martedì, agosto 02, 2011

Maxi Dampyr 3!


Terzo maxi per Dampyr, nella sua uscita estiva supplementare. 292 pagine da leggere svaccati sotto l’ombrellone. Un volumazzo con tre storie di cui una mia: Magia Africana.
Dato che sono un tamarro, il titolo di lavorazione era Africa Addio. Un rimando ai Mondo Movies, evviva Jacopetti!
Poi, in redazione il titolo è stato cambiato, e hanno fatto bene.
Come sempre, c’è parecchia documentazione che scorre tra le vignette.
Attenzione!
Attenzione!
Da qui in poi, spoiler a raffica. Non andare avanti a leggere se non hai ancora letto il fumetto!
Tutti i guerriglieri, le loro pose, le loro armi, i loro vestiti, i loro atteggiamenti e il loro mood è ripreso fedelmente da una valanga di fotografie di riferimento che ho fornito a Fabrizio Russo.
Di “inventato” c’è poco o niente. Diciamo che è stato fatto un lavoro di sottrazione, perchè molto spesso la realtà è molto più esagerata della finzione.
La sequenza a tavola 22, con la pista di atterraggio segnalata con i bidoni in fiamme, è “vera”.
Ho letto un rapporto sul traffico internazionale di armi, e c’erano diverse testimonianze che descrivevano quel sistema per fare atterrare dei velivoli nel cuore della foresta.
Il feticcio, il “pupazzo” assassino è formato da diverse protesi assemblate tra loro. L’idea di partenza, che poi ho sviluppato usando l’Africa come teatro, mi è arrivata a Londra nell’agosto del 2008.
Museo della Tecnologia, dentro una teca, c’era questo:


Ne sono rimasto ossessionato per mesi. Continuavo a guardare e riguardare la foto che avevo scattato. Sotto c’era una storia. Ci ho messo un po’ a dargli una coerenza narrativa.
Se ti capita di incontrare Fabrizio Russo, fatti raccontare da lui tutti i ragionamenti che si è fatto per muovere il pupazzo. Soprattutto la faccenda delle articolazioni. E’ molto interessante.
Sì, Mabasi vive in una replica della Casa Bianca. Soltanto il lato sud però. Mi sono preso una licenza poetica. Non mi risultano Case Bianche in Africa, però avevo letto di un narcotrafficante messicano che ne aveva una tutta sua.
Con il gioco del casting, ovvero del chi è chi, penso che te la caverai benissimo da solo.
Il finale è una citazionissima. E’ un omaggio all’episodio:“Amelia” del capolavoro: “Trilogia del Terrore”. Un filmazzo horrorissimo del 1975, diretto da Dan Curtis che mi fa tremare i ginocchi ancora oggi. Karen Black meritava l’Oscar. Se ti capita guardalo che ne vale la pena.
Puoi farlo anche se hai letto il fumetto, non ti ho rovinato niente. Il finale di quell’episodio è potentissimo e mi ci sono tenuto molto alla larga.
Con Dampyr per ora è tutto. Poi parleremo di quello che esce in edicola a settembre.
Nei prossimi giorni invece, ti racconterò un paio di cose su Diabolik!

4 commenti:

spino ha detto...

L'episodio di Karen Black su Trilogia del terrore, mi ha tolto il sonno per mesi...lo metto sullo stesso piano de L'Abominevole Dott. Phibes con Vincent Price...

Anna ha detto...

Grazie per avermi fatto scoprire "Trilogy of Terror"... una pietra miliare!

Anonimo ha detto...

In Costa d'Avorio l'ex presidente Houpouet-Boigny fece costruire una replica di San Pietro nel suo villaggio natale. con tanto di autostrada in mezzo alla giungla per arrivarci...

Andrea ha detto...

Hai dimenticato che ci sta pure Saiydde di Perso!