domenica, agosto 21, 2011

A proposito di false cover...


Dan Hipp alle prese con Tin Tin.
Come direbbe Frank che mi bacchetta un po' qui e un po' anche là: dall'alto del cattivo gusto della mia autorevolezza web, che guarda per l'appunto dell'alto verso il basso, nella paludata palude, e offendo la linea chiara franco belga e i cartonati nocciolati!



E ora vado a zappare la terra. Come mi si consiglia nelle "timide critiche" che ogni tanto ricevo.
Chiedo scusa se ho usato un blog personale per una questione personale.
(Quella qui sopra è una battuta. Visti i tempi che corrono è meglio indicarlo)
Però Dan Hipp spacca!

19 commenti:

Daniele ha detto...

Ecco Diego, adesso per colpa tua faranno causa a Dan Hipp per uso improprio della figura di Tin Tin e del nome di Hergè, e lo sbatteranno a Guantanamo per il resto dei suoi giorni.

Anonimo ha detto...

Sarà, ma secondo me Frank aveva ragione a dire quel c'ha detto. Il post di Interdonato prendeva per il culo BeccoGiallo e due sue autori (specificamente scelti), senza che ce ne sia un reale motivo. Quale sarebbe la linea di istant comic edita da BeccoGiallo? O si prende per il culo la linea editoriale scelta - riportare fatti di cronaca? E se sì quale sarebbe l'orrore?

Ricordo tutta una critica assurda fatta da un blog (mi pare lipperatura, può essere?) su come era fatta una cover di un fumetto beccogiallo, e le difese degli autori fatte da RRobe e altri. Qui mi pare che si sia fatto l'inverso: si inneggia alla satira senza che ci sia un vero comportamento negativo da censurare. E' una satira perfettamente riuscita, ma rivolta al nulla più assoluto.

Le immagini di Dan Hipp, invece, sono semplicemente citazioniste. Non vedo una presa per il culo di Tin Tin.

Anonimo Califoggiano

Daniele ha detto...

Prima che Interdonato ammettesse che il libro era un fake, ci era cascata un bel po' di gente nel trappolone. Questo cos'ha dimostrato? Che titolo, autori ed editore erano assolutamente plausibili e "armonici" nel loro essere assieme su quel prodotto.
Come ha detto Diego, ci fossero stati nomi completamente diversi, oppure quello suo e di Bertelè, non sarebbe stata assolutamente credibile la cosa.
Tutto il punto della questione sono la credibilità e la plausibilità.
Non c'era volontà di censura, la folla con forconi e torce l'avete vista voi.

Dove starebbe la presa per il culo nella copertina di Amy?

Anonimo ha detto...

Nella copertina, per quanto orrida, non c'è presa per il culo. E l'effetto nel mio caso non c'è stato perchè Becco Giallo non fa instant book ma si occupa di roba accaduta nel passato in Italia.

La presa per il culo c'è nella recensione, elegiaca, del libro che non esiste.

E' quella che smaschera il trucco, non la copertina.

La presa per il culo aumenta nelle risposte successive degli altri che sono intervenuti, scrivendo cose bellissime del libro inesistente.

Il risultato ottenuto dallo scherzo quale è stato? Quello di farci riflettere su quanto di merda sia la linea editoriale di Beccogiallo? O se sia corretto o meno una satira simile, anche alla luce della successiva pubblicizzazione di Mosso?

Lo scherzo farà anche ridere, ma non è satira. Perchè la satira mi fa ridere, e mi fa capire immediatamente cosa sta prendendo per il culo e perchè. Con lo scherzo di interdonato, non è così. Posso anche ridere, ma rido solo allo scherzo, non c'è nient'altro dietro.

Anonimo Califoggiano

Locomotiva ha detto...

Sento due stormtroopers che bussano alla porta di Don Hipp...

P.S.: ti arrubbo allegramente l'immagine e la pubblico sul mio blog - prima o poi, ho la coda piena.

Quanto alla polemica, me per fortuna faccio il metalmeccanico, non il fumettaro.
Viene mai voglia anche a te, di abbandonare la matita per la brugola?

Daniele ha detto...

Anonimo, che ti devo dire, continui a ripetere le stesse cose testimoniando che non hai capito la cosa.

Non era presa per il culo, era "faccio questa finta copertina e la gente crede che ci sia davvero perchè E' PLAUSIBILE", punto.
Se la Becco Giallo abbia una linea editoriale di merda o meno, se gli autori sono quel che sono o meno, è assolutamente collaterale e conseguente. E' come il sasso che viene lanciato nel lago e provoca onde.

Il problema è che qui si sta indicando la luna, ma si guarda il dito.

Anonimo ha detto...

Daniele, ti ripeto che per me, da consumatore di fumetti Becco Giallo, la copertina non era plausibile - semplicemente perchè Becco Giallo non pubblica fumetti sull'attualità immediata ma pubblica fumetti su fatti di cronaca avvenuti nel passato.

Hai visto il catalogo di Becco Giallo? :-)

Viceversa, la costruzione del post di interdonato, la scelta del tema (attualità immediata, con un sottotitolo di dubbio gusto) e la costruzione della recensione (elegiaca, al limite del non avere senso) sono loro ad aver fatto scaturire gli insulti alla Becco Giallo.

Si poteva creare lo stesso effetto con altre case editrici, anche più grandi, si poteva creare lo stesso effetto anche con altri autori.

Secondo me, semplicemente, vi state facendo tutti quanti grasse risate e complimentandovi per una grandissima satira, quand'invece è semplicemente uno scherzo di dubbio gusto. Che non è satira, perchè Becco Giallo non fa quel tipo di fumetti (che sarebbe poi, un instant comic book). Che non è satira perchè non v'è un comportamento da censurare (che la linea editoriale di Becco Giallo sia una merda e che di merda siano gli autori, lo decidi tu. O te lo fa decidere Interdonato spacciandoti la Becco Giallo per una casa editrice che offre dei prodotti simili a quelli da lui inventati, cosa che non è). E soprattutto, se ci fosse una casa editrice che facesse una biografia di Winehouse dopo neanche un mese che la stessa è morta, ma fosse un capolavoro di fumetto, cazzo avremmo noi da lamentarci? Una minchia.

Diego Cajelli ha detto...

Oh, vabbè.
Capire le cose non è mica obbligatorio.
Pazienza.

Daniele ha detto...

Arbitro, io rinuncio. Mi chiamo fuori.

Anonimo ha detto...

Vabbè sono io il fesso che non capisce, se vi fa più comodo pensarla così.

Fatto è che nel catalogo di Becco Giallo non ci sono operazioni di istant book paragonabili al libro finto che dovrebbe costituire oggetto della satira: ergo, quella di Interdonato non è satira, proprio perchè non è plausibile.

E' plausibile, invece, che la gente si getti in gara a chi fa la frase più ad effetto, a chi colpisce meglio il bersaglio, senza riflettere veramente. Basta additare e mostrare, e tutti gridano allo scandalo senza verificare.

Ma era far capire questo, lo scopo di Interdonato? No, e lo si evince dal suo stesso post successivo.

E se permetti, le cose le capisco e credo di sapere riconoscere la satira, quando è tale. Quella di Interdonato non lo era, non c'è bisogno di trattarmi da coglione.

Anonimo Foggiano

Anonimo ha detto...

Il becco giallo punta prevalentemente sui i martiri laici. Lo stesso Marco Rizzo ha ammesso un certo "cinismo editoriale". Il martire laico ti aiuta ad avere considerazione dalla critica, ti fa conquistare articoli sui quotidiani o addirittura brevi passaggi televisivi.
In alcuni casi abbiamo a che fare con opere sentite e fatte con sincerità, in altri casi compitini su misura. Senza voler criminalizzare nessuno, esiste (nel bene e nel male) un modello beccogialliano. Negarlo è inutile. Molti lettori lo hanno capito, gli autori lo hanno sempre saputo. Aver scoperto che dietro il fake c'era la promozione di Mosso non cambia nulla. La satira non solo aveva senso, ma resta valida. E scommetto che se ne riparlerà.

Elijah Price

Diego Cajelli ha detto...

Del tutto onestamente, io non ti sto trattando da coglione.
Sono soltanto un po' stufino di leggere ottanta volte gli stessi concetti.
Per cui mi arrendo.
Ripeto:
Capire le cose non è obbligatorio.
Non lo è mai stato, e mai lo sarà.
Pace.
Facciamocene una ragione.

Anonimo ha detto...

Ed Amy Winehouse è un martire laico? Noi laici siamo messi così di merda da doverci basare su Amy Winehouse?

Per me, ha solo piazzato il colpo per pubblicizzare Mosso.

Comunque, come si suole dire, mi pento di aver scritto la mia opinione, in certe polemiche si fa più figura a tacere.

Anonimo Foggiano

Anonimo ha detto...

-Ed Amy Winehouse è un martire laico? Noi laici siamo messi così di merda da doverci basare su Amy Winehouse?-

Amy Winehouse era una cantante di grande talento scomparsa prematuramente. Le sue dipendenze, la sua fragilità, associate alla sua fama, la rendevano un martire laico ideale.
Per questo in tanti ridevano di gusto davanti al fake. Ed è per questo che, come ha detto Diego Cajelli, lo scherzo potrebbe aver bruciato un titolo del 2012. Ma nessuno vuole convincerti. Le opinioni sono belle perché varie. Saluto tutti e torno al mio lurkaggio.

Elijah Price

Daniele ha detto...

Elijah ha centrato il punto.

MicGin ha detto...

non esiste la promozione di mosso. può essere una conseguenza indiretta. ma è una cosa troppo particolare. quanti lo seguiranno dopo questa vicenda?

a meno che da oggi cominci una serie di provocazioni...

Anonimo ha detto...

A me non ha fatto ridere tanto la questione della verosimiglianza del fake, quanto piuttosto il fatto che in tanti se la siano presa, anche gente legata alla casa e non proprio parziale. La beccogiallo a mio personalissimo parere, parere che peraltro sento spesso, fa sovente fumetti mediocri(Parlando del fake, non mi riferisco ai due autori tirati poco elegantemente in ballo, di cui non ho visto le opere, ma della copertina poco attraente). C'è qualcosa di male nel dirlo? Al bar no, ma per iscritto su internet, nel piccolo mondofumetto dei blog, pare sia davvero un peccato mortale...

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Diego, sinceramente, senza polemica, ma... non capisco.
Ovvero, ho capito perfettamente il tuo discorso, ma mi viene spontaneo commentare: "e allora?".

Sai perché, perché, secondo me, è la cosa meno importante.
E', come ha citato qualcuno "guardare il dito".

La cosa che ha messo in risalto il fake di Interdonato (che NON è satira, perché la satira e ben altro) è che il mondo del fumetto è un ambito meschino fatto di bulletti, geni snob e sciocchi schiavi.

Punto.

Giorgio Salati ha detto...

Tanto per contestualizzare meglio la situazione, vorrei segnalarvi che oggi al SUPERMERCATO c'erano ben TRE biografie di Amy Winehouse, pubblicate da Fanucci, Chinaski e Kowalski.