Budget (La Casa è un cult) e dunque anche Spidey appartiene al fumetto di "un certo livello".
La "fighetteria" fumettistica praticata da gente come tal Monti o da chi ha letto poco o niente di fumetto ma pretende di sindacarne a iosa, sopratutto senza essersi MAI fatto davvero le ossa,implica che Superman (tranne il film con Reeves) o Capitan America NON siano nè fumetti nè films di cui interessarsi anzi, vanno screditati con causali al limite del ridicolo per esempio usando il solito "anti americanismo" che ovviamente nulla hanno a che fare nè con la qualità e la storia del fumetto o del film!
Oltre a ciò la mia impressione è che il fumetto alto e quello basso sia una "Cagata Pazzesca!" anche se tendo a valutare la grandezza di un fumetto rispetto alla produzione generale -popolare- per le sue caratteristiche IN SE'. E questa cosa ancora nella testa bacata di chi è fa distinzioni non è entrata.
Altra cosa, si PUO' essere arte ma, è anche un dannato lavoro! Tutta l'arte è un dannato lavoro!

isa

senility ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
trincheruz ha detto...

Si è indicizzato tropo xfactor, ne arrivano troppi.