mercoledì, agosto 10, 2011

Tele Marella!


Ogni volta che capito su Real Time ci trovo sempre Paola Marella e due architetti-toy che cercano casa disperatamente, vendono casa disperatamente, se la menano immensamente.
In sostanza, un canale tenuto in ostaggio dalla lobby delle agenzie immobiliari.
I programmi di Tele Marella seguono le stesse regole narrative di Lost. Stagione dopo stagione bisogna per forza di cose alzare la posta in gioco per tenere viva l’attenzione. In Lost si aggiungono misteri e domande, su Tele Marella si aumenta in modo esponenziale la componente: Spandere merda disperatamente. Componente distribuita in modo equo su tutti, cast e compratori/venditori.
Le ultime stagioni hanno dei picchi di fastidio inarrivabili.
Viviamo in un mondo debordiano, dove il vero è falso e viceversa, quindi è tutto preparato, scritto, recitato. I compratori sono attori, come i mille altri programmi, questo ormai mi è chiaro.
Allo stesso modo, mi è chiaro il messaggio. Tele Marella agisce in modo diretto sulla percezione sociale, facendo passare il concetto che se non hai una svalangata di milioni di euro da spendere sei un inadeguato pezzente.
Poi arriva il secondo livello: la spersonalizzazione e la costruzione forzata di non luoghi da parte degli architetti.
Facci caso. Tralascia per un momento il feticismo verso il color Balena. Gli interventi degli architetti sono volti a trasformare ogni casa nella hall di un albergo. I bagni in piccole SPA, le camere da letto in fotografie da rivista.
Non Luoghi. Strutture riconoscibili come cool perchè le ho “già viste” e decodificate. Ambienti impersonali, dove l’elemento umano è ospite all’interno di un contesto figo perchè lo ha detto qualcuno.
Facciamo finta che sia tutto vero.
Vado a vedere delle case, accompagnato da una che mi descrive l’ovvio e mi tratta come se fossi l’ultima delle merde. Tra noi si instaura subito un rapporto schiavo-Padrona. La parola di sicurezza è: Lo compro.
Spendo un fantastiliardo di euri. Non si menziona mai la fetta di malloppo che si intasca Tele Marella, ma tant’è. Non mi interessa. Sono ricco per definizione e queste cose non mi interessano.
Compro una casa, viene sistemata dall’action figure dell’architetto di modissima. Spendo un altro urlo di euri.
Alla fine vivo come ospite a casa mia. Ma, dato che sono ricco per definizione e non per merito, non ho gli strumenti per accorgermente.

7 commenti:

{Jester} ha detto...

Perfettamente d'accordo sull'analisi.

...Però io una botta alla Marella gliela darei.

Gua-sta Blog ha detto...

Bravissimo. Analisi perfetta.
Inoltre è vero che gli acquirenti sono attori. Una tipa l'ho vista pure a fare l'amica dello sfigato di turno in "Mi ha lasciato, mi trasformo" (altro bel programmino)su Cielo. Lo zapping porta solo da uno schifo all'altro. Fortuna che in qualche tv locale mandano ancora i film di Totò a salvarci il morale.

andreac ha detto...

Diego, ma con tutti i serial da recuperare che hai ti metti pure a vedere la tv in chiaro? ^__^

Non ho mai visto nemmeno un secondo di TeleMarella ma il quadro agghiacciante lo hai descritto benissimo

Manuel Colombo ha detto...

{jester} ha descritto alla perfezione il motivo per cui si guarda questo programma, senza contare il rapporto schiavo-Padrona...

carlo ha detto...

Quanta verità, Diego.

dario dp ha detto...

L'analisi è giusta ma anche piuttisto semplice...
La vera domanda è... ma perché ci piace? Perché io te e altre persone intelligenti lo guardiamo e pure con gusto?

Planetary ha detto...

Ma si imparano tante cose :) Oltre al blu balena, l'effetto scatola, il colore che riempie e che a Milano ormai a fare i muratori ci sono solo gli egiziani :)

PS: personalmente sono drogato anche di Gordon Ramsey e Chirurgia XXL.