giovedì, ottobre 27, 2011

Countdown dimensione zero!




La portaerei Nimitz, durante un’esercitazione, si infila in un wormhole.
Il varco spaziotemporale trasporta la nave nel 1941, il giorno prima dell’attacco giapponese a Pearl Harbour.
Quasi subito, gli F-14 ingaggiano un duello aereo con gli Zero nipponici in ricognizione.
L’esito è scontato.
Il capitano della Nimitz è in crisi. La portaerei, con la sua tecnologia e i suoi armamenti, potrebbe sventare da sola l'attacco dei giappi.
Interveniamo?
Cambiamo la storia in modo radicale?
Quali conseguenze ci sarebbero?
Dubbi, intrecci, giochi con la storia e la tecnologia, sottotrame iniziali che si risolvono nel finale, colpi di scena.
Bene. Dopo sei stagioni di Lost, due film sui rampolli della famiglia Darko, e chi più ne ha più ne metta, questo plot è già sentito e già stravisto.
Se non fosse che “Countdown dimensione zero” è un film del 1980 con Kirk Douglas, e un giovanissimo Martin Sheen (Apocalypse Now è dell’anno prima).
Non deve essere stato semplice usare la narrazione quantistica e renderla comprensibile per il pubblico di allora. Nel complesso è un filmazzo classico, con tutti i difetti dei filmazzi classici, soprattutto nella versione italiana, dove ci sono alcune traduzioni “fantasiose”. Aggiungici una colonna sonora davvero pomposa e un ritmo leeeeento.
La Nimitz è al centro della scena. Anche troppo. Sembra un documentario sul fiore all’occhiello della marina americana dell’epoca. Molte scene di massa, descrizioni accurate di procedure specifiche, quasi fosse un film da propaganda per l’arruolamento.
Kirk Douglas fa Kirk Douglas. Secco, duro, tuttodiunpezzo. Martin Sheen da giovane, fa la tipica parte di Martin Sheen da giovane. Un consulente civile a bordo “quasi” per caso.
C’è anche quella grande faccia di Charles Durning. Caratterista che tanto ha dato al cinema a stelle e strisce.
Il plot visto nel suo contesto storico, è davvero sorprendente.
La regia è rigorosa e senza manierismi, come in tutti i filmazzi classici. I combattimenti aerei ricordano, per inquadrature e ritmo, quelli di Top Gun, un film che arriverà in sala sei anni dopo.
Un film da vedere. Male che vada, lo puoi mandare avanti nelle parti noiose, come si faceva con i porno.


Countdown dimensione zero
(The Final Countdown)
USA, 1980.
Di: Don Taylor.
Con: Martin Sheen, Kirk Douglas, Katharine Ross, James Farentino.

9 commenti:

Officina Infernale ha detto...

visto all'epoca al cinema....

CREPASCOLO ha detto...

La mia sposa ha fondato anni fa lo Emilio Estevez Fans Club sezione Corsico ( MI ) e ti ringrazia dal profondo del suo cuore di true believer per aver detto che Sheen ( classe 1940 ) era un giovine all'inizio degli anni di plastica
( la definizione di Altan era anche meno gentile, ma mi autocensuro ).
Io non condivido tutte le passioni di Crepascola: riesco a dormire profondamente durante una maratona di Brothers and Sisters, trovo che le sue pietanze siano troppo salate e sono caduto in depressione quando, negli anni novanta, si bisbigliava che Charlie Sheen sarebbe stato Peter Parker in una pellicola di Cameron. Non ero stato così male nemmeno quando lessi che Coppola aveva ''protestato '' Harvey Keitel e lo aveva sostituito con Martin Sheen nella sua versione di Cuore di Tenebra ( era in predicato per il ruolo anche il ns Giancarlo Giannini ndr ), ma amo la mia mezza mela con un trasporto che non vivo nemmeno per la mia copia near mint di 2001 Odissea nello Spazio di Kirby e studio la vita della famiglia Estevez con lo stesso zelo con cui altri sono biografi di Lennon, Belushi o Lady Gaga.
Ho rintracciato, tanto per fare un esempio, lo script di una pellicola mai realizzata in cui il capitano Willard entrava in un cronocanale biscifornme su ordine dei soliti MIB pre Castelli e pre X-Files e pre signori Smith e Jones per sbucare a Dallas nel '63 poco prima dell'attentato a a JFK ( Sheen interpretò il prez più amato negli USA in una ineffabile miniserie televisiva negli anni ottanta quando era ancora giovine according 'Zilla & Crepascola ndr ). Il suo compito è stecchire Lee Harvey Oswald e sostituirlo con Dracula according Coppola ( Gary Oldman è stato sia il capro espiatorio della vicenda Kennedy sia il vampiro di Stoker anche se sempbrava il cosplay di Zucchero Fornaciari ndr ). Il non morto si sarebbe infiltrato in Cosa Nostra e avrebbe riscritto gli accordi che risalivano al tempo in cui il patriarca Joe Kennedy flirtava con Gloria Swanson non ancora sul viale del tramonto. La storia così come la conosciamo saltellava siccome un puledro selvatico ed ho trovato perle come Jodie Foster che gambizza Bob De Niro impedendogli di disarcionare Ron Reagan mentre sta girando un B-Movie. Il produttore non sapeva se sganciare i dindi per Martin Pescatore di Opzioni Perse a Tempo Perso ( titolo vagamente wertmulleriano ) o per Il Giallo del Bidone Giallo ( con gli Estevez bros ). Sappiamo come è andata. Peccato ?

puccio ha detto...

Il giallo del bidone giallo è uno dei miei film preferiti! (non c'entra niente col post, me lo ha fatto tornare in mente Crepascolo col suo commento).

Se si parla di viaggi nel tempo, comunque, non posso esimermi dal recuperare il filmazzo in questione.

Locomotiva ha detto...

Lo veddei, lo veddei.

Si, in effetti stava montando l'era Reaganiana, e si sente.
La Marina degli Stati Uniti ci mise del suo ed è un po' pomposetto (vojo dì: Top Gun che era, se non un spottone?)

In più, alla Marina è anche venuto il cagotto perché, facendo i bulli per le riprese con L'F-14 contro lo Zero giappo, c'è mancato un pelo che l'F-14 si impataccasse in mare.

Da quel giorno, le procedure operative per gli attacchi 'dissimilar' - cioè verso apparecchi con prestazioni diverse - furono radicalmente riviste.

Poi, si, per essere il 1980 è stato un bel salto in avanti - teniamo conto che i nuovi Star Trek-Next generaion e company sarebbero usciti sette anni dopo, Quantum Leap nel 1989. Terminator nel 1984.
Il Wormhole e l'alternate history non erano esattamente una cosa per il vasto pubblico.

Gua-sta Blog ha detto...

L'ho visto recentemente. Un po' sbrigativo il finale, con la coppietta anziana e ancora innamorata che accoglie la Nimiz allo sbarco. Se uno non si fa tante domande è carino, come tutti i film con i viaggi nel tempo. Sullo stesso filone, Philadelphia experiment per me era più bello.

CREPASCOLO ha detto...

Caro Puccio, temo che i fans di Emilio Estevez siano molto più numerosi di quelli di Napoleone e Jan Dix. Cattivi ! Io non ho le mie paginette SBE allucinate e vagamente crepascolari e VOI vi annidate nell'ombra per canticchiare Blaze of Glory unplugged ogni volta che Sky ripropone Young Guns.
Io vivo con una signora che ha visto al cinema ( '' non volevo nemmeno andare: mi ci hanno trascinata le amiche ...'') Mission: Impossible e ha scritto una letteraccia a De Palma xchè Emilio muore nel prologo e NON è NEMMENO NEI TITOLI DI TESTA O CODA. Doveva essere una cosa di portata ciceroniana perchè Brian ha rifiutato sdegnosamente di dare una chance al mio script per un film con attori carnosi tratto da Napo Orso Capo, sebbene la mia trovata di spostare l'azione in Svizzera e far dialogare il personaggio principale - non in jive, claro - con Yoghi e Bubu in forma di avatar del Mondo delle Idee Gialle come la Pietra ( Yellowstone World con tanti saluti ai Beatles che hanno pittato solo un sommergibile ) non fosse così male . Ho già detto che siete Cattivi ?

Anonimo ha detto...

Visto in TV recentemente. Mi ha fatto piacere riguardalo.
Ricordo che fecero anche un seguito ma che non mi appassionò altrettanto.

Francesco Dellamorte ha detto...

c'è una storia di Robinson Hart apparsa su Zona X che raccontava proprio di una protaerei Francese che tornava indietro nel tempo, che faceva vincere alla Francia una battaglia chiave, non mi ricordo quale, e poi ne futuro Robinson Hart si trovava i mesi francesi come Brumaio, l'ora non in 60esimi ma in 100esimi eccetera eccetera...

Era una delle mie storie preferite!!

Marco Pellitteri ha detto...

Vi consiglio allora "Zipang", il manga di Kaiji Kawaguchi, trasposto anche in una bella miniserie d'animazione. Il fumetto dice esattamente la stessa cosa, all'inizio: buco spaziotemporale, ma è una nave sofisticatissima giapponese del presente a finire nella Guerra del Pacifico, in un momento cruciale dal punto di vista giapponese, qualche sera prima della battaglia delle Midway.
Però il messaggio e lo svolgimento sono completamente diversi.