venerdì, agosto 19, 2011

Wok of Milan.


Ci siamo andati ieri sera, in gruppo. Premetto che io e Luca avevamo intenzioni piuttosto bellicose.
La parola: all you can eat, stimola istinti tribali, evoca carriole di cibo e camerieri in lacrime. Soprattutto richiama alla memoria quella puntata dei Simpson dove Homer va a mangiare un olliùchenit di carne e da bere ordina polpette.
Il Wok of Milan è un ristorante gigantesco, mediamente elegante, aria da grosso locale internazionale, diverse sale, pulito e ordinato.
Ieri, il 18 agosto, c’era pochissima gente, il che facilita le cose in un ristorante di quel tipo. Immagino che nei giorni "normali" muoversi sia un pochino più complicato. Muoversi. Sì, perché non è un ristorante statico, è un ristorante in movimento.
Ti siedi al tuo tavolo, ordini da bere e poi vai incontro al tuo destino.
Il menù è a prezzo fisso, da lunedì a giovedì poco più di 16 euri bevande escluse, da venerdì a domenica poco più di 20.
Per quella cifra puoi accedere ad un buffet pantagruelico che parte dagli antipasti, passa per dei contorni, riso e paste, attraversa la zona del sushi, le verdure, i pesci e le carni, fa due giri di dolci, dolcini, dolcetti, frutta e finisce davanti a sei vasche di gelato e le loro guarnizioni.
Un lato è tutto crudo. Ci trovi tutte le verdure dell’orto, una buona selezione di pesce, e poi manzo, vitello, pollo, spiedini e salsicce. Metti tutto in un piatto, e lo porti dai cuochi.
Sono lì che ti aspettano, a lato della sala, tipo sportello informazioni.
Ieri erano in due. Uno per la griglia e uno per la cottura con la Wok.
I cuochi cucinano le cose che gli porti tu, facendo un po’ i fenomeni. Lo dice anche il sottotitolo del ristorante: show cooking.
Puoi scegliere diverse salse per condire il tuo piatto. Poi torni al tavolo, mangi, e ricominci da capo.
Volendo all’infinito.
Il buffet viene continuamente aggiornato e rimpinguato, tanta roba. Tanta tanta. In alcuni all you can eat milanesi vicino alla cassa c’è la mia foto, con scritto sotto: non fatelo entrare. Eppure al Wok of Milan non sono mica riuscito ad assaggiare tutto. Impossibile.
Sono partito con una entrée cino giapponese: Involtino, ravioli, tempura, spaghetti di riso.
Ravioli ottimi, ho fatto bene a prenderne sei.
C'era anche un area con antipasti italiani. Formaggi, affettati, melone, crocchette, mozzarelline impanate, eccetera.
La salto. Anzi no, un paio di mozzarelline impanate le devo prendere per forza, è nel contratto.
Poi sono passato al sushi.
L’ho trovato piuttosto buono. Nigiri di salmone, polipo, gamberetti, branzino. Futomaki, Uramaki, Temaki, nella media. Ottimi i vari California Roll, tra cui un paio con il pesce cotto. Ho scoperto un “coso” che non avevo mai mangiato. Una specie di pallina di riso con avvolto del salmone a formare una sorta di rosa, con una ceviche molto aromatica messa sopra. Ottimo.
Altro giro altro regalo, è il momento di testare la griglia. Fesa di vitello con verdure.
Il cuoco cucina tutto con espressione seria. Mi da il piatto e vado a tavola. Il cibo è ustionante. Mentre aspetto che diventi mangiabile, torno al buffet.
Pollo in crosta, riso cantonese, maiale in agrodolce. Buono. L’assenza di quella salsina viscidina che ogni tanto trovo in alcuni ristoranti cinesi, mi dice che è cibo fresco e non congelato.
Nel frattempo la grigliata ha raggiunto una temperatura accettabile.
Però assaggio un pezzettino del piatto di Davide. Pollo con verdure condito con la salsa: non sono piccante, sono un esplosione termonucleare. Buonissima. Però dopo quella, la mia grigliata non sa più di niente.
Non so perché, non chiedermelo, ma invece di testare la Wok, ripasso per un altro giro di sushi.
La rosetta di salmone mi ha conquistato. Un altro paio di maki, valà e poi i nigiri di polipo che mi stanno chiamando.
Inizio ad accusare il colpo. Non ho più il fisico per queste cose. Saranno i quaranta appena compiuti.
Allora vado di dolce. Gelato. Due palline di nocciola, una di cioccolato. Panna, due wafer e un Togo per guarnire.
Caffè.
Aggiungiamoci varie bottiglie d’acqua.
Totale, 22 euri a testa.
Però, la prossima volta, mi piazzo davanti al cuoco con la Wok e gli faccio cucinare tutto.
Il suggerimento che posso dare, quando si va in un posto così grande, è di controllare bene i flussi.
Le varie aree del buffet si congestionano a turno, mai tutte assieme. Per cui, vale la pena di anticipare le mosse degli altri avventori. Se sono tutti al sushi, il sushi tu te lo prendi dopo e vai prima alla Wok o alla griglia. E via così...
Credo sia un accorgimento fondamentale, domani, quando non sarà più agosto e Milano si sarà ripopolata.

Wok of Milan
Cenisio, 12
20154 Milano

3 commenti:

disma ha detto...

ci sono andato anche io un paio di volte, ero entrato pensando di uscire stando male per 2 motivi per l'eccesso di cibo e per la qualità dello stesso. Invece no, mi era piaciuto e non mi ero ingozzato poi così tanto. Anzi, mi sa che ci torno.

sraule ha detto...

ce n'è uno uguale a genova. be', molto più piccolo, credo. ma è sempre WOK. è una catena o è un luogo comune?

Lui ha detto...

oh finalmente siamo nuovamente sul pezzo. :D