mercoledì, ottobre 12, 2011

Wired di Ottobre.


Quella qui sopra è la copertina del numero di ottobre di Wired.
Noti niente di strano?
Un numero dedicato a Steve Jobs. Va bene, ci mancherebbe. Però c’è qualcosa. Guarda bene la cover e leggi quello che c’è scritto sopra.
Hai visto?
Questa è la copertina del nostro fallimento. Definisce, in modo netto e preciso, circostanziato e sublime la nostra inadeguatezza.
E’ una cosa piccola, quasi impercettibile. Scivola via senza essere notata. Appunto per questo motivo è estremamente significativa della nostra forma mentis da perdenti.
L’hai vista?
Ti aiuto.
E’ in questo titolo.


E’ una cosina minuscola. E’ una parola. Ma sono sempre le parole a fotterti, perché le parole sono il veicolo per dire al mondo quello che pensi. E quando pensi male, usi le parole male.
Sì, è un termine che si può utilizzare anche così, è nel nostro linguaggio comune. Ma non mi importa. E’ la sua radice etimologica a indicare che abbiamo perso.
In più, la misura di quanto sia grave la situazione è direttamente proporzionale al non accorgersi che c’è una parola/concetto che stona in quella situazione e in quel contesto.


Prodigio.
Apriamo il dizionario.
Prodigio (sm.) Fenomeno straordinario, miracolo, portento. Avvenimento che sembra voluto dalla divinità. Sinonimi: fenomeno, magia, miracolo, stregoneria.

L’uso di quella parola non può e non deve passare inosservato.
Sulla copertina di un magazine italiano dedicato alla tecnologia, ai nuovi media, alle idee che cambiano il mondo, si definiscono i prodotti della Apple come prodigi.
Lo stesso termine che usano i popoli tribali del Borneo per descrivere l’aspirina.
E no, cazzo.
Non me la prendo con chi ha materialmente scritto quella parola, o con chi ha approvato la copertina. Non ce l’ho con Wired o con il suo nuovo direttore. Noto semplicemente l’uso che viene fatto di "prodigio".
Le parole nascono nell’orto dove cresce il modo di pensare. Per cui, tecnicamente, scrivere "prodigio" è il frutto del nostro italico penzziero. Siamo dei loser anni 50 che guardano con timore alle diavolerie elettroniche.
Apple o non Apple, Jobs o non Jobs, la tecnologia non è frutto di stregoneria, di miracoli, o di volere divino.
E’ il frutto di un lungo lavoro.
Il lavoro di squadre di ingegneri, tecnici, specialisti, designer, fisici. La lista è lunga.
Persone che lavorano, studiano, si impegnano. Persone che hanno un progetto o un sogno.
Nello specifico caso della Apple, azienda può piacerti o non piacerti, il loro è il risultato che si ottiene quando vivi, lavori, sogni in un Paese che non costringe alla fuga i suoi cervelli migliori.
E’ il frutto di anni di impegno, in un luogo dove ha senso essere affamati e folli. Come diceva l’uomo in bianco e nero in copertina.
Affamati e folli, ovunque ma non qui.
Qui, dove l’unica cosa che viene legittimata ogni giorno è la folle fame di fica di un settantacinquenne e tutto quello che ne consegue.
Qui, dove aspettiamo sul serio qualcosa di prodigioso che non arriverà mai.

14 commenti:

Patrizia Mandanici ha detto...

Hai ragione, sotto c'è un modo di pensare che è comune al nostro paese, dove si continua a sentire più familiarità con il concetto di "miracolo" che con la tecnologia.
Se una rivista come Wired però accoglie ancora questo tipo di linguaggio, be', è abbastanza triste...

rae ha detto...

io avrei detto che la parola incriminata è "iphonici"

Anonimo ha detto...

A me sembra solo un termine messo lì per dare una connotazione di "figatona pazzesca" a qualunque cosa abbia il marchio Apple.
Sinceramente mi fa molto più orrore l'aggettivo "iPhonico"....
Emi

Giulio ha detto...

Vabbè, c'è da dire che Wired spesso usa termini altisonanti, soprattutto in copertina. Inoltre in questo numero c'è un lungo articolo in cui si parla, in maniera piuttosto ironica, del profeta steve jobs, i suoi "miracoli", il vangelo secondo jobs, i suoi comandamenti ecc ecc... quindi in questo contesto la parola prodigi, per quanto un pò sciocca, ci può stare.

Inutile aggiungere che sono d'accordissimo con la tua analisi. E comunque Wired in questi anni sta facendo molto, impegnandosi a diffondere storie di cervelli brillanti che restano in Italia e portano innovazione, oppure portando il wifi in paeselli minuscoli in giro per l'Italia... certo, quando ti scontri con una realtà sociale fatta di vecchi e governata dai vecchi, raggiungere determinati obiettivi non è facile.

I*Man ha detto...

La questione secondo me è ancora più sottile: se fosse un numero dedicato a microsoft non avrebbero mai usato quella parola.

E' che Wired (e questo numero in particolare) è da tempo impegnato nella stantificazione di Steve "iJesus" Jobs.

Ciò che esce dalle sue fabbriche è per definizione emanazione diretta della mente del messia, creato e non generato (nè assemblato). Un miracolo (o prodigio) nel senso teologico del termine.

T.

Anonimo ha detto...

noi SIAMO primitivi...

Futaba

fcoraz ha detto...

E, con vero tempismo da avvoltoi, questo numero ce l'avevano pronto per essere stampato da mesi.

stefano ha detto...

No. Io l'ho preso in edicola diversi giorni prima della morte di Jobs. Si tratta di coincidenza e non di prefica, in questo caso. Al contrario, si sono bruciati la copertina del prossimo mese.

fcoraz ha detto...

Allora portano sfiga. Immagino che le copertine precedenti siano state dedicate a qualcuno di questi http://it.wikipedia.org/wiki/Morti_nel_2011

Anonimo ha detto...

azzo fcoraz ... thanks a lot..leggere la tua lista mi ha messo di buon umore...
Anke se ammetto...ogni tanto serve ripassare il concetto...
magari addolcito con un pò di "vecchia" poesia anni 80..

http://www.youtube.com/watch?v=9UVhl8t3Tu8

Alessandro Di Nocera ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Di Nocera ha detto...

La tua analisi è perfetta.

PETRO ha detto...

io pensavo ci fosse un problema tra la foto di Jobs e il titoletto sopra: "Vivere 200 anni"

Nathan Never ha detto...

Come dicevo altrove (forse sul blog di Recchioni? Boh!), la nuova conduzione di Wired l'ha reso una cover (o remake) di GQ. Povero me che ho rinnovato l'abbonamento per altri due anni prima di rendermene conto :(