giovedì, agosto 25, 2011

Autore, lettore, estintore.


Passando per House of Mistery, leggo che Grant Morrison, in un’intervista sul Rolling Stone, ha criticato alcuni dei suoi colleghi.
E’ interessante la sua analisi su Chris Ware, dovrò riflette su quanto ha detto di Alan Moore, e per quanto riguarda il suo litigio con Mark Millar non ne so niente. Spero che qualcuno mi racconti i dettagli.
Non è tanto quello che dice Morrison a lasciarmi stupefatto. Mi sorprende invece che abbia gli strumenti per muovere delle critiche specifiche sul lavoro degli altri.
In sostanza, Morrison ha letto i fumetti dei suoi colleghi.
Ma pensa te... Morrison, un autore affermato che legge i fumetti di altri autori.
Anche nell’italica fumettolandia si sparano critiche. Pesanti e feroci, dato che ci stiamo sul cazzo a vicenda a seconda del campanile. Di solito però la buttiamo sempre sul personale.
Perchè?
Perche gli autori ah-ah-affermati italiani non leggono i fumetti degli altri.
Il mio lavoro, può piacere o non piacere ad alcuni dei miei colleghi a prescindere da quello che pubblico. La cosa va a simpatia. Spesso il non leggere fumetti è un vanto per l’autore di fumetti. Dice di non “leggerli più”, come se ci fosse un prima e un dopo.
Prima e dopo che cosa non lo so.
Mistero. Ci farò un fumetto cercando la risposta, così nessuno lo leggerà e il mistero rimarrà misterioso.


26 commenti:

MaGiLLa ha detto...

Quello che hai detto è verissimo! 40 minuti di applausi per te. Se fai un fumetto così lo leggerò io che sono ancora una sfigata e quindi la mia posizione sociale mi impone di leggere ancora i fumetti degli altri ;) almeno una lettrice ce l'avrai via!

Anonimo ha detto...

Sono Pazzi Questi Romulani...

In effetti ma vanto de che? Un musicista che non ascoltasse altro che se stesso sarebbe di una noia mortale. Pensandoci, in Italia ce ne devono essere parecchi!

Futaba

marco turini ha detto...

Condivido che si va a simpatie, e anche che molti giudicano senza aver letto....in questo punto a favore di Morrison.
Non concordo invece sulla superficialita' ( a mio avviso ) di giudizio su chi dice che non legge piu' fumetti...ovviamente io sono tra questi.
In verita' esiste un prima e un dopo, per chi e' nato leggendo fumetti di Breccia, Gimenez ( lo so, nomino disegnatori ma faccio riferimento alle opere in generale da loro disegnate ), Andreas e altri del periodo anni 80-90 leggere fumetti Bonelliani, americani o francesi puo' risultare ''diverso'', sono si lo stesso linguaggio ( fumetto ) ma hanno diverse componenti sia nella struttura narrativa che in quella visiva. Dunque,non ci trovo niente di male a non sentirsi ''lettori'' dell'epoca moderna in quanto affascinati da un modo di narrare obiettivamente perduto.
Detto tutto cio', non mi sento di dire che prima erano migliori i fumetti, ma semplicemente diversi e maggiormente in linea con le mie corde. Oggi leggere un fumetto generalmente mi stanca e mi annoia, mentre leggendo un Mort Cinder mi appassiono tutt'ora.
Credo che sia sbagliato essere ''lettori di fumetti'', ma trovo giusto essere ingordi di buone storie che esse provengano dal fumetto, dalla vita, dal cinema o dai libri....il ''buono'' e' soggettivo e per me ( e per chi, come me ) e' piu' legato agli autori sopracitati che all'ultima generazione di autori.
Dopo tutta questa manfrina aggiungo che va da se che se ritengo legittimo non leggere fumetti di altri autori ( per prevenzione o perche' non ci piace il modo di narrare di certi autori ) e' ovviamente da considerarsi sbagliato dare giudizi a ''naso''. E' caldo e non ho la certezza di aver espresso il mio pensiero ma trovo faticoso rileggerlo e quindi confido nella provvidenza ;) Un saluto da Praga!

Daniele ha detto...

Mannaggia al linguaggio che si evolve.

marco turini ha detto...

beh...evolve....di fronte a un Breccia tutto si involve.

Daniele ha detto...

Conoscere e documentarsi non sempre combacia col gusto personale.

marco turini ha detto...

ovviamente sto un po' cazzeggiando,me ne scuso. Conoscere e documentarsi va bene ma non lo trovo obbligatorio ( sempre a patto di non sparare giudizi su cio' che non si conosce ). Un disegnatore, come uno scrittore, puo' fare un percorso tale da non necesittare nuovi imput ( sto parlando in generale, personalmente cerco di documentarmi su altri disegnatori )...insomma, non lo vedo un percorso obbligato, non e' necessario che un musicista aswcolti tutta la musica, puo' anche fare un suo percorso personale avendo acquisito il suo bagaglio culturale a monte....Il documentarsi la vedo come una scelta personale.

andreagadaldi ha detto...

Le sante parole di Diego e stranamente ho pensato subito a Turini che l'ha sempre detto di non leggere praticamente più.

E' un po' come fare l'ingegnere informatico che ti dice "eh sai, dopo turing, insomma... Voglio seguire il mio percorso personale, preferisco ascoltare musica classica al posto che guardare quali vantaggi mi porta un ipad."

marco turini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marco turini ha detto...

( scusate, riscrivo meglio che tra il caldo e il lavoro scrivo di merda ):
e' un paragone che trovo fuori luogo. Il fumettista e' tendenzialmente troppo autoreferenziale, se ti capita di leggere le mie prime intervsite alla classica domanda ''chi ti ha piu' influenzato'' rispondevo: Klimt, Breccia e Toto'. Io leggo fumetti se questi mi stimolano senno' la mia crescita artistica passa anche attraverso altri mezzi espressivi....E' ovvio che non e' vero che non leggo fumetti ma che ne leggo molto pochi si....ma se trovero' cose che mi stimoleranno tornero' a leggerne come ai tempi d'oro, perche' no? Sostanzialmente penso che l'Arte ( ed il fumetto ne fa parte ) e' soggettivita', quindi non dico che cerco qualita' e oggi non c'e' n'e'....dico che trovo pochi stimoli nel mondo del fumetto attuale. Ma non dispero per il futuro ;)

Mauro Padovani ha detto...

Beh...gli autori di fumetti sono influenzati anche da altri media...io compro ancora molti fumetti( anche se amo gli art-books) , ma tra il lavoro di idraulico e il fare fumetti, di tempo per leggerli ne ho veramente poco.

AKAb ha detto...

prima e dopo la desertificazione

Luca Erbetta ha detto...

Scusa Marco (ma anche a tutti coloro che dicono di non leggere fumetti), ma come fate?
La mia non è un polemica, è proprio che NON CAPISCO!
Non capisco come fate a rimanere indifferenti davanti a Walking Dead, a 20th century boys, a Taniguchi, a W.E.S.T., a Concreate, a Battlefields, a Larcenet, a Bouncer, a Trondheim, a Pedrosa, a Joe Sacco, a D.M.Z., a Fables, a Y-L'ultimo Uomo, a 7 Missionari...

e potrei continuare a lungo.

Esce tanta di quella roba magnifica che faccio fatica a stargli dietro.

Non è una questione di chi o cosa ti influenza, è un puro discorso di piacere di lettura e goduria dei disegni.

Davvero, io non capisco.

marco turini ha detto...

1 - ho specificato che non e' vero che non leggo fumetti ma, ahime', ne leggo pochi.
2 - mi riferisco soprattutto al panorama italiano e non posso non notare che, infatti, non hai menzionato opere italiane.
3 - e' vero che nomino Breccia ( che non e' italiano ) ma mi riferisco al periodo in cui Breccia, Andreas e altri autori si trovavano nelle edicole italiane....il materiale che tu citi e' in gran parte da libreria....
4 - Ad ogni modo molti dei titoli che citi mi paiono ( sottolineo l'estrema soggettivita' dell'opinione ) imparagonabili alla magia di alcune delle opere a cui mi riferisco.
5 - temo sia questione di imprinting.
6 - non so voi ma io di tempo per leggere purtroppo ne ho davvero pochissimo.

Dario ha detto...

Con tutto il rispetto ma leggendo l'intervista originale non mi sembra che sia proprio esempio di critica ai contenuti. Parlando di Ware fa una critica al suo atteggiamento, che si riflette ovviamente anche nelle sue opere, ma sembra che sia la tipologia di persona a infastidire Morrison. Parlando di Moore invece, non ho ben capito il punto del discorso, ripensando a tutta la carriera fatico a trovare scene di violenza sessuale in ogni opera, ma anche ammettendo una forzatura voluta non capisco quale messaggio volesse far passare, la curiosità della frequenza? Immagino che affrontando tematiche come violenza, sesso, potere, controllo e via dicendo possa succedere di parlare anche di stupri più di una volta, l'importante credo sia sempre il come e non il quanto.
Per quanto riguarda Millar invece da quella sola intervista parrebbe semplicemente che Morrison non abbia gradito il fatto che si sia allontanato da lui rinnegandolo.
In ogni caso è piacevole ogni tanto leggere autori parlare dei colleghi apertamente senza insinuare semplicemente.

andreagadaldi ha detto...

" Ad ogni modo molti dei titoli che citi mi paiono ( sottolineo l'estrema soggettivita' dell'opinione ) imparagonabili alla magia di alcune delle opere a cui mi riferisco."

Mi piacerebbe sapere quali hai letto e come fai a giudicarle se non le hai lette.

:A: ha detto...

Sottoscrivo quanto dice Luca: i fumetti si amano, a prescindere dal farli o meno.
Anche se non avessi mai pubblicato una vignetta, non smetterei mai di leggerli. Magari la mancanza di tempo me ne fa leggerne meno. Magari essere professionisti implica anche essere più critico e far sì che alcune imprecisioni tecniche guastino il piacere puro della lettura. Tutto legittimo.
Ma il fatto che "Belzebuub" (il primo shonen che mi è venuto in mente) non mi insegni niente a livello tecnico non mi impedisce affatto di godermelo. Anzi, anche se non mi insegna niente di nuovo, mi ricorda quanto sia difficile raccontare una storia lineare, dritta e senza fronzoli e riuscire ad essere appassionanti.
Mah.
Un sacco di poser (Turini, non ce l'ho con te, manco ti conosco). Faccio inutilmente il duro e puro, ma sinceramente di 'sta gente il fumetto non ha bisogno.

p.s. e a chi dice che gli stimoli si cercano anche altrove, oltre che nei fumetti (mi sa che l'ha detto proprio Turini. Evabbè...niente di personale): ehm, è OVVIO. Per fare ricerca su una forma ibrida come il fumetto, essere curiosi nei confronti di altri medium è il minimo sindacale, non qualcosa di speciale.

Anonimo ha detto...

...non sono un addetto ai lavori, mi considero piuttosto un ex utilizzatore finale del prodotto fumetto...
Di fumetti non ne leggo più da qualche lustro, e ne compravo un tot (Tex, Zagor, Mister No, M.Mystere, Dylan Dog, Napoleone, N.Never, Alan Ford (Magnus), Ken Parker, riviste come Comic Art, L'eternauta, Totem C., alcuni manga dell'epoca: Crying Freeman, "2001 Knights, Gon senza disdegnare Topolino, Cattivik...e altri che ora non ricordo; facevo un pò fatica con albi come Il Monello o Skorpio (credo fosse una questione di carta) e i supereroi americani non riuscivano ad acchiapparmi la fantasia, ma più o meno introitavo qualsiasi cosa fosse a fumetti e a portata di portafogli..
Ora non è che io considero i fumetti alla stregua delle sigarette o che non li amo più (sarebbe come rinnegare una parte di ciò che sono stato e porto meco), magari ne ho fatto indigestione, fatto sta che oggi la loro lettura mi stanca e non mi appassiona più come un tempo...
Perchè? Probabilmente-semplicemente perchè sto invecchiando, faccio meno ricorso ai "viaggi di fantasia"
e quando ho bisogno di "evasione" mi bastano altri canali (Vd libri)...
Per il resto quoto in tutto Turini tranne che per il fatto (e vado a memoria)..che Perramus di Breccia era per me qualcosa di indigeribile...

Tommaso ha detto...

Il fastidio che spesso nasce dal sentire che un autore non legge più fumetti credo nasca dal fatto che così dicendo quell'autore sembra scadere in uno dei luoghi comuni peggiori che gravano sul media: il considerare il fumetto come un genere unico, dove tutto più o meno si equivale, non come un mezzo espressivo come tutti gli altri, con le sue scuole, i suoi formati e i suoi stili più disparati. Non è evidentemente la stessa cosa leggere, e quindi anche decidere di smettere di leggere, fumetti di natura e fruizione diametralmente opposta come possono essere Dylan Dog e i Peanuts.
Dietro l'affermazione "non leggo più fumetti" sembra quindi spesso implicito il discorso: i fumetti sono tutti uguali, un' unica indistinguibile solfa.

Altra considerazione: se uno scrittore, un musicista e un regista dicono di non leggere più romanzi, non ascoltare più dischi e non vedere più film è meno "grave". Perché viviamo in un mondo dove siamo immersi nelle cose scritte, nella musica, nelle immagini in movimento, per cui anche solo per osmosi culturale chiunque, bene o male, resta aggiornato sullo stato delle cose della letteratura, della musica e del cinema.
Per il fumetto questo non vale, perché l'unico modo per conoscerli è leggerli. Se uno non li legge più, difficilmente sarà aggiornato attraverso altri canali.

Anonimo ha detto...

In questo corto circuito di fumetti-fumettari non posso non sottolineare che almeno Turini (che non conosco) è onesto e dice che legge meno fumetti di una volta. Ma voi umani non potete nemmeno immaginare quanti addetti ai lavori FANNO FINTA di leggere i fumetti e al massimo, qualche volta, ne sfogliano qualcuno per guardare le figure e basta. Stiamo messi male...

TRUE OGRE

sraule ha detto...

mah, io in realtà di fumetti ne leggo un po', ma non perché li voglia leggere. piuttosto, devo, come i libri degli amici, come gli articoli di quell'altro...
i fumetti che leggo per piacere personale sono pochissimi, ma è sempre stato così.
il prima e il dopo riguarda solo il fatto che, se in un ambiente ci lavori, essere informata è importante.
poi, non so più neanch'io qual è stato l'ultimo fumetto che mi è PIACIUTO. forse l'orso maltese, forse zigo... stiamo andando un po' indietro o mi sbaglio?

marco turini ha detto...

non rispondo a quelli che citano il mio nome perche' son troppi ( ;) )...in ogni caso rispondo ad Andrea Gadaldi ( sperando di chairificare il concetto ). Io ho detto che leggo pochi fumetti non che non le leggo (!!!), e ho anche detto che non ho la ''verita' assoluta'' ma che vado per soggettivita' ( quindi esprimo un punto di vista personale ). Chiarito cio', ho letto gran parte delle opere citate ma, questo permettetemelo, in molto di esse ( non tutte ) non ho trovato quella magia di cui parlavo e quindi non mi hanno appassionato....Preferisco non citare opere specifiche perche' si parla come linee generali e dico che ci sono persone ( come me ) che sono state ''iniziate' al fumetto con un certo tipo di narrazione e che ( sbagliando o meno ) ne sono rimasti affezionati....quindi mi capita di leggere fumetti e cerco di farlo ma dico solo che IO ( soggettivita', cazzo! ) trovo raramente quello che in un certo periodo storico trovavo piu' spesso...la chiamo magia, voi chiamatela come vi pare.
@A: e' logico che e' ''normale'' approfondire la cultura in altri media ma il senso del mio discorso e' riferito al fatto che le giornate sono di 24 ore , escludendo il dormire, il mangiare e il lavoro rimangono poche ore da investire in cultura ( e aggiungo, porca zozza! ) e quindi gioco-forza urge una ''selezione'' del tempo.
Vabbuoh, il mio intervento qua era solo per dire che ognuno fa bene a fare cosa ritiene piu' opportuno, mentre nell'articolo c'era una critica a chi sceglie di leggere pochi fumetti...cosa che, personalmente, trovo legittima...tutto qua! Peace!

marco turini ha detto...

quoto susanna!...che lei le cose le sa dire bene ;)

marco turini ha detto...

Ah, interessante osservazione di Tommaso....in effetti hai ragione, puo' dare questa impressione e concordo che sia un impressione sgradevole. Ma non e' cosi' credimi, io considero il ''media'' fumetto uno dei mezzi espressivi piu' forti ed efficaci, l'amore per il media e' senza dubbio molto grande.....ma l'amore per il ''media'' non dovrebbe oscurarne il contenuto ( che, ripeto, e' soggettivo ).

marco turini ha detto...

Ti devo pero' chiedere scusa Diego, era un po' che non giravo tra forum e blog e non conoscevo la situazione. Il mondo del fumetto pare essere un covo di serpi, autori che criticano altri autori gratuitamente e insinuazioni varie. Capisco quindi, solo ora, il senso del tuo articolo che ( a parte la faccenda della lettura ;) ) condivido in pieno....MI sa che torno a non leggere blog e forum. Peace!

Fabio D'Auria ha detto...

Io leggo meno di un tempo, ma perchè ora lavoro "duro", ho due figli, una famiglia e una casa da gestire, ma vorrei tornare a leggere come e più di prima, prova ne è il fatto (testimone il mio fumettaro) che compro quasi tutto nella speranza di ricominciare improvvisamente a leggere (ho una liberia apposta per i "da leggere").

Però sia per passione che per lavoro non posso esimermi dallo sfogliare tutte le uscite, mi guardo tutte le previews online per guardare gli altri colleghi coloristi e disegnatori, seguo blog e siti del settore.
Credo che per tenere "la posizione" (se non per migliorare) bisogna conoscere e capire cosa c'è in giro.