giovedì, settembre 08, 2011

Il santo patrono dei privilegi.


Approvata la versione non-mi-ricordo-più-che-numero della finanziaria, la director's cut probabilmente. Quella con il finale in cui si capisce meglio che Tremonti è un replicante.
La faccenda l’hanno portata avanti con l’usuale cialtroneria italica, ed è utile quanto cambiare stazione sull’autoradio mentre precipiti in un burrone.
Però ti fa capire molte cose, in generale, sul paese in cui viviamo.
La prima, è che l’intera classe politica non si rende conto della gravità della situazione, ma è ovvio, altrimenti non sarebbe la nostra classe politica.
Mai come in questo momento, i politici rappresentano benissimo la società in cui viviamo, perchè la gggente, tanto quanto loro, non ha capito una mazza.
Lo popolo infatti, in queste ore si sta incazzando.
Per che cosa? Perchè gli hanno levato la festa del santo patrono.
Retribuita.
Sei a casa, pagato, per una festività difficile da spiegare a un buddista, e ti indigni leggendo su feisbucc i prezzi del ristorante del senato.
- Ah che privilegiati maledetti!
Nel frattempo, c'è qualcuno che lavora con contratti che non prevedono nemmeno i giorni di malattia, o che scadono prima delle ferie e si rinnovano subito dopo.
Stai pure a casa a festeggiare il tuo santo, non te lo vieta nessuno.
Ma niente lavoro, niente soldini.
Ovvero la realtà quotidiana di tantissime altre persone, tra cui, per dire, il sottoscritto.
Questa manovra, stando a quando leggo in giro, ci proietterà direttamente a fallimentolandia. Pare inevitabile e i segnali ci sono tutti.
Il primo, è sicuramente la serie di articoli che stanno uscendo in queste ore, dove ti spiegano che cosa succede se una nazione scappa senza pagare il conto.
E' che anche in quel caso, quegli articoli, sembrano riguardare soltanto una parte della popolazione.
Quella che può contare sul TFR, o che ha diritto alla pensione, o che è già in pensione, a chi possiede più di una casa, o chi ha dei soldi investiti in borsa, o che ha dei soldi messi via in banca.
Mi spiegano che cosa può succedere a loro, ma continuo a non capire che cosa succederà a tutti gli altri. Quelli che l'unica mossa economicamente azzardata è stata di accendere un mutuo per la casa in cui vivono.
Ho come l'impressione di vivere da sempre, assieme ai miei economicamente-simili,  in una situazione di praticamente-default. Senza rendite, capitali, soldi in più da investire, futura pensione.
Forse il mio santo patrono mi aiuterà a capire, aspetterò la sua festa per fargli qualche domanda.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Però, ad esempio, a me il mutuo non lo danno, perchè ho il terzo livello metalmeccanico e nessuno che garantisca per me. Almeno un giorno di ferie in più me lo vorrei tenete. Preferisco, come l'altro giorno, non essere pagata perchè ho scioperato!


Antonella/Futaba

Jazz nel pomeriggio ha detto...

continuo a non capire che cosa succederà a tutti gli altri. Quelli che l'unica mossa economicamente azzardata è stata di accendere un mutuo per la casa in cui vivono.

Niente di particolare, succederà quello che è successo a me pochi mesi fa: ho venduto la casa, gravata in massima parte dal mutuo, e spero che la situazione migliori prima che i soldi che in questo modo ho messo da parte finiscano.

Anonimo ha detto...

Ho ditta individuale, sono contribuente minima, emetto sempre e per forza fattura perché lavoro per aziende ma, per la massa, "sono un' autonoma=evasore fiscale". non ho TFR, 13^ e 14^, malattia, permessi e quant'altro, e spesso e volentieri lavoro quando i dipendenti sono in ferie (pagate). Almeno in questo caso voglio decidere IO se lavorare anche in un giorno di festa o no, e cmq. è il principio che conta: come si esce dal liquame in cui siamo? Spennando i polli (vedi aumento dell'IVA eccetera). Del resto, un paese (volutamente minuscolo) in cui scioperano i calciatori... PS. Il mutuo, visto il mio modello Unico, non l'avrebbero dato nemmeno a me, se non avessi un compagno dipendente con regolare busta paga. Speriamo che duri (il suo lavoro).

carlo ha detto...

Diego, ci hai preso come sempre.

Anonimo ha detto...

Tranquilli.
Anche noi col contratto a tempo indeterminato saremo facilmente licenziabili, ora che sarà possibile derogare dal contratto nazionale di lavoro: i diritti dei lavoratori vengono livellati verso il basso (chi ha ancora qualche diritto, lo perderà).
E lì sì che ci si divertirà, coi mutui.

kingsimon ha detto...

chi? i politici?........ci hanno il digitale terrestre che non e' in sincrono con il resto dell'italia......

Simone ha detto...

"Sei a casa, pagato, per una festività difficile da spiegare a un buddista, e ti indigni leggendo su feisbucc i prezzi del ristorante del senato."

detta così ti dò ragione.
Ma nella realtà è: "ti stanno togliendo un giorno di ferie che fino allo scorso anno avevi".
e questo può fare incazzare.

"Nel frattempo, c'è qualcuno che lavora con contratti che non prevedono nemmeno i giorni di malattia, o che scadono prima delle ferie e si rinnovano subito dopo."

e quindi? seguendo questo ragionamento a loro puoi dire che c'è gente che muore di fame in africa, di guerra in libia e di non lamentarsi che loro almeno un lavoro ce l'hanno.
no mi spiace, di solito sono d'accordo con le cose che scrivi, ma questo post mi sembra demagogico.

Diego Cajelli ha detto...

@Simone
Forse.
Però io faccio fatica a capire "le ferie pagate" come concetto.
Non fatico a capirlo in un momento in cui l'economia va bene.
Fatico a capirlo in un momento storico in cui bisognerebbe mettere in discussione l'economia stessa.
Da un lato si punta sulla mobilità.
Dall'altro lato le banche vogliono sicurezze, sennò niente mutui.
Mi dispiace, a livello umano e personale che non ti paghino più un giorno di ferie, però niente panico!
E' una situazione che vivono abitualmente milioni di persone.

Anonimo ha detto...

Quindi se l'economia va male, stai dicendo che dobbiamo convincerci che è GIUSTO rinunciare a diritti acquisiti?
Dissento.

Diego Cajelli ha detto...

@Anonimo
Facciamo un elenco dei diritti acquisiti del passato che oggi non ci sono più?
E comunque sia, lo ripeto un ultima volta, si grida allo scandalo descrivendo una situazione normale per milioni di persone.

Locomotiva ha detto...

@anonimo: Se l'economia va male proprio perché i diritti acquisiti si mangiano più di quello che si produce, sedersi e ragionarci su non sarebbe malissimo.

Visto che, appunto, per pagare il 25 aprile (e la pensione) a qualcuno c'è chi ha il contratto che scade a luglio e inizia a settembre e non avrà una casa quando non avrà la pensione, magari, bhe, parliamone.

Ma se la logica è 'questo è mio diritto e non si tocca', magari aggiungendoci 'il problema è ben altro' ah, bhe, si, beh...

Ma non lamentiamoci dei politici: non sono gli unici non sintonizzati sul canale giusto.

Anonimo ha detto...

@Locomotiva:

ma consentire a tutti di avere un contratto che non scada a luglio per iniziare a settembre e di avere una casa quando non avrà la pensione, non significa estendere anche a loro quei diritti acquisiti?

forse sono gli obiettivi di produzione a dover essere riveduti, ma questa non è certo una questione italiana.

d'accordo sul fatto che i privilegi sono in sé odiosi, ma tu pensi davvero che cedere sui diritti, a lungo termine, servirebbe a «spalmare» più equamente le risorse?

carlo

Locomotiva ha detto...

Non lo so.

Ma se si parte da 'Il io diritto ce l'ho e tu fottiti' e 'paghi qualcun'altro' non so quanto lontano si vada.

Parliamone.
Forse si, funziona la formula meno diritti ma per tutti.
Forse no, che meno diritti non vuol dire più soldi per tanti, ma solo che i ricchi diventano più ricchi e i poveri la pigliano a saltelli più frequenti.

Ma mettiamoci lì e facciamo due conti.
Ragioniamoci, invece di sputarci in faccia a priori. O lamentarsi e piangiurlare che non si fa il ponte e chi se ne fotte del resto.

diodemonio ha detto...

Chi avrà vantaggio dalle festività in meno?
Abbiamo già meno ferie dei tedeschi e neanche il livello dei loro stipendi. Come festività probabilmente hanno pure qualche giorno in piu'...

Ma si, combattiamo per peggiorarci.

Meno soldi che girano e meno beni voluttuari, come vengono considerati i libri e i fumetti, si venderanno.
Meno ponti e meno gite fuori città si faranno.

Io spesso ho lavorato anche di domenica (oltre al resto della settimana), c'e' forse qualche privilegiato che non lavora la domenica?

Senza polemica, ma con un po' di insofferenza.
Fede

Anonimo ha detto...

Lavoro da circa trent'anni e non avrò mai una pensione. Colpa di lavori in nero, colpa della precarietà, colpa di lavori stagionali, colpa di partita IVA per disperazione. Colpa mia. Quindi sono dalla parte di diego. Non riesco a capire come ci si possa inncazzare per un giorno di ferie in meno perchè non ho mai avuto ferie pagate. E quelli, gli altri, mi dicono, ma tu, tanto, ci sei abituato. Il futuro non è più quello di una volta. Ho paura.
jester