giovedì, settembre 22, 2011

Kitchen Confidential.


Bradley Cooper è un nuovo sex symbol. Me lo dicono tutti e io ci credo.
Così come credo che lo chef sia diventato per la televisione degli anni ‘10, quello che era il serial killer per il cinema degli anni ’90.
Se favolosi nineties avere un serialkilla era più obbligatorio del ribelle nelle boy band, oggi in tivvù scorrazzano branchi di chef.
Ramsay, Bourdain, Colicchio, Oliver, Buddy, un plotone di Top Chef, Rugiati, Borghese, la zia Pina, per un giorno, fuori menù, in astronave, in tre minuti e con ammore.
Roba che poi uno si chiede: si vabbè, ma adesso chi cazzo sta cucinando al ristorante all’angolo?
Non lo so. Ma sono un ragazzo alla moda. Lunedì comincio un corso di cucina. Ma di questo ne parleremo poi.
Kitchen Confidential. Strano. Serie chiusa del 2005, ci ha messo sei anni ad arrivare qui. Forse aspettavano che i tempi fossero maturi. Con duecento programmi sulla cucina e sui cuochi in tivvù, direi proprio che lo sono.
Produce Darren Star e si vede.
La serie è tratta dal libro omonimo di Anthony Bourdain tanto quanto Sex and The City è tratto dal best seller di Candace Bushnell. Con l’unica differenza che Kitchen Confidential è un libro bellissimo.
Nel telefilm si sente il peso di Anthony. Un protagonista che si chiama nientemeno che Jack Bourdain, chef di primo piano di un ristorante newyorkese.
I suoi pensieri fuori campo sembrano arrivare un po’ dalle pagine del libro, e un po’ dalle riflessioni che fa lo stesso Bourdain nel suo programma: No Reservation.
C’è molta New York, c’è molto sesso, c’è quel tipico umorismo che aveva Sex and The City prima che implodesse in un tracollo glitterato.
(Per la cronaca, il momento esatto in cui Sex and the city arriva al punto di non ritorno è l’episodio 13 della terza stagione. Da lì in poi è tutta discesa con qualche guizzo ogni tanto.)
Kitchen Confidential una stagione sola, 13 episodi, brevi. Non credo che il gioco potesse reggere oltre.
Per ora mi piace parecchio. Forse, ai suoi tempi, nel 2005 non è stato capito.
Cooper ha un fascino diverso rispetto a quello di Bourdain, ma c’è. E’ perfetto nella parte. In cucina si muove bene ed è credibile dietro i fornelli.
Il cast di supporto è composto da veterani del piccolo schermo. Gente su cui puoi contare. Caratteristi con sotto due palle così. Supercontinuity: Uno degli chef è stato salvato dal Dottor House. Poi ha messo la testa a posto, ha rinunciato alle sue perversioni sessuali ed è andato a New York per rifarsi una vita. Ed eccolo lì in cucina.
Alla Darren Star maniera, si ride quando c’è da ridere, ci si attizza quando c’è da attizzarsi, si riflette quando c’è da riflettere. Con o senza voice off.
Divertente, e con il grande merito di prendersela con i vegani.
Comunque sia, io non faccio testo. Ho un’insana passione per le serie che chiudono subito. Credo di avere dei gusti orrendi perché quando mi piace qualcosa, scopro che al terzo episodio hanno licenziato tutti.
Mi è successo con Undercovers (bellissimo!) con la versione americana di Life on Mars (fico!) e con Outsourced (fa ridere!).
Se lo guardi e non ti piace, io ti avevo avvertito.

12 commenti:

Davide ha detto...

sbaglio o...
supercontinuity: uno degli chef ha poi appeso il cappello al chiodo, preso una laurea in psicologia e fa il consulente per l'FBI (in Bones)?

pbm ha detto...

una domanda: hai visto Soul Kitchen, il primo dei film Fatih Akin che non sia più tragico dell'Orestea?

Diego Cajelli ha detto...

@pbm
Eh?!

@Davide
Giusto!

Anna ha detto...

Supercontinuity: uno degli chef ha deciso di continuare la sua carriera di cuoco solo tra le mura domestiche; è stato per un certo periodo nelle forze dell'ordine di San Diego come esperto nell'analisi d'incendi - deve aver avuto qualche brutta esperienza ai fornelli. In un secondo tempo è entrato al CBI, fa parte della squadra coordinata da Theresa Lisbon ed il cui collaboratore d'eccezione è il "sensitivo" mentalista Patrick Jane.

'K? 'K!

carlo ha detto...

Non fregherà un cazzo a nessuno, ma ho letto Kitchen Confidential anni fa, appena uscito qua i Italia. Ancora oggi lo uso come regalo da fare alle persone a cui tengo. Del tipo:"Tieni, guarda, apri gli occhi."
Ho seguito Bourdain poi, nei vari altri suoi libri e in alcuni documentari mandati in onda su SKY: 'Il viaggio di un cuoco' e 'no reservation'...
Oggi Bourdain (per sua stessa ammissione) è un po' una rockstar ingrassata e viziata e non riusirebbe mai più a tenere i ritmi di quando lavorava come chef al Les Halles di New York. Però, leggendolo, mi dà l'impressione di uno che riesce a cadere e a rialzarsi, se dovesse essercene bisogno.
Ho visto anche il film Soul Kitchen, molto bello.
Per oggi ho finito di rompere i coglioni, ciao :-)

carlo ha detto...

Ah, Diego! Scusa, scusa... bellissimo anche Life on Mars (americano)!
A riciao.

Lorro ha detto...

Per quanto non facilissima da reperire on-line: se riesci procurati Whites.
Serie british sempre su tema cucina.
Ovviamente da vedere in lingua originale.

Joseph Blue ha detto...

Di Anthony Bourdain seguo quel programma, non ricordo il nome preciso, dove viaggia per il mondo assaggiano la cucina locale di ogni paese che visita. Bel programma. Non sapevo avesse scritto anche dei libri. Passo al recupero,va...

Joseph Blue ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Filippo ha detto...

Dimmi che il “bellissimo!” associato ad Undercovers è ironico, ti prego!

Diego Cajelli ha detto...

Oh!
Sulla supercontinuity vedo grande preparazione!

@Carlo
Tu i coglioni non li rompi mai!

@Lorro
Ora provvedo.

@Joseph
Il programma è No Reservation.
Recupera il libro che è bellissimo!

@Filippo
Nonnò! Sono serio! Mi sa che solo io ci ho visto una versione blaxploitation di True Lies...

Sheer_88 ha detto...

Se ti piacciono le serie chiuse dopo poco ti consiglio Studio 60 on the sunset strip, se già non la conosci!